Gano di Maganza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Supplizio di Gano, da un manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale di Francia

Gano di Maganza, o Magonza, è un personaggio della "Chanson de Roland", poema del ciclo carolingio.

Gano era patrigno di Orlando quindi cognato di Carlo Magno, avendo sposato la madre di Orlando, Berta, sorella di Carlo Magno, dopo la morte del marito, Milone, per mano dei Saraceni.

Pur essendo uno dei paladini del re, Gano tradisce la propria patria svelando ai Saraceni il modo per cogliere di sorpresa a Roncisvalle la retroguardia franca di ritorno dalla Spagna. A capo di essa c'è Orlando, suo figliastro e oggetto di odio, che esita a suonare l'olifante per chiedere soccorso, causando così la propria morte e quella dei suoi compagni. La retroguardia viene sconfitta, ma Gano avrà una punizione orribile per il suo tradimento: egli sarà squartato vivo e i suoi resti bruciati e sparsi al vento.

La storia e il personaggio di Gano daranno adito alla leggenda della presunta disonestà dei Maganziesi.

Gano di Maganza è anche un personaggio dell'opera dei pupi siciliana.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]