Cocito

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Il Cocito dantesco, illustrazione di Gustave Doré.
« Per ch'io mi volsi, e vidimi davante

e sotto i piedi un lago che per gelo
avea di vetro e non d'acqua sembiante »

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto XXXII)

Nella mitologia greca, il Cocito (in greco antico κωκυτός, Cocytos, che può significare lamento, pianto, ma anche fiume di ghiaccio) è uno dei cinque fiumi degli Inferi, il sotterraneo regno dei morti dominato dal dio Ade.

Questo immaginario luogo infernale viene ripreso anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri, nella quale viene però descritto non già come un fiume, ma come un enorme lago ghiacciato situato sul fondo dell'Inferno.

Il Cocito nella mitologia greca[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito della mitologia greca, e stando ad alcune tradizioni, il Cocito era un immenso lago ghiacciato che delimitava il confine tra il regno dei vivi e quello dei morti, in continuità con il più noto Acheronte, di cui era un affluente. I defunti chiamati ad attraversarlo erano costretti a pagare un obolo al traghettatore Caronte; coloro che non potevano permettersi la traversata erano costretti a vagare, come ombre, lungo le sue rive. Molte altre tradizioni, comunque, attribuiscono il ruolo di spartiacque dell'inferno greco al fiume Stige, ed altre ancora all'Acheronte. Oltre a questi, gli altri fiumi infernali della tradizione mitologica greca erano il Flegetonte e il Lete.

Il Cocito nella Divina Commedia[modifica | modifica sorgente]

Dante e Virgilio nel Cocito, illustrazione di Gustave Doré.

Nell'immaginaria descrizione dell'Inferno resa da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, il Cocito è un immenso lago ghiacciato situato nel nono cerchio dell'Inferno. Qui, sempre secondo Dante, vengono puniti i traditori, sommersi dal ghiaccio e colpiti continuamente dalle gelide raffiche di vento prodotte dalle immense ali di Lucifero. Nella descrizione dantesca, il Cocito viene dipinto come un luogo terrificante, la cui aria risuona dei lamenti delle anime sofferenti continuamente torturate dal gelido freddo del ghiaccio. Dante immagina che i peccatori qui puniti, colpevoli di tradimento, siano sepolti nel ghiaccio a varie profondità, a seconda della gravità del crimine. Di conseguenza, divide il Cocito in quattro zone circolari, concentriche tra loro:

  • la Caina, dove vengono puniti coloro che tradirono i propri parenti, seppelliti nel ghiaccio fino al collo; deve il suo nome al personaggio biblico Caino
  • l'Antenora, dove vengono puniti coloro che tradirono la propria patria, seppelliti fino alla cintola, con la parte superiore del corpo esposta ai gelidi venti infernali; deve il suo nome al personaggio dell'Iliade Antenore
  • la Tolomea, dove vengono puniti coloro che tradirono i propri ospiti, distesi supini con la parte posteriore del corpo immersa nel ghiaccio; deve il suo nome al personaggio biblico Tolomeo di Gerico. Una legge interna della Tolomea fa sì che alcune anime, al momento del tradimento, finiscano immediatamente lì, e sulla terra, dove il loro corpo è ancora vivo, vengano sostituite da diavoli.
  • la Giudecca, dove vengono puniti coloro che tradirono i propri maestri e benefattori, completamente immersi nel ghiaccio; deve il suo nome al personaggio dei vangeli Giuda Iscariota.

Al centro della Giudecca, l'ultima delle quattro zone concentriche, si trova Lucifero, immerso nel ghiaccio fino alla cintola. Questi viene descritto come un essere enorme, trifronte; con le sue tre fameliche bocche mastica in continuazione quelli che secondo Dante sono i tre massimi traditori della storia: Bruto e Cassio, traditori di Cesare, e, nella bocca centrale, Giuda, traditore di Gesù.

Dante giunge nel Cocito all'inizio del trentaduesimo canto dell'Inferno, e ne prosegue la descrizione nei due capitoli successivi, fino al trentaquattresimo, l'ultimo della cantica.

Nel Cocito, fra gli altri, Dante incontra il celebre Conte Ugolino, qui punito insieme al suo aguzzino, l'Arcivescovo Ruggieri, ed indiscusso protagonista del trentatreesimo canto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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