Tesauro Beccaria

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San Tesauro Beccaria
Tesauro Beccaria in un dipinto di Domenico Pestrini
Tesauro Beccaria in un dipinto di Domenico Pestrini

Abate e cardinale

Nascita  ?
Morte 12 settembre 1258
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 12 settembre
Tesauro Beccaria, O.S.B. Vallombrosae
cardinale di Santa Romana Chiesa
Nato Pavia
Creato cardinale 1255 da papa Alessandro IV
Deceduto Firenze, 12 settembre 1258
« Tu hai dallato quel di Beccheria

di cui segò Fiorenza la gorgiera. »

(Inf. XXXII, 118-119)

Tesauro Beccaria, conosciuto anche come Tesauro dei Beccheria o San Tesauro (Pavia, ... – Firenze, 12 settembre 1258), è stato un ecclesiastico ed un uomo politico, vissuto nel XIII secolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Discendente della nobile e importante famiglia pavese dei Beccaria, nacque a Pavia in data imprecisata. Entrò nella comunità dei Vallombrosani, un ramo dell'ordine benedettino, divenendone abate generale.

Papa Alessandro IV lo inviò a Firenze, come legato pontificio, con l'incarico di cercare un accordo tra le fazioni guelfa e ghibellina della città. Dopo la morte di Federico II (1250), la fazione guelfa aveva preso il sopravvento a Firenze, compiendo una lunga serie di vendette ed epurazioni che erano culminate con l'esilio delle famiglie ghibelline e con la distruzione delle loro case.

Nel 1258 Tesauro Beccaria fu arrestato con l'accusa d'aver segretamente trattato con Manfredi per favorire il rientro dei ghibellini a Firenze. Processato e condannato a morte, il 4 (o il 12) settembre 1258 venne giustiziato, mediante decapitazione, nell'antica Piazza di Sant’Apollinare, attualmente Piazza San Firenze. L'esecuzione causò alla città di Firenze l'interdetto papale che durò per oltre sette anni. L'uccisione dell'abate provocò anche la condanna da parte della Città di Pavia che minacciò di imprigionare i mercanti fiorentini e di confiscarne i beni. I fiorentini risposero, attraverso la penna di Brunetto Latini, che se l'abate fosse resuscitato mille volte, mille volte avrebbe meritato la morte, pur dichiarandosi disposti a trattative di pace.

Ipotesi sulla colpevolezza[modifica | modifica sorgente]

Sull'effettiva colpevolezza dell'abate gli studiosi sono piuttosto divisi, così come sulla sua investitura cardinalizia. Nonostante quel periodo fosse caratterizzato da grandi instabilità e confusione, resta difficile credere che il delegato pontificio tramasse con il principale nemico del papato contro i suoi sostenitori.

Quanto all'investitura, alcuni studiosi sostengono che Beccaria venne nominato cardinale da papa Alessandro IV nel 1254, altri che egli non venne nominato cardinale, ma che ricopriva la carica di vicario del cardinale Ottaviano degli Ubaldini.

Nel quadro di Domenico Pestrini (XVII secolo), conservato nella cappella di San Bernardo della Basilica di Santa Prassede in Roma, vengono rappresentati alcuni episodi della vita di San Tesauro Beccaria, mandato dal Papa Alessandro IV a Firenze, a sedare le discordie cittadine, e decorato della sacra porpora, nel momento di subire il martirio. È possibile che la notizia della nomina a cardinale fosse stata diffusa per scoraggiare i Guelfi fiorentini dal dare esecuzione alla condanna capitale dell'abate.

Dante Alighieri, che venne a conoscere la vicenda secondo la versione di Brunetto Latini, collocò l'abate nel nono cerchio dell'Inferno, nell'Antenora, tra i traditori della patria (Inf. XXXII 118-119).

Nell'abbazia di Vallombrosa, sita ad una quarantina di chilometri da Firenze, è conservata una tela di Niccolò Lapi (XVII secolo - XVIII secolo) che rappresenta, in chiave agiografica, l'esecuzione di Tesauro Beccaria.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

Nel martirologio benedettino è venerato, come cardinale martire, alla data 4 settembre e ricordato dalla Chiesa cattolica, come San Tesauro, il 12 settembre.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, Roma, Stamperia Pagliarini, 1792, I, pt. 2, 290-291;
  • Alfonso Chacón, Vitæ, et res gestæ Pontificvm Romanorum et S. R. E. Cardinalivm ab initio nascentis Ecclesiæ vsque ad Vrbanvm VIII. Pont. Max (2 volumi), Romae, Typis Vaticanis, 1630, II, col. 144;
  • (FR) Essai de liste générale des cardinaux. Les cardinaux du XIIIè siècle in Annuaire Pontifical Catholique 1929, Paris, Maison de la Bonne Presse, 1929, p. 123;
  • (DE) Conradus and Gulik, Guglielmus van Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, Volumen I (1198-1431), Münich, Sumptibus et Typis Librariae Regensbergianae, 1913; reprint, Padua, "Il Messaggero di S. Antonio", 1960, p. 7;
  • Agostino Paravicini Bagliani, Cardinali di curia e "familiae" cardinalizie. Dal 1227 al 1254. 2 vol. Padova, Antenore, 1972. (Italia sacra, 18-19), II, 539.