Vittorio Sermonti

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Vittorio Sermonti (Roma, 1929) è un attore italiano.

Laureato a Roma in Lettere, ha fuso la sua professione di attore con la sua passione per la letteratura; numerosissime opere – dalla poesia petrarchesca alla Commedia di Dante – sono state da lui recitate davanti a un grande numero di interessati.

Ha sposato Samaritana Rattazzi (nata nel 1947), figlia di Susanna Agnelli, da cui ha avuto i figli Pietro (1971),attore, ed Anna (1969).

Indice

[modifica] La Divina Commedia

Molto nota la sua opera iniziata nel 1985, anno dal quale si occupa in prevalenza di Dante e che lo ha spinto a curare, fra il 1987 e il 1992, con la consulenza scientifica di Gianfranco Contini e poi di Cesare Segre, un ciclo di trasmissioni radiofoniche serali, sulla terza rete, riguardanti la Divina Commedia: trasmissioni dalle quali ha poi sintetizzato i commenti, canto per canto, esposti in tre volumi pubblicati dalla Rizzoli.

Fra il 1995 e il 1998, ha raccontato e letto i cento canti della Commedia nella Basilica di S. Francesco a Ravenna, dove è sepolto il poeta. Straordinario il concorso del pubblico. Nel 1998 la Città di Ravenna gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Dal 1996 è membro dell'Accademia Virgiliana di Mantova e dal 1998 è componente del comitato d'onore della Società Dante Alighieri di Parigi.

[modifica] La musica

Un importante progetto con la drammaturgia e la voce di Vittorio Sermonti è stato realizzato nel 2001 all'interno della cinquantacinquesima stagione della Società Aquilana dei Concerti "Barattelli" in collaborazione con la RAI RadioTre dal titolo "Riraccontare Verdi" in occasione della ricorrenza centenaria della morte di Giuseppe Verdi. Furono commissionate quattordici brevi opere a quattordici compositori italiani su testo di Sermonti ispirate alle famose opere verdiane. Tra le principali opere ricordiamo quelle di Michele Dall'Ongaro "Gilda, mia Gilda" (per non dire Rigoletto); Fabrizio De Rossi Re "Tre per una" (per non dire l' Ernani); Alessandro Sbordoni "Si vulnerabil polpa" (per non dire Falstaff).

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