Pia de' Tolomei

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Pia de Tolomei, illustrazione di Gustave Doré
« "Deh, quando tu sarai tornato al mondo,

e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,

"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria

disposando m'avea con la sua gemma". »
(Purgatorio V, 130-136)

Pia de' Tolomei (Siena, ... – Maremma, XIII secolo) fu, secondo una tradizione legata agli antichi commentatori della Divina Commedia, una gentildonna senese identificata con la Pia citata da Dante nel V canto del Purgatorio.

La sua biografia è stata ricostruita a tavolino a partire dal passo dantesco, integrando varie informazioni d'archivio e su queste informazioni venne ricamato l'episodio dell'omicidio di Pia per permettere al marito di risposarsi con un'altra donna.

Nel canto V del Purgatorio di Dante Pia de' Tolomei appare come una donna molto dolce che vuole come unico scopo essere ricordata in terra per accelerare il suo purgarsi. Nel testo del canto si legge come una certa "Pia" si trovi tra i morti che hanno subito violenza e si sono pentiti solo in fin di vita, e che assieme ad altre anime scambia alcune parole con Dante.

Ella enuncia gentilmente e brevemente al pellegrino il luogo in cui nacque, Siena, e in cui fu uccisa, la Maremma. Allude attraverso una perifrasi al suo assassino: il marito. Ella assume un tono recriminatorio verso il suo uccisore, sembra infastidita dal fatto che prima egli la prese come sposa e successivamente la uccise. L'atteggiamento della donna nel raccontare la propria storia a Dante è distaccato e freddo, come a sottolineare il suo completo distacco dalla vita e dal mondo terreno; è l'unica anima nel canto, tuttavia, dalla quale traspare un velo di cortesia, chiedendogli di farle il favore di ricordarla in terra solo dopo essersi riposato dal lungo viaggio. Dopo infatti il tumultuoso crescendo del racconto dell'anima precedente, Bonconte da Montefeltro, il canto si chiude con il tono elegiaco e malinconico dell'appello di Pia.

Quel ricorditi di me... così struggente è diventato uno dei versi più famosi del poema (anche se non è l'unica anima a formulare tale richiesta) ed è permeato di lieve dolcezza femminile, sottolineato dalla familiarità di farsi chiamare con l'articolo determinativo davanti al nome (la Pia). Pia ha bisogno che Dante preghi per lei perché sa che nessuno della sua famiglia lo farebbe, quindi lo chiede a Dante per accelerare la sua salita verso il paradiso.

Nonostante ciò, questo non basta a spiegare la celebrità di questo passo, che è dovuta soprattutto all'alone di mistero che circonda questa figura. L'identificazione con Pia de' Tolomei è ormai universalmente accettata, anche se in fondo non è mai stata documentata da vere prove. I commentatori antichi del poema la indicarono subito come una donna della famiglia dei Tolomei di Siena.

Ella sarebbe stata sposata a Nello dei Pannocchieschi, del quale si sa che fu signore del Castel di Pietra in Maremma, podestà di Volterra e Lucca, capitano della taglia guelfa nel 1284 e vissuto almeno fino al 1322. È documentato il suo secondo matrimonio, come vedovo, con Margherita Aldobrandeschi contessa di Soana e Pitigliano, e in questo vuoto (gli archivi tacciono su chi fosse stata la prima moglie di Nello) fu inserita la figura di Pia de' Tolomei.

Nello infatti possedeva il Castel di Pietra in Maremma, dove nel 1297 egli avrebbe fatto assassinare la donna, facendola gettare da una finestra, dopo averla rinchiusa per un po' nel suo castello, forse per la scoperta della sua infedeltà, forse per liberarsi di lei desiderando il nuovo matrimonio.

Secondo altri commentatori antichi potrebbe essere stata uccisa perché avrebbe commesso qualche fallo (tesi di Jacopo della Lana, l'Ottimo e Francesco da Buti), o, secondo altri ancora (quali Benvenuto e l'anonimo fiorentino del XIV secolo), per uno scatto di gelosia.

[modifica] Media

La fama del personaggio di Pia de' Tolomei è documentata da numerosi libri, alcuni anche monografici, e film sulla sua storia, oltre a un'opera di Donizetti che ne rinverdì il mito nell'Ottocento e un musical in realizzazione, anticipato dall'album Pia come la canto io di Gianna Nannini.

[modifica] Bibliografia

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