Matteo Bandello
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Matteo Bandello (Castelnuovo Scrivia, 1485 – Bassens, 1561) è stato uno scrittore italiano del Cinquecento.
Tra il 1494 e il 1497 era seminarista presso il convento dei monaci della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano ed era il nipote del priore. Qui ebbe modo di osservare Leonardo da Vinci intento nella realizzazione dell'Ultima cena sulla parete del refettorio. Nella Novella LVIII (1497) raccontava come Leonardo lavorasse attorno al Cenacolo: "Soleva [...] andar la mattina a buon'ora a montar sul ponte, perché il cenacolo è alquanto da terra alto; solve, dico, dal nascente sole sino a l'imbrunita sera non levarsi mai il pennello di mano, ma scordatosi il mangiare e il bere, di continovo dipingere. Se ne sarebbe poi stato dui, tre e quattro dì che non v'avrebbe messa mano e tuttavia dimorava talora una o due ore del giorno e solamente contemplava, considerava ed essaminando tra sé, le sue figure giudicava. L'ho anco veduto secondo che il capriccio o ghiribizzo lo toccava, partirsi da mezzo giorno, quando il sole è in lione, da Corte vecchia ove quel stupendo cavallo di terra componeva, e venirsene dritto a le Grazie ed asceso sul ponte pigliar il pennello ed una o due pennellate dar ad una di quelle figure, e di solito partirsi e andar altrove".
Compiuti gli studi a Pavia, condusse vita mondana nonostante fosse entrato a far parte dell'ordine dei Domenicani (dal quale uscirà nel 1526).
Dopo aver lavorato come diplomatico al seguito di diversi signori, sfruttò i legami con il re di Francia (presso la cui corte aveva soggiornato per due anni) per diventare vescovo di Agen, cittadina francese in cui visse fino alla morte.
L'importanza letteraria di Bandello va ricercata - più che in alcune opere minori come un Canzoniere in stile petrarchesco ed ai capitoli de "Le tre Parche" - nella ampia produzione di novelle (in totale 214) contenute in tre libri pubblicati nel 1554 ed in una quarta parte pubblicata postuma nel 1573.
Nel suo novelliere, pensato per un pubblico cortigiano, Bandello abolisce la cornice e premette a ogni novella una dedica ad un personaggio illustre, nella quale fa riferimento all’occasione un cui sarebbe stata raccontata la novella stessa: in questo modo la narrazione non viene riferita ad una società ideale, ma alle occasioni reali di incontro della società contemporanea. I materiali narrativi hanno le origini più diverse, e diverse sono le ambientazioni, ma i diversi racconti intendono essere una vera e propria cronaca della vita contemporanea.
Per quanto concerne il problema della lingua, Bandello rifiutò i canoni bembeschi, preferendo un linguaggio di uso tipicamente cortigiano.
William Shakespeare conobbe la traduzione francese delle novelle di Bandello, da cui trasse il soggetto per le commedie Molto rumore per nulla e La dodicesima notte. Anche la tragedia Romeo e Giulietta si ispira a un testo di Bandello, che aveva rielaborato un racconto del vicentino Luigi Da Porto, l'Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti, scritta nel 1529.
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di Matteo Bandello
[modifica] Collegamenti esterni
- Le novelle, testi integrali in più volumi dalla collana digitalizzata "Scrittori d'Italia" Laterza
- Sito ufficiale del Centro Studi Matteo Bandello e la Cultura Rinascimentale
- Opere di Bandello: concordanze e liste di frequenza
- Novelle (con collegamenti in Books Google dalla Biblioteca della Corte dei Rossi)
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