Prata (Massa Marittima)

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Prata
frazione
Panorama di Prata
Panorama di Prata
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Massa Marittima-Stemma.png Massa Marittima
Territorio
Coordinate 43°04′59″N 10°59′07″E / 43.083056°N 10.985278°E43.083056; 10.985278 (Prata)Coordinate: 43°04′59″N 10°59′07″E / 43.083056°N 10.985278°E43.083056; 10.985278 (Prata)
Altitudine 620 m s.l.m.
Abitanti 559 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58024
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti pratigiani
Patrono Madonna del Canale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Prata

Prata è una frazione del comune di Massa Marittima, in provincia di Grosseto.

Il borgo è situato a circa 12 km a nord-est del capoluogo comunale nell'area delle Colline Metallifere grossetane.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prata è documentata come castello medievale fino dall'XI secolo. I signori del castello, feudatari di origine tedesca probabilmente scesi in Toscana al seguito dell'imperatore Ottone III e connessi da legami di sangue con gli Alberti di Prato e di Monterotondo, erano ghibellini. Specie da quando, nel 1270, Siena divenne guelfa e intensificò la sua spinta verso il mare, il castello di Prata, che dominava la strada principale tra Siena e la costa, divenne oggetto delle mire senesi. Malgrado il sostegno degli altri castelli ghibellini della Maremma, Prata, dopo anni di insurrezioni e di guerriglia, si arrese a Siena nel 1289 dopo un assedio intermittente di quattro anni, ed entrò a far parte del territorio della Repubblica di Siena.

Nel 1489, a seguito di un'altra insurrezione, Siena smantellò il castello e ne cedette il territorio allo Spedale di Santa Maria della Scala. Lo Spedale utilizzò il territorio di Prata per l’allevamento del bestiame e dominò la vita economica del borgo per quasi tre secoli. Il centro di Prata passò al Granducato di Toscana a metà Cinquecento, a seguito della definitiva caduta della Repubblica di Siena, e da allora ne seguì le sorti. Nell'ultimo quarto del XVIII secolo il granduca Pietro Leopoldo, nell’ambito della sua politica di smembramento dei latifondi, obbligò lo spedale a vendere le sue proprietà. Circa nello stesso periodo (1783) una riforma municipale inserì la comunità di Prata nel Comune di Massa Marittima.

Nei primi mesi dell'Ottocento il paese fu al centro di alcuni episodi di guerriglia contro le truppe francesi che rioccupavano la Toscana dopo la battaglia di Marengo. Alla fine i francesi assalirono e saccheggiarono Prata per tre giorni, dal 10 al 13 marzo 1801.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Resti del cassero

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Pieve di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale della frazione, se ne hanno notizie sin dall'XI secolo ed ha subito delle ristrutturazioni settecentesche.
  • Chiesa di San Sebastiano della Misericordia, situata poco fuori dal paese, fu edificata nel XIX secolo a navata unica, con facciata di ispirazione neoclassica.
  • Oratorio della Madonna alla Fonte Vecchia, situata nei boschi fuori dal paese e legata ad una leggenda locale.
  • Cappella dell'Ascensione, situata in località Gabellino.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Cassero Senese, documentato fin dall'XI secolo. Oggi è possibile vederne la struttura, risalente agli anni tra il XIII ed il XIV secolo, inglobata all'interno di alcune abitazioni del centro storico della frazione. È andata completamente perduta invece la cinta muraria.

Società[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

A Prata si festeggia ogni lunedì di Pentecoste la Festa della Madonna del Canale, presso l'Oratorio della Madonna alla Fonte Vecchia, ad un chilometro di distanza dal paese. Secondo la leggenda la Madonna apparve in questo luogo e per ricordare tale evento fu realizzata un'edicola votiva con un affresco raffigurante la Vergine (1680); quando l'edicola si deteriorò, l'affresco fu riprodotto su di una tela spostata nella chiesa di Prata, ma per due volte scomparve e riapparve presso la fonte. Fu visto come un segno divino e qui venne realizzato l'oratorio che vediamo oggi: la popolazione di Prata, da allora, in segno simbolico riporta la tela in questione dal paese all'oratorio con una solenne processione ogni tre anni.[1]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La tortuosità della strada che conduce a Prata, dovuta al susseguirsi di numerose curve, è entrata a far parte di un modo di dire maremmano, che viene rivolto generalmente a persone nervose oppure in non perfette condizioni fisiche:

« Sei storto
come la strada di Prata »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Madonna del Canale sul sito del Comune.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Mazzolai. Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura. Firenze, Le Lettere, 1997.
  • Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e castelli della provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.
  • Valentino Baldacci (a cura di). I luoghi della fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo (Regione Toscana). Firenze, 2000..
  • Mario Sica (a cura di). Statuti della Comunità di Prata. Roma, Fratelli Palombi, 1994.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]