Luigi Pulci
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Luigi Pulci (Firenze, 15 agosto 1432 – Padova, 11 novembre 1484) è stato un poeta italiano famoso soprattutto per il Morgante, storia epica e parodistica di un gigante che convertito al cristianesimo si mette al seguito di Orlando.
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[modifica] Biografia
Dopo una giovinezza irrequieta angustiata dalle ristrettezze economiche (i Pulci erano una nobile famiglia decaduta), fu introdotto presso la famiglia Medici (1461), dove entrò presto nelle grazie del giovane Lorenzo, con il quale condivise lo spirito giocoso che contraddistinse le sue prime opere poetiche ("Beca di Dicomano", parodia dell'opera di Lorenzo "Nencia da Barberino", a sua volta parodia dell'amor cortese). Tra il 1473 e il 1474 si sposò con Lucrezia degli Albizzi. Nello stesso periodo il clima della cerchia medicea, dapprima molto influenzato dal suo umore bizzarro e giocoso, si modificò notevolmente per l'importanza assunta dai filosofi "platonici" dell'Accademia (Ficino, Pico, Landino); il Pulci entrò in conflitto con questi personaggi ed ebbe un'aspra polemica con Ficino sull'immortalità dell'anima. Perciò il Magnifico lo lasciò ai margini. Questo e le difficoltà finanziarie che colpirono i fratelli Luca e Bernardo intorno al 1470, costrinsero il Pulci ad allontanarsi da Firenze per (missioni diplomatiche a Camerino, Foligno e Napoli) e ad entrare al servizio del condottiero milanese Roberto Sanseverino, che seguì in vari viaggi (Milano, Pisa e Venezia). Nel marzo del 1481 fu nominato capitano di Val di Lugana, feudo del Sanseverino. Ammalatosi durante un viaggio, morì a Padova nel 1484 e fu sepolto in terra sconsacrata come eretico, poiché le sue opere si spinsero al confine della miscredenza e dell'ambiguità ideologica.
[modifica] Opere
| Per approfondire, vedi la voce Morgante (poema). |
Il Morgante uscì nel 1478 in 23 canti e nel 1483, nell’edizione definitiva, in 28 canti. E’ il capolavoro del Pulci e uno dei poemi più singolari della letteratura italiana, dato il tono giocoso e le avventure mirabolanti d alcuni personaggi. Narra le vicende di Orlando e Rinaldo, i paladini di Carlo Magno.
[modifica] La poetica
Nella poetica di Pulci prevale uno spirito giocoso e spregiudicato, il piacere della burla si manifesta in tutte le sue opere. Proprio in questa dissacrazione di tutto ciò che è tradizione, nel linguaggio popolaresco, consiste l’originalità dell’autore. La sua scanzonatezza è l’ennesimo indizio del “rinascimento” dello spirito umano mutato ad una dimensione prettamente terrena e concreta.
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