Assedio di Lisbona

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Assedio di Lisbona
parte della Reconquista e della Seconda Crociata
L'assedio di Lisbona di D. Afonso Henriques di Joaquim Rodrigues Braga (1840): una visione romantica.
L'assedio di Lisbona di D. Afonso Henriques di Joaquim Rodrigues Braga (1840): una visione romantica.
Data 1º luglio — 24 ottobre 1147
Luogo Lisbona, Portogallo
Causa Tentativo di riconquista di Lisbona
Esito Vittoria dei Portoghesi e dei crociati
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
13.000 uomini:
  • 6.000 Inglesi
  • 5.000 Tedeschi
  • 2.000 Fiamminghi
~7.000 uomini
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L'assedio di Lisbona, dal 1 luglio al 25 ottobre del 1147, è l'azione militare che portò la città di Lisbona sotto il controllo definitivo dei portoghesi e scacciò i Mori. L'assedio di Lisbona fu una delle poche vittorie cristiane durante la Seconda Crociata ed è considerata come una battaglia cruciale della più estesa Reconquista.

La caduta di Edessa nel 1144 condusse alla richiesta di una nuova crociata da parte di Papa Eugenio III nel 1145 e 1146. Nella primavera del 1147, il Papa autorizzò la crociata nella Penisola Iberica. Egli autorizzò inoltre Alfonso VII di Castiglia ad unire le sue campagne contro i Mori con il resto della Seconda Crociata. Nel maggio del 1147, il primo contingente di crociati partì da Dartmouth, in Inghilterra per la Terra Santa. Ma le condizioni climatiche avverse obbligarono le navi a fermarsi lungo le coste portoghesi, attraccarono presso la città di Porto, nel nord del Portogallo il 16 giugno del 1147. In quel luogo furono convinti ad incontrare il Re Alfonso I.

I crociati concordarono di aiutare il Re nell'attacco a Lisbona grazie ad un solenne accordo che offriva ad essi la possibilità del saccheggio dei viveri della città e del denaro del riscatto per i prigionieri previsti. L'assedio iniziò il primo giorno di luglio. Dopo quattro mesi, il 24 di ottobre, i governanti Mori si arresero, principalmente a causa della scarsità di cibo nella città. La maggior parte dei crociati si stabilì nella città appena liberata, ma alcuni di essi salparono a bordo della loro nave e continuarono il cammino verso la Terra Santa. Lisbona divenne infine la capitale del Regno del Portogallo nel 1255.

Seconda Crociata[modifica | modifica wikitesto]

La caduta di Edessa condusse a Papa Eugenio III a richiedere una nuova Crociata nel 1145 e nel 1146. Nella primavera del 1147, il Papa autorizzò inoltre una crociata nella Penisola iberica, dove la guerra contro i Mori stava andando avanti da centinaia di anni[1]. All'inizio della Prima Crociata nel 1095, Papa Urbano II aveva esortato i crociati iberici (Portoghesi, Castigliani, Leonesi, Aragonesi e altri) a rimanere a casa, luogo di una guerra che veniva considerata degna quanto quella dei crociati in Terra Santa. Papa Eugenio III incoraggiò Marsiglia, Pisa, Genova, ed altre città marittime del Mediterraneo ad andare a combattere nella Penisola Iberica. Egli autorizzò inoltre Alfonso VII di Castiglia ad unire le sue campagne di guerra contro i Mori con il resto della Seconda Crociata[2].

Il 19 maggio 1147 il primo contingente di crociati partì da Darmouth in Inghilterra con uomini delle più diverse origini: Fiamminghi, Frisoni, Normanni, Inglesi, Scozzesi, e altri da Colonia[3], che insieme si consideravano Franchi[4]. Nessun principe o re comandava questa parte della crociata: l'Inghilterra a quel tempo si trovava nel mezzo dell'Anarchia. La flotta era comandata da Henry Glanville, Conestario[5] di Suffolk. Alcuni tra gli altri capitani di Crociata erano Arnold III di Aerschot, Christian di Ghistelles, Simon di Dover, Andrew di Londra e Saher di Archelle[6].

Sforzi reindirizzati[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto riferisce lo storico Odo di Deuil c'erano 164 navi dirette verso la Terra Santa, e potrebbero essercene state 200 quando raggiunsero la costa portoghese ad attraccarono nella città di Porto a causa delle pessime condizioni climatiche. In quel luogo i crociati furono convinti dal vescovo, Pedro II Pitões ad incontrare il Re del Portogallo Alfonso I. Il Re, che aveva raggiunto il fiume Tago e aveva conquistato Santarém nel mese di marzo, stava anche negoziando con il Papa per il riconoscimento del suo titolo di Re. Egli fu avvertito dell'arrivo della prima parte del gruppo di crociati e si affrettò per incontrarli.

I guerrieri decisero di aiutarlo nella riconquista di Lisbona. Alfonso promise di dividere i territori conquistati tra i capi della crociata come feudi. Egli si riservò il potere di advocatus e sollevò coloro i quali erano all'assedio e i loro eredi che commerciavano in Portogallo dalla tassa commerciale chiamata la pedicata. Gli inglesi inizialmente non erano entusiasti di partecipare ma Henry Glanville li convinse.Gli ostaggi furono scambiati come garanzia per i giuramenti.

Alfonso I del Portogallo in un ritratto non contemporaneo.

La caduta di Lisbona[modifica | modifica wikitesto]

L'assedio di Lisbona iniziò il primo luglio. I cristiani catturarono in breve tempo i territori circostanti Lisbona e assediarono il muri della stessa città, sebbene i Musulmani che difendevano Lisbona riuscirono a distruggere le loro armi da assedio. Dopo quattro mesi, i governanti Mori si arresero, era il 21 ottobre, principalmente a causa della scarsità di cibo in città che stava dando rifugio alle popolazioni dislocate nella zona da Santarém alle città di Sintra, Almada e Palmela. Dopo una breve insurrezione violenta che i cronisti Anglo-Normanni attribuiscono agli uomini di Colonia e ai Fiamminghi, i conquistatori Cristiani entrarono in città il 25 ottobre. I termini della resa prevedevano che le guarnigioni dei Musulmani avevano il permesso di conservare le loro proprietà e potevano vivere all'interno della città, tuttavia appena i Cristiani entrarono in Lisbona queste condizioni non furono rispettate.

« Il nemico, quando fu sconfitto, lasciò la città attraverso tre cancelli, il flusso di persone continuò da sabato mattina fino al mercoledì successivo. C'era un enorme numero di persone che sembrava che tutta la Spagna si fosse unita nella folla[7]. »
(Osberno, De expugnatione Lyxbonensi)

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei crociati si stabilì nella città appena conquistata, ma altri salparono con le navi e continuarono verso la Terra Santa. Nonostante la natura contrattuale della resa della città, una leggenda narra che essa derivò dal sacrificio del nobile e guerriero portoghese Martim Moniz, che utilizzò il suo stesso corpo per tenere le porte del Castello di São Jorge aperte così da permettere la sua presa da parte dell'esercito dei Cristiani. Lisbona divenne la capitale del Regno di Portogallo nel 1255. La vittoria fu un punto di svolta nella storia del Portogallo e della più grande opere della Reconquista, che venne completata nel 1492.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'inizio tradizionale della Reconquista si fa risalire alla sconfitta dei Musulmani a Covadonga, nel 722, vedere Riley-Smith (1990) p.32.
  2. ^ Riley-Smith (1990) p.48.
  3. ^ Colonia nel medioevo era alleata di Londra per il commercio della lana.
  4. ^ Questa espressione è usata frequentemente nella cronaca dell'assedio, De expugnatione Lyxbonensi, attribuita nel sedicesimo secolo a "Osberno".
  5. ^ Nel Medioevo il Conestario era la figura di un alto dignitario di Corte oppure un comandante delle milizie.
  6. ^ Phillips (2007) p.143
  7. ^ Brundage (1962) p.97-104.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Steven Runciman, A History of the Crusades, vol. II: The Kingdom of Jerusalem and the Frankish East, 1100-1187, Cambridge University Press, 1952.
  • James Brundage, The Crusades: A Documentary History, Milwaukee, WI, Marquette University Press, 1962.
  • Jonathan Riley-Smith, The Atlas of the Crusades, New York, Facts on File, 1990, ISBN 0-8160-2186-4.
  • Jonathan Phillips, The Second Crusade: Extending the Frontiers of Christendom, New Haven, CT, Yale University Press, 2007, ISBN 978-0-300-11274-0.

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

  • Odo di Deuil. De profectione Ludovici VII in orientem. Edito e tradotto da Virginia Gingerick Berry. Columbia University Press, 1948.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]