Arturo III di Bretagna

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Raffigurazione di Arturo, XV secolo
Arme di Bretagna

Arturo III, noto come Arturo di Richemont, detto il Connestabile di Richemont o anche il giustiziere (24 agosto 139326 dicembre 1458), fu signore di Parthenay, conte di Richmond in Inghilterra ed undici mesi prima della fine della sua esistenza, duca di Bretagna e conte di Montfort, avendo ereditato questi ultimi due titoli alla morte del nipote Pietro II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla famiglia dei Montfort, fu il figlio più giovane del duca Giovanni V di Bretagna e della terza moglie Giovanna di Navarra. Arturo era anche conte di Richmond, titolo spesso concesso ai duchi di Bretagna dalla corona inglese, ma dopo la morte del padre, gli inglesi si rifiutarono di riconoscere gli eredi come legittimi successori. Ciò nonostante, la dinastia bretone continuò ad utilizzare il titolo, mentre da parte inglese lo stesso fu assunto da Giovanni, duca di Bedford nel 1414.

Arturo fu un'importante figura della corte francese, anche prima di divenire duca di Bretagna. Fu inoltre sostenitore di Giovanna d'Arco, eroina di Francia. Egli si distinse per la tenacia ed il pessimo carattere, caratteristiche che lo portarono ad essere espulso dalla corte nel 1427. Nel 1435 tuttavia, Arturo giocò un ruolo importante nel trattato di Arras, stipulato tra Carlo VII di Francia e Filippo III di Borgogna.

Egli parteggiò per gli armagnacchi, contro i borgognoni, durante la guerra civile che sconvolse la Francia tra il 1410–1414. Combatté alla battaglia di Agincourt, ove fu ferito e catturato. Fu rilasciato dagli inglesi nel 1420 e convinse il fratello, il duca Giovanni, a firmare il trattato di Troyes. Nel 1422, gli inglesi lo nominarono duca di Turenna. Arturo, malgrado ciò, successivamente tornò fedele al Delfino (1424); fu nominato Connestabile di Francia nel 1425 e si batté insieme a Giovanna d'Arco nella battaglia di Patay (1429). In seguito collaborò alla realizzazione del trattato di Arras (1435), che sancì la pace tra Francia e Borgogna, portando poi alla sconfitta finale degli inglesi. Nel 1436, insieme al Bastardo d'Orléans, riconquistò Parigi[1]. Arturo partecipò alla battaglia di Formigny, che segnò la riconquista francese della Normandia.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Arturo si sposò tre volte con:

  1. Margherita di Borgogna (†1441) a Digione il 10 ottobre 1423. Ella era la figlia di Giovanni di Borgogna e la vedova del Delfino Luigi, duca di Guienna.
  2. Giovanna II d'Albret (†1444) a Nérac il 29 agosto 1442. Ella era la figlia di Carlo II di Dreux.
  3. Caterina di Saint Pol (†1492) il 2 luglio 1445. Ella era la figlia di Pietro I di Lussemburgo-Saint Pol.

Non ebbe figli legittimi, bensì una figlia naturale, Jacqueline, che fu legittimata nel 1443. Lo sostituì sul trono bretone, dopo la sua morte, il nipote Francesco II, conte di Étampes.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Garnier, Dunois le bâtard d'Orléans, Parigi, Éditions F. Lanore, 1999, ISBN 2-85157-174-5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Connestabile di Francia Successore
Carlo II di Lorena 1425 - 1458 vacante fino al 1465


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