Carlo V di Francia
Carlo V, detto il Saggio, in francese Charles V le Sage (Vincennes, 21 gennaio 1338 – Nogent-sur-Marne, 16 settembre 1380), fu duca di Normandia dal 1350 e re di Francia dal 1364 alla sua morte. Carlo, terzo re di Francia del ramo della dinastia capetingia detto dei Valois, era il figlio maschio primogenito del duca di Normandia, conte d'Angiò, del Maine e di Poitiers, duca di Aquitania e di Borgogna e re di Francia, Giovanni II il Buono, e di Bona di Lussemburgo.
[modifica] BiografiaNato nel castello di Vincennes (Ile-de-France, Francia), Carlo fu investito del titolo di Delfino, in quanto figlio del futuro re di Francia Giovanni. Egli fu quindi il primo erede al trono francese ad usare questo titolo da quando Umberto II di Albon, nel 1349, aveva venduto la contea di Vienne, detta Dauphiné, al re Filippo VI di Francia a condizione che il titolo nobiliare di Delfino venisse riservato all'erede al trono di Francia. [modifica] Il delfino
Nel 1355, Carlo, dal padre, Giovanni II, venne investito del titolo di duca di Normandia. In quello stesso anno, Carlo concluse un trattato col conte Verde, Amedeo VI di Savoia, con cui Carlo riceveva dal conte le terre che possedeva nel Delfinato, mentre Amedeo VI riceveva da Carlo tutti i territori del genevese. Nell'estate del 1356, il re di Navarra e di conte d'Évreux, Carlo II detto il Malvagio cercò di attirare in una congiura di normanni e navarrini contro Giovanni II il figlio maggiore, l'erede al trono di Francia, il delfino, Carlo il Saggio; Giovanni II reagì facendo imprigionare in Normandia il re di Navarra. Richiesto da Normanni e Navarrini, il re d'Inghilterra, Edoardo III intervenne e, da Bordeaux, si mosse il figlio del re inglese Edoardo il Principe Nero, che nelle vicinanze di Poitiers, affrontò e sconfisse i francesi nella Battaglia di Poitiers, in cui il re di Francia Giovanni II fu fatto prigioniero. Sempre nel 1356, Carlo, come conte del Delfinato, feudo imperiale, si era recato a Metz per rendere omaggio all'imperatore, Carlo IV, ma quando la dieta si svolse, a dicembre, ormai suo padre Giovanni II era stato fatto prigioniero degli inglesi; allora Carlo chiese l'aiuto dell'imperatore, che concesse a Carlo l'investitura del Delfinato, lo nominò vicario imperiale per la regione, ma non fece altro a favore della Francia. [modifica] Il reggenteCarlo il Saggio, delfino di Francia e duca di Normandia, governava il regno di Francia, appoggiato da un consiglio di nobili, di cui faceva parte Étienne Marcel, un ricco commerciante di drappi, che voleva portare cambiamenti nella politica francese, che aveva il favore della popolazione di Parigi e che era partigiano di Carlo il Malvagio, del quale chiedeva la liberazione. Nel novembre del 1357 Carlo II di Navarra riuscì ad evadere dal castello di Arleux e raggiunse Parigi, dove fece alleanza col Marcel. I due, pensando di poter controllare il delfino, lo nominarono reggente del regno. Il delfino però, con un pretesto, lasciò Parigi ed a Compiègne, come reggente, convocò un'assemblea degli stati generali, a lui fedele, e cominciò a raccogliere truppe per la sua causa. I due schieramenti (i lealisti del delfino ed i navarrini, appoggiati dagli inglesi) cominciarono a fare razzie nelle campagne intorno a Parigi, portando ai contadini disagi e sofferenze, per cui il 28 maggio 1358, dopo l'uccisione di alcuni signorotti nella zona di Beauvais in Piccardia, esplose improvvisa la collera contadina contro la nobiltà, colpevole della sconfitta francese di Poitiers, nella rivolta che fu detta Jacquerie [1] ed era guidata da Guglielmo Carle [2]. La rivolta colpì la nobilta soprattutto coi saccheggi delle dimore nobiliari e dei castelli. Étienne Marcel, senza arrivare ad una vera e propria alleanza, appoggiò la jacquerie mentre Carlo il Malvagio riuscì, con l'inganno ed il tradimento, a catturare Guglielmo Carle ed a farlo giustiziare decretando la fine della rivolta che nella seconda metà di giugno, priva di capi, fu repressa nel sangue dalla nobiltà (già il 24 giugno erano morti più di 20.000 contadini). Forse il re di Navarra aveva intenzione di entrare a Parigi e proclamarsi re di Francia ma, quando il 21 luglio 1358 il popolo parigino uccise Étienne Marcel, rinunciò. Il 2 agosto a Parigi entrò il delfino, accolto con entusiasmo. Convocati gli stati generali, fu decretato di far guerra agli inglesi, ma il delfino preferì attaccare il re di Navarra e la città di Melun fu assediata; per paura che Carlo il Malvagio ottenesse l'aiuto inglese, nel giugno del 1359 fu siglata la pace, che vedeva il re di Navarra mantenere tutte le sue proprietà e riceverne altre in cambio di Melun, ed in più il permesso di rientrare a Parigi.
1365: La Francia dopo il trattato di Brétigny, confermato a Calais.
In rosso: le proprietà inglesi prima del trattato. In verde chiaro: le proprietà del re di Navarra, Carlo il Malvagio, nella penisola iberica e nel nord delle Francia. In viola: I territori ceduti dalla Francia agli inglesi dopo Brétigny. [modifica] Il trattato di BrétignyLa tregua di Bordeaux, però era scaduta e Edoardo III, in autunno, marciò su Reims per farsi incoronare re di Francia. ma Reims non lo fece entrare, allora Edoardo pose il campo invernale in Borgogna e, in primavera, si presentò davanti a Parigi.
Giovanni II arrivò a Calais in luglio, si attesero gli ostaggi e furono raccolte solo 400.000 corone, Edoardo III si accontento e il 24 ottobre 1360 il trattato di Brétigny fu ratificato (pace di Calais). [modifica] Seconda reggenzaGiovanni II, dato che il suo secondogenito, Luigi, duca d'Angiò, era venuto meno alla parola data ed era fuggito dalla prigione, per salvare l'onore si riconsegnò agli inglesi. Il delfino, Carlo, fu nominato reggente e Giovanni, a gennaio del 1364, rientrò a Londra dove morì l'8 aprile 1364. Carlo il Malvagio, ritenendosi espropriato[3] del ducato Borgogna, dopo la partenza di Giovanni II, che, alla morte di Filippo di Rouvres, nel 1361, aveva deciso di incamerare il ducato nei domini della corona e nel 1363 si era recato personalmente a Digione per prenderne possesso e consegnarlo al figlio maschio quartogenito, Filippo (1342-1404), detto l'Ardito, aprì nuovamente le ostilità contro il delfino, Carlo il Saggio.
Ma prima che Carlo il Malvagio avesse iniziato le operazioni militari, il generale di Carlo V, Bertrand du Guesclin, aveva già conquistato Mantes e Meulan, e l'esercito navarrino che fu inviato contro il Guesclin fu sconfitto presso Cocherel, per cui Carlo il Malvagio fu espulso dalla valle della Senna. [modifica] Il reCarlo V fu incoronato re di Francia nel 1364, il 19 maggio nella cattedrale di Reims. Dopo circa un anno di scontri in Normandia, senza grandi successi, per entrambe le parti, il 3 marzo 1365, a Pamplona, fu firmata la pace tra il re di Francia e Carlo il Malvagio che, pur rinunciando ad ogni pretesa sul trono di Francia, non volle giurare fedeltà al re. Il giuramento di fedeltà lo fece poi solo nel 1371, col trattato di Vernon del 29 marzo), dove in cambio ricevette la sovranità su Montpellier. .Nel 1365, anche il nuovo duca di Bretagna, Giovanni di Montfort fece omaggio di sottomissione al re di Francia, Carlo V. [modifica] La guerra civile di CastigliaNel 1366, Carlo V il Saggio appoggiò la sollevazione contro il re di Castiglia, Pietro i il Crudele, guidata dal fratellastro, Enrico conte di Trastamara. Pietro invece era appoggiato dagli inglesi del principe di Galles, Edoardo il Principe Nero, che avevano base a Bordeaux, ed dal re di Navarra, Carlo II il Malvagio, che aveva permesso il passaggio a Edoardo che, il 3 aprile 1367, vinse la battaglia di Nájera, e fece prigioniero il comandante delle truppe avversarie, Bertrand du Guesclin. Ma Edoardo era ammalato e dovette lasciare la Castiglia. Dopo che, per tutto il 1368 la situazione era rimasta in stato di stallo, nelle vicinanze di Montiel e il 14 marzo 1369, Enrico di Transtamara lanciò l'offensiva finale che sbaragliò le truppe di Pietro, che quella notte si trovò di fronte al fratellastro. I due si scagliarono uno contro l'altro e, quando sembrava che Pietro avesse la meglio, du Guesclin intervenne e atterrò Pietro che fu sopraffatto e ucciso da Enrico, che gli successe sul trono. [modifica] Il matrimonio del fratelloNel 1369, riuscì a combinare il matrimonio di suo fratello, il duca di Borgogna, Filippo detto l'Ardito con la vedova di Filippo di Rouvres, Margherita di Mâle o di Dampierre, ereditiera delle contee di Fiandra, di Nevers, di Rethel, di Borgogna e di Artois e dei ducati di Brabante e Limburgo. [modifica] La ripresa della guerra contro gli inglesiLa guerra con gli inglesi riprese e Carlo che aveva riorganizzato l'esercito, nel 1370, nominò du Guesclin conestabile del regno che in quell'anno sconfisse gli inglesi e conquistò Limoges; il principe di Galles, Edoardo, allora, riprese il comando delle operazioni, riconquistò la città e la saccheggiò; poi rientrò in Inghilterra per l'aggravarsi della malattia. Comunque le vittorie del du Guesclin continuarono, riconquistando prima il Poitou e poi la Bretagna (1373). Nel 1378, il conte di Foix catturò alcuni agenti del re di Navarra e provò a Carlo V il Saggio, che Carlo il Malvagio continuava a complottare con il re d'Inghilterra, Edoardo III ed inoltre aveva organizzato un complotto per avvelenare Carlo V che, senza esitare, fece occupare i territori normanni del re di Navarra, il cui figlio ed erede Carlo il Nobile venne catturato e gli fu imposto dal re di Francia di ripudiare il padre. Mentre, nel contempo, la Navarra veniva attaccata e sconfitta dal re di Castiglia. Anche il duca di Bretagna fu accusato e, il 18 dicembre 1378, condannato per fellonia, quindi espropriato del suo ducato; ma i Bretoni reagirono e si ribellarono compatti contro il re di Francia e Giovanni IV rientrò in possesso del ducato. [modifica] Il grande scismaSotto il regno di Carlo V, nonostante le sue suppliche, Avignone aveva cessato di essere sede pontificia; papa Gregorio XI, il 17 gennaio 1377, aveva riportato a Roma la Santa Sede. L'anno dopo, Gregorio morì, Carlo V accettò il nuovo pontefice, Urbano VI e quando i cardinali elessero un nuovo papa, l'antipapa Clemente VII, in un primo tempo, si mantenne neutrale e solo dopo che i sacerdoti di Francia, radunati a Vincennes, nel novembre 1378, si erano espressi contro Urbano e aver esaminato i rapporti dei vari cardinali che avevano presenziato ad entrambe le elezioni, Carlo V si espresse per Clemente VII, che, nel frattempo, aveva riportato la sua sede ad Avignone.
[modifica] Ultimi anni e morteDopo un'ultima scorreria inglese, senza esito, attraverso il nord della Francia, Carlo V fu colpito da una grave malattia, e alla sua morte, avvenuta nel 1380, nel castello di Beauté-sur-Marne a Nogent-sur-Marne, vicino a Vincennes, quasi tutti i territori[4] francesi caduti in mano inglese a causa della prima parte[5] della Guerra dei Cent'Anni e del trattato di Bretigny e della pace di Calais, erano tornati a far parte dei possedimenti francesi. Il suo corpo venne tumulato, assieme a quello della moglie, Giovanna, morta due anni prima, nell'Abbazia di Saint-Denis. Dopo la sua morte, il figlio, Carlo VI, salì al trono di Francia sotto la reggenza dei quattro duchi d'Angiò, Borgogna, Orléans e Berry. [modifica] RitrattoUomo molto religioso (aveva una venerazione per il suo antenato, San Luigi IX, sapeva essere tollerante; era amante del lusso[6], colto[7] e letterato: fondò la prima biblioteca reale in Francia, che fu ospitata al Louvre, arricchendola di traduzioni di autori antichi, eseguite apposta per lui, il re Carlo V. [modifica] FamigliaCarlo V sposò nel 1350 Giovanna di Borbone, figlia di Pietro I di Borbone. Ebbero 9 figli:
[modifica] Ascendenza
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||