Carlo V di Francia

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Carlo V
Carlo V di Francia.
Carlo V di Francia.
Re di Francia
In carica 8 aprile 1364-16 settembre 1380
Incoronazione 19 maggio 1364
Predecessore Giovanni II
Successore Carlo VI
Nascita Vincennes, Francia, 21 gennaio 1338
Morte Nogent-sur-Marne, Francia, 16 settembre 1380
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Casa reale Valois
Dinastia Capetingi
Padre Giovanni II
Madre Bona di Lussemburgo
Consorte Giovanna di Borbone
Figli Carlo, re di Francia
Luigi, duca d'Orléans;

Carlo V, detto il Saggio, in francese Charles V le Sage (Vincennes, 21 gennaio 1338Nogent-sur-Marne, 16 settembre 1380), fu duca di Normandia dal 1350 e re di Francia dal 1364 alla sua morte.

Carlo, terzo re di Francia del ramo della dinastia capetingia detto dei Valois, era il figlio maschio primogenito del duca di Normandia, conte d'Angiò, del Maine e di Poitiers, duca di Aquitania e di Borgogna e re di Francia, Giovanni II il Buono, e di Bona di Lussemburgo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nel castello di Vincennes (Île-de-France, Francia), Carlo fu investito del titolo di Delfino, in quanto figlio del futuro re di Francia Giovanni. Egli fu quindi il primo erede al trono francese ad usare questo titolo da quando Umberto II di Albon, nel 1349, aveva venduto la contea di Vienne, detta Dauphiné, al re Filippo VI di Francia a condizione che il titolo nobiliare di Delfino venisse riservato all'erede al trono di Francia.

Il delfino[modifica | modifica sorgente]

Carlo V di Francia.
Monarchia Francese
Dinastia Capetingia
Ramo di Valois

Arms of the Kingdom of France (Moderne).svg

Filippo VI (1328-1350)
Figli
Giovanni II (1350-1364)
Carlo V (1364-1380)
Carlo VI (1380-1422)
Carlo VII (1422-1461)
Luigi XI (1461-1483)
Carlo VIII (1483-1498)

Nel 1355, Carlo fu investito dal padre, Giovanni II, del titolo di duca di Normandia. In quello stesso anno, Carlo concluse un trattato col conte Verde, Amedeo VI di Savoia, con cui Carlo riceveva dal conte le terre che possedeva nel Delfinato, mentre Amedeo VI riceveva da Carlo tutti i territori del genevese.

Nell'estate del 1356, il re di Navarra e di conte d'Évreux, Carlo II detto il Malvagio cercò di attirare in una congiura di normanni e navarrini contro Giovanni II il figlio maggiore, l'erede al trono di Francia, il delfino, Carlo il Saggio; Giovanni II reagì facendo imprigionare in Normandia il re di Navarra. Richiesto da Normanni e Navarrini, il re d'Inghilterra, Edoardo III intervenne e, da Bordeaux, si mosse il figlio del re inglese Edoardo il Principe Nero, che nelle vicinanze di Poitiers, affrontò e sconfisse i francesi nella Battaglia di Poitiers, in cui il re di Francia Giovanni II fu fatto prigioniero.

Sempre nel 1356, Carlo, come conte del Delfinato, feudo imperiale, si era recato

Carlo V a cavallo

a Metz per rendere omaggio all'imperatore, Carlo IV, ma quando la dieta si svolse, a dicembre, ormai suo padre Giovanni II era stato fatto prigioniero degli inglesi; allora Carlo chiese l'aiuto dell'imperatore, che concesse a Carlo l'investitura del Delfinato, lo nominò vicario imperiale per la regione, ma non fece altro a favore della Francia.

Carlo V di Francia riceve la Bibbia da Giovanni di Vaudetar.

Il reggente[modifica | modifica sorgente]

Carlo il Saggio, delfino di Francia e duca di Normandia, governava il regno di Francia, appoggiato da un consiglio di nobili, di cui faceva parte Étienne Marcel, un ricco commerciante di drappi, che voleva portare cambiamenti nella politica francese, che aveva il favore della popolazione di Parigi e che era partigiano di Carlo il Malvagio, del quale chiedeva la liberazione.

Nel novembre del 1357 Carlo II di Navarra riuscì ad evadere dal castello di Arleux e raggiunse Parigi, dove fece alleanza col Marcel. I due, pensando di poter controllare il delfino, lo nominarono reggente del regno. Il delfino però, con un pretesto, lasciò Parigi e a Compiègne, come reggente, convocò l'assemblea degli Stati Generali, a lui fedele, e cominciò a raccogliere truppe per la sua causa.

I due schieramenti (i lealisti del delfino e i navarrini, appoggiati dagli inglesi) cominciarono a fare razzie nelle campagne intorno a Parigi, portando ai contadini disagi e sofferenze, per cui il 28 maggio 1358, dopo l'uccisione di alcuni signorotti nella zona di Beauvais in Piccardia, esplose improvvisa la collera contadina contro la nobiltà, colpevole della sconfitta francese di Poitiers, nella rivolta che fu detta Jacquerie[1] ed era guidata da Guglielmo Carle[2].

Ingresso di Carlo V a Parigi il 2 agosto 1358.
Assassinio di Étienne Marcel il 21 luglio 1358.

La rivolta colpì la nobiltà soprattutto coi saccheggi delle dimore nobiliari e dei castelli. Étienne Marcel, senza arrivare a una vera e propria alleanza, appoggiò la jacquerie mentre Carlo il Malvagio riuscì, con l'inganno e il tradimento, a catturare Guglielmo Carle e a farlo giustiziare decretando la fine della rivolta che nella seconda metà di giugno, priva di capi, fu repressa nel sangue dalla nobiltà (già il 24 giugno erano morti più di 20.000 contadini).

Forse il re di Navarra aveva intenzione di entrare a Parigi e proclamarsi re di Francia ma, quando il 21 luglio 1358 il popolo parigino uccise Étienne Marcel, rinunciò. Il 2 agosto a Parigi entrò il delfino, accolto con entusiasmo.

Convocati gli stati generali, fu decretato di far guerra agli inglesi, ma il delfino preferì attaccare il re di Navarra e la città di Melun fu assediata; per paura che Carlo il Malvagio ottenesse l'aiuto inglese, nel giugno del 1359 fu siglata la pace, che vedeva il re di Navarra mantenere tutte le sue proprietà e riceverne altre in cambio di Melun, e in più il permesso di rientrare a Parigi.

1365: La Francia dopo il trattato di Brétigny, confermato a Calais.
In rosso: le proprietà inglesi prima del trattato.
In verde chiaro: le proprietà del re di Navarra, Carlo il Malvagio, nella penisola iberica e nel nord delle Francia.
In viola: I territori ceduti dalla Francia agli inglesi dopo Brétigny.

Il trattato di Brétigny[modifica | modifica sorgente]

La tregua di Bordeaux, però era scaduta e Edoardo III, in autunno, marciò su Reims per farsi incoronare re di Francia. ma Reims non lo fece entrare, allora Edoardo pose il campo invernale in Borgogna e, in primavera, si presentò davanti a Parigi.
Il 1º maggio 1360, iniziarono le trattative di pace a Brétigny, che si conclusero dopo circa una settimana:

  • il re d'Inghilterra Edoardo III rinunciava al trono di Francia, ma in compenso ottenne diversi territori per cui, oltre al Ponthieu e al porto di Calais tutta la Guascogna e buona parte dell'Aquitania furono confermati a Edoardo. La Francia doveva ritirarsi.
  • il regno di Francia doveva pagare per Giovanni II un riscatto di tre milioni di corone d'oro, in diverse rate, di cui la prima, alla liberazione del re era di 600.000 corone.
  • come pegno per le rate future dovevano essere consegnati numerosi ostaggi, scelti tra la migliore nobiltà, tra cui i figli del re Giovanni, Luigi (1339-1384), duca d'Angiò e Giovanni (1340-1416), duca di Berry.

Giovanni II arrivò a Calais in luglio, si attesero gli ostaggi e furono raccolte solo 400.000 corone, Edoardo III si accontento e il 24 ottobre 1360 il trattato di Brétigny fu ratificato (pace di Calais).

Seconda reggenza[modifica | modifica sorgente]

Giovanni II, dato che il suo secondogenito, Luigi, duca d'Angiò, era venuto meno alla parola data ed era fuggito dalla prigione, per salvare l'onore si riconsegnò agli inglesi. Il delfino, Carlo, fu nominato reggente e Giovanni, a gennaio del 1364, rientrò a Londra dove morì l'8 aprile 1364.

Carlo il Malvagio, ritenendosi espropriato[3] del ducato Borgogna, dopo la partenza di Giovanni II, che, alla morte di Filippo di Rouvres, nel 1361, aveva deciso di incamerare il ducato nei domini della corona e nel 1363 si era recato personalmente a Digione per prenderne possesso e consegnarlo al figlio maschio quartogenito, Filippo (1342-1404), detto l'Ardito, aprì nuovamente le ostilità contro il delfino, Carlo il Saggio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia semplificata della successione di Borgogna e Fiandre.

Ma prima che Carlo il Malvagio avesse iniziato le operazioni militari, il generale di Carlo V, Bertrand du Guesclin, aveva già conquistato Mantes e Meulan, e l'esercito navarrino che fu inviato contro il Guesclin fu sconfitto presso Cocherel, per cui Carlo il Malvagio fu espulso dalla valle della Senna.

Il re[modifica | modifica sorgente]

Carlo V fu incoronato re di Francia nel 1364, il 19 maggio nella cattedrale di Reims. Dopo circa un anno di scontri in Normandia, senza grandi successi, per entrambe le parti, il 3 marzo 1365, a Pamplona, fu firmata la pace tra il re di Francia e Carlo il Malvagio che, pur rinunciando ad ogni pretesa sul trono di Francia, non volle giurare fedeltà al re. Il giuramento di fedeltà lo fece poi solo nel 1371, col trattato di Vernon del 29 marzo), dove in cambio ricevette la sovranità su Montpellier.

Carlo V riceve l'omaggio di Carlo di Navarra al trattato di Vernon
.
Nel 1365, anche il nuovo duca di Bretagna, Giovanni di Montfort fece omaggio di sottomissione al re di Francia, Carlo V.

La guerra civile di Castiglia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1366, Carlo V il Saggio appoggiò la sollevazione contro il re di Castiglia, Pietro I il Crudele, guidata dal fratellastro, Enrico conte di Trastamara. Pietro invece era appoggiato dagli inglesi del principe di Galles, Edoardo il Principe Nero, che avevano base a Bordeaux, e dal re di Navarra, Carlo II il Malvagio, che aveva permesso il passaggio a Edoardo che, il 3 aprile 1367, vinse la battaglia di Nájera, e fece prigioniero il comandante delle truppe avversarie, Bertrand du Guesclin.

Ma Edoardo era ammalato e dovette lasciare la Castiglia. Dopo che, per tutto il 1368 la situazione era rimasta in stato di stallo, nelle vicinanze di Montiel e il 14 marzo 1369, Enrico di Transtamara lanciò l'offensiva finale che sbaragliò le truppe di Pietro, che quella notte si trovò di fronte al fratellastro. I due si scagliarono uno contro l'altro e, quando sembrava che Pietro avesse la meglio, du Guesclin intervenne e atterrò Pietro che fu sopraffatto e ucciso da Enrico, che gli successe sul trono.

Il matrimonio del fratello[modifica | modifica sorgente]

Nel 1369, riuscì a combinare il matrimonio di suo fratello, il duca di Borgogna, Filippo detto l'Ardito con la vedova di Filippo di Rouvres, Margherita di Mâle o di Dampierre, ereditiera delle contee di Fiandra, di Nevers, di Rethel, di Borgogna e di Artois e dei ducati di Brabante e Limburgo.

La ripresa della guerra contro gli inglesi[modifica | modifica sorgente]

La guerra con gli inglesi riprese e Carlo che aveva riorganizzato l'esercito, nel 1370, nominò du Guesclin conestabile del regno che in quell'anno sconfisse gli inglesi e conquistò Limoges; il principe di Galles, Edoardo, allora, riprese il comando delle operazioni, riconquistò la città e la saccheggiò; poi rientrò in Inghilterra per l'aggravarsi della malattia.

Comunque le vittorie del du Guesclin continuarono, riconquistando prima il Poitou e poi la Bretagna (1373). Nel 1378, il conte di Foix catturò alcuni agenti del re di Navarra e provò a Carlo V il Saggio, che Carlo il Malvagio continuava a complottare con il re d'Inghilterra, Edoardo III ed inoltre aveva organizzato un complotto per avvelenare Carlo V che, senza esitare, fece occupare i territori normanni del re di Navarra, il cui figlio ed erede Carlo il Nobile venne catturato e gli fu imposto dal re di Francia di ripudiare il padre. Mentre, nel contempo, la Navarra veniva attaccata e sconfitta dal re di Castiglia. Anche il duca di Bretagna fu accusato e, il 18 dicembre 1378, condannato per fellonia, quindi espropriato del suo ducato; ma i Bretoni reagirono e si ribellarono compatti contro il re di Francia e Giovanni IV rientrò in possesso del ducato.

Il grande scisma[modifica | modifica sorgente]

Sotto il regno di Carlo V, nonostante le sue suppliche, Avignone aveva cessato di essere sede pontificia; papa Gregorio XI, il 17 gennaio 1377, aveva riportato a Roma la Santa Sede. L'anno dopo, Gregorio morì, Carlo V accettò il nuovo pontefice, Urbano VI e quando i cardinali elessero un nuovo papa, l'antipapa Clemente VII, in un primo tempo, si mantenne neutrale e solo dopo che i sacerdoti di Francia, radunati a Vincennes, nel novembre 1378, si erano espressi contro Urbano e aver esaminato i rapporti dei vari cardinali che avevano presenziato ad entrambe le elezioni, Carlo V si espresse per Clemente VII, che, nel frattempo, aveva riportato la sua sede ad Avignone.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scisma d'Occidente.
Statua sulla tomba di Carlo V.

Ultimi anni e morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo un'ultima scorreria inglese, senza esito, attraverso il nord della Francia, Carlo V fu colpito da una grave malattia, e alla sua morte, avvenuta nel 1380, nel castello di Beauté-sur-Marne a Nogent-sur-Marne, vicino a Vincennes, quasi tutti i territori[4] francesi caduti in mano inglese a causa della prima parte[5] della Guerra dei cent'anni e del trattato di Bretigny e della pace di Calais, erano tornati a far parte dei possedimenti francesi. Il suo corpo venne tumulato, assieme a quello della moglie, Giovanna, morta due anni prima, nell'Abbazia di Saint-Denis. Dopo la sua morte, il figlio, Carlo VI, salì al trono di Francia sotto la reggenza dei quattro duchi d'Angiò, Borgogna, Orléans e Berry.

Ritratto[modifica | modifica sorgente]

Uomo molto religioso (aveva una venerazione per il suo antenato, San Luigi IX, sapeva essere tollerante; era amante del lusso[6], colto[7] e letterato: fondò la prima biblioteca reale in Francia, che fu ospitata al Louvre, arricchendola di traduzioni di autori antichi, eseguite apposta per lui, il re Carlo V.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Carlo V sposò nel 1350 Giovanna di Borbone, figlia di Pietro I di Borbone. Ebbero 10 figli:

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Carlo V di Francia Padre:
Giovanni II
Nonno paterno:
Filippo VI
Bisnonno paterno:
Carlo di Valois
Trisnonno paterno:
Filippo III di Francia
Trisnonna paterna:
Isabella d'Aragona
Bisnonna paterna:
Margherita d'Angiò
Trisnonno paterno:
Carlo II d'Angiò
Trisnonna paterna:
Maria d'Ungheria
Nonna paterna:
Giovanna di Borgogna
Bisnonno paterno:
Roberto II di Borgogna
Trisnonno paterno:
Ugo IV di Borgogna
Trisnonna paterna:
Yolanda di Dreux
Bisnonna paterna:
Agnese di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi IX
Trisnonna paterna:
Margherita di Provenza
Madre:
Bona di Lussemburgo
Nonno materno:
Giovanni I di Lussemburgo
Bisnonno materno:
Enrico VII di Lussemburgo
Trisnonno materno:
Enrico VI di Lussemburgo
Trisnonna materna:
Beatrice d'Avesnes
Bisnonna materna:
Margherita di Lussemburgo
Trisnonno materno:
Giovanni di Brabante
Trisnonna materna:
Margherita di Fiandra
Nonna materna:
Elisabetta di Boemia
Bisnonno materno:
Venceslao II di Boemia
Trisnonno materno:
Ottocaro II di Boemia
Trisnonna materna:
Cunegonda di Kiev
Bisnonna materna:
Giuditta di Asburgo
Trisnonno materno:
Rodolfo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Gertrude di Hohenberg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal nome del giubbotto portato dai contadini francesi che era detto jacques
  2. ^ Ma si può trovare anche Caillet o Callet o Karle o Cale
  3. ^ Carlo II di Navarra riteneva di essere il parente più prossimo di Filippo di Rouvres e quindi di avere, per la successione del ducato di Borgogna, un diritto prioritario su Giovanni II, perché lui, Carlo II di Navarra, era il nipote di Margherita di Borgogna (12901315), mentre Giovanni II era figlio della sorella più giovane, Giovanna di Borgogna (12931348)
  4. ^ Solo Calais, Cherbourg e Brest erano rimaste in mano agli inglesi.
  5. ^ La Guerra dei cent'anni ebbe un periodo di stasi che, dal 1380, durò oltre trent'anni.
  6. ^ Carlo V amava spendere per circondarsi di oggetti preziosi ed inoltre trasformò e abbellì il Louvre, edificò l'Hotel Saint-Paul, residenza ricca di decorazioni, e completò il castello di Vincennes.
  7. ^ Carlo V era un cultore della filosofia e di tutto ciò che costituiva la scienza del suo tempo, era anche attratto dall'astrologia e amante del mistero.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • W.T. Waugh, Germania: Carlo IV, cap. X, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 401-422.
  • Guillaime Mollat, I papi di avignone e il grande scisma, cap. XIV, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 531-568.
  • A. Coville, Francia. La guerra dei cent'anni (fino al 1380), cap. XVI, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 608-641.
  • Paul Fournier, Il regno di Borgogna o d'Arles dal XI al XV secolo, cap. XI, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 383-410.
  • Henri Pirenne, I Paesi Bassi, cap. XII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 411-444

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Francia Successore Arms of the Kingdom of France (Ancien).svg
Giovanni II 1364 - 1380 Carlo VI
Predecessore Delfino di Francia Successore Arms of the Dauphin of France.svg
Titolo inesistente 22 agosto 1350 - 8 aprile 1364 Giovanni
Predecessore Duca di Normandia Successore Arms of William the Conqueror (1066-1087).svg
apparteneva alla Corona di Francia 1355–1364 ritornò alla Corona di Francia


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