Trattato di Troyes

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Il Trattato di Troyes fu un accordo con cui Enrico V di Inghilterra avrebbe ereditato il trono di Francia in seguito alla morte di Carlo VI. Fu firmato nel 1420. Il trattato era parte delle conseguenze derivanti dalla Battaglia di Azincourt. Tale tentativo di alterare il modello dinastico tradizionale francese non ebbe successo.

Termini[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato tentò di escludere il futuro Carlo VII dalla successione al trono. L'intesa stabiliva il matrimonio della figlia di Carlo VI, Caterina di Valois, con Enrico V di Inghilterra e proclamava Enrico V e la sua discendenza quali successori di Carlo VI. Gli Stati Generali francesi ratificarono il trattato successivamente, dopo l'ingresso di Enrico V a Parigi.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Il Trattato di Troyes fu il tentativo di Francia ed Inghilterra di porre termine alla Guerra dei cent'anni. Il re francese Carlo VI da lungo tempo era sofferente di attacchi di follia. Enrico V invase il paese nel 1415, infliggendo una sonora sconfitta alle forze francesi nella Battaglia di Azincourt. Tre anni dopo i partigiani francesi assassinarono il Duca Giovanni di Borgogna. Il successore del Duca, Filippo III strinse un'alleanza con gli inglesi.

L'impopolare Regina Isabella di Baviera acconsentì al trattato, secondo una prospettiva che potrebbe essere definita di realpolitik. Quattro dei suoi cinque figli erano già deceduti. Il Delfino Carlo era debole e sospettato di essere coinvolto nella premeditazione dell'omicidio (non intervenne mentre si svolgeva davanti ai suoi occhi). Probabilmente vi erano delle preoccupazioni circa le possibilità del Delfino di ereditare la malattia del padre. Se le dinastie si fossero unite mediante Enrico V, ciò avrebbe posto fine alla guerra ed avrebbe consegnato la Francia nelle mani di un abile ed energico regnante. Il Duca di Borgogna, a sua volta coinvolto nei negoziati, non accettò nessun apparente beneficio dal trattato. Egli sembrava appagato dal fatto che l'uomo accusato dell'omicidio del padre fosse stato diseredato.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca della firma del trattato, nessuno si aspettava che Carlo VI ed Enrico V sarebbero morti a due mesi di distanza l'uno dall'altro nel 1422, lasciando un giovane erede, Enrico VI di Inghilterra, quale monarca nominale di entrambi i paesi. Dopo la morte del padre, Carlo VII assunse di fatto il controllo dei territori francesi ancora liberi. I suoi detrattori rivendicarono che egli non fosse il figlio di Carlo VI. La Regina Isabella fu oggetto di critiche che la volevano amante di Luigi di Valois, Duca di Orléans; molti osservatori interpretarono il trattato come una conferma dell'illegittimità del Delfino. I sostenitori degli inglesi definirono Carlo VII il "Re di Bourges", un modo beffardo per indicare le dimensioni ridotte dello stato francese.

Gli ecclesiastici che parteggiavano per il Delfino si appellarono all'antica Legge salica, contestando che nessuna donna avrebbe potuto trasmettere il diritto a regnare. Il trattato si basò sulle rivendicazioni di Enrico V ed Enrico VI circa il loro legame con Caterina di Valois. Lo scopo del Trattato di Troyes fallì grazie all'intervento di Giovanna d'Arco, che portò Carlo VII ad essere incoronato ufficialmente nella città di Reims, dopo averla riconquistata.

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