Albione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Albione (disambigua).
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Albione è l'antico nome della Gran Bretagna. Oggi viene usato poeticamente per riferirsi a tutto il Regno Unito o solo all'Inghilterra. È anche la base del nome gaelico della Scozia, Alba.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine gallo-latino Al-biōn (medio irlandese Albbu, protoceltico *Alb-en-), insieme ad altri toponimi europei e mediterranei, come Alpe e Albania, ha due possibili etimologie, entrambe plausibili: *al-bo, protoindoeuropeo oppure *alb-, protoalbanese. Ma molto più probabilmente deriva dal gaelico al-bio, la Scozia era chiamata Alba (e talvolta anche l’Irlanda), mentre il Galles era anche nominato Yr Alban.

Attestazioni nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

L'antico e anonimo scrittore del VI secolo a.C., il cui periplo delle isole britanniche fu tradotto nel IV secolo d.C. da Postumio Rufio Festo Avienio (vedi Periplo massaliota) non usa il nome di Britannia, ma parla dell'"Isola degli Ierni e degli Albioni". Allo stesso modo Pitea di Marsiglia (circa 320 a.C.) parla di "Albioni e Ierni". Tuttavia, la sua definizione di arcipelago britannico non è chiara e sembra includere qualunque isola occidentale, compresa Thule[1]. Tuttavia, nel I secolo d.C. questo nome si riferiva ormai inequivocabilmente all'odierna Gran Bretagna. Il testo pseudo-aristotelico noto come De Mundo (393b) afferma che "Albioni e Ierni raggiunsero le due isole più ampie, dette britanniche". Plinio il Vecchio nel suo Naturalis historia, però, usa il termine "Alba" per riferirsi proprio a tutta l'isola britannica.

L'uso nel corso dei secoli[modifica | modifica sorgente]

Un'allusione letteraria frequente è la locuzione "perfida Albione", che si riferisce, in modo particolare, alla spregiudicatezza politica dell'Inghilterra. Questa espressione sembra risalire a un sermone del teologo francese Jacques Bénigne Bossuet e venne largamente utilizzata nel corso dei secoli XVII, XVIII e XIX in Francia per descrivere la storica rivale, l'Inghilterra, in particolar modo durante le guerre del Settecento (es. Guerra dei sette anni o le Guerre napoleoniche) o nella crescente rivalità coloniale dell'Ottocento. Sul principio del Novecento Francia e Regno Unito appianarono molte divergenze perché la crescente potenza della Germania minacciava sia l'integrità militare e territoriale della prima sia la supremazia coloniale e navale della seconda. Il termine "perfida albione" cadde così in disuso in Francia e attualmente sopravvive solo in contesti ironici. Il "testimone" venne passato all'Italia del periodo fascista. Infatti fu spesso usata da Mussolini nella propaganda anti-britannica. Dal punto di vista del Fascismo, infatti, l'Italia era un paese che aveva diritto al suo "Posto al Sole" nell'ordine delle potenze mondiali e coloniali, ma il Regno Unito attuava una politica che soffocava l'espansione italiana, accaparrandosi i possedimenti coloniali e attuando sanzioni, come all'epoca della Guerra d'Etiopia che aveva avviato la creazione dell'Africa Orientale Italiana e dell'Impero. Nella propaganda fascista l'Italia doveva avere un ruolo di primo piano nella politica internazionale e di egemonia del Mar Mediterraneo, riportando nella penisola addirittura i fasti dell'Impero romano: la Gran Bretagna era così vista come l'ostacolo naturale agli obiettivi del regime.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. F. Unger, Rhein. Mus. 38, 1883, paqg0. 156-196.