Il secondo tragico Fantozzi

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Il secondo tragico Fantozzi

Fantozzi e Filini all'Ippopotamo
Titolo originale: Il secondo tragico Fantozzi
Lingua originale: Italiano
Paese: Italia
Anno: 1976
Durata: 110'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: comico
Regia: Luciano Salce
Soggetto: Paolo Villaggio
Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Luciano Salce
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Episodi:
Fotografia: Erico Menczer
Montaggio: Antonio Siciliano
Effetti speciali: {{{nomeeffettispeciali}}}
Musiche: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Carlo Tommassi
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
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Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Novantadue minuti di applausi! »
(Reazione del pubblico del cineforum al giudizio del ragioniere sul film La corazzata Kotionkin)

Il secondo tragico Fantozzi è un film del 1976 diretto da Luciano Salce.

È il seguito, a distanza di un anno, del fortunatissimo Fantozzi, di nuovo incentrato sulle vicende dell'impiegato Ugo Fantozzi, ideato ed interpretato da Paolo Villaggio.

Per la sua ricchezza in episodi tra i più celebri del personaggio (la spedizione a Montecarlo, la battuta di caccia, la partita in tv, La corazzata Potemkin, la cena dalla contessa), con gag riproposte o imitate anche nei film successivi, si propone forse come la pellicola più popolare del ciclo, al punto che taluni la antepongono addirittura al "capostipite" della serie.

Il film sembra quasi formare un continuum con il precedente, con il quale condivide in parte l'origine, vale a dire i libri Fantozzi e Il secondo tragico libro di Fantozzi.

La canzone di coda "La ballata di Fantozzi", di Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Fabio Frizzi, è cantata da Paolo Villaggio.

Indice

[modifica] Trama

Il film comincia col Rag. Fantozzi che, in piena notte, fa lo "straordinario" per coprire le uscite del DucaConte Semenzara di fronte alla nobile moglie. Dopo aver rischiato la morte nell'incontro con due guardie giurate, il nostro tenta invano di tornare a casa proprio mentre un esercito di automobilisti, nella fattispecie gli stessi colleghi che entrano al lavoro, lo costringono tragicamente a tornare alla sua scrivania di impiegato.

[modifica] Il Casinò

Il primo episodio vero e proprio vede Fantozzi sorteggiato dalla Dea bendata Silvani per accompagnare il DucaConte Semenzara al casinò di Montecarlo. L'occasione era davvero mostruosa. Tre giorni a Montecarlo a veder giocare il Semenzara. Che se poi avesse sospettato che il suo accompagnatore portava fortuna, era fatta per tutta la vita. Dopo un arrivo anticipato di qualche ora alla stazione (Il treno per Montecarlo partiva alle 23:37. Fantozzi si presentò sul marciapiede alle 4:12 pomeridiane: sette ore prima.) e dopo essere stato umiliato dal Ducaconte che appella la signora Pina e Mariangela come due facce da menagramo, i due si dirigono verso Montecarlo in un tragicomico viaggio in treno. Al casinò, Fantozzi deve subire le angherie scaramantiche del DucaConte che lo costringe a toccargli il sedere e ad ingurgitare svariati litri della terribile acqua Bertier, la più gasata del mondo (che lo costrinse ad ancorarsi come un pallone sonda), dopo un gigantesco rutto causato dalla terribile acqua Bertier, Fantozzi vince alla roulette, giocando il numero 27 consigliato dalla signorina Silvani, la somma di 700 mila lire che subito furono sequestrate dal DucaConte Semenzara per pagare il conto della suite al Grand Hotel, gli extra, due prostitute, e il singolo in vagone letto per il ritorno. Fantozzi invece farà tutto il viaggio aggrappato sotto al treno.

[modifica] Apertura della caccia

Rimesso in piedi grazie ai rimedi ustionanti della sig.ra Pina, che provocano sempre apparizioni mistiche in Fantozzi (gli comparve l'arcangelo Gabriele) , si passa ad una battuta di caccia, organizzata ovviamente dal rag. Filini. In un luogo che in teoria non dovrebbe conoscere nessuno si ritrovano in 600, tutti cacciatori e tutti armati fino ai denti. In poco tempo la situazione degenera, e i cacciatori scatenano una vera e propria guerra (con mitragliatrici, mezzi corazzati e biplani). Mitica la scena in cui Fantozzi mette una Mauser nei pantaloni e, inevitabilmente, gli scappa un colpo nelle mutande; questa scena si ripeterà un'altra volta, quando una granata gli esploderà nello stesso posto. La battuta di caccia si concluderà solo al calar della sera, giusto in tempo per vedere la La Domenica Sportiva.

[modifica] Il varo

Il varo della turbonave aziendale da parte della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare ha inizio con la lunga sfilza di maldestri tentativi di rompere la tradizionale bottiglia di champagne, che portano in acqua Fantozzi ed altri personaggi, tra cui nell'ordine: sindaco con fascia tricolore, ministro della marina mercantile, centoduenne baronessa Filiguelli de Bonchamp, mascotte a vita della società. Finita la riserva di champagne, fu deciso di cambiare il rituale della cerimonia: taglio di un cavetto metallico che avrebbe messo in moto il meccanismo del varo. Risultato: taglio netto del mignolo dell'Arcivescovo con annesso anello pastorale!

[modifica] La cena a casa della Contessa

« Filini e Fantozzi andarono alla festa con due micidiali frac presi in affitto: Filini sembrava un mutilato, Fantozzi , praticamente in bermuda!! »
( Descrizione dell'abbigliamento di Filini e Fantozzi alla festa della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare.)
« Riso al forno con pomodorini di guarnizione. I pomodorini hanno questa tragica caratteristica: fuori freddi, dentro, palla di fuoco a diciottomila gradi!!!!!! »
( Descrizione dei pomodorini alla cena della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare.)
« Colori di Fantozzi: Rosso, Rosso Pompeiano, Arancio Aragosta, Viola, Viola Addobbo Funebre, Blu Tenebra! Sul Blu tenebra, Fantozzi andò in coma cardio-respiratorio! »
( Descrizione dei colori del viso di Fantozzi quando si ingoia il tordo intero alla cena della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare.)

Il varo è anche l'occasione per una soirée alla villa della Contessa che vede invitati anche gli inseparabili Fantozzi e Filini, che arrivarono in ritardo a causa dell'incontro con il cane da guardia di circa due tonnellate Ivan il Terribile XXXII (discendente diretto di Ivan il Terribile I appartenuto allo Zar Nicola, leggendario campione di caccia al mugiko nella steppa e fucilato come nemico del popolo durante la rivoluzione d'ottobre sulla Piazza Rossa[1]). I due si distinguono per l'assoluta mancanza di galateo: storiche sono le scene dei colori assunti da Fantozzi a causa di un tordo mangiato intero (Alla fine decisione tragica: tordo intero...Colori di Fantozzi: rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra. Sul blu tenebra Fantozzi andò in coma cardio-respiratorio) e del riso al forno con pomodorini di guarnizione (fuori freddi, dentro palla di fuoco a diciottomila gradi). Fantozzi non terminerà la cena, rubando una Maserati e scappando da Ivan il Terribile XXXII, che tuttavia riuscirà a inseguirlo. Il ragioniere passerà in macchina, sottocasa e assediato da Ivan il Terribile, svariati giorni (ovviamente conteggiati come ferie già godute).

[modifica] Il circo

Riuscito a liberarsi dall'assedio della bestiola, Fantozzi decide di darsi malato proprio quando riceve da un vicino tre biglietti omaggio per il Circo Americano. L'occasione è troppo ghiotta e la famiglia decide di sfruttare i biglietti, con la dovuta cautela. Fantozzi viene immediatamente riconosciuto da Corrado Maria Lobbiam (Ugo Bologna), superiore del ragioniere, e tenta di spacciarsi per un artista del circo ma finisce come uomo proiettile, sparato in provincia di Agrigento dove ha una nuova visione a sfondo mistico, dove compare nuovamente san Michele Arcangelo che gli annuncia il parto del Bambino dell'ospedale agrigentino.

Fantozzi insieme ai suoi colleghi viene costretto a visionare il film "La corazzata Kotiomkin".

[modifica] Il cineforum

Con un salto di 20 anni indietro nel tempo scopriamo che Fantozzi era stato inizialmente assunto nella megaditta con la mansione di "spugnetta per francobolli", e che la sua carriera è poi proseguita anche grazie alle simpatie che ha suscitato nel Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, cinefilo appassionato di cinema d'essai e responsabile del cineforum aziendale.

Il nostro eroe e i suoi colleghi d'ufficio vengono così costretti da anni, almeno una volta alla settimana, a visionare capolavori come Dies irae di Carl Theodor Dreyer, L'uomo di Aran di Flaherty ma soprattutto "il più classico dei classici", La corazzata Kotiomkin (chiaro riferimento alla più celebre La corazzata Potemkin). Dopo che una serata al cineforum costringe Fantozzi a rinunciare anche alla visione di Italia-Inghilterra, storico incontro di calcio (che per la cronaca vide la prima vittoria della nazionale presso lo Stadio di Wembley grazie ad un gol di Capello), ormai esasperato il ragioniere trova il coraggio di ribellarsi, esclamando una delle frasi più celebri della saga Fantozziana e del cinema italiano:

« Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!!! »
(Giudizio del ragionier Fantozzi sul film La corazzata Kotiomkin)

Questa frase innesca la rabbia di tutti i dipendenti: il Riccardelli verrà prima picchiato e, dopo aver distrutto la pellicola de La corazzata Kotiomkin, verrà obbligato a visionare a rotazione i b-movie Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e un inesistente La polizia s'incazza (titolo poi ripescato da Luca e Paolo per uno dei loro sketch, parodia dei film poliziotteschi anni '70). Ma dopo 3 giorni i rivoltosi ed il loro leader (ovviamente Fantozzi) saranno costretti alla resa e, per rimediare alla distruzione della pellicola, alla reinterpretazione del capolavoro del maestro Ejzenštejn ogni sabato fino all'età pensionabile. Naturalmente, Fantozzi dovrà recitare la parte più umiliante e dolorosa: il bimbo nella carrozzella che cade dalla scalinata.

[modifica] L'avventura notturna

L'episodio seguente vede Fantozzi, Filini e Calboni in una uscita notturna all'insaputa dei relativi familiari. I tre si recano così in un night club, L'ippopotamo, dove fanno tutto quello che si può fare per farsi rapinare in un locale notturno: Fantozzi pagherà di tasca sua 649.000 Lire + il 18% di servizio. La serata termina con Filini lasciato alle prese con un gruppo di tassisti minacciosi per il mancato pagamento e Fantozzi accucciato come un cane da guardia sullo zerbino di casa sua dove Calboni si è appartato con una signorina rimorchiata al night. L'arrivo della Silvani furiosa di gelosia è l'occasione per il riscatto di Fantozzi che tenta di lanciarsi in una dichiarazione d'amore nei confronti della collega. Il tentativo, inizialmente malriuscito, si rivela poi andato a buon segno e dà il "la" per l'episodio successivo.

[modifica] Luna di miele a Capri

La Silvani propone infatti a Fantozzi di partire insieme per Capri, come una specie di viaggio di nozze. Abbandonato l'ufficio e consumata l'ultima cena con moglie e figlia, Fantozzi parte per la nuova avventura e dopo un viaggio interminabile verso Napoli i due fedifraghi arrivano a Capri. Il soggiorno non si rivelerà proprio positivo per il ragioniere che, dopo un tuffo nella piscina vuota e dopo aver preso in pieno un faraglione durante lo sci nautico, si vede anche sfrattato dall'arrivo del geometra Calboni. Ormai deciso al suicidio, Fantozzi si lancia in mare aperto ma viene tratto in salvo da una paranza di Torre Annunziata e immesso sul mercato ittico dalla Findus come cernia surgelata.

[modifica] Il parafulmine

« Ma chi se la prende, ma chi se ne frega!!! »
(Frase di Fantozzi pronunciata durante la Cena di Natale in famiglia.)

Comprato, tutto intero, dalla moglie proprio la vigilia di Natale, Fantozzi decide di riprendere il menage familiare e di festeggiare la Santa Festa con Pina e Mariangela. Naturalmente il quadretto familiare viene bruscamente interrotto dalla telefonata del Megadirettore di turno che offre a Fantozzi il reintegro nella società, naturalmente dal gradino più basso: il parafulmine.

[modifica] La corazzata Kotiomkin

La corazzata Kotiomkin (o Kotionkin) è il film (fittizio) ispirato ironicamente a La corazzata Potëmkin, al centro di un episodio di culto del film di Fantozzi.

La scena vede il professor Guidobaldo Maria Riccardelli, capo del protagonista Ugo Fantozzi, imporre ai suoi impiegati la ripetuta visione di film d'autore che lui venera. Dopo l'ennesima proiezione de La corazzata Kotiomkin, il preferito del professore, giunge lo storico commento di Fantozzi:

« Per me.... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!!! Hai capito? Eh? Merdaccia! »
(Paolo Villaggio in Il secondo tragico Fantozzi)

Gli impiegati si ribellano, prendendo in ostaggio il direttore e costringendolo a vedere film di basso livello culturale (Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e l'inesistente La polizia s'incazza), ma solo dopo averlo fatto inginocchiare sui ceci (per contrappasso alla sua abitudine di punire in tal modo gli impiegati disinteressati alle sue pellicole) e aver dato fuoco davanti ai suoi occhi alle diciotto bobine della sua rara copia personale del film.

L'episodio de La corazzata Kotiomkin vuole essere satirico nei confronti della classe borghese intellettualistica e snob, che impone a se stessa e agli altri una cultura stereotipata seguendo schemi precostituiti. Il film a cui si ispira la scena, La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenštejn, è un'opera effettivamente poco accessibile ad un pubblico medio, ma in virtù del suo indiscutibile valore cinematografico e storico, in fase di sceneggiatura si decise di non citarlo letteralmente, bensì con un nome che ne fosse il calco parodistico; anche il nome del regista venne opportunamente modificato: Sergej M. Ejzenštejn divenne Serghei M. Einstein. Inoltre il film russo non è lungo come si lascia intendere: per dare più credibilità all'esasperazione degli impiegati La corazzata Kotiomkin è composta da ben diciotto interminabili bobine, quando in realtà La corazzata Potëmkin dura soltanto 75 minuti, meno dei 92 minuti di applausi ricevuti da Fantozzi al termine dell'ultima proiezione.

Non avendo ottenuto i diritti per riprodurre parti dell'opera originale, tutte le scene del capolavoro visibili nel film furono girate ex novo dal regista Luciano Salce. Il famigerato "occhio della madre" è pertanto quello dell'attrice italiana Alba Maiolini.

[modifica] Riprese

Il film è stato girato a Roma, Genova, Capri. La villa dove si svolge la cena di gala è Villa Miani a Roma, al Monte Mario, poco lontano dal Vaticano; mentre l'albergo delle scene dell'episodio ambientato a Capri è in realtà l'Hotel delle Nazioni a Roma.

[modifica] Dietro le quinte

  • Nell'apparizione a sfondo mistico avuta nei pressi di Agrigento, Fantozzi è condotto dall'arcangelo Gabriele presso l'ospedale più vicino per partorire un figlio di cui non si sentirà mai più parlare nel prosieguo della saga.
  • A differenza del primo film, dove era doppiato da Gianni Marzocchi, in questo film l'attore che interpreta Calboni, Giuseppe Anatrelli, recita con la sua voce.

[modifica] Note

  1. ^ Esiste realmente una razza canina che fu per secoli di proprietà dei Romanov, i borzoi, in gran parte sterminati dopo la Rivoluzione Russa

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