Angiò

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Stemma dei duchi d'Angiò, divenuto poi quello della provincia
Stemma dei conti d'Angiò divenuto poi quello del Regno di Napoli
Stemma della dinastia d'Angiò-Durazzo
Stemma della prima casata di Angiò attestato a partire da Goffredo V Plantageneto ma forse anteriore
Mappa della provincia nel XVIII secolo.

L'Angiò (in francese Anjou) è un'antica provincia francese, che corrisponde all'attuale dipartimento del Maine e Loira. Il territorio della provincia è rimasto praticamente invariato a sud e ad ovest, mentre a nord è stato privato del territorio di Craon e della regione del castello di Céan (La Flèche), e ad est del cantone di Bourgueil.

La sua capitale è Angers. Deve il suo nome al popolo celtico degli Andecavi.

Fu suddiviso dalla Loira in Angiò superiore, a nord, e in Angiò inferiore, a sud. Comprendeva:

  • Angiò superiore suddiviso dal fiume Sarthe in:
  • Angiò inferiore, suddiviso dal fiume Layon in:
    • Saumurois ad est (comprendente il Bourg, attuale cantone di Montreuil-Bellay, e il Vaux, attuale cantone di Gennes)
    • Mauges

L'Angiò è inoltre un'importante regione viticola della Francia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Intorno all'anno 800 la regione di Angers fu creata come marca ai confini con il ducato di Bretagna ("marca di Bretagna") e affidata al conte Rolando. Alla metà del IX secolo divenne la contea di Angers. Il primo conte di Angers o di Anjou (letteralmente "regione di Angers"), fu probabilmente Roberto il Forte (morto nell'866), conte di Angiò e di Blois, padre di Oddone di Parigi e di Roberto I, entrambi re dei Franchi, e nonno di Ugo Capeto, capostipite dei Capetingi.

Conti d'Angiò[modifica | modifica sorgente]

L'attuale conformazione del Maine e Loira

Furono conti di Angiò:

Con Goffredo V (1129-1151) ha inizio la dinastia dei Plantageneti che governerà fino al 1205 momento in cui nascono le dinastie angioine in senso stretto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Plantageneti e Angioini.

Titolo di Angiò ai principi della casa reale[modifica | modifica sorgente]

In seguito il ducato di Angiò fu appannaggio di diversi principi delle casate di Valois e di Borbone, senza tuttavia che se ne originassero nuove dinastie. Furono in particolare duchi di Angiò:

Pretendenti al trono di Francia[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 1733 il titolo venne attribuito ai pretendenti legittimisti al trono di Francia:

  • Giacomo di Borbone (1870-1931) duca di Madrid, discendente dal re Filippo V di Spagna
  • Alfonso Carlo di Borbone (1849-1936), zio del precedente e duca di San Jaime
  • Giacomo Enrico di Borbone (1908-1975), cugino del precedente e duca di Segovia
  • Alfonso di Borbone (1936-1989), duca di Cadice e figlio del precedente.
  • Luigi di Borbone (nato nel 1974), duca di Borbone, figlio del precedente

Araldica[modifica | modifica sorgente]

I blasoni dei primi conti non sono conosciuti. Si suppone che i blasoni della prima casa d'Angiò fossero azzurri, con capo scarlatto e bracci di granato (in realtà la parola "escarboucle" veniva utilizzata per indicare più in generale pietre e gioielli mitici, ndT) aurei in primo piano, ma la questione rimane in ambito mitico, dato che in quell'epoca i blasoni non avevano ancora carattere ereditario, collegati al cognome. D'altro canto si conoscono i blasoni di Goffredo Plantageneto, "d'azzurro, con sei leoni d'oro" raggruppati secondo lo schema 3-2-1).

La prima casata capetingia d'Angiò portava: "azzurro cosparso di gigli d'oro, con lambel (fascia con merlature scendenti verso il basso, NdT) scarlatto in primo piano". (Stemma poi adottato dal Regno di Napoli)

La seconda casata capetingia d'Angiò portava: "azzurro con tre gigli d'oro posati i file da due e uno, bordato scarlatto".

Dopo che i Plantageneti divennero re d'Inghilterra, le due case d'Angiò francesi che si sono succedute (1246-1480), portarono a partire dal 1270 un semé (lett. seminato, in araldica indica che i simboli erano sparsi regolarmente sull'area, NdT.) di gigli bordato scarlatto. Il re Carlo V sostituì le semé dei blasoni di Francia con tre fiori e, più tardi nel 1480, il suo discendente, Luigi XI, riunì definitivamente l'Angiò alla Corona. L'Angiò, conservando la sua brisure (il bordo), riprese quindi le nuove armi di Francia.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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