Gaio Sollio Sidonio Apollinare
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Gaio Sollio Sidonio Apollinare (latino: Gaius Sollius Sidonius Apollinaris; Lione 431 – Clermont-Ferrand, 486 circa) fu un nobile galloromano, alto funzionario dell'Impero romano, poeta, epistolografo, vescovo di Clermont-Ferrand (Alvernia) e santo. Il suo rango e le sue conoscenze fecero sì che fosse al centro della vita pubblica della sua epoca.
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[modifica] Vita
Nacque a Lugdunum in Gallia (moderna Lione, Francia), in una nobile famiglia gallo-romana. Ricevette una eccellente educazione e di dimostrò particolarmente versato nella poesia e nella letteratura.
Nel 452 circa sposò Papianilla, figlia di quell'Avito che fu console (456) e imperatore d'Occidente (455-456). Nel 457 il nuovo imperatore Maggioriano, che aveva deposto Avito e conquistato Lugdunum, catturò Apollinare; la fama di uomo erudito salvò però il poeta, che venne trattato bene da Maggioriano. In cambio, Apollinare compose un panegirico in onore di Maggioriano, così come aveva fatto in precedenza per Avito, che gli fecero avere in premio l'erezione di una statua a Roma e il rango di comes.
Nel 467 si recò a Roma per portare una petizione a nome delle sue genti all'imperatore, Antemio; il suoi contatto presso la corte, Flavio Cecina Decio Basilio, gli consigliò di comporre un panegirico in occasione dell'assunzione da parte di Antemio del secondo consolato (1 gennaio 468); il panegirico e l'influenza di Cecina Basilio fecero sì che Apollinare venisse nominato caput senatus e praefectus urbi.[1] Tra i suoi compiti vi fu quello di garantire le forniture di grano all'Urbe.[2] Si dimise da prefetto nel 472, quando si trovò a dover presiedere il processo contro Arvando, suo amico.
Nello stesso anno venne scelto come successore di Eparchio al soglio vescovile di Alvernia, più per i suoi influenti referenti politici e per i suoi sforzi di tenere unita la provincia gallica all'impero che per le sue vitù teologali. Il vescovato di Alvernia aveva fornito diversi santi alla Chiesa, tra cui un recente predecessore di Apollinare, san Namazio (vescovo nel 446-462), fondatore della cattedrale.
Apollinare fu attivo nella difesa armata della provincia contro i Visigoti, che conquistarono Clermont nel 474: Apollinare venne imprigionato, ma poi venne liberato per volere di re Eurico, rimanendo vescovo fino alla sua morte.
[modifica] Letteratura
Nella sua opera, tradizione classica e cristianesimo convivono senza difficoltà sia sul piano dei contenuti che su quello formale; è proprio con lui che comincia quel fenomeno di definizione di un patrimonio culturale atto a superare le precedenti contrapposizioni, da cui erano state angosciate personalità come Girolamo, in nome di una nuova distizione che vede uniti gli ex "nemici" greci, latini, pagani e cristiani contro il nuovo mondo dei germani.
[modifica] Opere
- Carmina raccolta pubblicata intorno al 470 composta da
- tre panegirici: per gli imperatori Antemio, Maggioriano e Avito (in esametri preceduti da praefationes in distici elegiaci)
- un carme dedicatorio al condiscepolo Magno Felice in endecasillabi faleci
- due epitalami in esametri
- altre poesie d'occasione (dette nugae)
- 147 Epistulae divise in nove libri, seguenti la sua ordinazione episcopale, ricalcanti lo stile di Plinio il giovane
- Missae, contributi alla liturgia gallicana.
[modifica] Personaggi legati a Sidonio
Tra i suoi corrispondenti, conoscenti, parenti e amici vi furono:
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Collegamenti esterni
- Sidonius Apollinaris: testo completo della corrispondenza in latino, ampia bibliografia e collegamenti con altri siti.
- Opera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici

