Teodorico II (Visigoti)

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Teodorico II
08-TEODORICO.JPG
Re dei Visigoti
In carica 453 - 466
Predecessore Torismondo
Successore Eurico
Nascita ca. 426
Morte Arles, 466
Casa reale Balti
Padre Teodorico I
Madre Pedoca

Teodorico II dei Balti, Teodorico anche in spagnolo ed in portoghese, Teodoric in catalano (426 circa – 466), fu re dei visigoti dal 453 alla sua morte (466).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio secondogenito del re dei visigoti Teodorico I e di Pedoca, figlia di Alarico I, quindi fratello di Torismondo, Eurico e Federico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 453, Teodorico II fece assassinare il fratello primogenito Torismondo, perché non ne condivideva la politica anti-romana e quindi succedergli ed impostare una politica favorevole all'Impero romano d'Occidente; sembra che giustificasse la sua atrocità sostenendo che lo dovette fare perché il suo predecessore aveva violato il patto di alleanza con l'impero.
Questo legame servì a Teodorico per conseguire l'obiettivo che i suoi predecessori si erano sforzati invano di raggiungere con mezzi diretti, e cioè l'espansione territoriale in Gallia e specialmente nella penisola iberica.

Continuò ad essere federato all'impero romano d'occidente ed a combattere i Bagaudi, banditi che infestavano il Tarraconense; nello stesso anno vi mandò il fratello Federico. L'imperatore Valentiniano III mandò un esercito che si mise ai suoi ordini ed entro il 454 batté i Bagaudi.

Nel 455, dopo l'assassinio di Valentiniano III, e quello successivo di Petronio Massimo, Teodorico riuscì a far eleggere imperatore il Magister militum della Gallia, e suo antico precettore: Marco Mecillio Avito.

In quello stesso anno il re dei Suebi di Galizia, Rechiaro attaccò le province romane Betica, Cartaginense e Tarraconense. Nel 456, Teodorico mise insieme un esercito coi suoi alleati Burgundi e sul fiume Orbigo, nei pressi di Astorga, sconfisse Rechiaro e lo catturò ed in quello stesso anno lo giustiziò, dopo aver favorito l'elezione a re dei Suebi, di Aiulfo. Era l'inizio dell'espansione in Spagna, perché tutti i territori che conquistò a nome dell'imperatore in effetti li tenne per sé.

Nel 457 dopo la deposizione e poi l'assassinio dell'imperatore Avito, venne eletto imperatore (non riconosciuto da Teodorico) Maggioriano. Teodorico alla testa di un esercito avanzò nella provincia di Narbona e mise l'assedio ad Arles; ma, nel 458 Maggioriano, si presentò in Gallia attaccò e domò i Burgundi e sconfisse Teodorico ad Arles. Teodorico riconobbe Maggiorano come imperatore e fu firmata una pace di tre anni.

Nel 460, Teodorico II si alleò col re dei Suebi, Remismondo, aiutandolo nella guerra civile contro Fromaro, in cambio della conversione degli Svevi all'arianesimo.

Nel 462, dopo la morte di Maggioriano (461), l'imperatore Libio Severo, su suggerimento di Ricimero (figlio della sorella del re visigoto Walia), cedette a Teodorico la Settimania.

Il confine del regno al nord era stato portato alla Loira e quando Teodorico tentò di espandere i suoi domini verso nord, inviando un esercito al comando di suo fratello Federico, trovò l'opposizione del magister militum Egidio, che in uno scontro, nel 463, sconfisse i goti ed uccise il fratello di Teodorico, Federico.

Nel 465 rinsaldò l'alleanza con gli Svevi dando in moglie a Remismondo, una figlia.

Dopo la morte (465) dell'imperatore Severo, mentre Teodorico II trattava con Ricimero per un nuovo imperatore, una parte della nobiltà, che riteneva non più conveniente l'alleanza con l'impero romano, ormai in dissoluzione, organizzò una congiura, col tacito consenso di suo fratello Eurico, e nel 466 lo fece strangolare; il fratello, Eurico, fu eletto re dei visigoti.

La letteratura durante il regno di Teodorico II[modifica | modifica wikitesto]

Durante il regno di Teodorico II (che era stato avviato alla letteratura latina da Avito, imperatore romano d'Occidente, nel 455-456), i goti tra loro usavano la loro lingua, di cui purtroppo non ci sono rimasti altri documenti che i nomi propri; ma una parte della nobiltà e tutti gli alti funzionari comprendevano il latino. Il latino comunque rimase la lingua della diplomazia e del diritto. Sia Teodorico che il suo successore Eurico, protessero i letterati latini, tra cui il poeta, Sidonio Apollinare, il ministro, Leone ed il retore, Lampridio. Questo mecenatismo però non poté arrestare la decadenza delle lettere e della cultura.

Discendenza[1][modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce il nome della moglie di Teodorico, ma si sa che ebbe almeno una figlia:

  • Figlia di cui non si conosce il nome che sposò il re dei Suebi, Remismondo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludwig Schmidt e Christian Pfister, I regni germanici in Gallia, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 275-300
  • Ernst Barker, L'Italia e l'occidente dal 410 al 476, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373-419
  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Torismondo 453466 Eurico

Controllo di autorità VIAF: 74648778