Senato romano

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Rappresentazione di una seduta del Senato: Cicerone attacca Catilina da un affresco del XIX secolo
« Senatores probi viri, Senatus autem bestia »

Il Senato romano (dal latino Senatus) era la più autorevole assemblea dello stato nell'antica Roma, un'istituzione rimasta invariata nel corso delle trasformazioni politiche della storia dell'impero romano, il cui significato era assemblea degli anziani, ed i cui membri erano chiamati Patres (nel significato di patrizio).[1]

Indice

[modifica] Storia

Secondo la tradizione, il senato fu costituito da Romolo, il fondatore di Roma. Romolo decise che il senato fosse composto da 100 patrizii (patres),[1] in seguito ampliato a 200 membri, tutti nominati dal rex. Si trattava dei capofamiglia delle cento gentes originarie ricordate da Tito Livio. Il loro ruolo principale era quello di assistere, consigliare il re nelle decisioni da prendere.

La Curia Iulia, l'edificio sito nel Foro romano che ospitava il Senato

Il termine senato deriva da senex, che significa vecchio, perché i membri del senato erano solitamente e inizialmente anziani. Il Senato romano riuscì a essere veramente importante solo con l'instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. Gli venne conferito formalmente il solo potere consultivo, ovvero il diritto di essere consultato prima di far passare una legge. Ma in pratica, siccome i senatori erano l'unica carica che durava a vita, avevano molto più potere poiché potevano esprimersi su tutti i provvedimenti dello Stato ed avevano maggiori possibilità di difendersi delle altre istituzioni, che duravano invece un anno. Il senato si riuniva nella Curia che si trovava nel foro romano.

Con Costantino I venne creata una seconda capitale in Costantinopoli, caratterizzata da un proprio Senato. Si creò quindi un organismo speculare a quello dell'Urbe, detto Synkletos. Quest'ultimo, inizialmente, sembrava non potesse competere per prestigio, con quello dell'antica capitale imperiale. I rivolgimenti del V secolo (fra cui due sacchi di Roma e la definitiva caduta dell'Impero romano d'Occidente) infersero un colpo mortale a tale istituzione, che pure alla fine di quella stessa centuria e agli inizi di quella successiva, pur avendo perso gran parte della primitiva importanza, continuò a svolgere un ruolo di alto profilo. Durante i regni di Odoacre e e soprattutto di Teodorico il Grande il senato funse infatti da mediatore fra il patriziato romano e le vecchie classi dirigenti italiche da una parte, e i re e le aristocrazie guerriere dei popoli germanici, dall'altra.

Le guerre gotiche segnarono l'estinzione, anche fisica, delle élites che fino ad allora avevano costituito il nerbo di tale istituzione. Oltre ai molti senatori che avevano trovato la morte nel corso della guerra vi erano anche coloro che, rifugiatisi in Oriente, preferirono restarvi, grazie anche alla favorevole legislazione giustinianea (e in particolare grazie alla prammatica sanzione, del 13 agosto 554[2]). Le ultime attestazioni dell' esistenza del senato le abbiamo nel 578 e 580. In quegli anni vennero inviati due senatori in qualità di ambasciatori, alla Corte Imperiale di Tiberio II Costantino a Costantinopoli.

Papa Gregorio I in un'omelia, una decina di anni più tardi, lamentava la scomparsa quasi totale dell'ordine senatorio e il tramonto della prestigiosa istituzione, la cui fine poté dirsi definitivamente attestata nei primi decenni del VII secolo con la trasformazione ad opera di papa Onorio I della curia, l'edificio in cui il Senato si riuniva, in una chiesa: (Sant'Adriano al Foro). Nella seconda metà dell'VIII secolo, il termine senatus riappare nuovamente nella corrispondenza di alcuni pontefici, senza però avere alcun legame né con l'omonima istituzione, da tempo tramontata, né con alcuna assemblea di nuova costituzione. Con tale denominazione si voleva piuttosto designare il nuovo ceto aristocratico romano formatosi in età bizantina[3].

[modifica] L'istituzione

Per diventare senatori si doveva aver ricoperto tutte le altre cariche e avere almeno 43 anni. Per ricoprire una carica pubblica un cittadino doveva aver prestato almeno 10 anni di servizio nell'esercito. L'età minima per entrare nell'esercito era fissata a 17 anni, e quindi un cittadino doveva avere almeno 27 anni per essere eletto a una magistratura.

Il Senato romano si poteva riunire solo in luoghi consacrati, solitamente nella Curia; le cerimonie per il nuovo anno avvenivano nel tempio di Giove Ottimo Massimo mentre gli incontri di argomento bellico avvenivano nel tempio di Bellona.

[modifica] Note

  1. ^ a b Plutarco, Vita di Romolo, 13, 2-3.
  2. ^ «...una parte notevole dei senatori che si erano rifugiati in Oriente, valendosi delle disposizioni della "prammatica sanzione" che sanciva il diritto dei membri del senato di Roma di soggiornare in quella delle due Rome che avessero preferito, optarono ovviamente per la Roma orientale...». Citazione tratta da: Girolamo Arnaldi, Le Origini dello Stato della Chiesa, Torino, UTET Libreria, 1987, pag. 22, ISBN 88-7750-141-3
  3. ^ Cfr. Girolamo Arnaldi, Le Origini dello Stato della Chiesa, Torino, UTET Libreria, 1987, pag. 145 e 146, ISBN 88-7750-141-3

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate


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