Alletto
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Alletto (? – 269) è stato un imperatore romano della Britannia e della Gallia settentrionale, un usurpatore che tolse il potere a Carausio, che a sua volta se n'era impossessato nel 286/287. Regnò dal 293 a 296.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Rivolta di Carausio. |
Alletto era il tesoriere di Carausio, un ufficiale romano di umili natali (proveniva dalla tribù belgica dei menapi), che si era distinto sotto il comando dell'imperatore Massimiano e che, dopo aver ricevuto il comando della classis britannica col compito di difendere la Manica dai pirati franchi e sassoni che devastavano la costa dell'Armorica e quella della Gallia Belgica, si era autoproclamato imperatore dopo aver saputo che Massimiano, sospettandolo di essere sceso a patti coi nemici, aveva dato l'ordine di eliminarlo[1].
Dopo varie vicissitudini, nel 293, isolato dal Cesare d'Occidente, Costanzo Cloro, Carausio fu assassinato da Alletto[2]. Dopo tre anni di regno[3] Costanzo Cloro invase la Britannia, e Allecto fu sconfitto e ucciso in battaglia (forse a Silchester) da Giulio Asclepiodoto, prefetto del pretorio di Costanzo Cloro[4].
[modifica] Leggenda
Nella sua semi-leggendaria Historia Regum Britanniae, Goffredo di Monmouth (ca. 1136) fa di Alletto un ufficiale inviato dal Senato romano con tre legioni a deporre l'autoproclamato re Carausio. Dopo averlo eliminato, Alletto prese per sé il trono, ma fu deposto a sua volta da Asclepiodoto, duca di Cornovaglia, che poi fece massacrare con l'inganno dai sui alleati venedozi tutte le truppe del deposto sovrano, gettando le loro teste nel fiume Galobroc[5]
[modifica] Note
- ^ C. E. V. Nixon & Barbara Saylor Rodgers (ed. e trad.), In Praise of Later Roman Emperors: The Panegirici Latini, University of California Press, 1994, VIII, 6 e VIII, 12; Sheppard Frere, Britannia: a History of Roman Britain, terza edizione, Pimlico, 1987, pagg. 326-327; Aurelio Vittore, Libro dei Cesari, XXXIX, 20-21; Eutropio, Breviario 21; Orosio, Historia adversus paganos libri septem VII, 25,2-4
- ^ Panegirici Latini X, 12,1; VIII, 12; VI, 5; VIII, 6-8; Eutropio Breviario 22; Aurelio Vittore, Libro dei Cesari XXXIX, 40; 42; Orosio, Historia adversus paganos libri septem VII, 25,6
- ^ Sheppard Frere, Britannia: A History of Roman Britain, third edition, 1987, p. 330
- ^ Eutropio, Breviario 22; Aurelio Vittore, Libro dei Cesari XXXIX, 42; Frere, Britannia pag. 331; Panegirici Latini VIII, 12-19; Orosio, historia adversus paganos libri septem VII, 25
- ^ Goffredo di Monmouth, Historia Regum Britanniae V, 4
[modifica] Voci correlate
| Predecessore: | Re leggendari della Britannia | Successore: |
|---|---|---|
| Carausio | 293-296 | Giulio Asclepiodoto |

