Alano II di Bretagna

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Alano II
Duca di Bretagna
In carica ca. 938 - 952
Predecessore Guglielmo I Lungaspada
Successore Drogone di Bretagna
Altri titoli Conte di Vannes e conte di Nantes
Nascita prima del 919
Morte Nantes, 952
Padre Mathuedoï di Poher
Madre la figlia di Alano I il Grande
Coniugi Rosalia
Rosalia o Adelaide
Figli Drogone, legittimo
Hoel I e
Guerech, illegittimi

Alano II Barbastorta (prima del 919Nantes, 952) fu duca di Bretagna dal 938 alla morte; fu nipote, per parte di madre, di Alano I il Grande.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Alano era figlio del terzo conte di Poher, Mathuedoï, e della mogliie, di cui non si conosce il nome, che era figlia del re di Bretagna, Alano il Grande, come risulta dal documento n° XXVII de La chroniques de nantes[1] e della sua prima moglie, Oreguen (come risulta dal documento n° XII del Cartulaire noir de la cathédrale d'Angers, del 900 circa, di una donazione di Alano ad un vescovo, controfirmato dalla moglie e da due figli Orgaim uxoris suæ…Vuereche filii Alani, Pascuiten fratris sui[2]).
Di Mathuedoï non si conoscono gli ascendenti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di Alano non si conosce la data esatta della sua nascita, ma era nato senz'altro prima del 919, perché, in quell'anno, quando i Normanni occuparono la Bretagna[3], come ci conferma anche il documento n° XXVII de La chroniques de nantes[1] (I Normannii arrivarono in Bretagna navigando la Loira e iniziarono la coquista dalla contea di Nantes[1]), Alano, poi detto il Barbatorta, si rifugiò col padre, Mathuedoï, con al seguito un elevato numero di abitanti della Bretagna in Inghilterra, presso, Atelstano[4], futuro re d'Inghilterra, che in questo documento viene già definito, re d'Inghilterra[5].
Alano ricevette il battesimo, quando era già un fanciullo, ed ebbe come padrino Atelstano, dopo che quest'ultimo era divenuto re d'Inghilterra, nel 924[6].

Targa posta sul palazzo comunale di Plourivo a ricordo della battaglia del fiume Trieux, tra Alano Barbatorta e Incon (sulla targa è scritto Icon, e nons Incon).

Solo nel 931 gli esuli iniziarono i loro tentativi di rioccupare il loro regno, sotto la guida di Alano detto il Barbatorta[7]; ma ad un iniziale successo[8], seguì una grave sconfitta[9], che li costrinse a rifugiarsi nuovamente in Inghilterra[6].
Secondo ANGLO-SAXON-ENGLAND dello storico britannico, Frank Stenton, nel 936, Alano, anche con l'aiuto di Atelstano, divenne conte di Vannes e di Nantes[6], dopo aver sconfitto i Normanni, guidati da Incon, sulle sponde del fiume Trieux, vicino a Plourivo.

Secondo il cronista franco del periodo carolingio, Flodoardo, nel corso del 937, i Bretoni di Alano, si scontrarono diverse volte coi Normanni, che avevano devastato la loro terra, riuscendo a cacciarli e a riconquistare la Bretagna[10].
Secondo lo storico francese, Arthur de La Borderie, nel secondo volume del suo Histoire de Bretagne, Alano detto Barbatorta, nel 938, fu riconosciuto dai Bretoni come Alano II, duca di Bretagna, per il coraggio dimostrato, nella conquista di Nantes[11].

Ottenuto il potere, riportò notevoli successi (come quello a Trans nel 939 sui Normanni della Loira, con la collaborazione del conte del Maine Ugo I) sui Normanni (come ricorda anche il cronista Flodoardo[12]), che avevano approfittato delle lotte dinastiche che agitavano la Bretagna per operare delle incursioni (infatti, sempre secondo Flodoardo, nel 944, il conte di Rennes, Judicael Berengario, entrò in lotta con Alano II, favorendo le scorrerie dei Normanni[13]).

Nel 942, Alano appoggiò re Luigi IV d'Oltremare, con cui aveva condiviso l'esilio in Inghilterra[14]contro Ugo il Grande.

In quegli anni, tra il 940 ed il 943, Alano, secondo il La Borderie, aveva sposato Rosalia[15], figlia del primo Conte di Angiò, visconte d'Angers e di Tours e anche conte di Nantes, Folco I il Rosso, come ci conferma anche lo storico bretone, Guy Alexis Lobineau, nel suo Histoire de Bretagne, Tome I[16].
Sempre secondo la Histoire de Bretagne, Tome I Alano non fu molto fedele alla moglie in quanto frequentava una nobile bretone di nome Giuditta[16] († dopo il 952), di cui non si conoscono gli ascendenti.

Rimasto vedovo, prima del 949, Alano, verso il 950, secondo La chronique de Nantes, si sposò in seconde nozze con la figlia del Visconte di Blois e di Tours, Tebaldo il Vecchio di Blois[17]e di cui non si conosce esattamente il nome (Rosalia o Adelaide), che, dopo la morte di Alano II, avvenuta nel 952, in seconde nozze, sempre secondo La chronique de Nantes, sposò il conte d'Angiò, Folco, detto il Buono[18].

Nel 452, Alano, secondo La Borderie, si ammalò gravemente[15] e sentendosi vicino alla morte, ancora secondo La Borderie, convocò a Nantes, suo cognato, il conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, e di Tours, Tebaldo I il Truffatore[19] e gli affidò il suo unico figlio legittimo di pochi mesi di vita, Drogone, affinché lo rappresentasse in tutti i suoi titoli ed interessi[19].
Alano aveva inoltre convocato a Nantes i nobili della Bretagna, che giurarono fedeltà a Drogone e a Tebaldo I[19].
La morte di Alano II è confermata, nel 952, dalla Ex Chronico Floriacensi[20], mentre La chronique de Nantes, oltre a confermare gli avvenimenti del 952[21], indica anche il luogo di sepoltura: la chiesa dei SS. Donatien e Rogatien (fr:Basilique Saint-Donatien-et-Saint-Rogatien)[22]. Il La Borderie, invece narra che dopo essere stato sepolto nella chiesa dei SS. Donatien e Rogatien lo spirito di Alano II non trovasse pace e tutte le notti si aggirava per la città ed il suo corpo il mattino seguente si trovava fuori dalla tomba[23]; ciò avvenne per alcune notti[23], sino a che un parente di Alano si ricordò della devozione che il duca aveva per la Madonna ed allora il corpo di Alano fu riesumato e tumulato nella chiesa di Notre Dame di Nantes (fr:Collégiale Notre-Dame de Nantes), che lui aveva contribuito a costruire[23].

Poco dopo la morte di Alano II, nel 952, la sua vedova, su consiglio del fratellastro, Tebaldo I il Truffatore, sposò il secondo Conte di Angiò, Folco il Buono[24], che divenne così il reggente del ducato di Bretagna e della contea di Nantes, per conto del figliastro, Drogone[25].
Nel 958, Drogone morì in circostanze non molto chiare (secondo La chronique de Nantes, Drogone di Bretagna, ancora bambino, morì molto probabilmente a seguito di un bagno gelato[26]ed il sospetto di averlo organizzato cadde su Folco II il Buono[26], che divenne conte di Nantes e, duca di Bretagna, come risulta da un documento di una riunione, del 958, tra Folco il Buono, Tebaldo il Truffatore e diversi baroni bretoni.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Alano dalla prima moglie, Rosalia d'Angiò non ebbe figli[6].

Alano dalla seconda moglie, Rosalia o Adelaide di Blois ebbe un figlio[6]:

  • Drogone, chiamato anche Dreux, (circa 950 - 958), che, nel 952, alla morte del padre, divenne conte di Nantes e duca di Bretagna, sotto la tutela dello zio, Tebaldo I il Truffatore[19], ai quali i nobili Bretoni avevano giurato fedeltà[19].
    Sua madre, in quello stesso anno, sposò, in seconde nozze, il secondo Conte di Angiò, Folco il Buono[24], che divenne così il reggente del ducato di Bretagna e della contea di Nantes, per conto del figliastro, Drogone[25] e condusse con sé ad Angers, sia Drogone che la madre[27] dove diede l'incarico di uccidere il bambino alla nutrice che lo accudiva[27]. Infatti, nel 958, Drogone morì in circostanze non molto chiare (secondo La chronique de Nantes, Drogone di Bretagna, ancora bambino, morì molto probabilmente a seguito di un bagno gelato fattogli dalla nutrice[27]. Folco il Buono, che succedette a Drogone, fu sospettato di avere organizzato la morte di Drogone[26].

Alano dalla sua amante, Giuditta (secondo il Lobineau, era già la sua amante l tempo dell'esilio in Inghilterra[16]) ebbe due figli illegittimi[6][28]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (LA) La chroniques de nantes, doc. XXVII, pag 83
  2. ^ (LA) Cartulaire noir de la cathédrale d'Angers, doc. XII, pagg 29 e 30
  3. ^ (LA) Flodoardi Annales, pars I (877-944), Anno DCCCCXIX
  4. ^ Atelstano d'Inghilterra era figlio del re del Wessex, Edoardo il Vecchio
  5. ^ (LA) La chroniques de nantes, doc. XXVII, pag 82
  6. ^ a b c d e f (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà bretone - ALAIN
  7. ^ (LA) La chroniques de nantes, doc. XXVII, pag 82 nota 4
  8. ^ (LA) Flodoardi Annales, pars I (877-944), Anno DCCCCXXXI, paragrafo terzo
  9. ^ (LA) Flodoardi Annales, pars I (877-944), Anno DCCCCXXXI, paragrafo quarto
  10. ^ (LA) Flodoardi Annales, pars I (877-944), Anno DCCCCXXXVII, paragrafo terzo
  11. ^ (FR) Histoire de Bretagne, de l'année 754 a l'année 995 di Arthur Le Moyne de La Borderie, pag 405
  12. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III, Flodoardi Annales, anno 939, pag 386, righe 22 e 23
  13. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III, Flodoardi Annales, anno 944, pag 391, righe 25 - 33
  14. ^ (FR) Histoire de Bretagne, de l'année 754 a l'année 995 di Arthur Le Moyne de La Borderie, pag 409
  15. ^ a b (FR) Histoire de Bretagne, de l'année 754 a l'année 995 di Arthur Le Moyne de La Borderie, pag 416
  16. ^ a b c (FR) Lobineau, G. A. (1707) Histoire de Bretagne (Paris), Tome I, Pag 81
  17. ^ (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXIV, pag 102
  18. ^ (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVII, pag 107-111
  19. ^ a b c d e (FR) Histoire de Bretagne, de l'année 754 a l'année 995 di Arthur Le Moyne de La Borderie, pagg 416 e 417
  20. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus VIII, Ex Chronico Floriacensi, anno DCCCCLII, pag 254
  21. ^ (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVI, pagg 105-106
  22. ^ (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVI, pag 106
  23. ^ a b c (FR) Histoire de Bretagne, de l'année 754 a l'année 995 di Arthur Le Moyne de La Borderie, pag 417
  24. ^ a b (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVII, pagg 107 e 108
  25. ^ a b (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVII, pag 108
  26. ^ a b c (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVII, pag 110
  27. ^ a b c (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXVII, pag 109
  28. ^ (EN) #ES GENEALOGY.EU :BRITTANY, Early Dukes of Brittany - Alain II "le Barbetorte"
  29. ^ a b (LA) René Merlet, La chronique de Nantes, cap. XXXIX, pag 113

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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