Britpop

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Britpop
Origini stilistiche Alternative rock
Indie rock
British invasion
Madchester
Mod revival
Pop rock
British Traditional Rock
Origini culturali Gran Bretagna, primi anni novanta
Strumenti tipici Voce
Chitarra
Basso
batteria
Tastiera
Popolarità Ha riscosso molto successo in Gran Bretagna fra il 1993 e la fine degli anni anni novanta. Ad oggi gode ancora di discreta popolarità. Fuori dai confini britannici, fatta eccezione per pochissimi nomi (Oasis e Verve su tutti) ha comunque sempre avuto difficoltà ad attecchire, a causa della forte connotazione nazionalista della proposta.
Sottogeneri
New wave del new wave, Lion Pop
Categorie correlate

Gruppi musicali britpop · Musicisti britpop · Album britpop · EP britpop · Singoli britpop · Album video britpop

Britpop è il termine utilizzato per ricondurre ad un unico movimento alcuni gruppi britannici pop rock apparsi all'inizio degli anni novanta. La sua nascita si fa ricondurre al genere musicale nato negli anni ottanta detto indie rock.

Gli artisti riconducibili al britpop hanno avuto origine dalla scena indipendente e underground del Regno Unito. Molti di loro hanno acquisito buona notorietà nel paese d'origine e in alcuni stati dell'Europa del nord sull'onda del successo commerciale di gruppi come Suede (1991-2003), Blur (1989-in attività), Oasis (1991-2009) e Pulp (1981-2002), successo che ha contribuito a lanciare, se non a creare, il movimento come fenomeno di massa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

L'origine del britpop va ricercata fra gli artisti che cercarono di riattualizzare le melodie degli anni sessanta e degli anni settanta aggiungendovi tematiche mutuate dalla new wave o dalla dance music, ma soprattutto sfruttando le nuove tecniche produttive, sino a generare un suono del tutto peculiare.

Sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'affievolirsi di fenomeni come Madchester e Shoegaze (per certi versi antesignani di ciò che il britpop sarebbe diventato) all'inizio degli anni novanta si formano i Suede, che crearono un'eccitazione notevole nella stampa inglese ancor prima di avere pubblicato un singolo. Le melodie di Bernard Butler e i testi ambigui, rabbiosi e poetici di Brett Anderson, così come l'immaginario e lo stile del gruppo (il taglio di Brett Anderson e i vestiti vintage dei membri della band influenzeranno tutti i successivi epigoni) colpirono i giovani inglesi e il loro primo album Suede, uscito nel 1993, segna l'inizio del vero e proprio periodo britpop.

Liam Gallagher, leader degli Oasis

Attorno alla prima metà degli anni novanta comparvero sulla scena band e artisti dalle caratteristiche piuttosto eterogenee anche se in parte accomunati dal look (variamente influenzato dalle estetiche Mod e Madchester) dalla ricerca per il ritornello memorabile e, più in generale, per la commistione fra sonorità underground e immediatezza tipicamente pop.

Alcuni artisti declinavano queste tendenze proponendo un'attualizzazione della new wave e del post-punk: era il caso di gruppi come Elastica (1992-2001), Shed Seven (1991-1999) e Marion. Altre band erano influenzate dal glam e da artisti come David Bowie, i Roxy Music, Marc Bolan, talvolta rielaborandone le dinamiche chitarristiche (Suede), altre volte puntando sul gusto per i toni teatrali e sensuali (Pulp).

Ma la più ampia, e di notevole successo commerciale, fu la schiera di gruppi nei quali emerge l'influenza di gruppi anni sessanta, primi fra tutti lo storico quartetto di Liverpool, Beatles, e in parte anche The Kinks, Small Faces. Era il caso di Blur, The Verve, Oasis, Supergrass, Boo Radleys, Ocean Colour Scene, Dodgy, Kula Shaker e Teenage Fanclub, The Divine Comedy, Travis, Embrace, Mansun.

L'apice del movimento britpop fu raggiunto nel 1995, quando il palcoscenico mediatico fu monopolizzato dalla cosiddetta Band Battle tra Blur e Oasis, stava a ricordare ed emulare un po' la più importante e storica contrapposizione tra The Beatles e The Rolling Stones. Inizialmente le due band si erano complimentate a vicenda, ma con il passare dei mesi il clima si infiammò, con l'importante contributo dei tabloid britannici. La rivista NME il 12 agosto 1995 titolò: "Campionato britannico di pesi massimi", riferendosi all'imminente uscita, prevista per lo stesso giorno, dei singoli Roll with It degli Oasis e Country House dei Blur. Il contrasto tra le due band assunse connotati extramusicali, coinvolgendo l'appartenenza territoriale (nord contro sud). Inizialmente i vincitori parvero i Blur, capaci di vendere 274.000 copie contro le 216.000 dei fratelli Gallagher, ma a lungo andare furono gli Oasis a guadagnare maggiore successo, facendo breccia negli Stati Uniti alla fine degli anni novanta e sopravvivendo poi alla scena britpop per molti anni ancora. Il concerto degli Oasis a Knebworth nell'agosto 1996 è passato alla storia come uno degli eventi musicali britannici più seguiti di sempre; vi accorsero ben 250.000 spettatori nell'arco di due serate.

Si può ritenere che la fine reale dell'epopea britpop avvenne nel 1999. Dei gruppi che avevano portato la bandiera del genere rimanevano in effettiva attività solamente gli Oasis. Anche l'arrivo di un paio di ritardatari come gli Starsailor e i Coldplay, che in qualche modo portarono avanti lo stile proprio del britpop fino ai giorni nostri (per cui si coniò il termine new britpop), non servì a rivitalizzare il genere, e chi ne faceva parte passò ad altre occupazioni ed altri progetti. Oggi stiamo assistendo al ripescaggio dei principali artisti del periodo: nel 2005 Brett Anderson e Bernard Butler, le anime degli Suede, hanno formato un nuovo gruppo, The Tears, e realizzato un album, dal titolo Here Comes the Tears, che però non ha riscosso gran fortuna; in seguito Brett Anderson nel 2006 iniziò una carriera da solista. Jarvis Cocker, l'estroverso cantante dei Pulp, ha realizzato due album per conto proprio, mentre nel 2009 i Blur sono tornati a suonare insieme dopo sei anni per alcune date dal vivo accolte trionfalmente, dopo che gruppi quali Kaiser Chiefs e RazorLight ne hanno riportato in voga le sonorità.

Una nota a parte va fatta per il gruppo che negli ultimi dieci anni ha riscosso i maggiori consensi di critica in tutto il mondo, ed anche uno dei pochissimi acts non americani ad avere mai vinto un Grammy Award in USA: i Radiohead, che nacquero ai margini del britpop (ma più vicini alle sonorità grunge e noise d'oltreoceano), devono al britpop parte della loro fortuna, per essere stati portati sulla sua onda pubblicitaria e commerciale fino al successo planetario del 1997 con l'album Ok Computer.

Post Britpop[modifica | modifica sorgente]

Il post britpop è uno stile del britpop. Gli strumenti utilizzati sono sempre gli stessi (chitarre, pianoforte, tastiere e voce), con sonorità che si avvicinano anche al folk rock. A differenza del britpop originale, il post britpop ha avuto origine a cavallo tra la fine degli anni novanta e all'inizio degli anni duemila. Tra le band che sono nate sotto questo filone ci sono Coldplay, Stereophonics, Keane, Franz Ferdinand, Jet, Muse e Ben's Brother, oltre che artisti solisti come Paolo Nutini e Robert Post.

Album principali[modifica | modifica sorgente]

Un breve elenco degli album che rappresentano al meglio il britpop:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Phonogram, Kieron Gillen e Jamie McKelvie, ed. it. Alta Fedeltà, Milano 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Musica Britpop

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