Mustela erminea

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Ermellino
Veasel.jpg
Mustela erminea
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Mustelidae
Sottofamiglia Mustelinae
Genere Mustela
Specie M. erminea
Nomenclatura binomiale
Mustela erminea
Linnaeus, 1758
Sottospecie

L'ermellino (Mustela erminea, Linnaeus 1758) è un piccolo mammifero della famiglia dei Mustelidi, diffuso in Europa, Asia e Nord America.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La coda ha una lunghezza che va dagli 8 ai 12 cm. Il corpo varia da 22 a 32 cm. I maschi sono molto più grandi delle femmine. Il corpo è lungo e snello, con corte zampe.

La sua caratteristica principale è quella di cambiare il colore della pelliccia di stagione in stagione. In estate, è bruno rossastro nella parte superiore del corpo e bianco nella parte inferiore, con sfumature giallastre. La punta della coda è nera.

In inverno la pelliccia diventa totalmente bianca, tranne la punta della coda che rimane nera.

La sua pelliccia è stata molto ricercata, soprattutto nella variante bianca, per l'industria della pellicceria, scatenando una vera e propria caccia, che ha causato una grande riduzione della popolazione. È un grande carnivoro.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Areale della specie

Ha una ampia diffusione in tutto l'emisfero settentrionale, dal Nord America all'Europa all'Asia, estendendosi dalla zona temperata sino alla regione artica. È stato introdotto in Nuova Zelanda, nel tentativo, mal riuscito, di controllare l'espansione dei conigli, e si è rivelato un pericolo per la sopravvivenza di molte specie di uccelli, di cui preda voracemente le uova per cui è stato inserito nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo. In Italia è presente, con un areale frammentato, solo sull'arco alpino[1].

L'ermellino vive soprattutto nei boschi, ma è molto adattabile e si può trovare anche nelle brughiere, nelle praterie e lungo le siepi.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Questo carnivoro utilizza una vasta gamma di ambienti, preferendo quelli che gli offrono una maggiore disponibilità di rifugi naturali per la presenza di vegetazione arbustiva e di pietre. La specie è quindi presente nelle foreste con ricco sottobosco, nelle pietraie, o nella prateria alpina fino ad un'altitudine di 3500 metri.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare con mantello estivo

L'attività dell'ermellino si esplica sia di giorno sia di notte. Fra i carnivori è senz'altro una delle specie più facilmente osservabili in natura, sia a causa della sua attività diurna sia a causa del suo temperamento curioso. Può infatti accadere che, avvistato un estraneo, l'Ermellino si nasconda immediatamente, per poi ricomparire all'improvviso nell'intento di controllare i movimenti dell'intruso.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo degli amori può verificarsi sia in primavera sia in estate.
Nel primo caso si ha una gestazione normale che dura circa due mesi. Nel secondo caso invece si assiste ad una gestazione, apparentemente molto lunga, della durata di 8-12 mesi; ciò permette di adeguare le date di nascita alle migliori condizioni ambientali per lo sviluppo dei piccoli.
Nel secondo tipo di gestazione lo sviluppo dell'uovo fecondato prosegue per 14 giorni dopodiché vi è un periodo di quiescenza, cioè un arresto nella crescita, che dura parecchi mesi; successivamente l'uovo si impianta nell'utero e si sviluppa normalmente. La femmina partorisce 5 o 6 piccoli nei luoghi più disparati: fessure nella roccia, cavità naturali nel terreno, pietraie o anche angoli nascosti di case o malghe abbandonate. Costruisce le sue tane sotto terra, in lunghi cunicoli, dove si rifugia immediatamente in caso di pericolo. Se minacciato, produce un forte e sgradevole odore di muschio dalle ghiandole anali.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Ermellino nell'atto di uccidere un coniglio

La dieta dell'ermellino, essenzialmente di tipo carnivoro, comprende piccoli roditori (in particolare l'arvicola delle nevi) oltre a uccelli, rettili e invertebrati. L'animale esplora attentamente l'ambiente in cerca delle tracce della propria preda, utilizzando in particolare l'olfatto. Avvistata la preda, l'ermellino si avvicina a essa con molta circospezione e, tramite un balzo fulmineo, l'afferra a livello della nuca per provocarne la morte istantanea. L'animale ucciso viene immediatamente divorato oppure trasportato nella tana dove va a costituire una riserva alimentare.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Ne sono state descritte numerose sottospecie:

  • M. e. erminea
  • M. e. alascensis
  • M. e. algiricus
  • M. e. anguinae
  • M. e. angustidens
  • M. e. arctica
  • M. e. audax
  • M. e. bangsi
  • M. e. celenda
  • M. e. fallenda
  • M. e. ferghanae
  • M. e. gulosa
  • M. e. haidarum
  • M. e. herminea
  • M. e. hibernica
  • M. e. imperii
  • M. e. initis
  • M. e. invicta
  • M. e. kadiacensis
  • M. e. kanei
  • M. e. labiata
  • M. e. leptus
  • M. e. lymani
  • M. e. microtis
  • M. e. mortigena
  • M. e. muricus
  • M. e. nippon
  • M. e. olympica
  • M. e. orientalis
  • M. e. polaris
  • M. e. pusilla
  • M. e. richardsonii
  • M. e. rixosa
  • M. e. salva
  • M. e. seclusa
  • M. e. semplei
  • M. e. streatori
  • M. e. vulgaris
  • M. e. whiteheadi

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

L'ermellino è molto simile alla donnola (Mustela nivalis); quest'ultima si distingue per le dimensioni leggermente superiori, il profilo della demarcazione dorso-ventrale generalmente sfrangiato anziché lineare e la punta della coda mai nera ma marrone come le parti superiori del corpo. La zona ventrale è invece bianca.

L'ermellino nell'arte e nella storia[modifica | modifica wikitesto]

La Dama con l'ermellino, celebre dipinto di Leonardo da Vinci.

La pelliccia invernale dell'ermellino è largamente impiegata in araldica col nome di armellino.

L'ermellino identifica l'appartenenza di alcuni personaggi rinascimentali, come Ludovico il Moro, ad un ordine cavalleresco. Campeggia, inoltre, nello stemma araldico di Giovanni Andrea da Lampugnano (sicario e uccisore nel 1476 di Galeazzo Maria Sforza) che è così composto: a destra la Lupa e a sinistra la Mustela Alpina detta, in volgare, ermellino.

Con l'uso di questa simbologia Leonardo da Vinci, nel dipinto della “Dama con l'ermellino”, intende fare memoria della congiura contro Galeazzo Maria. Gli elementi iconografici alludono al mandante della congiura che aveva armato la mano di Andrea da Lampugnano e di altri sicari. I principali elementi di questa ipotesi sono: la Croce di Sant'Andrea sulla spallina della misteriosa Dama; la collana di perle nere al collo che allude al lutto; la mano scheletrita che non accarezza l’ermellino e non lo teme; le dimensioni sproporzionate dell’ermellino: errore, questo, non ammissibile in uno studioso delle forme quale Leonardo era. Queste analisi fanno ritenere che il soggetto della “Dama con ermellino” non sia Cecilia Gallerani bensì Caterina Sforza, figlia naturale di Galeazzo Maria. Tesi avvalorata dalla simbologia usata per i “piatti di pompa” n. 8 e n. 9, custoditi al Museo Nazionale di Ravenna, sul cui verso è indicato il nome di Caterina Sforza mentre, sul recto, è usata la simbologia Andreana che si ritrova anche nell’abside della Chiesa di Sant'Andrea in Melzo dove, oltre agli affreschi di epoca leonardesca, recenti ricerche hanno portato alla luce un teschio che le analisi effettuate hanno stabilito essere quello di Galeazzo Maria Sforza, V duca di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Mustelid Specialist Group 1996, Mustela erminea in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  • La Chiesa di Sant'Andrea Melzo, Storia, Arte, Ricerche e Misteri Leonardeschi (2005) a cura della Parrocchia dei Santi Alessandro e Margherita di Melzo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Video documentario della BBC

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