François-René de Chateaubriand
Il visconte François-René de Chateaubriand ([fʁɑ̃swa ʁəne də ʃatobʁijɑ̃]; Saint-Malo, 4 settembre 1768 – Parigi, 4 luglio 1848) fu uno scrittore, politico e diplomatico francese. È considerato il fondatore del Romanticismo letterario francese.
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Biografia [modifica]
Infanzia [modifica]
François-René de Chateaubriand nacque da un'antichissima famiglia aristocratica in rovina di Saint-Malo, che ritrovò la sua dignità di una volta grazie al successo commerciale del padre di Chateaubriand, René-Auguste. Il giovane François-René dovette vivere fino ai tre anni con un educatore, lontano dai suoi genitori, ma all'età di tre anni il successo di suo padre permise a quest'ultimo di ricomprare nel 1771 il castello di Combourg in Bretagna, nel quale Chateaubriand si stabilì e trascorse un'infanzia spesso malinconica, rotta soltanto dalle camminate nella campagna bretone e dall'intensa amicizia con la sorella Lucile.
La famiglia lo voleva dapprima introdurre nella carriera marinara, poi in seguito lo spinse verso i voti ecclesiastici, infine optò per fargli abbracciare la vita militare.
Compì dei rapidi studi nei collegi di Dol-de-Bretagne e di Rennes, ottenne un brevetto di sottotenente del reggimento di Navarra a diciassette anni, fu fatto capitano a diciannove anni. Venne a Parigi nel 1788, qui si legò a Jean-François de La Harpe, André Chénier, Jean-Pierre Louis de Fontanes e altri letterati dell'epoca, ed ebbe il suo debutto letterario scrivendo dei versi per l'Almanacco delle Muse. Fu influenzato da Corneille e segnato da Rousseau.
L'esilio [modifica]
Allo scoppio della Rivoluzione francese, si allontanò dalla Francia alla vista degli eccessi popolari, e s'imbarcò per il Nuovo Mondo. Percorse per un anno le foreste dell'America del Nord, vivendo con gli autoctoni e abbozzando nei vari luoghi il suo poema dedicato ai Natchez. Troverà in questi paesaggi il riflesso del suo sentimento d'esilio e di solitudine.
Ritornò dall'America nel 1792, per andare a raggiungere a Coblenza l'Esercito degli emigrati. Ferito durante l'assedio di Thionville, fu trasportato in fin di vita a Jersey. Questa sarà la fine della sua carriera militare.
Chateaubriand visse a Londra in una miseria che lo costrinse a dare lezioni di francese e a fare traduzioni per i librai. Fu proprio in questa città che pubblicò nel 1797 la sua prima opera, Il Saggio sulle antiche e moderne rivoluzioni in rapporto alla Rivoluzione francese, in cui esprimeva delle idee politiche e religiose poco in armonia con quelle che professerà più tardi, ma in cui già rivelava il suo talento di scrittore.
Ritorno in Francia e primi successi letterari [modifica]
Fu una lettera di sua madre in fin di vita a riavvicinarlo alla religione. Di ritorno dalla Francia nel 1800, redasse per qualche anno il Mercurio di Francia con Jean-Pierre Louis de Fontanes, e fece apparire in questa rivista, nel 1801, Atala, originale creazione letteraria, che venne accolta nella generale ammirazione.
Compose nello stesso periodo René, opera impregnata di una malinconia sognante, che diventerà un modello per gli scrittori romantici. In quest'opera, Chateaubriand riporta in modo appena mascherato l'amore casto, ma violento e appassionato che ha provato per la sorella Lucile, che lo soprannominava « L'incantatore ».
In seguito, il 14 aprile 1802, pubblicò il Genio del Cristianesimo, che aveva in parte scritto in Inghilterra, e di cui Atala e René erano all'origine degli episodi. Con quest'opera orientò le ispirazioni religiose dei suoi contemporanei non più verso un vago cristianesimo (come quello proposto da Rousseau), ma verso la Chiesa cattolica, con i suoi dogmi, i suoi sacramenti e i suoi riti; polverizzava abilmente i faziosi pregiudizi che la Rivoluzione Francese aveva fatto sorgere nei confronti del cristianesimo, associandolo alla barbarie: il Cristianesimo era favorevole all'arte e alla poesia molto più e meglio del paganesimo. Questo libro ebbe grandissimo successo.
Chateaubriand, notato dal Primo Console Napoleone Bonaparte, fu scelto nel 1803 per accompagnare il cardinale Fesch a Roma come segretario d'ambasciata. Fu incaricato nel 1804 di rappresentare la Francia presso la repubblica di Valais, ma nel momento in cui venne a conoscenza del rapimento e dell'esecuzione del Duca d'Enghien, ordinati dal Bonaparte, diede immediatamente le dimissioni e passò così tra gli oppositori dell'Impero.
Il viaggio in Oriente [modifica]
Chateaubriand immaginò il progetto di una epopea cristiana, in cui sarebbero stati presenti il paganesimo ormai agonizzante e la religione nascente; a questo proposito, egli stesso volle visitare i luoghi in cui avrebbe dovuto svolgersi l'azione, e viaggiò nel 1806 attraverso la Grecia, l'Asia minore, la Palestina e l'Egitto. Al suo ritorno, andò a rinchiudersi in una modesta pensione, che chiamava la "Vallata dei Lupi", nella Valle d'Aulnay (attualmente nel comune di Châtenay-Malabry), vicino Sceaux, e vi compose Les Martyrs (I Martiri), una sorta di epopea in prosa, che fu pubblicata soltanto nel 1809.
Gli appunti che l'autore aveva raccolto durante il suo viaggio formarono la materia de L'Itinéraire de Paris à Jérusalem (L'Itinerario da Parigi a Gerusalemme) (1811). Lo stesso anno, Chateaubriand fu eletto membro dell'Académie française, al posto di Marie-Joseph Chénier; ma avendo severamente criticato, nel suo progetto per il discorso di ringraziamento, alcuni atti della Rivoluzione, non gli fu permesso di prendere possesso del suo posto; la carica gli fu effettivamente consegnata solo dopo la Restaurazione.
Favori e disgrazia [modifica]
Chateaubriand accolse con trasporto il ritorno dei Borboni: il 30 marzo 1814, aveva pubblicato contro l'imperatore decaduto un virulento pamphlet, Di Buonaparte e dei Borboni (De Buonaparte et des Bourbons), del quale furono distribuite migliaia di copie, e che, a detta di Luigi XVIII, gli valse «più d'una battaglia vinta». Nominato ambasciatore in Svezia, non aveva ancora lasciato Parigi, quando Napoleone fece ritorno in Francia nel 1815. Chateaubriand accompagnò Luigi XVIII a Gand, divenne uno dei membri del suo gabinetto, e gli indirizzò il celebre Rapport sur l'état de la France (Rapporto sullo stato della Francia).
Dopo la sconfitta del Buonaparte, Chateaubriand fu nominato ministro di Stato e pari di Francia; ma avendo attaccato, ne La Monarchie selon la Charte (La Monarchia secondo la Carta), l'ordinanza del 5 settembre 1816 che smembrava la Camera introvabile, cadde in disgrazia e perse il suo posto di Ministro di Stato. Si gettò allora nell'opposizione ultra-monarchica e divenne uno dei principali redattori del Conservatore, il più potente organo di questo partito.
L'omicidio del Duca di Berry, nel 1820, lo riavvicinò alla corte: scrisse in questa occasione le Mémoires sur la vie et la mort du duc (Memorie sulla vita e la morte del duca). Venne nominato, nello stesso anno, ministro plenipotenziario di Francia a Berlino, poi ambasciatore in Inghilterra nel 1822 (dove il suo cuoco sperimentò la cottura della parte del manzo che porta il suo nome).
Il suo ruolo politico fu particolarmente importante nella questione riguardante la restaurazione del potere assoluto di Ferdinando VII ed il rovesciamento del locale governo liberale. Chateaubriand fu uno dei due plenipotenziari francesi che, al Congresso di Verona, ottennero il consenso delle potenze continentali (salvo l'Inghilterra, preoccupata di un ritorno di influenza spagnola in Sud-America) alla Spedizione di Spagna. Al suo rientro, ricevette il portafoglio di ministro degli Esteri; riuscirà nell'avventura spagnola con la presa di Cadice nel 1823; ma, non avendo potuto mettersi d'accordo col Villèle, capo del gabinetto, si vide brutalmente congedato il 6 giugno 1824.
Rientrò subito nell'opposizione, ma stavolta per unirsi al partito liberale, e combatté a oltranza il ministero Villèle, sia alla Camera dei Pari, sia nel Journal des débats (Giornale dei Dibattiti), in cui diede il segnale della defezione: si mostrò a quell'epoca, lo zelante difensore della libertà di stampa e della indipendenza della Grecia, cosa che gli portò grande popolarità.
Alla caduta del de Villèle, Chateaubriand fu nominato, all'inizio del 1828, ambasciatore a Roma[1], ma diede le dimissioni all'avvento del ministero Polignac.
L'abbandono della carriera politica [modifica]
| « Nella società democratica, basta che voi sproloquiate sulla libertà, la marcia del genere umano e l'avvenire delle cose, aggiungendo ai vostri discorsi qualche croce d'onore, e sarete sicuri del vostro posto; nella società aristocratica, giocate al whist, spacciate con aria grave e profonda luoghi comuni e frasi eleganti preparate prima, e la forma del vostro genio è assicurata. » |
| (François-René de Chateaubriand - Memorie d'oltretomba.) |
Sempre più in contrasto con i partiti conservatori, disilluso sull'avvenire della monarchia, Chateaubriand si ritirò dalla vita politica dopo la Rivoluzione del 1830, lasciando anche la Camera dei Pari. Diede segnale della sua esistenza politica attraverso delle critiche acerbe contro il nuovo governo (De la Restauration et de la Monarchie èlective, 1831), attraverso dei viaggi vicino alla famiglia decaduta, e attraverso la pubblicazione di una Mémoire sur la captivité de la duchesse de Berry (Memoria sulla prigionia della duchessa di Berry) (1833), per il cui soggetto fu perseguitato, ma poi liberato. Pubblicò ugualmente nel 1831 degli Studi Storici (4 vol. in-8), riassunti di storia universale in cui voleva mostrare il Cristianesimo come riforma della società; quest'opera doveva costituire il frontespizio di un'ipotetica Histoire de France (Storia di Francia) su cui meditava da molto tempo, ma che non fu da lui mai scritta.
Trascorse i suoi ultimi anni di vita in una profonda solitudine; si allontanò dalla sua dimora esclusivamente per andare alla Abbaye-aux-Bois (Abbazia dei boschi), da Juliette Récamier, di cui fu sempre amico e il cui salone riuniva l'élite del mondo letterario. Chateaubriand aveva cominciato a scrivere dal 1811 delle memorie sulla sua vita; le riprese e le continuò quasi fino agli ultimi momenti della sua vita.
Ricevendo numerose visite, sia dei giovani romantici sia di quelli liberali, si dedicò alla stesura e al completamento delle sue memorie, che intitolò Memorie d'oltretomba (Mémoires d'outre-tombe), vasto progetto autobiografico scaglionato su trent'anni della sua vita. Queste memorie sarebbero dovute apparire in pubblico solo dopo la sua morte; tuttavia, spinto dalla necessità di denaro, che lo perseguitò per tutta la vita, le cedette nel 1836 a una società che gli assicurò un conveniente guadagno per il resto dei suoi giorni.
Morì nel 1848 a Parigi; il suo corpo fu trasportato a Saint-Malo e deposto di fronte al mare, secondo la sua volontà, sulla rocca del Grand Bé, isolotto dall'aspetto romantico situato sulla rada della sua città natale, al quale vi si accede a piedi da Saint-Malo dal momento che il mare si è ritirato.
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (classe di pace) | |
| — 1842 |
| Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme | |
Analisi dell'opera [modifica]
Sia per il suo talento che per i suoi eccessi, Chateaubriand può essere considerato il padre del Romanticismo in Francia. Le sue descrizioni della natura e l'analisi dei sentimenti dell'io, ne fecero un modello per la generazione degli scrittori romantici. Per primo formulò il cosiddetto "vague des passions" (onda delle passioni) che diventerà un tòpos del Romanticismo:
| (FR) « On habite, avec un cœur plein dans un monde vide ; et sans avoir usé de rien, on est désabusé de tout. » |
(IT) « Si abita, con un cuore pieno, un mondo vuoto; e senza aver utilizzato nulla, siamo disillusi da tutto. » |
| (Genio del Cristianesimo, 1802) | |
Il suo pensiero e le sue azioni politiche sembrano offrire numerose contraddizioni; voleva essere sia amico della sovranità legittima sia della libertà, difendendo alternatamente l'una delle due che in quel momento gli sembrava fosse in pericolo. Di sé stesso disse:
| (FR) « Monarchiste par hérédité, légitimiste par honneur, aristocrate de moeurs, républicain par bon sens. » |
(IT) « [Io sono] monarchico per tradizione, legittimista per onore, aristocratico per costumi, repubblicano per buon senso. » |
| (Memorie d'oltretomba, 1848) | |
I suoi detrattori gli hanno rimproverato uno stile ampolloso e una vanità eccessiva che proromperebbe nelle sue Mémoires d'outre-tombe.
La sua opera è a metà strada tra fantasia e realtà, e talvolta sembra mascherare il tentativo di narrare per davvero quel tipo di esistenza che l'autore stesso avrebbe voluto vivere. La sua stessa visione religiosa apparve a molti critici, un po' ridotta, perché limitata all'aspetto estetico, in quanto ritenuto, rispetto agli altri culti, maggiormente libero di manifestarsi sia sotto l'ambito artistico-figurativo sia in quello lirico-letterario.[2]
Vediamo nelle Memorie d'oltretomba una dicotomia tra uno Chateaubriand privato che esalta i suoi sentimenti con un lirismo romantico e uno Chateaubriand pubblico che crea una cronaca di memorialista della sua epoca, che ha visto l'avvento dei principi rivoluzionari ai quali egli si opponeva. Nel corso della sua opera, tuttavia, i due personaggi si riuniscono in uno solo, a dimostrazione che tutta la sua vita politica fu influenzata dai suoi sentimenti personali e dalla solitudine che si trasformò in paranoia e in paura di un eventuale complotto nei suoi confronti che lui temeva da quando fu allontanato ripetutamente dal potere monarchico.
Citazioni su Chateaubriand [modifica]
- Saint-Beuve scrisse su di lui:[2]
| « Noi siamo tuoi figli! Le tue idee, le tue passioni, i tuoi sogni non sono più solo le nostre, ma tu ci hai indicato la strada e seguiamo le tue tracce. » |
| (Charles Augustin de Sainte-Beuve) |
Note [modifica]
- ^ Che lui, tutt'altro che scontento della nomina, salutò, nell'occasione, come la città dei funerali (ville des funérailles), rif.: Memorie d'oltretomba, 3 L28 Capitolo 16.
- ^ a b Introduzione a Le avventure dell'ultimo Abenceragio di Jole Pascerelli, ed. Paoline, 1966, pp. 5.10.
Opere [modifica]
- Essai sur les révolutions (1797)
- Atala (1801)
- René (1802)
- Génie du Christianisme (1802)
- Les Martyrs (1809)
- Mémoires de ma vie (1809)
- Itinéraire de Paris à Jérusalem (1811)
- De Buonaparte et des Bourbons (1814)
- Les aventures du dernier des Abencérages (1826)
- Les Natchez (1826)
- Voyage en Amérique (1827)
- Vie de Rancé (1844)
- Memorie d'oltretomba, postume (1848). Le Memorie, pubblicate prima come inserti del giornale La Presse, furono divise in 12 vol. pubblicati dal 1849 al 1850.
- Amour et vieillesse, scritto tra il 1823 ed il 1845
Pubblicazioni antiche [modifica]
- Oltre le numerose edizioni di ciascuna delle opere separate di Chateaubriand, egli aveva scritto anche molte edizioni delle sue Opere complete; le migliori, secondo un'enciclopedia francese, sono quelle di Pierre-François Ladvocat, in 31 volumes, Parigi, 1826-1831, revisionate dall'autore stesso, che vi ha aggiunto dei chiarimenti e delle note critiche, e le ha inoltre arricchite di qualche opera inedita (le Abencerrages, le Natchez, Moïse, in ordine una tragedia, delle poesie e dei discorsi politici) ; e quelle di Charles Gosselin, 25 volumi, 1836-1838 (qui troviamo in più il Congrès de Vérone, un Essai sur la littérature anglaise, una traduzione del Paradiso perduto di John Milton).
Biografie (in lingua francese) [modifica]
Biografie antiche [modifica]
- Paul de Noailles, il suo successore all'Accademia Francese gli ha fatto il suo Éloge (Elogio)
- Scipion Marin e Jacques-François Ancelot hanno scritto la sua Vie (Vita)
- François-Zénon de Collombet: Chateaubriand, sa vie et ses ècrits (Chateaubriand, vita e opere)
- Charles Augustin Sainte-Beuve: Chateaubriand et son groupe littéraire (Chateaubriand e il suo gruppo letterario)
- Charles Benoît: Étude sur Chateaubriand (Studi su Chateaubriand)
Biografie moderne [modifica]
- Jean d'Ormesson, Album Chateaubriand, Bibliothèque de la Pléiade, Gallimard, 1988
- Ghislain de Diesbach, Chateaubriand, 1995
- Jean-Paul Clément, Chateaubriand, Grandes biographies, Flammarion, 1998
- André Maurois, René ou la vie de Chateaubriand (René o la vita di Chateaubriand), Les Cahiers Rouges, Grasset, octobre 2005
- Jean D'Ormesson, Il mio ultimo pensiero sarà per voi, Milano, Rizzoli, 1984
- Stenio Solinas, Da Parigi a Gerusalemme. Sulle tracce di Chateaubriand, 2011
Risorse internet (in lingua francese) [modifica]
- Opere complete
- Mémoires d'Outre-Tombe, Tome I.
- Correspondance de Chateaubriand avec la marquise de V...Un dernier amour de René.
- (PDF) Pensieri, riflessioni e massime
Collegamenti esterni (in lingua francese) [modifica]
- Una biografia, dei riassunti e studi
- Documento video: "Chateaubriand, l'indompté" (conversazione guidata da Jacques Pasquet)
- Quattro trasmissioni su François-René de Chateaubriand : 1797 : la nascita di Chateaubriand politico ; 1806 : Chateaubriand in Grecia ; Chateaubriand, Byron et Pouchkine di fronte a Napoleone ; La Rivoluzione francese secondo Chateaubriand
- Notizie bibliografiche dal Grand Dictionnaire universel du XIXe siècle e collegamenti proposti da Pierre Larousse dall'Università di Rouen .
- Genealogia della famiglia, note biografiche e bibliografiche
- Sito della Casa di Chateaubriand
- Lettere scritte da Chateaubriand
Collegamenti esterni (in lingua italiana) [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su François-René de Chateaubriand
Wikiquote contiene citazioni di o su François-René de Chateaubriand
| Predecessore | Seggio 19 dell'Académie française | Successore |
|---|---|---|
| Marie-Joseph Chénier | 1811 - 1849 | Paul de Noailles |
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