Luigi XVIII di Francia

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Luigi XVIII
Ritratto di Luigi XVIII in vesti dell'incoronazione, di Robert Lefèvre
Ritratto di Luigi XVIII in vesti dell'incoronazione, di Robert Lefèvre
Re di Francia e Navarra
Stemma
In carica 6 aprile 1814 – 20 marzo 1815
8 luglio 1815 – 16 settembre 1824
Predecessore Napoleone II
Successore Carlo X
Nome completo Louis Stanislas Xavier de France
Altri titoli Conte di Provenza
Duca d'Angiò
Conte di Vendôme
Nascita Versailles, Francia, 17 novembre 1755
Morte Parigi, Francia, 16 settembre 1824
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Casa reale Borbone
Padre Luigi Ferdinando di Borbone-Francia
Madre Maria Giuseppina di Sassonia
Consorte Maria Giuseppina di Savoia

Luigi XVIII di Borbone (Versailles, 17 novembre 1755Parigi, 16 settembre 1824) fu re di Francia dal 1814 al 1824.

Nipote di Luigi XV, figlio del delfino di Francia Luigi e di Maria Giuseppina di Sassonia, era il fratello minore del re ghigliottinato, Luigi XVI.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Luigi XVIII

Dapprima conte di Provenza, Louis Stanislas Xavier sposò nel 1771 Maria Giuseppina di Savoia, figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III dalla quale non ebbe figli.

Sin da giovanissimo iniziò a interessarsi agli affari di stato. Nel 1789, dopo la presa della Bastiglia aspirò, in quanto primo dei fratelli di Luigi XVI, alla luogotenenza generale del regno, che non ottenne a causa dell'opposizione di Maria Antonietta.

Il 20 giugno 1791 fuggì da Parigi a Bruxelles per raggiungere a Coblenza il fratello minore, il conte d'Artois (futuro Carlo X di Francia). Lasciata Coblenza si ritirò in Vestfalia dove, alla morte di Luigi XVI (21 gennaio 1793), assunse il titolo di reggente, proclamò il Delfino suo nipote re Luigi XVII e luogotenente generale del regno il fratello conte d'Artois.

Alla morte di Luigi XVII (8 giugno 1795) assunse il nome di Luigi XVIII e lavorò tenacemente al proprio ritorno. Dal 1809 al 1814 fu in più luoghi d'Europa, specie in Inghilterra, e finalmente il 2 maggio 1814, con la caduta di Napoleone, poté ascendere al trono, in un momento difficile della storia francese. Alla sua entrata in Parigi, vestito secondo la moda settecentesca, con la tipica parrucca, fu accolto da salve di cannoni, dalle campane battenti e dalla folla che si riversò in strada per accoglierlo. Nonostante i suoi 59 anni, il suo aspetto era deforme e la sua camminata era resa difficoltosa dalla gotta.

Dopo la pausa dei Cento giorni (che costrinse Luigi a rifugiarsi a Gand) e la sconfitta di Napoleone a Waterloo (1815) poté riprendere il suo posto di monarca. Toccò a lui rafforzare il movimento monarchico con le garanzie della libertà, in particolare dopo il Terrore bianco (1815) e dopo le reazioni per l'uccisione di Carlo Ferdinando, duca di Berry, erede al trono (1820).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carta francese del 1814.

Contro le rivendicazioni estreme del legittimismo sostenute da suo fratello, il futuro Carlo X, passato alla storia come un gran reazionario, e del duca di Blacas, concesse, nel 1814, una 'Carta costituzionale', ispirata, sia pur con limiti, a motivi liberali e al modello bicamerale inglese e, nel 1816, sciolse la reazionaria cosiddetta Camera introvabile.

Resosi conto dell'impossibilità e dell'inopportunità di una pura e semplice restaurazione in un paese che la rivoluzione e il periodo napoleonico avevano profondamente mutato, concesse una carta costituzionale (legittimista) che istituiva una monarchia parlamentare e riaffermava le riforme sociali contenute nei codici napoleonici. Il regime era rappresentativo, ma non democratico, essendo il diritto di voto limitato a meno di 100.000 grandi possidenti. Il paese aveva accettato il ritorno di Napoleone senza entusiasmo e, dopo la sua sconfitta a Waterloo, accettò Luigi XVIII senza proteste. Egli fece in modo di conservare una netta posizione predominante (Il Re era “Re di Francia e Navarra” a sottolineare il diritto di origine divina del potere sovrano) in ognuno dei tre poteri: detiene quello esecutivo (con la nomina di un Gabinetto di ministri), ha il potere di iniziativa legislativa (che sarà poi discussa dai due rami del Parlamento, la Camera dei Pari, di nomina regia senza limiti di numero e dalla Camera dei deputati, elettiva ogni cinque anni con suffragio censitario che dal 1820 attribuirà ai maggiori censiti ben due voti) di sanzione (la volontà del Parlamento doveva conformarsi alla sua) e di ordinanza, nonché di controllo del potere giudiziario con la nomina dei giudici. Nonostante il forte tradizionalismo monarchico che connotava questa Charte octroyée, v'era comunque ampio spazio per quel moderatismo e senso del compromesso che uscivano dal Congresso di Vienna (si pensi all'articolo 1 dove si diceva che “I francesi sono eguali di fronte alla Legge, quali che siano i loro titoli e il loro rango”).

Abile amministratore e diplomatico, cercò di limitare le conseguenze delle guerre sostenute dalla Francia contro gli alleati gli fu prezioso l'aiuto prima del Talleyrand, al Congresso di Vienna, poi del duca di Richelieu, al Congresso di Aquisgrana. Quest'ultimo iniziò il rientro della Francia nel concerto delle potenze europee, sancito definitivamente al Congresso di Verona (1822), che permise al regno di Luigi XVIII di guidare, nel 1823, la brillante e vittoriosa spedizione di Spagna, punto culminante della politica estera della restaurata dinastia.

In una società stanca di guerre e di avventure operò per favorire un ritorno all'ordine e alla religione, ma non seppe vedere nell'opera di liberali schietti come Benjamin Constant, il generale Foy e il marchese di La Fayette, il cammino verso cui volgere risolutamente la nuova politica e lasciò corso a vecchie tendenze che si acuirono con la cacciata del primo ministro Decazes e il secondo governo Richelieu. La successiva vittoria degli 'ultrarealisti' alle elezioni della Camera dei deputati comportò l'incarico al Villèle, nel 1821, che segnò l'inizio di una politica più esposta verso destra che, condotta con maggior vigore e imperizia da Carlo X condusse, nel 1830, alla rivoluzione di luglio e alla caduta della millenaria monarchia francese.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Luigi XVIII di Francia Padre:
Luigi di Borbone-Francia
Nonno paterno:
Luigi XV di Francia
Bisnonno paterno:
Luigi, duca di Borgogna
Trisnonno paterno:
Luigi, il Gran Delfino
Trisnonna paterna:
Duchessa Maria Anna Vittoria di Baviera
Bisnonna paterna:
Maria Adelaide di Savoia
Trisnonno paterno:
Vittorio Amedeo II di Savoia
Trisnonna paterna:
Anna Maria d'Orléans
Nonna paterna:
Maria Leszczyńska
Bisnonno paterno:
Stanisalo I di Polonia
Trisnonno paterno:
Conte Rafał Leszczyński
Trisnonna paterna:
Principessa Anna Jablonowska
Bisnonna paterna:
Caterina Opalińska
Trisnonno paterno:
Conte Jan Karol Opalinski
Trisnonna paterna:
Contessa Zofia Czarnkowska
Madre:
Maria Giuseppina di Sassonia
Nonno materno:
Augusto III di Polonia
Bisnonno materno:
Augusto II di Polonia
Trisnonno materno:
Giovanni Giorgio III di Sassonia
Trisnonna materna:
Anna Sofia di Danimarca
Bisnonna materna:
Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth
Trisnonno materno:
Cristiano Ernesto di Brandeburgo-Bayreuth
Trisnonna materna:
Sofia Luisa di Württemberg
Nonna materna:
Maria Giuseppa d'Austria
Bisnonno materno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Bisnonna materna:
Amalia di Brunswick e Lüneburg
Trisnonno materno:
Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Benedetta Enrichetta del Palatinato

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo
Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele
Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi
Gran Maestro dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Legion d'Onore
Gran Maestro dell'Ordine del Giglio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Giglio

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Francia Successore Pavillon royal de France.svg
L'Imperatore dei Francesi
Re precedente: Luigi XVI nel 1792
6 aprile 1814 - 20 marzo 1815 L'Imperatore dei Francesi
Cento giorni
I
L'Imperatore dei Francesi
Cento giorni
8 luglio 1815 - 16 settembre 1824 Carlo X II
Predecessore Linea di successione al trono di Francia Successore Grand Royal Coat of Arms of France.svg
Luigi Augusto, delfino di Francia
Poi sovrano col nome di Luigi XVI
Erede presunto
10 maggio 1774 — 22 ottobre 1781
Luigi Giuseppe, delfino di Francia
Sovrano presunto col nome di Luigi XVII
Predecessore Fils de France Successore Grand Royal Coat of Arms of France.svg
Filippo I di Borbone-Orléans Monsieur
17741793
Carlo Filippo di Borbone
Poi sovrano col nome di Carlo X
Predecessore Duca di Angiò Successore Blason duche fr Anjou (moderne).svg
Filippo, duca di Angiò
Vacante dal 1701
1771 - 1790 Vacante dal 1790
Poi Giacomo Pio di Borbone-Spagna
Predecessore Pretendente al trono di Francia Successore Blason France moderne.svg
Luigi XVII 8 giugno 1795 - 11 aprile 1814
Per causa della Rivoluzione francese
Diventa Re
Predecessore Pretendente al trono di Francia Successore Blason France moderne.svg
Era Re 20 marzo - 7 luglio 1815
Regno dei Cento giorni
Diventa Re


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