Giacomo Pio di Borbone-Spagna

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Giacomo Pio, Duca di Madrid.

Giacomo Pio di Borbone-Spagna (nome completo: Jaime Pío Juan Carlos Bienvenido Sansón Pelayo Hermenegildo Recaredo Álvaro Fernando Gonzalo Alfonso María de los Dolores Enrique Luis Roberto Francisco Ramiro José Joaquín Isidro Leandro Miguel Gabriel Rafael Pedro Benito Felipe) (Vevey, 27 giugno 1870Parigi, 2 ottobre 1931) fu il pretendente carlista al trono di Spagna, portando il titolo di Duca di Madrid, con il nome di Jaime I e il pretendente legittimista al trono di Francia e Navarra, portando il titolo di Duca d'Angiò, con il nome di Jacques I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Unico figlio maschio di Carlo Maria di Borbone-Spagna e di Margherita di Borbone-Parma, studiò prima dai gesuiti al Collège de Vaugirard a Parigi ed in seguito all'università di Beaumont a Old Windsor. Formatosi all'Accademia Militare Teresiana di Wiener Neustadt nel 1896 entrò nell'esercito russo diventando tenente colonnello in un reggimento di ussari. Nel 1900 prese parte alla spedizione contro i Boxer combattendo nella battaglia di Beitang e nel biennio 1904 - 1905 alla Guerra Russo-Giapponese, prendendo parte alla battaglia di Liaoyang e a quella di Vafangon.

Il 18 luglio 1909 Giacomo Pio di Borbone-Spagna succedette al padre come pretendente carlista al trono di Spagna e legittimista a quello francese. Come pretendente carlista fu conosciuto come Giacomo (Jaime) III, perché anche se sarebbe stato il primo di questo nome a regnare su León, Castiglia o Spagna, il numero venne condizionato dalla precedente esistenza di due sovrani allo stesso modo appellati che avevano regnato sull'Aragona; Giacomo Pio, però, usò sempre il titolo di duca di Madrid. Come pretendente legittimista al trono francese fu invece conosciuto come Giacomo (Jacques) I, ma usò il titolo di duca d'Angiò.

Giacomo Pio lasciò l'esercito russo e visse principalmente nel Castello di Frohsdorf a Lanzenkirchen in Austria e nel suo appartamento in Avenue Hoche a Parigi, oltre alla Villa Borbone presso Viareggio, che aveva ereditato dalla madre[1]. In quegli anni visitò segretamente la Spagna in svariate occasioni[2]. Durante la Prima guerra mondiale fu tenuto agli arresti domiciliari a Frohsdorf in Austria.

Il 16 aprile 1923 con un decreto del suo Delegato Generale in Spagna, il Marchese de Villores, Giacomo creò l'Ordine della Legittimità Proscritta (Orden de la Legitimidad Proscrita) per onorare coloro che erano stati imprigionati o esiliati dal governo spagnolo per la loro lealtà alla causa carlista.

Re di Spagna
Borbone di Spagna
Armoiries Bourbon Carliste.svg

Ferdinando VII (1814 - 1833)
Carlo V (1833 - 1845)
Figli
Carlo VI (1845 - 1860)
Giovanni III (1868 - 1868)
Figli
Carlo VII (1868-1909)
Figli
  • Bianca (1868-1949)
  • Giacomo Pio (1870-1931)
  • Elvira Maria (1871-1929)
  • Maria Beatrice (1874-1961)
  • Maria Alice (1876-1975)
Giacomo III (1909 - 1931)
Alfonso Carlo I (1931 - 1936)
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Nell'aprile 1931 il re costituzionale Alfonso XIII di Spagna fu costretto a lasciare il paese, davanti all'affermazione della seconda Repubblica spagnola e Giacomo Pio pubblicò un manifesto che invitava tutti i monarchici a radunarsi intorno alla causa del legittimismo[3]. Qualche mese dopo, il 23 settembre, secondo un protocollo vigente tra sovrani, Giacomo III ricevette Alfonso XIII nel suo appartamento a Parigi[4] e due giorni dopo Alfonso XIII e sua moglie la regina Vittoria Eugenia ricambiarono la visita, ricevendo Giacomo Pio nella loro residenza all'Hotel Savoy d'Avon a Fontainebleau[5]. Nell'occasione Giacomo III conferì il collare dell'Ordine dello Spirito Santo, ordine di cui era Gran Maestro in quanto pretendende al trono francese, ad Alfonso: questo incontro creò un clima di riappacificazione fra i due pretendenti al trono spagnolo.

Una settimana dopo Giacomo Pio morì a Parigi, venendo sepolto nella sua villa alla Tenuta Reale; lo zio Alfonso Carlo, duca di San Jaime, gli successe come pretendente ai troni francese e spagnolo.

A causa delle sue opinioni di sinistra[senza fonte] venne soprannominato il pretendente rosso; paradossalmente le sue posizioni politiche lo collocavano a sinistra rispetto a re Alfonso XIII, che, in quanto esponente dell'isabellismo avrebbe dovuto essere più liberale di un carlista.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo)
Cavaliere di II classe dell'Ordine di San Stanislao - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II classe dell'Ordine di San Stanislao
Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Contradicts Reports of Zita's Poverty. The New York Times (June 15, 1922)
  2. ^ "The Death of the Duke of Madrid", The Times (October 5, 1931)
  3. ^ "Legitimist Manifesto", The Times (April 24, 1931)
  4. ^ "King Alfonso and the Duke of Madrid", The Times (September 25, 1931)
  5. ^ "The Duke of Madrid at Fontainebleau", The Times (September 26, 1931)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Pretendente al trono di Spagna Successore Flag of Cross of Burgundy.svg
Carlo VII 1909-1931
Giacomo III
Secondo la Successione Carlista
Alfonso Carlo I
Predecessore Pretendente al trono di Francia e Navarra Successore Blason France moderne.svg
Carlo XI 1909-1931
Giacomo I
Secondo la Successione neolegittimista dei Bianchi di Spagna
Alfonso I
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