Carolina di Borbone-Due Sicilie
| Carolina di Borbone-Due Sicilie | |
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Carolina ritratta nel 1825 da Thomas Lawrence |
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| Duchessa di Berry Duchessa della Grazia |
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| Nome completo | Maria Carolina Ferdinanda Luisa |
| Nascita | Reggia di Caserta, Caserta, 5 novembre 1798 |
| Morte | Brunnsee, Stiria, Austria-Ungheria, 16 aprile 1870 |
| Sepoltura | Cimitero di Mureck, Mureck |
| Padre | Francesco I delle Due Sicilie |
| Madre | Arciduchessa Maria Clementina d'Austria |
| Coniugi | Carlo Ferdinando, Duca di Berry Conte Don Ettore Carlo Lucchesi Palli, Duca della Grazia |
| Figli | Luisa Maria Teresa, Duchessa di Parma Enrico, conte di Chambord Anna Maria Rosalia Lucchesi-Palli Clementina Lucchesi-Palli Francesca di Paola Lucchesi-Palli Maria Isabella Lucchesi-Palli Adinolfo Lucchesi-Palli, Duca della Grazia |
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Carlo VII (1734-1759)
Figli
Ferdinando IV (1759-1816)
poi Ferdinando I (1816-1825) Figli
Francesco I (1825-1830)
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Ferdinando II (1830-1859)
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Francesco II (1859-1894)
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Alfonso (1894-1934)
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Ferdinando Pio (1934-1960)
Figli
NOTA
Con l'atto di Cannes, Carlo Tancreti avrebbe rinunciato al diritto di succedere a suo fratello Ferdinando Pio per poter entrare nella famiglia reale spagnola. Il titolo di Capo della Real Casa delle Due Sicilie fu quindi assunto dal fratello minore Ranieri, ma la presunta rinuncia di Carlo Tancredi fu contestata dal figlio Alfonso Maria che rivendicò per sé e per i suoi discendenti il titolo. Esistono quindi due possibili linee di successione: Quella del ramo "spagnolo":
Quella del ramo "francese" o "italiano":
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Maria Carolina Ferdinanda Luisa di Borbone (Caserta, 5 novembre 1798 – Castello di Brunnsee, 16 aprile 1870) fu principessa delle Due Sicilie per nascita e duchessa di Berry per matrimonio.
Indice |
Biografia [modifica]
Era figlia di Francesco I, re delle Due Sicilie (1777-1830), e dell'arciduchessa Maria Clementina d'Asburgo-Lorena (1777-1801), figlia, a sua volta, dell'imperatore Leopoldo II.
Dopo aver trascorso la sua infanzia e adolescenza a Palermo e a Napoli, Carolina andò in Francia per sposare Carlo Ferdinando d'Artois, duca di Berry, figlio minore del conte d'Artois, futuro Carlo X e fratello del re Luigi XVIII. Nonostante il suo sposo avesse vent'anni in più di lei e il loro matrimonio fosse stato combinato, essi sembravano aver formato una coppia molto unita. Il palazzo dell'Eliseo fu sistemato per loro.
Dopo l'assassinio di suo marito, la duchessa di Berry si trasferì alle Tuileries. Carolina aveva un temperamento completamente opposto a quello di sua cognata, la duchessa d'Angoulême: era poco attaccata all'etichetta, amava invitare gente, ed era molto sensibile alla moda. La duchessa di Berry era una grande mecenate, che incoraggiava i pittori, i musicisti e i letterati. Dopo una rappresentazione a corte dei commedianti del teatro del Gymnase, ella ne prese il patrocinio e il teatro divenne famoso da quel momento, con il nome di « teatro di Madame » fino al 1830.
Carolina amava allontanarsi spesso dalla capitale, ed ebbe un ruolo non trascurabile nella voga dei bagni a mare, soprattutto a Boulogne-sur-Mer e a Dieppe, praticando volentieri questi passatempi durante le belle stagioni. Fu proprio lei a inaugurare una sezione del canale della Somme.
Dopo la Rivoluzione di Luglio ella seguì Carlo X e la corte in esilio, ma cercava di farsi proclamare reggente di suo figlio, il conte di Chambord, altrimenti noto come Enrico V.
Ritornerà poi clandestinamente in Francia nel 1832. Ella tentò di rilanciare le guerre di Vandea. La sollevazione si rivelò assai debole, e l'operazione fallì rapidamente. La duchessa cercò rifugio in una casa a Nantes ma, tradita da un certo Deutz, dopo aver provato invano di fuggire attraverso il camino, fu arrestata dalla polizia del ministro degli Interni Thiers.
Si aprì, allora, un assai delicato scandalo: Carolina era stata coinvolta nel malaccorto tentativo di sollevazione come vedova del figlio di Carlo X (assassinato il 13 febbraio 1820 e martire della casa reale) e madre dell'erede al trono, loro figlio il conte di Chambord. Ma, nel corso della prigionia nella fortezza di Blaye, le nacque una figlia, Anna Maria (presto morta), evidentemente non dal defunto marito. In tale occasione la duchessa fu costretta ad ammettere un segreto matrimonio con il duca Ettore Lucchesi Palli, un nobile siciliano.
I due fatti fecero molto rumore e vennero sfruttati con grande efficacia polemica dal governo dell'usurpatore Luigi Filippo (che aveva fatto assistere al parto dei testimoni scelti dal maresciallo Bugeaud).
Arrestata, le fu permesso di lasciare la Francia l'8 giugno 1833 per Palermo. Da lì si mise in viaggio per Praga, ma Carlo X rifiutava di accoglierla se non a condizioni determinate. La questione, infatti, era molto delicata in quanto la duchessa aveva agito come vedova del figlio di Carlo X (assassinato il 13 febbraio 1820 e martire della casa reale) e madre dell'erede al trono, loro figlio il conte di Chambord.
Carlo X, dunque, pretendeva la prova della esistenza di un regolare atto di matrimonio con il Ettore Lucchesi Palli e affidò la delicata missione al Montbel, già ministro degli interni, insieme al Ferron, già ministro degli esteri nel 1827-29. Questi intercettarono Carolina a Firenze, in settembre, ed ottennero la consegna del contratto (sino ad allora conservato in Vaticano). Dopodiché la protagonista dello scandalo incontrò un secondo messaggero, il Chateaubriand (anch'egli ex-ministro) a Venezia il 18 settembre e, il 20 seppe che l'udienza era stata rifiutata. Sinché non venne ammessa alla presenza del suocero, dal 13 al 18 ottobre, a Lubiana. Qui si vide allontanata dalla famiglia reale, che le rifiutò la direzione dell'educazione del figlio. Questo perché in realtà, come è risultato chiaramente anche da studi recenti, il padre della bimba partorita in prigionia, era un capo della rivolta e non il Lucchesi Palli, che acconsentì al matrimonio per coprire lo scandalo e perché voleva bene alla principessa.
La duchessa di Berry venne, quindi, accolta in Belgio. Si trasferì in seguito in Austria dove visse fino alla morte, avvenuta a Brunnsee nel 1870.
Figli [modifica]
Figli avuti da Carlo Ferdinando, Duca di Berry:
- Principessa Luisa Elisabetta di Francia (13 luglio 1817 – 14 luglio 1817);
- Principe Luigi di Francia (nato e morto il 13 settembre 1818);
- Luisa Maria Teresa d'Artois (21 settembre 1819 – 1 febbraio 1864);
- Enrico d'Artois, Duca di Bordeaux e Conte di Chambord (29 settembre 1820 – 24 agosto 1883).
Figli avuti da Ettore Carlo Lucchesi-Palli, Duca della Grazia:
- Anna Maria Rosalia Lucchesi-Palli (10 maggio 1833 – ottobre 1833);[1]
- Clementina Lucchesi-Palli (19 novembre 1835 – 22 marzo 1925) sposò il Conte Camillo Zileri dal Verme degli Obbizi;
- Francesca di Paola Lucchesi-Palli (12 ottobre 1836 – 10 maggio 1923; suo figlio Camillo Massimo, Principe di Arsoli fu suocero della Principessa Adelaide di Savoia, figlia del Principe Tommaso, Duca di Genova e di sua moglie la Principessa Isabella di Baviera; l'altro suo figlio Fabrizio Massimo, Principe di Roviano sposò Beatriz di Spagna, figlia di Carlos, Duca di Madrid e della sua prima moglie la Principessa Margherita di Parma);
- Maria Isabella Lucchesi-Palli (18 March 1838 – 1 April 1873), sposò in prime nozze Massimiliano dei Marchesi Cavriani ed in seconde nozze il Conte Giovanni Battista de Conti;
- Adinolfo Lucchesi-Palli, Duca della Grazia (10 marzo 1840 – 4 febbraio 1911; suo figlio Pietro Lucchesi-Palli sposò Beatrice Colomba Maria di Borbone Principessa di Parma, figlia di Roberto I, Duca di Parma e della sua prima moglie la Principessa Maria Pia delle Due Sicilie).
Onorificenze [modifica]
| Dama di Gran Croce di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta | |
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Guido Artom, La duchessa di Berry, guerrigliera del re, Milano, Rusconi, 1982.
- (FR) André Castelot, La Duchesse de Berry ou la mere persécutée, Paris, Éditions Perrin, 1998.
- Alessandro Augusto Monti della Corte, L'amazzone dei gigli, Brescia, Ed. Vannini, 1961.
- Arrigo Petacco, La signora della Vandea. Un'italiana alla conquista del trono di Francia, Milano, Mondadori, 1994.
Voci correlate [modifica]
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