Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie

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Teresa Cristina delle Due Sicilie
Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie.
Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie.
Imperatrice del Brasile
In carica 30 maggio 1843 - 15 novembre 1889
Predecessore Amelia di Leuchtenberg
Successore monarchia abolita
Nome completo Teresa Cristina Maria Giuseppa Gaspare Baltassare Melchiore Gennara Francesca de Padova Donata Bonosa Andrea d'Avelino Rita Luitgarda Geltruda Venancia Taddea Spiridione Rocca Matilde
Nascita Napoli, 14 marzo 1822
Morte Oporto, 28 dicembre 1889
Luogo di sepoltura Imperial Mausoleum, Petrópolis
Casa reale Borbone di Napoli
Padre Francesco I delle Due Sicilie
Madre Maria Isabella di Borbone-Spagna
Consorte Pietro II del Brasile
Figli Alfonso, principe imperiale del Brasile
Isabella, principessa imperiale del Brasile
Leopoldina del Brasile
Pietro, principe imperiale del Brasile

Teresa Cristina delle Due Sicilie (Napoli, 14 marzo 1822Porto, 28 dicembre 1889) soprannominata "Madre dei Brasiliani",[1][2][3][4] fu l'Imperatrice consorte di Pietro II del Brasile che regnò dal 1831 al 1889. Il suo nome completo era Teresa Cristina Maria Giuseppa Gaspare Baltassare Melchiore Gennara Francesca de Padova Donata Bonosa Andrea d'Avelino Rita Luitgarda Geltruda Venancia Taddea Spiridione Rocca Matilde.[5] Nata principessa del Regno delle Due Sicilie (anche conosciuto come Regno di Napoli), era figlia di Francesco I delle Due Sicilie e dell'Infanta Maria Isabella di Spagna. Era un membro del ramo cadetto italiano del Casato dei Borbone nominato come Borbone-Due Sicilie o Borbone-Napoli e ci si rivolgeva usando il titolo onorifico di "Donna" dalla nascita (e dopo il suo equivalente brasiliano "Dona").[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Teresa Cristina era la figlia dell'allora Duca di Calabria, che più tardi salì al trono del Regno delle Due Sicilie, come re Francesco I. Con suo padre, era un membro della Casa di Borbone-Due Sicilie, il ramo italiano dei Borbone. Era una discendente del "Re Sole" Luigi XIV di Francia in linea maschile attraverso suo nipote, Filippo V di Spagna.[7] La madre di Teresa Cristina era l'Infanta Maria Isabella, figlia di Don Carlos IV, Re di Spagna e sorella minore di Carlota Joaquina—che sposò il Re Dom João VI del Portogallo ed era per questo nonna paterna del futuro marito di Teresa Cristina.[7]

Nata il 14 marzo 1822 a Napoli,[8] Teresa Cristina rimase orfana di suo padre nel 1830. Sua madre, apparentemente la trascurò dopo aver sposato un giovane ufficiale nel 1839[5]. Crebbe in solitario isolamento, in un contesto di superstizione religiosa, intolleranza e di conservatorismo.[5] A differenza di suo padre o di sua madre, Teresa Cristina aveva un carattere dolce e timido.[7] Non era aggressiva e imparò ad essere soddisfatta di qualsiasi circostanza in cui si fosse trovata.[9]

Aveva gli occhi marroni,[10] capelli neri,[11] era di bassa statura, e in leggero sovrappeso, camminava con una pronunciata zoppìa e non era né brutta né bella.[12][13][14][15][16] Secondo lo storico Pedro Calmon, non era una vera zoppia. Lo strano stile di camminare di Teresa Cristina era dovuto a delle gambe arcuate che le facevano propendere alternativamente la gamba destra alla sinistra mentre camminava.[17] Possedeva una bella voce, che la portò a praticare spesso il canto.[18]

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il falso ritratto di Teresa Cristina che allettò Pietro II ad accettare la proposta di matrimonio.

Vincenzo Ramirez, ministro del Regno delle Due Sicilie, si incontrò a Vienna con un inviato brasiliano che era all'infruttuosa ricerca di una sposa per il suo imperatore, il giovane Pietro II. Tuttavia le case reali europee, a cui egli si era rivolto, temevano che Pietro II potesse sviluppare una personalità imprevedibile come suo padre, l'imperatore Dom Pedro I, noto per la sua infedeltà.[19] Ramirez sembrava indifferente ed offrì la mano di Teresa Cristina.[20][21][22][23] Il legame amoroso era secondario in un'epoca in cui il ruolo di una consorte reale era di partorire eredi per il marito e per la nazione. Essendo una principessa, i possibili corteggiatori erano molto limitati. La prospettiva di sposare un imperatore era un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.

Il governo delle Due Sicilie inviò a Pietro II, un dipinto raffigurante una donna giovane e bella, che lo spinse ad accettare la proposta. L'imperatore fu incantato dal ritratto, dicendo che il soggetto sembrava essere una "principessa delle fate". Secondo lo storico James McMurtry Longo, la donna ritratta nel dipinto non era Teresa Cristina, ma qualcun altro, e "quando Pietro II scoprì l'inganno, era troppo tardi". A causa dei complicati matrimoni fra reali, Teresa Maria era legata a Pietro II da così tanti vincoli di consanguineità, da richiedere la dispensa da Papa Gregorio XVI prima che gli accordi matrimoniali potessero essere conclusi. Il permesso fu accordato, e un matrimonio per procura si svolse il 30 maggio 1843 a Napoli: Pietro II era rappresentato dal fratello della sua fidanzata, il principe Leopoldo, Conte di Siracusa.

Pietro II e Teresa Cristina nel 1843

Una piccola flotta brasiliana composta da una fregata e due corvette partì per le Due Sicilie il 3 marzo 1843 per scortare la nuova imperatrice del Brasile. Lo squadrone brasiliano, accompagnato da una divisione navale napoletana costituito da una nave di linea e tre fregate, tornò a Rio de Janeiro con Teresa Cristina il 3 settembre 1843. Pietro II immediatamente si precipitò a bordo della nave e salutò la sua sposa. Dopo aver visto questo gesto impetuoso, la folla esultò e i cannoni spararono in modo assordante in segno di saluto. Teresa Cristina si innamorò del suo nuovo marito a prima vista. Era alto, ben proporzionato, biondo, occhi azzurri, e considerato bello a dispetto di una mascella pronunciata ereditata dai suoi antenati Asburgo.

Imperatrice consorte del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Vita domestica[modifica | modifica wikitesto]

Teresa Cristina nel 1846

Teresa Cristina era cresciuta fino a diventare una parte vitale della vita familiare e della routine di Pietro II, tuttavia non ha mai ricoperto i ruoli di romantica amante o partner intellettuale. Anche se temeva di essere soppiantata, la sua devozione per l'Imperatore rimase ferma. Continuò ad apparire con l'imperatore in pubblico ed egli continuò a trattarla con rispetto e considerazione. Non fu respinta o disprezzata, ma il rapporto era cambiato. Pietro II la trattava più come una cara amica e compagna che come una moglie.

La visione storica è che l'imperatrice accettò il ruolo assegnatole e che la sua vita, il suo dovere e il suo scopo erano legati alla suo ruolo di moglie dell'imperatore. In una lettera scritta il 2 maggio 1845 dichiarò: "Attendo il momento in cui ci incontreremo, buon Pedro, per chiedere perdono per tutto quello che ti ho fatto in questi giorni." In un'altra lettera del 24 gennaio 1851, ammise il suo temperamento difficile: "Non sono irritata con te Pietro II e tu mi perdoni, perché questo è il mio carattere"

Photographic portrait of a woman seated and wearing a dark dress trimmed in dark lace, with her hair pulled back into a bun and no jewelry except for a simple ring on her left hand
Teresa Cristina intorno ai 29 anni, ca.1851

Le sue amicizie si limitarono alle dame di compagnia, e in particolare con Dona Josefina da Fonseca Costa. Era ben voluta dai suoi assistenti, un buon giudice del carattere dei visitatori e cortigiani, senza pretese, generosa, gentile e un madre e nonna affettuosa. Si vestì modestamente, indossava i gioielli solo per le occasioni di stato, e ha dato l'impressione di essere un po' triste. Non aveva alcun interesse per la politica e occupava il suo tempo a scrivere, a leggere, a fare ricami, partecipare agli obblighi religiosi e progetti di beneficenza. Possedeva una bella voce e spesso cantava.

A Teresa Cristina non mancavano gli interessi intellettuali e aveva sviluppato la passione per la musica e le arti, in particolare l'archeologia. L'imperatrice iniziò ad assemblare una collezione di reperti archeologici fin dai suoi primi giorni in Brasile e ne scambiò centinaia di altri con suo fratello, il re Don Ferdinando II. Sponsorizzò inoltre studi archeologici in Italia e aiutò anche nel reclutamento di medici italiani, ingegneri, professori, farmacisti, infermieri, artisti, artigiani e lavoratori qualificati, con l'obiettivo di migliorare la pubblica l'istruzione e la salute pubblica in Brasile.

Rivalità con la Contessa di Barral[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto tra Teresa Cristina e Pietro II non è mai diventato passionale. Tuttavia, era un legame basato sulla famiglia e sul rispetto reciproco. L'imperatrice immancabilmente sosteneva le posizioni dell'imperatore e rimase in silenzio a proposito dei suoi rapporti con le altre donne, presunti o meno. Non nacquero più figli dopo il luglio 1848, anche dopo la morte dei suoi due figli nella prima infanzia. Una ragione probabile era che l'Imperatore era più attratto da altre donne che possedevano la bellezza, arguzia e intelligenza che l'imperatrice non aveva.

Teresa Cristina nel 1865

Il 9 novembre 1856 Pietro II nominò come governante per le loro figlie Luisa De Barros, contessa di Barral, di origine brasiliana e moglie di un nobile francese. Barral possedeva tutte le caratteristiche che Pietro II ammirava di più in una donna: era affascinante, vivace, elegante, raffinata, colta e sicura di sé. Ben presto Barral catturò il cuore di Pietro II e della figlia maggiore, Isabella. Leopoldina invece non fu conquistata e non amò la contessa.

Tuttavia, l'infatuazione dell'imperatore per la contessa mise Teresa Cristina in una posizione scomoda: come quando la figlia più giovane Leopoldina ingenuamente chiese perché il padre spingesse il piede della Barral durante la loro lezione. La crescente intimità della contessa con il marito e la figlia maggiore era dolorosa e fastidiosa per Teresa Cristina. Anche se lei fece finta di niente, la situazione non passò inosservata.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Fine dell'Impero ed esilio[modifica | modifica wikitesto]

Teresa Cristina all'età di 55 anni, 22 marzo 1877.

La morte della figlia Leopoldina di febbre tifoide il 7 febbraio 1871 devastò la piccola famiglia imperiale. Pietro II, decise di compiere un viaggio in Europa nello stesso anno tra le altre ragioni per "rallegrare" la moglie (come indicato con le sue parole) e ricambiare una visita ai quattro figli di Leopoldina che vivevano a Coburgo dal 1860. Teresa Cristina preferiva la sua vita ordinaria in Brasile: "dedicandosi alla famiglia, devozioni religiose, e alle opere di carità". Visitare la terra natia poi suscitava in lei ricordi dolorosi: la sua famiglia era stata detronizzata nel 1861 e il Regno delle Due Sicilie era stato annesso a quello che sarebbe poi diventato il Regno d'Italia.

La tranquilla routine domestica finì quando una fazione dell'esercito si ribellò e fece cadere Pietro II il 15 novembre 1889 proclamando la repubblica e ordinando a tutta la famiglia imperiale a lasciare il Brasile. Dopo aver sentito l'ordine di partire, un ufficiale disse all'Imperatrice: "Dimissioni, mia signora." Lei gli rispose: "Ce l'ho sempre, ma come non piangere per dover lasciare questa terra per sempre!" Secondo lo storico Roderick J. Barman, gli "eventi del 15 novembre 1889, ruppero il suo stato emotivamente e fisicamente." Dopo essere stata malata durante quasi tutto il viaggio attraverso l'Atlantico, Teresa Cristina e la sua famiglia giunsero a Lisbona il 7 dicembre.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Da Lisbona la coppia imperiale proseguì per Porto. Isabella e la sua famiglia partì per la Spagna. Il 24 dicembre, la famiglia imperiale ricevette la notizia ufficiale che era stata bandita per sempre dal paese. Pietro II scrisse nel suo diario il 28 dicembre 1889: ".. Sentendo l'imperatrice lamentandosi, sono andato a vedere che cosa avesse. Era fredda con un dolore nei suoi fianchi, ma lei non aveva la febbre". Poiché la giornata è trascorsa, il respiro Teresa Cristina divenne sempre più affannoso, e il fallimento del suo sistema respiratorio ha portato ad arresto cardiaco e la morte alle 2 del pomeriggio.

Mentre stava morendo, Teresa Cristina ha detto a Maria Isabel Pinto de Andrade, Baronessa di Japurá: "Maria Isabel, non muoio di malattia, io muoio di dolore e di rammarico "! Le sue ultime parole furono: "Mi manca mia figlia [Isabella] e i miei nipoti, non posso abbracciare per l'ultima volta il Brasile, terra bellissima... Perché non non posso tornare"... Le strade di Porto erano affollate di persone che si riunirono per presenziare al suo corteo funebre. Su richiesta del marito, il corpo di Teresa Cristina venne sepolto nella Chiesa di São Vicente de Fora vicino a Lisbona, dove è stata sepolta nel Pantheon Braganza. I suoi resti, insieme con Pietro II, furono in seguito rimpatriati in Brasile nel 1921 con molto clamore. Fu dato loro un luogo di sepoltura nella cattedrale di Petrópolis nel 1939.

La notizia della sua morte produsse lutto sincero in Brasile.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Teresa Cristina e Pietro II nel Duomo di Petrópolis.

Teresa Cristina è stato dato meno di un posto di rilievo nella storia del Brasile.

Secondo lo storico Eli Behar, Teresa Cristina divenne notevole "per la sua discrezione, che l'ha tenuta lontana dall' essere associata ad alcun movimento politico, e per la sua tenerezza e la carità, che le è valso il nome di ’Madre della brasiliani‘". Un parere simile è espresso dallo storico Benedito Antunes, che ha elogiato l'imperatrice per la sua sponsorizzazione di sviluppo culturale e scientifico: ha "promosso la cultura in vari modi, portando da artisti italiani, intellettuali, scienziati, botanici, musicisti, contribuendo così al progresso e di arricchimento della vita culturale della nazione". Questo punto di vista è condiviso dallo storico Eugenia Zerbini, che ha sostenuto che, grazie a lei, il Brasile ha oggi la più grande collezione archeologica classica dell'America Latina.

Poco prima della sua morte, Pietro II donò la maggior parte dei suoi beni al governo brasiliano, che furono poi divisi tra il brasiliano National Archives, il Museo imperiale del Brasile, la Biblioteca nazionale del Brasile e l'Istituto geografico. Pietro II ha imposto una sola condizione: che il dono è stato quello in onore della sua defunta moglie, e così è attualmente conosciuta come la "Teresa Cristina Maria Collection". La collezione è registrato dall' UNESCO come parte del patrimonio dell'umanità nella sua memoria del programma mondiale. Infine, Teresa Cristina è ricordato nei nomi di diverse città brasiliane, tra cui Teresópolis (a Rio de Janeiro), Teresina (capitale del Piauí), Cristina (a Minas Gerais) e Imperatriz (nel Maranhão).

Titoli ed onori[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e denominazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 marzo 1822 – 30 maggio 1843: sua altezza reale la serenissima principessa donna Teresa Cristina delle Due Sicilie
  • 30 maggio 1843 – 15 novembre 1889: sua maestà imperiale l'imperatrice

Il titolo e la denominazione completa dell'imperatrice erano "sua maestà imperiale dona Teresa Cristina, imperatrice del Brasile".

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di tre generazioni di Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie
Teresa Cristina Padre:
Francesco I delle Due Sicilie
Nonno paterno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Bisnonno paterno:
Carlo III di Spagna
Bisnonna paterna:
Maria Amalia di Sassonia
Nonna paterna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Bisnonno paterno:
Francesco Stefano di Lorena
Bisnonna paterna:
Maria Teresa d'Asburgo
Madre:
Maria Isabella di Borbone-Spagna
Nonno materno:
Carlo IV di Spagna
Bisnonno materno:
Carlo III di Spagna
Bisnonna materna:
Maria Amalia di Sassonia
Nonna materna:
Maria Luisa di Borbone-Parma
Bisnonno materno:
Filippo I di Parma
Bisnonna materna:
Elisabetta di Borbone-Francia

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Nome Ritratto Vita Note
da Pietro II del Brasile (2 dicembre 1825 – 5 dicembre 1891; sposato per procura il 30 maggio 1843)
Afonso, principe imperiale del Brasile Oil portrait of the Prince Imperial as a blond-haired child in a white frock with lace at the neck and official blue sash 23 febbraio 1845 –
11 giugno 1847
Principe imperiale del Brasile dalla nascita alla sua morte.
Isabella, principessa imperiale del Brasile Three-quarters profile photographic portrait of a young lady with light-colored hair elaborately curled and wearing a high-necked, dark Victorian era velvet dress with dark buttons 29 luglio 1846 –
14 novembre 1921
Principessa imperiale del Brasile e contessa di Eu in seguito al suo matrimonio Gastone d'Orléans. Ebbe 3 figli maschi da questo matrimonio. Funse anche da reggente dell'Impero mentre il padre era all'estero.
Principessa leopoldina del Brasile Photographic portrait of a young lady with light-colored hair swept back and wearing a high-necked, Victorian era striped dress, dark earrings and a dark locket suspended around her neck on a ribbon 13 luglio 1847 –
7 febbraio 1871
Sposò il Principe Luigi Augusto di Sassonia-Coburgo-Kohary da cui ebbe quattro figli.
Pedro, Principe imperiale del Brasile A painting of a blond toddler in a white dress being supported by another child wearing a blue dress. 19 luglio 1848 –
9 gennaio 1850
Principe imperiale del Brasile dalla nascita alla sua morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PT) Carvalho, José Murilo de. D. Pedro II: ser ou não ser. São Paulo: Companhia das Letras, 2007. ISBN 978-85-359-0969-2; p. 73
  2. ^ Behar, p. 51
  3. ^ Cenni, p. 80
  4. ^ Antunes, p.1 83
  5. ^ a b c (PT) Calmon, Pedro. 1975. História de D. Pedro II. 5 v. Rio de Janeiro: J. Olympio; p. 211
  6. ^ (EN) Barman, Roderick J. 1999. Citizen Emperor: Pedro II and the Making of Brazil, 1825–1891. Stanford, California: Stanford University Press. ISBN 0-8047-3510-7; p. 424
  7. ^ a b c (PT) Calmon, Pedro. 1975. História de D. Pedro II. 5 v. Rio de Janeiro: J. Olympio; p. 210.
  8. ^ Zerbini, p. 62
  9. ^ (EN) Barman, Roderick J. 1999. Citizen Emperor: Pedro II and the Making of Brazil, 1825–1891. Stanford, California: Stanford University Press. ISBN 0-8047-3510-7; p. 365
  10. ^ (PT) Calmon, Pedro. 1975. História de D. Pedro II. 5 v. Rio de Janeiro: J. Olympio; p.212
  11. ^ (EN) Barman, Roderick J. 1999. Citizen Emperor: Pedro II and the Making of Brazil, 1825–1891. Stanford, California: Stanford University Press. ISBN 0-8047-3510-7; p. 99
  12. ^ (EN) Barman, Roderick J. 1999. Citizen Emperor: Pedro II and the Making of Brazil, 1825–1891. Stanford, California: Stanford University Press. ISBN 0-8047-3510-7; p. 97
  13. ^ (PT) Lyra, Heitor. 1977. História de Dom Pedro II (1825–1891): Ascenção (1825–1870). v.1. Belo Horizonte: Itatiaia; p. 124
  14. ^ (PT) Schwarcz, Lilia Moritz. As barbas do Imperador: D. Pedro II, um monarca nos trópicos. 2. Ed. São Paulo: Companhia das Letras, 1998. ISBN 85-7164-837-9; p. 95
  15. ^ (PT) Carvalho, José Murilo de. D. Pedro II: ser ou não ser. São Paulo: Companhia das Letras, 2007. ISBN 978-85-359-0969-2; p. 52
  16. ^ Longo (2008), p. 81.
  17. ^ (PT) Calmon, Pedro. 1975. História de D. Pedro II. 5 v. Rio de Janeiro: J. Olympio; p. 213
  18. ^ Zerbini, p. 64
  19. ^ Longo (2008), p. 79.
  20. ^ (PT) Carvalho, José Murilo de. D. Pedro II: ser ou não ser. São Paulo: Companhia das Letras, 2007. ISBN 978-85-359-0969-2; p. 51.
  21. ^ (PT) Lyra, Heitor. 1977. História de Dom Pedro II (1825–1891): Ascenção (1825–1870). v.1. Belo Horizonte: Itatiaia; p. 116.
  22. ^ Olivieri, p.17
  23. ^ (PT) Calmon, Pedro. 1975. História de D. Pedro II. 5 v. Rio de Janeiro: J. Olympio; p. 203

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aniello Angelo Avella, Una napoletana imperatrice ai Tropici - Teresa Cristina di Borbone sul trono del Brasile (1843-1889), Exòrma Edizioni, Marzo 2012, ISBN 978-88-95688-74-9
  • (PT) Benedito Antunes, Machado de Assis e a crítica internacional, São Paulo, UNESP, 2009, ISBN 978-85-7139-977-8.
  • (PT) Aniello Angelo Avella, Teresa Cristina Maria de Bourbon, uma imperatriz silenciada, Associação Nacional de História, 6 settembre 2010.
  • (EN) Roderick J. Barman, Citizen Emperor: Pedro II and the Making of Brazil, 1825–1891, Stanford, California, Stanford University Press, 1999, ISBN 978-0-8047-3510-0.
  • (EN) Roderick J. Barman, Princess Isabel of Brazil: gender and power in the nineteenth century, Wilmington, Scholarly Resources Inc., 2002, ISBN 978-0-8420-2846-2.
  • (PT) Eli Behar, Vultos do Brasil: biografias, história e geografia, São Paulo, Hemus, 1980, ISBN 978-85-289-0006-4.
  • (PT) Lídia Besouchet, Pedro II e o Século XIX, 2ª ed., Rio de Janeiro, Nova Fronteira, 1993, ISBN 978-85-209-0494-7.
  • (EN) Rose Brown, American Emperor: Dom Pedro II of Brazil, New York, Viking Press, 1945.
  • (PT) Pedro Calmon, História de D. Pedro II, 1–5, Rio de Janeiro, J. Olympio, 1975.
  • (PT) José Murilo de Carvalho, D. Pedro II: ser ou não ser, São Paulo, Companhia das Letras, 2007, ISBN 978-85-359-0969-2.
  • (PT) Franco Cenni, Italianos no Brasil, 3ª ed., São Paulo, UNESP, 2003, ISBN 978-85-314-0671-3.
  • (EN) D. P. Kidder, Brazil and the Brazilians, portrayed in historical and descriptive sketches, Philadelphia, Pennsylvania, Childs & Peterson, 1857, ISBN = .
  • (EN) James McMurtry Longo, Isabel Orleans-Bragança: The Brazilian Princess Who Freed the Slaves, Jefferson, North Carolina, McFarland & Company, Inc., 2008, ISBN 978-0-7864-3201-1.
  • (PT) Heitor Lyra, História de Dom Pedro II (1825–1891): Ascenção (1825–1870), vol. 1, Belo Horizonte, Itatiaia, 1977.
  • (PT) Heitor Lyra, História de Dom Pedro II (1825–1891): Declínio (1880–1891), vol. 3, Belo Horizonte, Itatiaia, 1977.
  • (PT) Biblioteca Digital Mundial in Rio&Cultura: o Rio de Janeiro em suas mãos, Rio & Cultura, 22 aprile 2009.
  • (PT) Ana Cristina Campos Rodrigues, Os Mapas do Imperador: a catalogação e identificação da Cartografia da Coleção Teresa Cristina Maria, Universidade Federal de Minas Gerais, 10 novembre 2009.
  • (PT) Arthur Sauer, Almanak Administrativo, Mercantil e Industrial (Almanaque Laemmert), Rio de Janeiro, Laemmert & C., 1889.
  • (PT) Lilia Moritz Schwarcz, As Barbas do Imperador: D. Pedro II, um monarca nos trópicos, 2ª ed., São Paulo, Companhia das Letras, 1998, ISBN 978-85-7164-837-1.
  • (PT) Julio Cezar Vanni, Italianos no Rio de Janeiro, Rio de Janeiro, Editora Comunità, 2000.
  • (PT) Eugenia Zerbini, Revista de História da Biblioteca Nacional, vol. 2, nº 17, Rio de Janeiro, SABIN, giugno 2007, ISSN 18084001.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatrice consorte del Brasile Successore
Amelia di Leuchtenberg 30 maggio 1843 - 15 novembre 1889 Monarchia abolito
Predecessore Titolare Imperatrice consorte del Brasile Successore
dichiarazione della repubblica 15 novembre 1889 - 28 novembre 1889 Gastone, Conte di Eu
come
Imperatrore Consorte

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