Carlo X di Francia

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Carlo X
Carlo X in un ritratto ufficiale con le insegne reali
Carlo X in un ritratto ufficiale con le insegne reali
Re di Francia e Navarra
In carica 16 settembre 1824 – 2 agosto 1830
Incoronazione 28 maggio 1825, Reims
Predecessore Luigi XVIII
Erede Luigi Antonio di Borbone
Successore Luigi XIX
Nome completo Charles-Philippe de France, comte d'Artois
Altri titoli conte di Artois
duca di Angoulême
Nascita Versailles, Francia, 9 ottobre 1757
Morte Gorizia, Austria, 6 novembre 1836
Casa reale Borbone-Francia
Padre Luigi Ferdinando di Borbone-Francia
Madre Maria Giuseppina di Sassonia
Consorte Maria Teresa di Savoia
Figli Luigi Antonio, duca di Angoulême
Sofia, principessa di Francia
Carlo Ferdinando, duca di Berry

Carlo X di Borbone, conte d'Artois (Versailles, 9 ottobre 1757Gorizia, 6 novembre 1836), fu re di Francia e Navarra dal 1824 al 1830.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia[modifica | modifica sorgente]

Il conte d'Artois.

Carlo X era nipote di re, nella persona di Luigi XV, e figlio del Delfino Luigi Ferdinando di Francia e della moglie Maria Giuseppina di Sassonia; dunque fratello dei re Luigi XVI e Luigi XVIII. Salì al trono (nel 1824) alla morte del fratello Luigi XVIII. Il 16 novembre 1773 sposò la Principessa italiana Maria Teresa di Savoia, figlia del re Vittorio Amedeo III, dalla quale ebbe quattro figli:

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Carlo X

Si interessò ben presto di politica: agli Stati generali (1788-1789) si mostrò uno degli esponenti della nobiltà più reazionaria, di quella che più tardi, sotto Luigi XVIII, si sarebbe guadagnata l'appellativo di "essere più realista del Re"[1].

Il 16 luglio 1789, a due giorni dalla presa della Bastiglia, lasciò la Francia e iniziò a viaggiare per tutta Europa in cerca di aiuti militari, quindi si trasferì in Gran Bretagna dove visse fino alla Restaurazione (1814). Dall'estero intrattenne una fitta corrispondenza epistolare, sia con il fratello Luigi XVI che con la cognata Maria Antonietta. Il re preferiva ignorarlo, ma la regina si scambiava con lui messaggi cifrati. In verità neanche l'"Austriaca" voleva trattare con lui, ma la passività del marito e l'offensiva dei rivoluzionari contro la monarchia la spinse ad agire. Ciononostante, il conte d'Artois non riuscì a trovare molti aiuti per la fuga della famiglia reale, tragicamente arrestatasi in quel di Varennes. Quando il Consiglio Provvisorio presieduto da Talleyrand dichiarò formalmente restaurata la monarchia, Carlo tornò in Francia e ricevette provvisoriamente le redini del Paese, in qualità di Luogotenente Generale del Regno, per poi passarle a Luigi XVIII, che assunse il titolo di Re di Francia. Dopo questa breve esperienza si tenne ufficialmente lontano dalla politica, pur divenendo segretamente il capo del partito ultra-realista.

Gli anni di regno[modifica | modifica sorgente]

Incoronazione nella cattedrale di Reims di Carlo X.

Nel 1824, alla morte del fratello, divenne Re. Già dalla sua incoronazione mostrò l'intento di riportare la corona francese alle tradizioni dell'Ancien régime, ripristinando l'ancestrale rito della guarigione degli scrofolosi, rito desunto dalla tradizione sacrale della monarchia franca dei Re taumaturghi.

Tuttavia divenne ben presto impopolare, a seguito di alcune misure prese, tra cui l'abolizione della Guardia Nazionale e il ripristino della censura. Il suo regno fu comunque segnato da due grandi campagne militari: l'intervento a fianco dei greci, che porterà all'indipendenza del loro paese, e la conquista dell'Algeria (1830).

Abdicazione e morte[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Carlo X nella cripta del monastero francescano di Castagnavizza.

A seguito di alcune concessioni liberali, nella paura di perdere potere, il 25 luglio 1830 emanò le cosiddette Ordinanze di Saint-Cloud, che prevedevano lo scioglimento delle camere, una nuova legge elettorale e l'inasprimento della censura. La loro pubblicazione scatenò una sollevazione popolare a Parigi: con le Tre Gloriose Giornate (27, 28 e 29 luglio), il Re fu costretto ad abdicare (2 agosto) a favore del nipote Enrico d'Artois, conte di Chambord e duca di Bordeaux, sotto la tutela del cugino Luigi Filippo d'Orléans. La camera dei Pari non aveva accettato l'abdicazione in favore di Luigi XIX, che a sua volta abdicò in favore del nipote Enrico. Enrico se pur non riconosciuto ufficialmente si può considerare re titolare di Francia nella settimana fra il 2 agosto, giorno dell'abdicazione di nonno e zio e il 9 agosto giorno dell'ascesa effettiva di Luigi Filippo, quale re dei Francesi. Durante tale periodo egli fu Enrico V di Francia.

Accadde, però, che lo stesso duca d'Orléans assumesse per sé la corona: una successione che i legittimisti non accettarono mai, continuando a riconoscere legittimo sovrano l'esiliato Enrico V. Ne nacque una intramontata frattura fra le due case e, cosa più importante, all'interno della opinione monarchica francese. Con conseguenze decisive sulla definitiva affermazione, in Francia, del principio repubblicano.

Carlo X, trasferì inizialmente la corte a Praga. Morì nel 1836 a Gorizia (allora facente parte dell'impero austriaco), a Palazzo Coronini, assistito dal Montbel.[2] Vi si era trasferito per un periodo di riposo, quando venne stroncato dal colera, malattia che però non aveva contratto in quella città. È sepolto, per sua volontà, nella cripta del monastero francescano di Castagnavizza, su una vicina collina passata nel 1947 alla Jugoslavia, ora nel comune di Nova Gorica in Slovenia.

Il pensiero politico[modifica | modifica sorgente]

Carlo X, sostenitore della destra reazionaria rappresentò l'ultrarealismo intransigente ed è tuttora preso a modello dall'ala oltranzista dei vari movimenti monarchici francesi, tra cui l'Action Francaise e il Movimento del Visconte De Villiers. Il pensiero politico di questo sovrano si delinea in un'opposizione assoluta al costituzionalismo di matrice britannica. Egli infatti riteneva privo di senso il concetto di un Re "che regna ma non governa" e disse più volte che piuttosto che fare "il sovrano all'inglese, dedito esclusivamente ai ricevimenti e ai bei vestiti" avrebbe preferito di gran lunga l'abdicazione e l'esilio. Il Re, a suo avviso, non doveva essere un mero simbolo come solitamente avviene nelle monarchie costituzionali, bensì il perno decisionale cui convogliano i quattro poteri fondamentali dello Stato (governo, parlamento, magistratura, esercito). Detti principi politici contrastavano profondamente con quelli portati avanti dal ramo dei Borbone-Orléans, che gli sarebbe succeduto al trono. La frattura dinastica tra i due rami della casata si fece così per lungo tempo insanabile e si risolse solo quando, in base alle Leggi Dinastiche e al Trattato di Utrecht (che impedisce tuttora la riunificazione delle casate di Borbone-Francia e Borbone-Spagna), l'eredità di entrambe si consolidò nel XX secolo in un solo ramo, quello dei conti di Parigi, il cui attuale esponente è il pretendente al trono titolare Enrico d'Orléans.

Recupero di antiche tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Interessante segnalare che, durante il suo regno, Carlo X recuperò antichi riti e tradizioni di origine medievale. Tra questi è da ricordare la cosiddetta cerimonia della guarigione, e cioè l'antichissimo rito della taumaturgia reale. Questa cerimonia consiste nel portare innanzi al Re un certo numero di malati. Il Re pone la mano sul capo o sulla parte malata della persona, pronunciando la frase «io ti tocco, Dio ti guarisca», recitando quindi una preghiera. Carlo X, poco dopo l'ascesa al trono, esercitò questo rito su circa 130 scrofolosi. Da ricordare che si registravano numerose guarigioni, probabilmente dovute al cosiddetto effetto placebo. Sull'argomento risultano interessanti in particolare gli studi di Marc Bloch[3].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Carlo X di Francia Padre:
Luigi di Borbone-Francia
Nonno paterno:
Luigi XV di Francia
Bisnonno paterno:
Luigi, duca di Borgogna
Trisnonno paterno:
Luigi, il Gran Delfino
Trisnonna paterna:
Duchessa Maria Anna Vittoria di Baviera
Bisnonna paterna:
Maria Adelaide di Savoia
Trisnonno paterno:
Vittorio Amedeo II di Savoia
Trisnonna paterna:
Anna Maria d'Orléans
Nonna paterna:
Maria Leszczyńska
Bisnonno paterno:
Stanisalo I di Polonia
Trisnonno paterno:
Conte Rafał Leszczyński
Trisnonna paterna:
Principessa Anna Jablonowska
Bisnonna paterna:
Caterina Opalińska
Trisnonno paterno:
Conte Jan Karol Opalinski
Trisnonna paterna:
Contessa Zofia Czarnkowska
Madre:
Maria Giuseppina di Sassonia
Nonno materno:
Augusto III di Polonia
Bisnonno materno:
Augusto II di Polonia
Trisnonno materno:
Giovanni Giorgio III di Sassonia
Trisnonna materna:
Anna Sofia di Danimarca
Bisnonna materna:
Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth
Trisnonno materno:
Cristiano Ernesto di Brandeburgo-Bayreuth
Trisnonna materna:
Sofia Luisa di Württemberg
Nonna materna:
Maria Giuseppa d'Austria
Bisnonno materno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Bisnonna materna:
Amalia di Brunswick e Lüneburg
Trisnonno materno:
Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Benedetta Enrichetta del Palatinato

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo
Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele
Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi
Gran Maestro dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Legion d'Onore
Gran Maestro dell'Ordine del Giglio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Giglio

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ E. Anchieri, La restaurazione in Europa, paginecattoliche.it. URL consultato il 27 aprile 2010.
  2. ^ Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus - Stanza di Carlo X
  3. ^ Paolo Lago, I Re taumaturghi: per un'archeologia della storia delle mentalità, Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. URL consultato il 27 aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Francia Successore Pavillon royal de France.svg
Luigi XVIII 16 settembre 1824 - 2 agosto 1830 Luigi XIX
Predecessore Linea di successione al trono di Francia Successore
Napoleone Francesco, re di Roma
come erede al trono imperiale
Erede presunto
4 giugno 1814 – 16 settembre 1824
Luigi Antonio di Borbone-Francia
Predecessore Pretendente al trono di Francia
secondo la tesi legittimista intransigente
Successore Blason France moderne.svg
Nessuno: monarchia sul trono Carlo X
2 agosto 1830 - 6 novembre 1836
Per causa della Rivoluzione di Luglio
Luigi Antonio di Borbone-Francia


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