Filippo di Borbone-Spagna
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Carlo VII (1734-1759)
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Ferdinando IV (1759-1816)
poi Ferdinando I (1816-1825) Figli
Francesco I (1825-1830)
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Ferdinando II (1830-1859)
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Francesco II (1859-1894)
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Alfonso (1894-1934)
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Ferdinando Pio (1934-1960)
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NOTA
Con l'atto di Cannes, Carlo Tancreti avrebbe rinunciato al diritto di succedere a suo fratello Ferdinando Pio per poter entrare nella famiglia reale spagnola. Il titolo di Capo della Real Casa delle Due Sicilie fu quindi assunto dal fratello minore Ranieri, ma la presunta rinuncia di Carlo Tancredi fu contestata dal figlio Alfonso Maria che rivendicò per sé e per i suoi discendenti il titolo. Esistono quindi due possibili linee di successione: Quella del ramo "spagnolo":
Quella del ramo "francese" o "italiano":
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Infante Don Filippo di Napoli e Sicilia, duca di Calabria (Portici, 13 giugno 1747 – Napoli, 19 settembre 1777), fu infante di Spagna in quanto nipote in linea maschile di Filippo V di Spagna.
Biografia [modifica]
Nato presso la Reggia di Portici, fu battezzato Filippo Antonio Gennaro Pasquale Francesco di Paola di Napoli e di Sicilia. In quanto figlio primogenito di Carlo III di Spagna, allora sovrano di Napoli e Sicilia, gli fu conferito il titolo di Duca di Calabria, titolo tradizionale dell'erede al trono del Regno di Napoli. I suoi fratelli più giovani furono Carlo IV di Spagna e Ferdinando I delle Due Sicilie. L'unica sorella sopravvissuta fu l'infanta Maria Luisa, futura regina consorte di Leopoldo II.
Già quando l'erede al trono non era che un bambino si comprese che era affetto da quella che veniva allora definita imbecillità, nonché un ritardo mentale, e da epilessia. All'età di sei anni, dopo vari consulti medici, fu deciso di escluderlo dalla successione al trono in favore dei suoi fratelli minori.
Nel 1759 suo zio Ferdinando VI di Spagna morì e la corona del Regno di Spagna fu ereditata dal padre di Filippo, che divenne Carlo III di Spagna. Il destino di Filippo fu quello di rimanere a Napoli con il fratello minore Ferdinando, succeduto al padre, fuori dal controllo della corte napoletana, presso il Palazzo di Capodimonte e la Reggia di Caserta.
Morì a 30 anni presso la Reggia di Portici a Napoli, attaccato dal vaiolo. Fu sepolto presso il Complesso della Chiesa di Santa Chiara a Napoli.
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