Eleonora del Palatinato-Neuburg

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Eleonora Maddalena Wittelsbach-Neuburg
Eleonora Maddalena del Palatinato.
Eleonora Maddalena del Palatinato.
Sacra Romana Imperatrice Regina di Boemia ed Ungheria
In carica 27 ottobre 1708 – 31 luglio 1750
Predecessore Claudia Felicita d'Austria
Successore Amalia Guglielmina di Brunswick e Lüneburg
Nome completo 'Eleonore Magdalene Therese von Pfalz-Neuburg'
Altri titoli Arciduchessa d'Austria, principessa Palatina
Nascita Düsseldorf, 6 gennaio 1655
Morte Castello di Hofburg Vienna, 19 gennaio 1720
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale Vienna
Casa reale Wittelsbach
Padre Filippo Guglielmo, Elettore Palatino
Madre Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt
Consorte Leopoldo I d'Asburgo

Eleonora Maddalena di Neuburg (Eleonore Magdalene Therese; Düsseldorf, 6 gennaio 1655Vienna, 19 gennaio 1720) fu Sacra Romana Imperatrice come moglie di Leopoldo I d'Asburgo.[1] In seguito al suo matrimonio divenne anche Regina di Boemia ed Ungheria, Regina di Germania ed Arciduchessa d'Austria. Funse da reggente ad interim nel 1711. Fu la nonna paterna dell'Imperatrice Maria Teresa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eleonora era la primogenita del Principe Elettore Filippo Guglielmo del Palatinato (1615–1690) e della sua seconda moglie Elisabetta Amalia (1635–1709), figlia del Langravio Giorgio II d'Assia-Darmstadt. Ella aveva studiato con grande cura, ed era versata in diverse lingue e nella musica, praticando la composizione e la poesia. Trattata con freddezza da sua madre, la principessa sviluppò presto nella vita una profonda solitudine religiosa, e nutrì il desiderio di spendere la sua vita in un monastero. Ma dovette rinunciarvi, poiché i genitori desideravano combinarle delle nozze. Tra i suoi pretendenti vi fu Re Giacomo II d'Inghilterra, che riferì che la Principessa non l'avrebbe rifiutato qualora fosse stata prescelta come sua sposa.

Dipinto raffigurante il matrimonio tra Leopoldo I ed Eleonora Maddalena.

Sposò a Passau il 14 dicembre 1676 Leopoldo I d'Asburgo, divenendo imperatrice, regina di Boemia e d'Ungheria. Fu la terza moglie di Leopoldo che era rimasto vedovo nel 1673 di Margherita Teresa di Spagna e nel 1676 di Claudia Felicita d'Austria. La sua scelta aveva poggiato su specifiche considerazioni. Dal momento che le sue due mogli precedenti erano decedute senza lasciare un erede al trono (essendo sopravvissuta dalle sue prime nozze solo un'Arciduchessa, Maria Antonia d'Austria andata in sposa all'Elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera), era necessario che la terza consorte partorisse una prole di sesso maschile. Eleonora era già stata prospettata come candidata dopo la morte di Margherita Teresa, sulla considerazione che le Principesse di Neuburg, oltre ad essere cattoliche, erano considerate fertili. Eleonora aveva infatti sedici fratelli, quasi tutti giunti all'età adulta. E in effetti l'Imperatrice soddisfece queste aspettative, partorendo due figli, oltre ad alcune figlie, impedendo così l'estinzione prematura della dinastia degli Asburgo.

Nel 1689 Eleonora venne incoronata regina di Ungheria, e l'anno dopo ad Augusta, il 19 gennaio 1690, l'abate di Fulda Placidus von Droste l'incoronò Imperatrice, una settimana prima che il suo primogenito venisse incoronato Re di Germania nella stessa città. Nel 1688, Eleonora rinnovò gli statuti dell'Ordine della Croce Stellata, fondato vent'anni prima.

La stretta relazione tra la famiglia Wittelsbach-Neuburg a Dusseldorf e gli Asburgo a Vienna venne sottolineata ancora una volta non solo dal matrimonio del fratello di Eleonora, l'Elettore Giovanni Guglielmo del Palatinato con la sorellastra dell'Imperatore Leopoldo Maria Anna ma anche dal fatto che due Cancellieri di Corte Austriaci provenissero dal Palatinato-Neuburg. Inoltre, in assenza di membri della propria famiglia, Leopoldo decise di utilizzare i fratelli e le sorelle della moglie. Cosicché, i fratelli minori dell'Imperatrice fecero una brillante carriera nella chiesa imperiale, mentre le sue sorelle fecero prestigiosi matrimoni regali. Infine, nel 1685 la Corte di Vienna sostenne il Palatinato-Neuburg nella sua successione nell'Elettorato Palatino.

Eleonora si dimostrò una sposa devota e fedele, curando il marito nella sua ultima malattia ed assistendolo sino alla morte. Poiché l'imperatore si rifiutava di leggere in francese, ella s'occupò di tradurgli i suoi documenti. Dopo la morte del suo primogenito nel 1711, operò per il suo figlio minore, che gli succedette come imperatore, e che si trovava a quel tempo in Spagna, dedicandosi con l'assitenza delle figlie all'attività di governo, fino al suo ritorno all'attività di governo. In quell'anno, Eleonora nominò maresciallo Capo il futuro conte Alexander Karolyi e fece concludere con la Pace di Szatmar la ribellione del principe Francesco II Rákóczi.

L'imperatrice morì dopo una preghiera in una cappella, vittima di un "colpo apoplettico". Su sua richiesta Eleonora Maddalena fu sepolta in una bara di legno molto semplice, nelle vesti dell'Ordine degli schiavi di Maria, che portava la scritta "Eleonora Magdalena Theresia, povera peccatrice". Fu sua nipote Maria Teresa a collocare i resti della nonna in una bara magnifica. Le spoglie di Eleonora riposano ancora oggi nella Kapuzinergruft a Vienna[2].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Eleonora Maddalena, Imperatrice del Sacro Romano Impero Germanico.

Eleonora fu descritta come una donna severa e pia, dedita ampiamente alle questioni religiose. Si disse che prima del matrimonio, s'era esposta al sole così a lungo da scottarsi, in modo da non piacere all'imperatore, ed evitare le nozze. Inoltre, fece dotare i suoi braccialetti preziosi di punte rivolte all'interno, così da infliggersi penitenze. Dopo la morte del marito, l'imperatrice vestì sempre a lutto. Un testimone disse al riguardo che era solita portare sempre il lutto, nel modo più triste possibile. A parte un po' di lino bianco tutto era in tinta nera, coprendo il collo, le orecchie e le guance, tanto che la faccia, posta in mezzo a questo abbigliamento, finiva per apparire come quella di un condannato che guardasse in piedi dentro una gogna. Anche se era solita accontentare il marito, accompagnandolo all'opera, di cui Leopoldo era entusiasta, era solita portare un libro di preghiere con cui trascorreva il tempo, non avendo tempo per frivolezze. Quando il suo confessore volle vantare le virtù dell'Imperatrice in un suo saggio, ella non esitò a far gettare il testo nel fuoco. Lei stessa scrisse un libro devozionale, facendolo pubblicare. Fu grazie agli sforzi dell'Imperatrice Eleonora che la famosa statua della Madonna piangente di Pötsch fu collocata nella Cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Il cappuccino beato Marco d'Aviano fu uno dei suoi consiglieri e cappellani.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Eleonora diede al marito, oltre all'erede al trono, altri nove figli[2]:

  • Giuseppe (Vienna, 26 luglio 1678-Szátmár, 17 aprile 1711), poi Imperatore col nome di Giuseppe I (1678 - 1711);
  • Cristina (Vienna, 18 giugno 1679), Arciduchessa d'Austria;
  • Maria Elisabetta (Linz, 13 dicembre 1680 - Marimont nr Charleroi, 26 agosto 1741), Arciduchessa d'Austria, Governatrice dei Paesi Bassi austriaci;
  • Leopoldo Giuseppe (Schloss Laxenburg, 2 giugno 1682 - Enns, 3 agosto 1684), Arciduca d'Austria;
  • Maria Anna Giuseppa (Linz, 7 settembre 1683 - Lisbona, 14 agosto 1754), Arciduchessa d'Austria, sposò Re Giovanni V del Portogallo;
  • Maria Teresa (Vienna, 22 agosto 1684 - Schloss Ebersdorf, 28 settembre 1696), Arciduchessa d'Austria;
  • Carlo (Vienna, 1º ottobre 1685 - Vienna, 20 ottobre 1740), poi Imperatore col nome di Carlo VI;
  • Maria Giuseppa (Vienna, 6 marzo 1687 - Vienna, 14 aprile 1703), Arciduchessa d'Austria;
  • Maria Maddalena Giuseppa (Vienna, 26 marzo 1689 - Vienna 1º maggio 1743), Arciduchessa d'Austria;
  • Maria Margherita (Vienna, 22 luglio 1690 - Vienna, 22 aprile 1691), Arciduchessa d'Austria.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Eleonora del Palatinato-Neuburg Padre:
Filippo Guglielmo del Palatinato
Nonno paterno:
Volfango Guglielmo del Palatinato-Neuburg
Bisnonno paterno:
Filippo Luigi del Palatinato-Neuburg
Trisnonno paterno:
Wolfgang del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonna paterna:
Anna d'Assia
Bisnonna paterna:
Anna di Jülich-Kleve-Berg
Trisnonno paterno:
Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg
Trisnonna paterna:
Maria d'Austria
Nonna paterna:
Maddalena di Baviera
Bisnonno paterno:
Guglielmo V di Baviera
Trisnonno paterno:
Alberto V di Baviera
Trisnonna paterna:
Anna d'Austria
Bisnonna paterna:
Renata di Lorena
Trisnonno paterno:
Francesco I di Lorena
Trisnonna paterna:
Cristina di Danimarca
Madre:
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Giorgio II d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Luigi V d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Giorgio I d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Maddalena di Lippe
Bisnonna materna:
Maddalena di Brandeburgo
Trisnonno materno:
Giovanni Giorgio di Brandeburgo
Trisnonna materna:
Elisabetta di Anhalt-Zerbst
Nonna materna:
Sofia Eleonora di Sassonia
Bisnonno materno:
Giovanni Giorgio I di Sassonia
Trisnonno materno:
Cristiano I di Sassonia
Trisnonna materna:
Sofia di Brandeburgo
Bisnonna materna:
Maddalena Sibilla di Hohenzollern
Trisnonno materno:
Alberto Federico di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Eleonora di Jülich-Kleve-Berg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine dei Virtuosi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dei Virtuosi
Gran Maestro dell'Ordine della Croce Stellata - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Croce Stellata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wheatcroft (1995), p. 201.
  2. ^ a b Habsburg 4

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 76673460 LCCN: nr00004125

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