Giorgio IV del Regno Unito

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Giorgio IV Hannover
Re del Regno Unito e di Hannover
Ritratto di Giorgio IV opera di Sir Thomas Lawrence
Regno 29 gennaio 182026 giugno 1830
Incoronazione 19 luglio 1821
Nome completo Giorgio Augusto Federico
Altri titoli Duca di Cornovaglia, Principe di Galles, Principe Reggente
Nascita St. James's Palace, Londra
12 agosto 162
Morte Windsor Castle, Berkshire
26 giugno 1830 (67 anni)
Predecessore Giorgio III
Successore Guglielmo IV
Consorte Carolina Amalia di Brunswick
Figli Principessa Carlotta Augusta di Galles
Casa reale Casa Hannover
Padre Giorgio III
Madre Carlotta di Meclemburgo-Strelitz

Giorgio IV di Hannover (Giorgio Augusto Federico) (12 agosto 176226 giugno 1830) fu re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e di Hannover dal 29 gennaio 1820. Figlio di Giorgio III e di Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, aveva precedentemente esercitato le funzioni di principe reggente a causa dell'infermità mentale del padre.

Giorgio era un monarca ostinato, che spesso interferì negli affari politici (soprattutto riguardo alla questione dell'emancipazione cattolica), sebbene in misura inferiore rispetto al padre. Per la maggior parte della sua reggenza e del suo regno fu il conte di Liverpool, il Primo Ministro, ad avere il governo effettivo del Regno.

Gli anni della Reggenza di Giorgio IV (1811-1820) furono segnati dalla vittoria nelle guerre napoleoniche in Europa e da un clima culturale particolarmente vivace in patria. Durante il suo regno vennero abrogati i Combination Acts che proibivano la libera associazione dei lavoratori. Nel 1829 Sir Robert Peel creò la Civilian Metropolitan Force, i cui componenti sono più noti come bobbies.

Giorgio IV è spesso ricordato come un principe e re liberale e stravagante: per questo si guadagnò l'appellativo di First Gentleman. Ebbe pessimi rapporti tanto con il padre che con la moglie, Carolina di Brunswick. Fu patrono delle arti e della letteratura, e visse un'intensa vita mondana, legandosi con i dandy più alla moda di Londra.



Indice

[modifica] Primi anni

Giorgio nacque al St James's Palace, a Londra il 12 agosto 1762. Come figlio primogenito del sovrano inglese, egli divenne da subito Duca di Cornovaglia e Duca di Rothesay; egli venne creato Principe del Galles e Conte di Chester pochi mesi dopo la nascita.[1] Il 18 settembre dello stesso anni venne battezzato da Thomas Secker, Arivescovo di Canterbury.[2] Suoi padrini di battesimo furono il Duca Adolfo Federico IV di Meclemburgo-Strelitz (suo zio materno), il Principe Guglielmo Augusto, Duca di Cumberland (suo doppio prozio paterno) ed Augusta di Sassonia-Coburgo-Gotha, (sua nonna materna).[3] Giorgio si dimostrò sin dall'infanzia uno studente talentuoso, imparando presto a parlare il francese, il tedesco e l'italiano oltre al nativo inglese.[4]

Il Principe di Galles, raggiunti i 21 anni nel 1783, ottenne una pensione annua di 60.000 sterline dal Parlamento come di consuetudine oltre a 50.000 che gli provenivano come appannaggio da suo padre. Egli pose dunque la propria residenza ufficiale a Carlton House, dove visse una vita dissoluta [5] non senza constrasti col padre che rimproverava più volte al figlio erede una vita maggiormente frugale.

Giorgio, Principe di Galles, in un ritratto di Richard Cosway, ca. 1780-1782.

Poco dopo il raggiungimento della sua maggiore età, il Principe di Galles si innamorò della cattolica Maria Anne Fitzherbert, già vedova di due precedenti matrimoni (il suo primo marito era stato Edward Weld, morto nel 1775, ed il suo secondo era stato Thomas Fitzherbert, deceduto nel 1781).[6] Secondo l'Act of Settlement del 1701, però, quanti avessero sposato una donna di fede cattolica non potevano essere elegibili al trono inglese, ed il matrimonio tra i due innamorati venne immediatamente bloccato sul nascere dal Royal Marriages Act del 1772, con il quale si stabiliva che il Principe di Galles non avrebbe potuto contrarre matrimonio se non dietro consenso del monarca regnante. Ad ogni modo, la coppia contrasse matrimonio il 15 dicembre 1785 nella casa della sposa, presso Park Street, Mayfair. Legalmente l'unione risultava quindi valida, ma il re non diede mai assenso a tale compromesso.[7] Ad ogni modo, Mrs. Fitzherbert si reputò sempre la moglie canonica del Principe di Galles, ritenendo che le leggi ecclesiastiche fossero superiori a quelle dello stato. Per ragioni politiche, ad ongi modo, l'unione rimase segreta e la Fitzherbert fu obbligata a non comparire in pubblico con il Principe.[8]

Nel frattempo lo stesso erede al trono si era indebitato follemente. Il padre, già contrariato, si rifiutò di soccorlerlo anche nelle finanze, forzandolo a lasciare Carlton House ed a vivere alla casa di Mrs. Fitzherbert. Nel 1787, i sostenitori del principe alla Camera dei Comuni introdussero una proposta di legge per saldare i suoi debiti dietro garanzia parlamentare, anche se il sospetto di una relazione troppo forte con Mrs. Fitzherbert bloccarono gli intenti dei più conservatori e scandalizzati parlamentari inglesi. Agendo per autorità del principe, il capo degli Whig, Charles James Fox, dichiarò che la storia era una calunnia per screditare il principe.[9] Malgrado questo venne chiesto ad un altro Whig, Richard Brinsley Sheridan, di rilasciare dichiarazioni meno forti che non offendessero l'unione segreta dei due reali amanti. Il parlamento, nel frattempo, si risolse a garantire al Principe di Galles la somma di 161.000 sterline in pagamento dei suoi debiti e 60.000 sterline per apportare delle migliorie a Carlton House.[4][10]

[modifica] La crisi della reggenza del 1788

Ritratto di Giorgio, Principe del Galles, pubblicato da Sir Joshua Reynolds nel 1785.

Oggigiorno si ritiene che il Re Giorgio III d'Inghilterra soffrisse di una malattia ereditaria detta porfiria.[11] Nell'estate del 1788 la sua salute mentale andò deteriorandosi, ma egli rimase ad ogni modo in grado di mantenere le redini del governo, anche se quest'ultimo poi dovette pronunciarsi negativamente sul fatto che il re non fosse in grado di recitare il tradizionale discorso alal corona in occasione dell'apertura annuale delle sedi del parlamento. Il parlamento si trovava con le mani legate, in quanto le sedi non potevano essere svolte senza il tradizionale discorso e consequenziale assenso del monarca inglese all'operato del parlamento nazionale.[9][12]

Questo fatto fece si che si aprisse un grande dibattito politico. Nella Camera dei Comuni, Charles James Fox dichiarò che a sua opinione il Principe del Galles dovesse essere dichiarato reggente ed agente per conto del sovrano dal momento che quest'ultimo si trovava incapace di intendere e di volere. Un'opinione contrastante era sostenuta dal Primo Ministro, William Pitt il Giovane, il quale riteneva che in caso di incapacità del re, il diritto decisionale spettasse costituzionalmente al solo parlamento dal momento che senza il parlamento, "de facto", il principe non aveva alcuna autorità.[13] Malgrado questo, lo stesso Pitt capì che il Principe di Galles sarebbe stata la persona più conveniente come reggente in vece del padre.[9][12]

Miniatura rappresentante Giorgio, Principe di Galles, realizzata da Richard Cosway (1792).

Il Principe non mancò di sentirsi offeso dalle affermazioni del Primo Ministro, il quale era però supportato in questo dal Principe Federico Augusto, Duca di York, fratello di Giorgio.[14] Dopo questi primi contrasti, ad ogni modo, Pitt convenne che fosse utile allo stato organizzare un piano formale per una reggenza, suggerendo di conferire i poteri al Principe di Galles, seppur molto limitati.[15] In the interests of the nation, both factions agreed to compromise.[12]

Il Principe recitò quindi il discorso di apertura alle sedute del parlamento, che ad ogni modo venne attribuito a Giorgio III, anche se tale atto venne sentito da molti come una chiara illegalità[16] Il fratello del Principe di Galles, il Duca di York, descrisse il fatto come assolutamente incostituzionale ed illegale."[15]

[modifica] Matrimonio

Giorgio, Principe di Galles, in un'incisione del 1789 tratta da un dipinto di Sir William Beechey.

I debiti del Principe di Galles, nel frattempo, continuavano a crescere e suo padre si rifiutava di continuare a soccorerlo se non avesse sposato la cugina, Carolina Amalia di Brunswick.[17] Nel 1795, per forza o per amore, il Principe di Galles acconsentì, e la coppia si sposò l'8 aprile 1795 nella Cappella Reale del St James's Palace. Il matrimonio, ad ogni modo, fu disastroso in quanto i due sposi non erano minimamente innamorati l'uno dell'altro. I due si separarono formalmente dopo la nascita dell'unica loro figlia, Carlotta Augusta, nel 1796, e rimasero separati per il resto della loro vita. Il Principe rimase legato sempre a Maria Fitzherbert.[18]

Giorgio, Principe di Galles, nel 1809 circa, olio su tela di John Singleton Copley.

Prima di riprendere strettamente i legami con Mrs. Fitzherbert, però, il Principe di Galles aveva avuto diversi figli illegittimi. Tra le sue amanti più famose si ricorda Mary Robinson, un'attrice che venne liquidata con una generosa pensione annua perché non vendesse ai giornali delle lettere compromettenti che i due si erano scritti durante la loro unione;[19] Grace Elliott, altra amante, era la moglie divorziata di un fisico;[20] Frances Villiers, Contessa di Jersey, fu la dominatrice della sua vita per diversi anni.[18] Nella parte finale della sua vita, sua amante fu Isabella Seymour-Conway, Marchesa di Hertford, e per gli ultimi dieci anni, Elizabeth Conyngham, Marchesa di Conyngham.[21]

I problemi dei debiti del Principe di Galles, che ammontavano alla straordinaria cifra di 630.000 sterline nel 1795,[22] vennero risolti ancora una volta per merito del parlamento, il quale gli garantì un'ulteriore somma di 65.000 sterline annue per rinsaldare la sua posizione finanziaria.[23] Nel 1803, vennero aggiunte altre 60.000 sterline ed il Principe di Galles poté estinguere i suoi debiti nel 1806.[24]

Nel 1804 si aprì una disputa anche sul ruolo della Principessa Carlotta, la quale aveva iniziato a prendersi cura del Re Giorgio III, malato ma ancora vivente e regnante.

[modifica] La reggenza

Giorgio, Principe di Galles, c. 1810, in un ritratto di Sir Thomas Lawrence.

Alla fine del 1810, Giorgio III andava peggiorando nella sua malattia soprattutto dopo la morte della sua figlia minore e preferita, la Principessa Amelia. Il parlamento si risolse pertanto ad approvare le basi che erano già state gettate nel 1788 e, senza il consenso reale, i Lord Commissari in nome del monarca, siglarono l'assenso reale con un consequenziale atto di reggenza nel 1811.[25]

Il Principe di Galles divenne Principe Reggente il 5 gennaio di quello stesso anno,[26] il che contribuì ad alimentare i dissapori della questione dell'emancipazione cattolica. I Tories, guidati dal Primo Ministro, Spencer Perceval, si opponevano all'emancipazione della religione cattolica nel Regno Unito, mentre gli Whigs la supportavano. All'inizio della reggenza di Giorgio questi sembrò sostenere il capo dei Whigs, William Wyndham Grenville, I Barone Grenville.

Il principe reggente in un ritratto di Sir Thomas Lawrence, c. 1814.

Nel 1812, quando ormai appariva chiaro il sempre maggiore declinare della salute del Re, il Principe del Galles non riuscì a scalzare Perceval dal proprio ruolo di Primo Ministro.[27]

Il 10 maggio 1812, Spencer Perceval venne assassinato da John Bellingham ed il principe reggente si dimostrò subito pronto a fornire ai suoi ministri un nuovo capo. La Camera dei Comuni formalmente dichiarò il suo desiderio di avere un'amministrazione forte ed efficiente,[28] pertanto il principe chiese a Richard Wellesley, I Marchese Wellesley di occupare tale posizione e successivamente a Francis Rawdon-Hastings, I Marchese di Hastings. Successivamente Robert Banks Jenkinson, II Conte di Liverpool, venne nominato Primo Ministro.[29]

Giorgio come Principe Reggente, con il costume dell'Ordine della Giarrettiera. Ritratto di Sir Thomas Lawrence (1816).

I Tories, a differenza degli Whigs come Charles Grey, II Conte Grey, supportarono la politica statale di continuare vigorosamente la guerra nell'Europa continentale contro la potente ed aggressiva politica dell'Impero francese guidato da Napoleone Bonaparte.[30] Fu seguendo questa politica che venne stabilita un'alleanza antifrancese, che includeva Russia, Prussia, Austria, Gran Bretagna ed altre nazioni minori, che riuscì a sconfiggere Napoleone nel 1814. Il successivo Congresso di Vienna stabilì che l'Elettorato di Hannover (stato di proprietà dei monarchi inglesi dal 1714), venisse elevato al rango di Regno. L'Inghilterra in quegli anni collezionò tra le altre cose delle vittorie stupende: al ritorno di Napoleone al governo nel 1815, egli venne sconfitto nella famosa Battaglia di Waterloo da Arthur Wellesley, I Duca di Wellington, fratello della Marchesa Wellesley. Quello stesso anno la guerra anglo-americana si concluse con un pari delle due parti.

Durante questo periodo di relativa pace, dunque, Giorgio si occupò attivamente di rinnovare il gusto e lo stile inglese, servendosi di personaggi come Beau Brummell o l'architetto John Nash per creare lo stile Regency. A Londra Nash disegnò e realizzò il Regent's Park e la Regent Street. Giorgio fece anche costruire il Brighton Pavilion, sviluppando la costruzione in "gotico indiano", rifacendosi all'architettura del Taj Mahal, con stravaganti interni indiani e cinesi.[31]

[modifica] Regno

Il banchetto dell'incoronazione di Giorgio IV si tenne alla Westminster Hall il 19 luglio 1821.

Quando Giorgio III morì nel 1820, il Principe Reggente ascese al trono col nome di Giorgio IV, il che non fece altro che confermare una posizione che già da tempo deteneva effettivamente.[32] By the time of his accession, he was obese and possibly addicted to laudanum.[4]

Le relazioni di Giorgio IV con la moglie Caroline andarono ancora più deteriorandosi con questo atto. La coppia viveva separata dal 1796, ed entrambi vivevano relazioni segrete coi loro amanti. Nel 1814, Carolina lasciò il Regno Unito per fare ritorno in Europa, tornando in Inghilterra solo in occasione dell'incoronazione del marito per accettare pubblicamente i suoi diritti di Regina Consorte. Ad ogni modo, Giorgio IV si rifiutò di riconoscere Carolina come regina e chiese agli ambasciatori inglesi negli altri paesi del mondo di assicurarsi che tale volontà sua venisse rispettata anche dagli altri monarchi. Per volere reale, il nome di Carolina venne omesso dal Book of Common Prayer, la liturgia ufficiale della chiesa anglicana. Il re voleva il divorzio, ma i suoi avvocati gli consigliarono di desistere dall'idea in quanto questo avrebbe voluto dire pubblicizzare le sue relazioni extraconiugali. Egli, ad ogni modo, perorò al parlamento la concessione documento ufficiale col quale il suo matrimoni veniva annullato e Carolina veniva privata del titolo di regina. Questo documento, ad ogni modo, fu molto impopolare tra il pubblico inglese e venne rifiutato dal parlamento. Giorgio IV decise, ad ogni modo, di escludere la presenza di sua moglie alla sua incoronazione all'Abbazia di Westminster, il 19 luglio 1821. La stessa Carolina cadde vittima di una malattia quello stesso giorno e morì il 7 agosto di quello stesso anno; durante la parte terminale della sua malattia, fu ella stessa a paventare l'idea che fosse stata avvelenata.[33]

Re Giorgio IV nel 1821.

L'incoronazione di Giorgio a Re d'Inghilterra fu un evento grandioso esteriormente ed anche nei prezzi dal momento che costò la bellezza di 243.000 sterline (a confronto, quella del padre era costata appena 10.000 sterline). Malgrado l'enorme costo, essa fu comunque un evento popolarissimo nel Paese ed in Europa.[4] Nel 1821 il Re fu il primo monarca inglese a recarsi ufficialmente in visita in Irlanda dai tempi di Riccardo II.[34] L'anno successivo egli visità Edimburgo con un soggiorno di una ventina di giorni[35] La sua visita in Scozia, organizzata da Sir Walter Scott, fu la prima dai tempi di Carlo I che vi si era recato nel 1633.[36]

Giorigo IV in un ritratto di Sir David Wilkie (1829) rappresentante il re durante il suo viaggio in Scozia, col costume tipico e kilt.

Giorgio IV trascorse gli ultimi anni di regno in reclusione al Castello di Windsor,[37] ma continuò ad interessarsi degli affari della politica del suo paese. In un primo momento si era creduto che egli fosse intenzionato a supportare l'emancipazione dei cattolici in Irlanda (intenzione già data ad intendere dal 1797), ma le sue vedute anti-cattoliche divennero chiare nel 1813. Dal 1824 denunciò l'emancipazione cattolica in pubblico come un atto inaccettabile da parte del governo inglese.[38] Nel 1827, ad ogni modo, Lord Liverpool (fervente sostenitore dell'opposizione all'emancipazione cattolica) si ritirò dalla scena politica e venne sostituito dal Tory George Canning che era a favore di questo decreto.

Mezza corona di Giorgio IV del 1821. L'iscrizione cita GEORGIUS IIII D[ei] G[ratia] BRITANNIAR[um] REX F[idei] D[efensor]. Giorgio IV fu l'ultimo Re inglese a farsi raffigurare col busto laureato sulle monete.

Cannin morì però l'anno successivo, lasciando la propria carica a Frederick John Robinson, I Visconte Goderich che venne succeduto nel 1828 dal Duca di Wellington.[39][40] Con grande difficoltà il Duca di Wellington ottenne dal Re la realizzazione di un decreto di tolleranza nei confronti dei cattolici, siglato 29 gennaio 1829. Su pressione del fanatico anti-cattolico fratello, Ernesto Augusto, Duca di Cumberland, il Re si risolse infine a rigettare il suo proclama e per protesta il suo Gabinetto si dimise in massa il 4 marzo di quello stesso anno. Il giorno successivo il Re, ora per pressione politica, stabilì che il decreto rimanesse all'attivo.[4] Royal Assent was finally granted to the Catholic Relief Act on 13 April.[41]

Giorgio IV conduceva nel frattempo uno stile di vita sempre sregolato, beveva molto e la sua salute iniziava a risentirne. Il suo piacere per i grandi banchetti e per le grandi quantità di bevande alcoliche, gli causarono una forte obesità, rendendolo oggetto di gesti di scherno nelle rare occasioni in cui compariva in pubblico.[42] Successivamente, egli soffrì di gotta, arteriosclerosi, cataratta e probabilmente anche di porfiria; egli trascorreva i suoi giorni a letto con frequenti spasmi che lo lasciavano quasi asfissiato. Egli marì poco dopo le tre del mattino del 26 giugno 1830 al Castello di Windsor.

La sua unica figlia legittima, la Principessa Carlotta Augusta, era morta per delle complicazioni post-parto nel 1817, dopo aver dato alla luce un figlio nato morto. Il secondo figlio di Giorgio III, il duca di York ed Albany, era morto nel 1827 e pertanto Giorgio IV venne succeduto da un altro dei suoi fratelli, Guglielmo, Duca di Clarence, che salì al trono col nome di Guglielmo IV.[43]

[modifica] Ascendenza

Giorgio IV d'Inghilterra Padre:
Giorgio III d'Inghilterra
Nonno paterno:
Federico di Hannover
Bisnonno paterno:
Giorgio II d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Giovanna Elisabetta di Baden-Durlach
Nonna paterna:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno paterno:
Federico II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Federico I di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Maddalena Sibilla di Sassonia-Weissenfels
Bisnonna paterna:
Maddalena Augusta di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Carlo Guglielmo di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Sofia di Sassonia-Weissenfels
Madre:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Nonno materno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonno materno:
Adolfo Federico II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Adolfo Federico I di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonna materna:
Maria Caterina di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Cristiana Emilia di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonno materno:
Cristiano di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonna materna:
Antonia Sibilla di Barby-Muhlingen
Nonna materna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Bisnonno materno:
Ernesto Federico I di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Ernesto di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonna materna:
Sofia di Waldeck
Bisnonna materna:
Sofia Albertina di Erbach
Trisnonno materno:
Giorgio I di Erbach-Erbach
Trisnonna materna:
Amalia Caterina di Waldeck-Eisenberg

[modifica] Note

  1. ^ Smith, E. A., p.1
  2. ^ Smith, E. A., p.2
  3. ^ Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.2
  4. ^ a b c d e Hibbert, Christopher (2004) George IV (1762–1830) . Oxford Dictionary of National Biography.
  5. ^ Smith, E. A., pp.25–28
  6. ^ Smith, E. A., p.33
  7. ^ Smith, E. A., pp.36–38
  8. ^ David, pp.57–91
  9. ^ a b c Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 3, The MacMillan Company, 1914. 396–397
  10. ^ De-la-Noy, p.31
  11. ^ J. C. G. Röhl; Warren, M.; Hunt, D., Purple Secret, Bantam Press, 1998.
  12. ^ a b c David, pp.92–119
  13. ^ Smith, E. A., p.54
  14. ^ Derry, p.91
  15. ^ a b Thomas Erskine May, The Constitutional History of England Since the Accession of George the Third, 1760–1860, 11th ed., London, Longmans, Green and Co, 1896. chapter III pp.184–95
  16. ^ Derry, p.109
  17. ^ Smith, E. A., p.70
  18. ^ a b David, pp.150–205
  19. ^ Parissien, p.60
  20. ^ Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.18
  21. ^ Hibbert, George IV: Regent and King 1811–1830, p.214
  22. ^ De-la-Noy, p.55
  23. ^ Smith, E. A., p.97
  24. ^ Smith, E. A., p.92
  25. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915. 50
  26. ^ The Prince Regent and His Circle: In their own words. Channel 4. URL consultato il 2007-08-02.
  27. ^ Smith, E. A., pp.141–2
  28. ^ Smith, E. A., p.144
  29. ^ Smith, E. A., p.145
  30. ^ Smith, E. A., p.146
  31. ^ Jessica M. F. Rutherford, The Royal Pavilion: The Palace of George IV, Brighton Borough Council, 1995. 81
  32. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915. 81
  33. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915. 82
  34. ^ De-la-Noy, p.95
  35. ^ John Prebble, The King's Jaunt: George IV in Scotland, 1822, Edinburgh, Birlinn Limited, 2000.
  36. ^ Parissien, p.318
  37. ^ George IV. The official website of the British Monarchy. URL consultato il 2009-03-06.
  38. ^ Parissien, p.189
  39. ^ Parissien, p.190
  40. ^ Smith, E. A., p.237
  41. ^ Parissien, p.381
  42. ^ Parissien, p.355
  43. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915. 105

[modifica] Bibliografia

  • Farnborough, T. E. May, 1st Baron. (1896). Constitutional History of England since the Accession of George the Third, 11th ed. London: Longmans, Green and Co.
  • "George IV." (1911). Encyclopædia Britannica, 11th ed. London: Cambridge University Press.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Onorificenze

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Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III

Predecessore: Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Giorgio III 1820 - 1830 Guglielmo IV I
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Predecessore: Duca di Brema e Principe di Verden Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Giorgio III 1820-1823 Titolo soppresso I
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Giorgio III {{{data}}} Titolo soppresso
Predecessore: Presidente del Foundling Hospital Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
William Cavendish-Bentinck, III Duca di Portland 1809-1820 Federico, Duca di York e Albany I
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William Cavendish-Bentinck, III Duca di Portland {{{data}}} Federico, Duca di York e Albany
Predecessore: Gran Maestro della Gran Loggia di Scozia Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
George Ramsay, IX Conte di Dalhousie 1806-1820 Alexander Hamilton, X Duca di Hamilton I
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George Ramsay, IX Conte di Dalhousie {{{data}}} Alexander Hamilton, X Duca di Hamilton
Predecessore: Gran Maestro della Prima Gran Loggia d'Inghilterra Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Francis Rawdon-Hastings, I Marchese di Hastings 1792-1812 Augusto Federico, Duca di Sussex I
II
III
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con
Francis Rawdon-Hastings, I Marchese di Hastings {{{data}}} Augusto Federico, Duca di Sussex
Predecessore: Principe di Galles Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Giorgio, Duca di Edimburgo 1762-1820 Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia I
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Giorgio, Duca di Edimburgo {{{data}}} Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia
Predecessore: Duca di Cornovaglia Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Federico Augusto, Duca di York ed Albany 1762-1820 Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia I
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Federico Augusto, Duca di York ed Albany {{{data}}} Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia
Predecessore: Duca di Rothesay Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Federico Augusto, Duca di York ed Albany 1762-1820 Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia I
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Federico Augusto, Duca di York ed Albany {{{data}}} Alberto Edoardo, Duca di Cornovaglia

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