Giorgio IV del Regno Unito

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Giorgio IV
Ritratto ufficiale di re Giorgio IV.
Ritratto ufficiale di re Giorgio IV.
Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Re di Hannover
Stemma
In carica 29 gennaio 1820[1] -
26 giugno 1830
Incoronazione 19 luglio 1821
Predecessore Giorgio III
Successore Guglielmo IV
Nome completo George Augustus Frederick
Trattamento Maestà
Altri titoli Signore di Man
Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra
Nascita St. James's Palace, Londra, 12 agosto 1762
Morte Windsor Castle, Berkshire, 26 giugno 1830 (67 anni)
Luogo di sepoltura St. George’s Chapel, Castello di Windsor, 15 luglio 1830
Casa reale Casa Hannover
Padre Giorgio III
Madre Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Consorte Carolina Amalia di Brunswick
Figli Principessa Carlotta Augusta
Firma George IV Signature.svg

Giorgio IV di Hannover (Giorgio Augusto Federico) (Londra, 12 agosto 1762Windsor, 26 giugno 1830) fu re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e di Hannover dal 29 gennaio 1820. Figlio di Giorgio III e di Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, aveva precedentemente esercitato le funzioni di principe reggente a causa dell'infermità mentale del padre.

Giorgio era un monarca ostinato, che spesso interferì negli affari politici (soprattutto riguardo alla questione dell'emancipazione cattolica), sebbene in misura inferiore rispetto al padre. Per la maggior parte della sua reggenza e del suo regno fu Lord Liverpool, il Primo Ministro, ad avere il governo effettivo del Regno.

Gli anni della Reggenza di Giorgio IV (1811-1820) furono segnati dalla vittoria nelle guerre napoleoniche in Europa e da un clima culturale particolarmente vivace in patria. Durante il suo regno vennero abrogati i Combination Acts che proibivano la libera associazione dei lavoratori. Nel 1829 Sir Robert Peel creò la Civilian Metropolitan Force, i cui componenti sono più noti come bobbies.

Giorgio IV è spesso ricordato come un principe e re liberale e stravagante: per questo si guadagnò l'appellativo di First Gentleman. Ebbe pessimi rapporti tanto con il padre che con la moglie, Carolina di Brunswick. Fu patrono delle arti e della letteratura, e visse un'intensa vita mondana, legandosi con i dandy più alla moda di Londra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio nacque al St James's Palace, a Londra il 12 agosto 1762. Come figlio primogenito del sovrano inglese, egli divenne subito duca di Cornovaglia e duca di Rothesay; venne creato principe del Galles e conte di Chester pochi mesi dopo la nascita.[2] Il 18 settembre dello stesso anni venne battezzato da Thomas Secker, arcivescovo di Canterbury.[3] Suoi padrini di battesimo furono il duca Adolfo Federico IV di Meclemburgo-Strelitz (suo zio materno), il principe Guglielmo Augusto, Duca di Cumberland (suo doppio prozio paterno) ed Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg, (sua nonna paterna).[4] Giorgio si dimostrò sin dall'infanzia uno studente talentuoso, imparando presto a parlare il francese, il tedesco e l'italiano oltre al nativo inglese.[5]

Il Principe di Galles, raggiunti i 21 anni nel 1783, ottenne una pensione annua di 60.000 sterline dal Parlamento come di consuetudine oltre a 50.000 che gli provenivano come appannaggio da suo padre. Egli pose dunque la propria residenza ufficiale a Carlton House, dove visse una vita dissoluta[6] non senza contrasti col padre che rimproverava più volte al figlio erede una vita maggiormente frugale.

Giorgio, Principe di Galles, in un ritratto di Richard Cosway, ca. 1780-1782.

Poco dopo il raggiungimento della sua maggiore età, il Principe di Galles si innamorò della cattolica Maria Fitzherbert, già vedova di due precedenti matrimoni (il suo primo marito era stato Edward Weld, morto nel 1775, ed il suo secondo era stato Thomas Fitzherbert, deceduto nel 1781).[7] Secondo l'Act of Settlement del 1701, però, quanti avessero sposato una donna di fede cattolica non potevano essere elegibili al trono inglese, ed il matrimonio tra i due innamorati venne immediatamente bloccato sul nascere dal Royal Marriages Act del 1772, con il quale si stabiliva che il Principe di Galles non avrebbe potuto contrarre matrimonio se non dietro consenso del monarca regnante. Ad ogni modo, la coppia contrasse matrimonio il 15 dicembre 1785 nella casa della sposa, presso Park Street, Mayfair. Legalmente l'unione risultava quindi valida, ma il re non diede mai assenso a tale compromesso.[8] Ad ogni modo, Mrs. Fitzherbert si reputò sempre la moglie canonica del Principe di Galles, ritenendo che le leggi ecclesiastiche fossero superiori a quelle dello Stato. Per ragioni politiche, ad ogni modo, l'unione rimase segreta e la Fitzherbert fu obbligata a non comparire in pubblico con il Principe.[9]

Nel frattempo lo stesso erede al trono si era indebitato follemente. Il padre, già contrariato, si rifiutò di soccorrerlo anche nelle finanze, forzandolo a lasciare Carlton House ed a vivere alla casa di Mrs. Fitzherbert. Nel 1787, i sostenitori del principe alla Camera dei Comuni introdussero una proposta di legge per saldare i suoi debiti dietro garanzia parlamentare, anche se il sospetto di una relazione troppo forte con Mrs. Fitzherbert bloccarono gli intenti dei più conservatori e scandalizzati parlamentari inglesi. Agendo per autorità del principe, il capo degli Whig, Charles James Fox, dichiarò che la storia era una calunnia per screditare il principe.[10] Malgrado questo venne chiesto ad un altro Whig, Richard Brinsley Sheridan, di rilasciare dichiarazioni meno forti che non offendessero l'unione segreta dei due reali amanti. Il parlamento, nel frattempo, si risolse a garantire al Principe di Galles la somma di 161.000 sterline in pagamento dei suoi debiti e 60.000 sterline per apportare delle migliorie a Carlton House.[5][11]

La crisi del 1788 e l'ipotesi di reggenza[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Giorgio, Principe del Galles, pubblicato da Sir Joshua Reynolds nel 1785.

Oggigiorno si ritiene che il Re Giorgio III d'Inghilterra soffrisse di una malattia ereditaria detta porfiria.[12] Nell'estate del 1788 la sua salute mentale andò deteriorandosi, ma egli rimase ad ogni modo in grado di mantenere le redini del governo, anche se quest'ultimo poi dovette pronunciarsi negativamente sul fatto che il re non fosse in grado di recitare il tradizionale discorso della corona in occasione dell'apertura annuale delle sedi del parlamento. Il parlamento si trovava con le mani legate, in quanto le sedute non potevano essere svolte senza il tradizionale discorso e consequenziale assenso del monarca inglese all'operato del parlamento nazionale.[10][13]

Questo fatto fece sì che si aprisse un grande dibattito politico. Nella Camera dei Comuni, Charles James Fox dichiarò che a sua opinione il Principe del Galles dovesse essere dichiarato reggente ed agente per conto del sovrano dal momento che quest'ultimo si trovava incapace di intendere e di volere. Un'opinione contrastante era sostenuta dal Primo Ministro, William Pitt il Giovane, il quale riteneva che in caso di incapacità del re, il diritto decisionale spettasse costituzionalmente al solo parlamento dal momento che senza il parlamento, "de facto", il principe non aveva alcuna autorità.[14] Malgrado questo, lo stesso Pitt capì che il Principe di Galles sarebbe stata la persona più conveniente come reggente in vece del padre.[10][13]

Miniatura rappresentante Giorgio, Principe di Galles, realizzata da Richard Cosway (1792).

Il Principe non mancò di sentirsi offeso dalle affermazioni del Primo Ministro, il quale era però supportato in questo dal Principe Federico Augusto, Duca di York, fratello di Giorgio.[15] Dopo questi primi contrasti, ad ogni modo, Pitt convenne che fosse utile allo Stato organizzare un piano formale per una reggenza, suggerendo di conferire i poteri al Principe di Galles, seppur molto limitati.[16] Nell'interesse della nazione entrambe le fazioni accettarono il compromesso.[13]

Il Principe recitò quindi il discorso di apertura alle sedute del parlamento, che ad ogni modo venne attribuito a Giorgio III, anche se tale atto venne sentito da molti come una chiara illegalità[17] Il fratello del Principe di Galles, il Duca di York, descrisse il fatto come assolutamente incostituzionale ed illegale."[16]

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio, Principe di Galles, in un'incisione del 1789 tratta da un dipinto di Sir William Beechey.

I debiti del Principe di Galles, nel frattempo, continuavano a crescere e suo padre si rifiutava di continuare a soccorrerlo se non avesse sposato la cugina, Carolina Amalia di Brunswick.[18] Nel 1795, per forza o per amore, il Principe di Galles acconsentì, e la coppia si sposò l'8 aprile 1795 nella Cappella Reale del St James's Palace. Il matrimonio, ad ogni modo, fu disastroso in quanto i due sposi non erano minimamente innamorati l'uno dell'altro. I due si separarono formalmente dopo la nascita dell'unica loro figlia, Carlotta Augusta, nel 1796, e rimasero separati per il resto della loro vita. Il Principe rimase legato sempre a Maria Fitzherbert.[19]

Giorgio, Principe di Galles, nel 1809 circa, olio su tela di John Singleton Copley.

Prima di riprendere strettamente i legami con Mrs. Fitzherbert, però, il Principe di Galles aveva avuto diversi figli illegittimi. Tra le sue amanti più famose si ricorda Mary Robinson, un'attrice che venne liquidata con una generosa pensione annua perché non vendesse ai giornali delle lettere compromettenti che i due si erano scritti durante la loro unione;[20] Grace Elliott, altra amante, era la moglie divorziata di un fisico;[21] Frances Villiers, Contessa di Jersey, fu la dominatrice della sua vita per diversi anni.[19] Nella parte finale della sua vita, sua amante fu Isabella Seymour-Conway, Marchesa di Hertford, e per gli ultimi dieci anni, Elizabeth Conyngham, Marchesa di Conyngham.[22]

I problemi dei debiti del Principe di Galles, che ammontavano alla straordinaria cifra di 630.000 sterline nel 1795,[23] vennero risolti ancora una volta per merito del parlamento, il quale gli garantì un'ulteriore somma di 65.000 sterline annue per rinsaldare la sua posizione finanziaria.[24] Nel 1803, vennero aggiunte altre 60.000 sterline ed il Principe di Galles poté estinguere i suoi debiti nel 1806.[25]

Nel 1804 si aprì una disputa anche sul ruolo della Principessa Carlotta, la quale aveva iniziato a prendersi cura del Re Giorgio III, malato ma ancora vivente e regnante.

La reggenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Età della Reggenza.
Giorgio, Principe di Galles, c. 1810, in un ritratto di Sir Thomas Lawrence.

Alla fine del 1810, Giorgio III andava peggiorando nella sua malattia soprattutto dopo la morte della sua figlia minore e preferita, la Principessa Amelia. Il parlamento si risolse pertanto ad approvare le basi che erano già state gettate nel 1788 e, senza il consenso reale, i Lord Commissari in nome del monarca, siglarono l'assenso reale con un consequenziale atto di reggenza nel 1811.[26]

Il Principe di Galles divenne Principe Reggente il 5 gennaio di quello stesso anno,[27] il che contribuì ad alimentare i dissapori della questione dell'emancipazione cattolica. I Tories, guidati dal Primo Ministro, Spencer Perceval, si opponevano all'emancipazione della religione cattolica nel Regno Unito, mentre gli Whigs la supportavano. All'inizio della reggenza di Giorgio questi sembrò sostenere il capo dei Whigs, William Wyndham Grenville, I Barone Grenville.

Il principe reggente in un ritratto di Sir Thomas Lawrence, c. 1814.

Nel 1812, quando ormai appariva chiaro il sempre maggiore declinare della salute del Re, il Principe del Galles non riuscì a scalzare Perceval dal proprio ruolo di Primo Ministro.[28]

Il 10 maggio 1812, Spencer Perceval venne assassinato da John Bellingham ed il principe reggente si dimostrò subito pronto a fornire ai suoi ministri un nuovo capo. La Camera dei Comuni formalmente dichiarò il suo desiderio di avere un'amministrazione forte ed efficiente,[29] pertanto il principe chiese a Richard Wellesley, I Marchese Wellesley di occupare tale posizione e successivamente a Francis Rawdon-Hastings, I Marchese di Hastings. Successivamente Robert Banks Jenkinson, II Conte di Liverpool, venne nominato Primo Ministro.[30]

Giorgio come Principe Reggente, con il costume dell'Ordine della Giarrettiera. Ritratto di Sir Thomas Lawrence (1816).

I Tories, a differenza degli Whigs come Charles Grey, II Conte Grey, supportarono la politica statale di continuare vigorosamente la guerra nell'Europa continentale contro la potente ed aggressiva politica dell'Impero francese guidato da Napoleone Bonaparte.[31] Fu seguendo questa politica che venne stabilita un'alleanza antifrancese, che includeva Russia, Prussia, Austria, Gran Bretagna ed altre nazioni minori, che riuscì a sconfiggere Napoleone nel 1814. Il successivo Congresso di Vienna stabilì che l'Elettorato di Hannover (stato di proprietà dei monarchi inglesi dal 1714), venisse elevato al rango di Regno. L'Inghilterra in quegli anni collezionò tra le altre cose delle vittorie stupende: al ritorno di Napoleone al governo nel 1815, egli venne sconfitto nella famosa Battaglia di Waterloo da Arthur Wellesley, I duca di Wellington, fratello della Marchesa Wellesley. Quello stesso anno la guerra anglo-americana si concluse con un pari delle due parti.

Durante questo periodo di relativa pace, dunque, Giorgio si occupò attivamente di rinnovare il gusto e lo stile inglese, servendosi di personaggi come Beau Brummell o l'architetto John Nash per creare lo stile Regency. A Londra Nash disegnò e realizzò il Regent's Park e la Regent Street. Giorgio fece anche costruire il Brighton Pavilion, sviluppando la costruzione in "gotico indiano", rifacendosi all'architettura del Taj Mahal, con stravaganti interni indiani e cinesi.[32]

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Scena dell'Incoronazione di Giorgio IV.
Il banchetto dell'incoronazione di Giorgio IV si tenne alla Westminster Hall il 19 luglio 1821.

Quando Giorgio III morì nel 1820, il Principe Reggente ascese al trono col nome di Giorgio IV, il che non fece altro che confermare una posizione che già da tempo deteneva effettivamente.[33] A quel tempo era obeso, e probabilmente dipendente dal laudano.[5]

Le relazioni di Giorgio IV con la moglie Caroline andarono ancora più deteriorandosi con questo atto. La coppia viveva separata dal 1796, ed entrambi vivevano relazioni segrete coi loro amanti. Nel 1814, Carolina lasciò il Regno Unito per fare ritorno in Europa, tornando in Inghilterra solo in occasione dell'incoronazione del marito per accettare pubblicamente i suoi diritti di Regina Consorte. Ad ogni modo, Giorgio IV si rifiutò di riconoscere Carolina come regina e chiese agli ambasciatori inglesi negli altri paesi del mondo di assicurarsi che tale volontà sua venisse rispettata anche dagli altri monarchi. Per volere reale, il nome di Carolina venne omesso dal Book of Common Prayer, la liturgia ufficiale della chiesa anglicana. Il re voleva il divorzio, ma i suoi avvocati gli consigliarono di desistere dall'idea in quanto questo avrebbe voluto dire pubblicizzare le sue relazioni extraconiugali. Egli perorò al parlamento la concessione documento ufficiale col quale il suo matrimonio veniva annullato e Carolina veniva privata del titolo di regina. Questo documento fu molto impopolare tra il pubblico inglese e venne rifiutato dal parlamento. Giorgio IV decise di escludere la presenza di sua moglie alla sua incoronazione all'Abbazia di Westminster, il 19 luglio 1821. La stessa Carolina cadde vittima di una malattia quello stesso giorno e morì il 7 agosto di quello stesso anno; durante la parte terminale della sua malattia, fu ella stessa a paventare l'idea che fosse stata avvelenata.[34]

Re Giorgio IV nel 1821.

L'incoronazione di Giorgio a Re d'Inghilterra fu un evento grandioso esteriormente ed anche nei prezzi dal momento che costò la bellezza di 243.000 sterline (a confronto, quella del padre era costata appena 10.000 sterline). Malgrado l'enorme costo, essa fu comunque un evento popolarissimo nel Paese ed in Europa.[5] Nel 1821 il Re fu il primo monarca inglese a recarsi ufficialmente in visita in Irlanda dai tempi di Riccardo II.[35] L'anno successivo egli visità Edimburgo con un soggiorno di una ventina di giorni[36] La sua visita in Scozia, organizzata da Sir Walter Scott, fu la prima dai tempi di Carlo I che vi si era recato nel 1633.[37]

Giorgio IV in un ritratto di Sir David Wilkie (1829) rappresentante il re durante il suo viaggio in Scozia, col costume tipico e kilt.

Giorgio IV trascorse gli ultimi anni di regno in reclusione al Castello di Windsor,[38] ma continuò ad interessarsi degli affari della politica del suo paese. In un primo momento si era creduto che egli fosse intenzionato a supportare l'emancipazione dei cattolici in Irlanda (intenzione già data ad intendere dal 1797), ma le sue vedute anti-cattoliche divennero chiare nel 1813. Dal 1824 denunciò l'emancipazione cattolica in pubblico come un atto inaccettabile da parte del governo inglese.[39] Nel 1827, ad ogni modo, Lord Liverpool (fervente sostenitore dell'opposizione all'emancipazione cattolica) si ritirò dalla scena politica e venne sostituito dal Tory George Canning che era a favore di questo decreto.

Mezza corona di Giorgio IV del 1821. L'iscrizione cita GEORGIUS IIII D[ei] G[ratia] BRITANNIAR[um] REX F[idei] D[efensor]. Giorgio IV fu l'ultimo Re inglese a farsi raffigurare col busto laureato sulle monete.

Cannin morì però l'anno successivo, lasciando la propria carica a Frederick John Robinson, I Visconte Goderich che venne succeduto nel 1828 dal Duca di Wellington.[40][41] Con grande difficoltà il Duca di Wellington ottenne dal Re la realizzazione di un decreto di tolleranza nei confronti dei cattolici, siglato 29 gennaio 1829. Su pressione del fanatico anti-cattolico fratello, Ernesto Augusto, Duca di Cumberland, il Re si risolse infine a rigettare il suo proclama e per protesta il suo Gabinetto si dimise in massa il 4 marzo di quello stesso anno. Il giorno successivo il Re, ora per pressione politica, stabilì che il decreto rimanesse all'attivo.[5] Royal Assent was finally granted to the Catholic Relief Act on 13 April.[42]

Giorgio IV conduceva nel frattempo uno stile di vita sempre sregolato, beveva molto e la sua salute iniziava a risentirne. Il suo piacere per i grandi banchetti e per le grandi quantità di bevande alcoliche, gli causarono una forte obesità, rendendolo oggetto di gesti di scherno nelle rare occasioni in cui compariva in pubblico.[43] Successivamente, egli soffrì di gotta, arteriosclerosi, cataratta e probabilmente anche di porfiria; egli trascorreva i suoi giorni a letto con frequenti spasmi che lo lasciavano quasi asfissiato. Egli morì poco dopo le tre del mattino del 26 giugno 1830 al Castello di Windsor.

La sua unica figlia legittima, la Principessa Carlotta Augusta, era morta per delle complicazioni post-parto nel 1817, dopo aver dato alla luce un figlio nato morto. Il secondo figlio di Giorgio III, il duca di York ed Albany, era morto nel 1827 e pertanto a Giorgio IV successe un altro dei suoi fratelli, Guglielmo, Duca di Clarence, che salì al trono col nome di Guglielmo IV.[44]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio IV del Regno Unito Padre:
Giorgio III d'Inghilterra
Nonno paterno:
Federico di Hannover
Bisnonno paterno:
Giorgio II d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Eleonora Erdmuthe di Sassonia-Eisenach
Nonna paterna:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno paterno:
Federico II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Federico I di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Maddalena Sibilla di Sassonia-Weissenfels
Bisnonna paterna:
Maddalena Augusta di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Carlo Guglielmo di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Sofia di Sassonia-Weissenfels
Madre:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Nonno materno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonno materno:
Adolfo Federico II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Adolfo Federico I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna materna:
Maria Caterina di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Cristiana Emilia di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonno materno:
Cristiano Guglielmo di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonna materna:
Antonia Sibilla di Barby-Muhlingen
Nonna materna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Bisnonno materno:
Ernesto Federico I di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Ernesto di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonna materna:
Sofia Enrichetta di Waldeck
Bisnonna materna:
Sofia Albertina di Erbach-Erbach
Trisnonno materno:
Giorgio I di Erbach-Erbach
Trisnonna materna:
Amalia Caterina di Waldeck-Eisenberg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Giorgio IV
Stemma
Re del Regno Unito e Re di Hannover
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
12 agosto 1762 – 19 agosto 1762: Sua Altezza Reale il duca di Cornovaglia
19 agosto 1762 – 29 gennaio 1820: Sua Altezza Reale il principe di Galles
5 febbraio 1811 - 29 gennaio 1820: Sua Altezza Reale il principe reggente
1º ottobre 1814 - 29 gennaio 1820: Sua Altezza Reale il principe ereditario di Hannover
29 gennaio 1820 - 26 giugno 1830: Sua Maestà il re
I trattamenti d'onore
Lo stemma di Giorgio, principe di Galles e principe reggente (1762-1820).
Il monogramma personale di re Giorgio IV.

Onorificenze inglesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro e cavaliere dell'ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'ordine della Giarrettiera
— 26 dicembre 1765
Gran maestro e cavaliere dell'ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'ordine del Cardo
— 5 novembre 1811
Gran maestro e cavaliere dell'ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'ordine di San Patrizio
— 5 novembre 1811
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'ordine del Bagno
— 2 gennaio 1815
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine reale guelfo - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine reale guelfo
— 12 agosto 1815

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1815
Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Impero austriaco)
Gran croce dell'ordine nazionale della Croce del Sud (Impero del Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'ordine nazionale della Croce del Sud (Impero del Brasile)
Cavaliere dell'ordine di Sant'Andrea (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine di Sant'Andrea (Impero di Russia)
Cavaliere dell'ordine imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia)
Cavaliere di I classe dell'ordine di Sant'Anna (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'ordine di Sant'Anna (Impero di Russia)
Cavaliere di gran croce dell'ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
Fascia dei Tre ordini (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dei Tre ordini (Portogallo)
— 1816
Cavaliere dell'insigne e reale ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'insigne e reale ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di gran croce del reale ordine di San Ferdinando e del merito (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce del reale ordine di San Ferdinando e del merito (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere dell'ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere dell'ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia)
Cavaliere dell'ordine di San Michele (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine di San Michele (Regno di Francia)
Cavaliere dell'ordine dell'Aquila nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dell'Aquila nera (Regno di Prussia)
Cavaliere di I classe dell'ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia)
Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Spagna)
Gran croce dell'ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'ordine di Carlo III (Spagna)
Cavaliere dell'ordine di Santiago (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine di Santiago (Spagna)
Regno di Gran Bretagna
Casato di Hannover
Royal Arms of the Kingdom of Hanover.svg

Giorgio I (1714-1727)
Giorgio II (1727–1760)
Giorgio III (1760–1820)
Giorgio IV (1820–1830)
Guglielmo IV (1830–1837)
Vittoria (1837–1901)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Principe Reggente dal 5 febbraio 1811.
  2. ^ Smith, E. A., p.1
  3. ^ Smith, E. A., p.2
  4. ^ Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.2
  5. ^ a b c d e Christopher Hibbert, George IV (1762–1830) in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  6. ^ Smith, E. A., pp.25–28
  7. ^ Smith, E. A., p.33
  8. ^ Smith, E. A., pp.36–38
  9. ^ David, pp.57–91
  10. ^ a b c Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 3, The MacMillan Company, 1914, pp. 396–397.
  11. ^ De-la-Noy, p.31
  12. ^ J. C. G. Röhl, Warren, M.; Hunt, D., Purple Secret, Bantam Press, 1998.
  13. ^ a b c David, pp.92–119
  14. ^ Smith, E. A., p.54
  15. ^ Derry, p.91
  16. ^ a b Thomas Erskine May, The Constitutional History of England Since the Accession of George the Third, 1760–1860, 11th ed., Londra, Longmans, Green and Co, 1896, chapter III pp.184–95.
  17. ^ Derry, p.109
  18. ^ Smith, E. A., p.70
  19. ^ a b David, pp.150–205
  20. ^ Parissien, p.60
  21. ^ Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.18
  22. ^ Hibbert, George IV: Regent and King 1811–1830, p.214
  23. ^ De-la-Noy, p.55
  24. ^ Smith, E. A., p.97
  25. ^ Smith, E. A., p.92
  26. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915, p. 50.
  27. ^ The Prince Regent and His Circle: In their own words, Channel 4. URL consultato il 2 agosto 2007.
  28. ^ Smith, E. A., pp.141–2
  29. ^ Smith, E. A., p.144
  30. ^ Smith, E. A., p.145
  31. ^ Smith, E. A., p.146
  32. ^ Jessica M. F. Rutherford, The Royal Pavilion: The Palace of George IV, Brighton Borough Council, 1995, p. 81, ISBN 0-948723-21-1.
  33. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915, p. 81.
  34. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915, p. 82.
  35. ^ De-la-Noy, p.95
  36. ^ John Prebble, The King's Jaunt: George IV in Scotland, 1822, Edinburgh, Birlinn Limited, 2000, ISBN 1-84158-068-6.
  37. ^ Parissien, p.318
  38. ^ George IV, The official website of the British Monarchy. URL consultato il 6 marzo 2009.
  39. ^ Parissien, p.189
  40. ^ Parissien, p.190
  41. ^ Smith, E. A., p.237
  42. ^ Parissien, p.381
  43. ^ Parissien, p.355
  44. ^ Arthur Donald Innes, A History of England and the British Empire, Vol. 4, The MacMillan Company, 1915, p. 105.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Farnborough, T. E. May, 1st Baron. (1896). Constitutional History of England since the Accession of George the Third, 11th ed. London: Longmans, Green and Co.
  • "George IV." (1911). Encyclopædia Britannica, 11th ed. London: Cambridge University Press.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda Successore Royal Standard of the United Kingdom (1816–1837).svg
Giorgio III 29 gennaio 1820 – 26 giugno 1830 Guglielmo IV
Predecessore Re di Hannover Successore Flag of Hanover 1837-1866.svg
Giorgio III 29 gennaio 1820 – 26 giugno 1830 Guglielmo IV
Predecessore Duca di Brema e principe di Verden Successore Sweden-Flag-1562.svg
Giorgio III 29 gennaio 1820-1823 Titolo unito a quello di re di Hannover
Predecessore Principe Reggente del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda Successore Coat of Arms of George, Prince of Wales and Prince Regent (1762-1820).svg
Titolo inesistente 5 febbraio 1811 - 29 gennaio 1820 Titolo unito alla Corona
Predecessore Erede al trono britannico Successore Coat of Arms of George, Prince of Wales and Prince Regent (1762-1820).svg
Edoardo, duca di York e Albany Erede apparente
1762-1820
Federico Augusto, duca di York e Albany
Predecessore Principe di Galles Successore Prince of Wales's feathers Badge.svg
Giorgio, duca di Edimburgo 1762-1820 Alberto, duca di Cornovaglia
Poi monarca col nome di Edoardo VII
Predecessore Duca di Cornovaglia Successore Arms of the Duchy of Cornwall.svg
Federico, duca di Cornovaglia 1762-1820 Alberto, duca di Cornovaglia
Poi monarca col nome di Edoardo VII
Predecessore Duca di Rothesay Successore Coat of Arms of the Duke of Rothesay.svg
Federico, duca di Rothesay 1762-1820 Alberto, duca di Rothesay
Poi monarca col nome di Edoardo VII
Predecessore Presidente del Foundling Hospital Successore
William Henry Cavendish-Bentinck, III duca di Portland 1809-1820 Federico Augusto, duca di York e Albany
Predecessore Gran maestro della Gran loggia di Scozia Successore Square compasses.png
George Ramsay, IX conte di Dalhousie 1806-1820 Alexander Hamilton, X duca di Hamilton
Predecessore Gran maestro della Prima gran loggia d'Inghilterra Successore Square compasses.png
Francis Rawdon-Hastings, I marchese di Hastings 1792-1812 Augusto Federico, duca di Sussex

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