Robert Peel

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Robert Peel
Ritratto di Sir Robert Peel, II baronetto

Ritratto di Sir Robert Peel, II baronetto


Primo Ministro del Regno Unito
Durata mandato 30 agosto 1841 –
29 giugno 1846
Capo di Stato Regina Vittoria
Predecessore William Lamb, II visconte Melbourne
Successore John Russell, I conte Russell

Durata mandato 10 dicembre 1834 –
8 aprile 1835
Capo di Stato Guglielmo IV
Predecessore Arthur Wellesley, I duca di Wellington
Successore William Lamb, II visconte Melbourne

Dati generali
Prefisso onorifico The Right Honourable
Suffisso onorifico Baronetto
Partito politico Partito Tory
Alma mater Christ Church, Oxford

Robert Peel (Bury, 5 febbraio 1788Westminster, 2 luglio 1850) è stato un politico britannico. Ha fatto parte del Partito Conservatore, del quale fu capo di una fazione nota come Peelites dal suo nome.

Fu Segretario di Stato per l'Interno (Home Secretary) durante il regno di Giorgio IV. In seguito, fu primo ministro del Regno Unito due volte: dal 10 dicembre 1834 al 8 aprile 1835 e dal 30 agosto 1841 al 29 giugno 1846.

Nel 1829 creò la Civilian Metropolitan Force, i cui componenti sono meglio noti come Bobbies (dal nome Robert). Si tratta di forze dell'ordine non armate che agiscono in città.
Attuò una riforma della Giustizia, che prevedeva una drastica riduzione delle pene, tempi rapidi dei procedimenti e limitava la pena capitale al solo reato di omicidio. Peel fondò la repressione del crimine sul principio della certezza della pena (da lui enunciato) piuttosto che sull'asprezza della detenzione. La legislazione del tempo imponeva la pena di morte per impiccagione per un elevato numero di reati, alcuni dei quali oggi sono puniti con una sanzione amministrativa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Peel nacque a Bury, Lancashire, Inghilterra, figlio dell'industriale e deputato parlamentare Sir Robert Peel, I baronetto. Suo padre era uno dei più ricchi manifatturieri tessili della prima Rivoluzione Industriale.[1] Peel venne educato dapprima alla Hipperholme Grammar School, e poi passò alla Harrow School ed infine al Christ Church di Oxford, dove ottenne una laurea in lettere classiche e una seconda in matematica.[2]

L'inizio della carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Peel entrò in politica all'età di 21 anni come deputato per Cashel, Tipperary.[3] Con uno scarto di 24 voti, però, venne eletto all'opposizione. Il suo sponso per l'elezioni (oltre a suo padre) fu l'allora Capo Segretario per l'Irlanda, Arthur Wellesley, I duca di Wellington, col quale avrebbe condiviso la politica dei successivi 25 anni. Peel fece il proprio primo discorso nel 1810, quando venne scelto dal primo ministro Spencer Perceval per leggere il discorso del re al parlamento.[4] Il suo discorso venne descritto dallo speaker della Camera dei Comuni, Charles Abbot come "il miglior primo discorso mai sentito dall'epoca di William Pitt."[5]

Come Capo Segretario a Dublino nel 1813, egli propose di creare un servizio di polizia speciale chiamata poi "Peelers".[6][7]

Negli anni successivi egli occupò una serie di posizioni di secondo piano nei governi dei Tory: Sottosegretario alla Guerra, Capo Segretario per l'Irlanda, membro del Bullion Committee (incaricato di stabilizzare le finanze inglesi dopo la fine delle guerre napoleoniche).[8] Egli divenne anche parlamentare per Chippenham e poi per l'Università di Oxford nel 1817.[9]

Egli fu anche deputato per Tamworth dal 1830 sino alla sua morte. La sua casa dif Drayton Manor venne demolita in quegli anni.[10]

Home Secretary[modifica | modifica sorgente]

Il duca di Wellington, primo ministro nel 1828-1830

Peel venne considerato presto una delle stelle nascenti del partito dei Tory, entrando nel gabinetto di governo nel 1822 come Home Secretary.[11] Come Home Secretary, egli promosse un gran numero di riforme importanti sulla legge criminale britannica: la più memorabile di queste fu quellache stabilì la Metropolitan Police Force (Metropolitan Police Act 1829).[12] Egli riformò anche la legge criminale riducendo i crimini puniti con la morte col cosiddetto Peel's Acts.[13]

Egli diede le dimissioni da Home Secretary dopo che il primo ministro Lord Liverpool divenne incapace di proseguire il proprio ministero e venne sostituito da George Canning.[14] Canning favorì l'emancipazione dei cattolici, mentre Peel era uno dei suoi strenui oppositori sull'argomento.[15] George Canning stesso morì dopo appena quattro mesi di governo e dopo una breve presenza al governo di Lord Goderich, Peel ritornò all'incarico di Home Secretary sotto il governo guidato dal duca di Wellington.[16] Durante questo periodo fu il numero due del suo partito dopo Wellington stesso.[17]

Ad ogni modo, la pressione sul ministero era tale che l'emancipazione dei cattolici venne approvata l'anno successivo.[18] Peel che era opposto a questa tendenza diede le proprie dimissioni.[19] Peel divenne parlamentare per la circoscrizione di Westbury, mantenendo la propria posizione nel gabinetto di governo.

La riforma della polizia[modifica | modifica sorgente]

Sir Robert Peel

Nel 1829 Peel fondò la Metropolitan Police Force per Londra con base a Scotland Yard. I 1.000 agenti creati ottennero il soprannome di 'Bobbies' o 'Peelers' in ricordo del loro istitutore. Anche se impopolare in un primo momento, tale corpo si distinse per la protezione che fece nella città di Londra diminuendone i crimini,[20] e dal 1857 tutte le città del Regno Unito vennero obbligate ad avere una loro polizia locale.[21]

Gli Whigs al potere (1830-1834)[modifica | modifica sorgente]

Lord Grey, primo ministro nel 1830-34

La classe lavoratrice e la borghesia dell'epoca, ad ogni modo, erano alla ricerca di nuove riforme.[22] Il governo dei Tory si rifiutò di concedere tali riforme e venne spazzato via dagli Whigs.[23] Gli anni successivi furono molto turbolenti, ma sotto il governodi Guglielmo IV del Regno Unito riuscirono a passare sufficienti riforme per calmare le acque e consentire la formazione dei governi di Lord Grey e Lord Melbourne nel 1834.[24] Peel venne prescelto come Primo Ministro successivamente ma al momento della sua nomina si trovava in Italia e come tale Wellington lo sostituì per tre settimane in attesa del suo ritorno in patria.[25]

Il primo ministero Peel (1834-1835)[modifica | modifica sorgente]

Anche se il nuovo governo dei Tories non aveva la maggioranza assoluta, esso dipendeva ancora dagli Whig per una governabilità fruttuosa. Peel nel 1835 pubblicò il Tamworth Manifesto nel quale espose il proprio programma politico,[26] documento che ha segnato una vera e propria svolta dei Tories nel moderno partito conservatore inglese.[27] Quando poco dopo il governo dovette ammettere le numerose difficoltà nel gestire le operazioni di stato, gli Whigs tornarono al potere con lord Melbourne che venne rieletto primo ministro.[28] L'unico grande passo del primo ministero di Peel fu la fondazione di una commissione per rivedere l'anglicanesimo come religione di stato più al passo coi tempi.[29]

Leader dell'opposizione (1835-1841)[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1839 gli venne offerta una nuova possibilità di formare un governo dal nuovo monarca, la Regina Vittoria,[30] anche se egli rifiutò sapendo di avere ancora la minoranza, pur vedendo positivamente il segno di apertura della nuova regina al suo governo. Lord Melbourne era stato confidente di Vittoria per diversi anni e molti incarichi di rilievo a corte erano detenuti da mogli o parenti di esponenti del partito Whig;[31] Peel chiese per formare un governo che buona parte di questi influenti cortigiani venisse posta in disparte, provocando una reazione politica nota come Bedchamber Crisis.[32] La regina Vittoria si rifiutò di convenire alle condizioni di Peel e malgrado le preghiere del duca di Wellington, continuò a garantire il proprio appoggio agli Whig. Peel dunque si rifiutò categoricamente di formare un governo e gli Whigs tornarono al potere.[33]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 2-11.
  2. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 11-12.
  3. ^ Adelman, Peel and the Conservative Party: 1830-1850, 1; Ramsay, Sir Robert Peel, 13; 376.
  4. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 18.
  5. ^ Gash, Mr. Secretary Peel, 59-61; 68-69.
  6. ^ BBC: Northern Ireland: A Brief History
  7. ^ OED entry at peeler (3)
  8. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 6-12; Ramsay, Sir Robert Peel, 18-65; 376.
  9. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 12; 18; 35.
  10. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 490; Read, Peel and the Victorians, 4; 119.
  11. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 3; 9; 13; Ramsay, Sir Robert Peel, 66; 68; Read, Peel and the Victorians, 65.
  12. ^ Adelman, Peel and the Conservative Party: 1830-1850, 2; Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 3; 44; Read, Peel and the Victorians, 103.
  13. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 68-71; 122; Read, Peel and the Victorians, 104.
  14. ^ Adelman, Peel and the Conservative Party: 1830-1850, 4; 96-97; Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 26-28.
  15. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 21-48; 91-100.
  16. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 28-30; Ramsay, Sir Robert Peel, 103-104; Read, Peel and the Victorians, 18.
  17. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 104.
  18. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 37-39; Ramsay, Sir Robert Peel, 114-121.
  19. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 35-40; Ramsay, Sir Robert Peel, 46-47; 110; 376.
  20. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 88-89.
  21. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 87-90.
  22. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 123-140.
  23. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 45-50; Ramsay, Sir Robert Peel, 136-141.
  24. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 51-62; 64-90; 129-143; 146-177; 193-201; Ramsay, Sir Robert Peel, 179; Read, Peel and the Victorians, 66.
  25. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 196-197; 199; Read, Peel and the Victorians, 66-67.
  26. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 210-215; Ramsay, Sir Robert Peel, 184; Read, Peel and the Victorians, 12; 69-72.
  27. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 213-215; Ramsay, Sir Robert Peel, 180-182; Read Peel and the Victorians, 68; 86.
  28. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 250-254; 257-261; Ramsay, Sir Robert Peel, 188-192; Read, Peel and the Victorians, 74-76.
  29. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 224-226.
  30. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 417-418; Ramsay, Sir Robert Peel, 206.
  31. ^ Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 416-417; Ramsay, Sir Robert Peel, 206-207.
  32. ^ Ramsay, Sir Robert Peel, 207-208; Read, Peel and the Victorians, 89.
  33. ^ Adelman, Peel and the Conservative Party: 1830-1850, 23; Clark, Peel and the Conservatives: A Study in Party Politics 1832-1841, 419-426; 448; Ramsay, Sir Robert Peel, 208-209; Read, Peel and the Victorians, 89-91.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Arthur Wellesley, Duca di Wellington 1834 - 1835 William Lamb, Visconte Melbourne I
William Lamb, Visconte Melbourne 1841 - 1846 Lord John Russell II

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