William Lamb, II visconte Melbourne

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William Lamb
Ritratto di William Lamb, II visconte Melbourne

Ritratto di William Lamb, II visconte Melbourne


Primo Ministro del Regno Unito
Durata mandato 16 luglio 1834 –
14 novembre 1834
Capo di Stato Guglielmo IV
Predecessore Charles Grey, II conte Grey
Successore Arthur Wellesley, I duca di Wellington

Durata mandato 18 aprile 1835 –
30 agosto 1841
Capo di Stato Guglielmo IV
Regina Vittoria
Predecessore Robert Peel
Successore Robert Peel

Dati generali
Prefisso onorifico Coronet of a British Viscount.svg
The Right Honourable
Suffisso onorifico PC, FRS
Partito politico Partito Whig
Alma mater Trinity College, Cambridge

Lord William Lamb, II visconte Melbourne (Londra, 15 marzo 177924 novembre 1848) fu un uomo politico britannico, esponente dei Whig, che ricoprì dapprima l'incarico di ministro dell'Interno (1830-1834) e poi due mandati di Primo Ministro del Regno Unito, nel 1834 e dal 1835 al 1841, la Regina Vittoria regnante. La città australiana di Melbourne, capitale dello Stato di Victoria, fu così chiamata in suo onore nel 1837.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nato a Londra da una famiglia aristocratica politicamente schierata però con il partito degli Whig, venne educato a Eton ed al Trinity College di Cambridge,[1] dove ebbe modo di entrare in contatto con i veri fautori della cultura romantica come Percy Bysshe Shelley e Lord Byron. Nel 1805 egli succedette ai titoli paterni dopo la morte del fratello maggiore e sposò Lady Caroline Ponsonby. L'anno successivo venne eletto nella Camera dei Comuni britannica per il partito Whig per Leominster. Per le elezioni del 1806 si spostò alla sede di Haddington e dal 1807 passò a Portarlington (mantenendola sino al 1812).[2]

In quest'epoca egli divenne noto in particolar modo per la condotta scandalosa della moglie che aveva avuto una relazione dopo sposata con Lord Byron.[3] I due riuscirono a riconciliarsi per breve tempo ma già dal 1825 meditarono di separarsi. La controversia venne risolta ad ogni modo con la morte improvvisa di Caroline nel 1828 che tuttavia provò notevolmente sotto il profilo psicologico Lamb.

Nel 1816 William tornò al parlamento per Peterborough, sostenuto dal Wigh William Fitzwilliam, IV conte Fitzwilliam.[2] Egli accettò dunque l'incarico di Segretario per l'Irlanda nel 1827 nell'ambito del governo moderato Tory di George Canning e Lord Goderich. Alla morte del padre nel 1828 egli ottenne il titolo di Visconte Melbourne e venne ammesso alla Camera dei Lords.

Segretario di Stato per gli Affari Interni: 1830–1834[modifica | modifica sorgente]

Quanto gli Whigs passarono al potere con Lord Grey nel novembre del 1830 egli divenne Segretario di Stato per gli Affari Interni del nuovo governo, fronteggiando il malcontento degli anni 1830-32 "agendo vigorosamente e con sensibilità, prendendo ogni decisione a cuore".[2] Nelle rivolte del 1830-31 egli si rifiutò di raccogliere gli allarmismi dei magistrati che volevano ristabilire l'ordine tra i rivoltosi con la forza delle armi, preferendo invece intensificare l'azione legislativa per assicurare i colpevoli alla giustizia. Egli nominò una commissione speciale col compito di giudicare i colpevoli di cui solo alcuni furono condannati a morte.[2]

Primo Ministro: 1834, 1835–1841[modifica | modifica sorgente]

Il primo ministro William Lamb, II visconte Melbourne in un ritratto di Sir Edwin Henry Landseer.

Dopo la rinuncia al proprio incarico da parte di Lord Grey nel luglio del 1834, il re venne obbligato a nominare un altro Whig a rimpiazzarlo in quanto i Tories non erano sufficientemente forti per gestire un governo. Melbourne era l'uomo che più riusciva ad accontentare entrambe le parti e a soddisfare il re, anche se egli in un primo momento esitò e dovette incontrarsi col re in persona per discutere la formazione del nuovo governo. Secondo il biografo Charles Greville, Melbourne disse al suo segretario, Tom Young: "Penso che sia una dannata noia. Non so proprio che fare". Young replicò: "Perché? Nessun greco o romano ha mai ricoperto questo incarico". "Mio Dio è vero," disse Melbourne, "Lo farò!"[4]

Il compromesso, ad ogni modo, fu la chiave di molte delle azioni di Melbourne. Egli si dimostrò contrario alle teorie di riforme radicali del governo proposte dai Whigs ma riteneva che esse fossero necessarie per salvare il paese dalla rivoluzione che pareva imminente e che già in altri Stati europei aveva rovesciato molti governi e aperto la strada a guerre civili.

L'opposizione di Guglielmo IV del Regno Unito alle riforme dei Whigs avrebbe tolto di mezzo Melbourne già dal novembre del 1834 quando venne costretto a rinunciare in favore del Tory Sir Robert Peel che ottenne dal re la possibilità di formare un nuovo governo. Peel ad ogni modo si dimostrò incapace di creare una solida piattaforma politica su cui poggiare le proprie azioni di governo alla Camera dei Comuni, che segretamente ancora sosteneva Melbourne e, come tale, dopo la sconfitta alle elezioni del gennaio del 1835, Melbourne fu richiamato al governo nell'aprile di quell'anno. Fu questa l'ultima volta nella storia in cui un monarca inglese tentò di nominare un proprio Primo ministro senza che questo avesse avuto la maggioranza da parte del parlamento.

L'anno successivo, Melbourne venne coinvolto in uno scandalo a sfondo sessuale: una lettera anonima infatti lo accusava di una relazione con Caroline Norton, una donna sposata, e richiedeva £1400 per mantenere il silenzio. In quell'epoca uno scandalo del genere poteva decretare la fine della carriera pubblica di una persona ma, per la sua rispettabilità e per la fiducia di cui godeva, Melbourne riuscì a resistere anche per il fatto che non esistevano prove tangibili della relazione, tanto che le maldicenze scemarono progressivamente.

Melbourne era Primo ministro anche quando la Regina Vittoria ascese al trono nel giugno del 1837. Appena diciottenne, ella cercava in tutti i modi di liberarsi della pressante influenza della madre, la principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e del suo consigliere e amante segreto John Conroy. Per i successivi quattro anni di governo, Melbourne fu per la regina un vero e proprio maestro nell'arte della politica e i due divennero grandi amici: Vittoria lo considerava come un padre (il suo vero padre era morto quando ella aveva appena 8 mesi e la figlia di Melbourne era morta in tenera età). A Melbourne venne riservato un appartamento privato al Castello di Windsor e già le prime voci di scandalo per una relazione tra i due si fecero avanti ma senza successo.

Nel maggio del 1839 le dimissioni di Melbourne portarono a un momento di crisi e portarono alla ribalta i Tories, guidati da Robert Peel il quale aveva accettato di formare un nuovo governo solo nel caso in cui la Regina Vittoria avesse eliminato dal parlamento molti deputati a lui ostili. La Regina si rifiutò e Peel non volle quindi a sua volta formare un nuovo governo. Fu chiesto perciò a Melbourne di rimanere in carica.
Il 25 febbraio 1841 Melbourne venne ammesso come membro della Royal Society.[5]

Gli ultimi anni (1841–1848)[modifica | modifica sorgente]

Malgrado le richieste, Melbourne desiderava ormai ritirarsi completamente dalla vita politica e così avvenne dall'agosto del 1841. Egli rimase ad ogni modo in contatto via lettera con la regina Vittoria anche se poi questa corrispondenza dovette cessare perché sentita a corte come inappropriata.

Solo e senza figli, quando Melbourne morì i suoi titoli passarono a suo fratello minore Frederick.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) J. & J. A. Venn, Lamb, the Hon. Henry William in Alumni Cantabrigienses, Cambridge University Press, 1922–1958.
  2. ^ a b c d Peter Mandler, ‘Lamb, William, second Viscount Melbourne (1779–1848)’, Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, Sept 2004; online edn, Jan 2008, accessed 27 Dec 2009.
  3. ^ Sunday Times: Property, Ireland: Poetic justice at home of Byron’s exiled lover in Mad, bad and dangerous to know" has become Lord Byron’s lasting epitaph. Lady Caroline coniò per Lord Byron la frase "matto, cattivo e pericoloso da conoscere" nel 1812. (Dublin, Ireland), The Times Online, 17 novembre 2002. URL consultato il 21 febbraio 2010.
  4. ^ David Cecil, The Young Melbourne & Lord M (London: Phoenix, 2001), p. 321.
  5. ^ Lists of Royal Society Fellows. URL consultato il 15 dicembre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Boyd Hilton, A Mad, Bad, and Dangerous People? England 1783–1846 (Oxford 2006).
  • Peter Mandler, ‘Lamb, William, second Viscount Melbourne (1779–1848)’, Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, Sept 2004; online edn, Jan 2008, accessed 27 Dec 2009.
  • Philip Ziegler, Melbourne: A Life of William Lamb, 2nd Viscount Melbourne (New York: Alfred Knopf, 1976).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capo Segretario per l'Irlanda Successore Flag of the United Kingdom.svg
Henry Goulburn 18271828 Francis Egerton, I conte di Ellesmere
Predecessore Segretario di Stato per gli Affari Interni Successore Flag of the United Kingdom.svg
Robert Peel 18301834 John Ponsonby, IV conte di Bessborough
Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Grey, Conte Grey 1834 Arthur Wellesley, I duca di Wellington I
Sir Robert Peel 1835 - 1841 Sir Robert Peel II
Predecessore Leader della Camera dei Lords Successore Royal Coat of Arms of the United Kingdom (HM Government).svg
Charles Grey, II conte Grey 1834 Arthur Wellesley, I duca di Wellington I
Arthur Wellesley, I duca di Wellington 1835-1841 Arthur Wellesley, I duca di Wellington II
Predecessore Deputato al parlamento per Leominster Successore Flag of the United Kingdom.svg
John Lubbock, I baronetto
Charles Kinnaird, VIII lord Kinnaird
1806
John Lubbock, I baronetto
John Lubbock, I baronetto
Henry Bonham
Predecessore Deputato al parlamento per Portarlington Successore Flag of the United Kingdom.svg
Oswald Mosley, II baronetto 1807-1812 Arthur Shakespeare
Predecessore Deputato al parlamento per Peterborough Successore Flag of the United Kingdom.svg
William Elliot
George Ponsonby
1816-1819
William Elliot 1816-1819
James Scarlett, I barone Abinger 1819
James Scarlett, I barone Abinger
Robert Heron, II baronetto
Predecessore Deputato al parlamento per Hertfordshire Successore Flag of the United Kingdom.svg
Thomas Brand, XX barone Dacre
John Saunders Sebright, VII baronetto
1819-1826
William Elliot 1816-1819
John Saunders Sebright, VII baronetto
John Saunders Sebright, VII baronetto
Nicolson Calvert
Predecessore Deputato al parlamento per Newport, Isola di Wight Successore Flag of the United Kingdom.svg
William Henry John Scott 1827
William Henry John Scott
William Henry John Scott
Spencer Perceval
Predecessore Deputato al parlamento per Bletchingley Successore Flag of the United Kingdom.svg
William Russell
Charles Tennyson d'Eyncourt
1827-1828
Charles Tennyson d'Eyncourt
Charles Tennyson d'Eyncourt
William Ewart
Predecessore Leader del partito Whig Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Grey, II conte Grey 1834-1842 Henry Petty-Fitzmaurice, III marchese di Lansdowne
John Russell, I conte Russell
Predecessore Leader del partito Whig alla Camera dei Lords Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Grey, II conte Grey 1834-1842 Henry Petty-Fitzmaurice, III marchese di Lansdowne
Predecessore Visconte Melbourne Successore St Patrick's saltire.svg
Peniston Lamb, I visconte Melbourne 1828-1848 Frederick Lamb, III visconte Melbourne
Predecessore Barone Melbourne Successore Flag of the United Kingdom.svg
Peniston Lamb, I visconte Melbourne 1828-1848 Frederick Lamb, III visconte Melbourne

Controllo di autorità VIAF: 5727074 LCCN: n79017992

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