David Cameron

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David Cameron
David Cameron official.jpg

Regno Unito Primo Ministro del Regno Unito
In carica
Inizio mandato 11 maggio 2010
Capo di Stato Elisabetta II
Predecessore Gordon Brown

Capo del Partito Conservatore
In carica
Inizio mandato 6 dicembre 2005
Predecessore Michael Howard

Parlamentare del Regno Unito
In carica
Inizio mandato 7 giugno 2001

Dati generali
Prefisso onorifico The Right Honourable
Suffisso onorifico MP
Partito politico Conservatore
Tendenza politica Conservatorismo progressista
Alma mater Brasenose College

David William Donald Cameron (Londra, 9 ottobre 1966) è un politico britannico, primo ministro del Regno Unito dall'11 maggio 2010. Cameron, nello stesso giorno, è stato investito anche della carica di primo Lord del Tesoro e, dal 12 maggio 2010, anche di Ministro del Servizio Civile.

È leader dal 6 dicembre 2005 del Partito Conservatore; il partito da lui guidato ha ottenuto il 36,1% dei voti alle elezioni generali del 2010, non riuscendo a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi e formando pertanto un hung Parliament, cioè un "Parlamento appeso". Nonostante questo, egli è riuscito a siglare un accordo con i Liberal-Democratici di Nick Clegg per costituire un governo di coalizione. A seguito delle dimissioni di Gordon Brown, presentate l'11 maggio 2010, Cameron è stato invitato a Buckingham Palace dalla Regina Elisabetta II, per accettare l'incarico di formare un governo. Negli anni universitari ha fatto parte dell'esclusivo club Bullingdon, noto alla cronaca per gli episodi di devastazione di ristoranti e negozi. Per tali atti Cameron fu anche arrestato assieme all'attuale sindaco londinese Johnson.[1]

Cameron rappresenta un collegio elettorale dell'Oxfordshire, Witney.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia e origini[modifica | modifica wikitesto]

David Cameron è il figlio minore di Ian Donald Cameron (1932 - 2010), stockbroker nella City, e di sua moglie, Mary Fleur Mount (giudice di pace, figlia di Sir William Mount, II baronetto Mount). Cameron è nato a Londra ed è cresciuto a Peasemore, nel Berkshire con il fratello maggiore Alexander (avvocato), di 3 anni più grande, e due sorelle, Tania e Clare. Suo padre era nato a Blairmore House presso Huntly in Scozia, e tale residenza venne costruita dal bisnonno, Alexander Geddes, che aveva fatto fortuna col commercio del grano a Chicago ed era ritornato in Scozia sul finire dell'Ottocento. La famiglia dei Cameron, inoltre, è membro dell'antico clan scozzese dei Cameron che ha sede a Inverness, nelle Highlands.

Parentela con la famiglia reale[modifica | modifica wikitesto]

Cameron è inoltre diretto discendente del re Guglielmo IV d'Inghilterra e della sua amante Dorothea Jordan (e per questo è anche lontano parente della regina Elisabetta II). Come discendente illegittimo di un re, Cameron non è pretendente alla successione del trono inglese. Tali origini sono così spiegate: Guglielmo IV e l'amante Dorothy Jordan ebbero tra gli altri una figlia, Elizabeth FitzClarence, la quale sposò William George Hay XVIII, conte di Erroll. Una delle figlie di quest'ultimo, Agnes, sposò James Duff V, conte di Fife e i due ebbero a loro volta una figlia di nome Agnes, la quale successivamente sposò Sir Alfred Cooper. Da quest'ultima coppia nacque Stephanie Agnes Cooper che sposò Arthur Francis Levita, avendo poi una figlia Edith Agnes Maud Levita la quale sposò Ewen Donald Cameron. La coppia ebbe un figlio, Ian Donald Cameron che sposando Mary Fleur Mount fu genitore di David Cameron.

La nonna materna di suo padre, Stephanie Levita, era inoltre sorella di Duff Cooper, I visconte Norwich, autore e uomo rappresentativo del partito conservatore inglese, marito di Lady Diana Cooper (figlia dell'VIII duca di Rutland) attrice e celebrità della sua epoca. Sua nonna paterna, Enid Levita, era figlia del I barone Manton ed era nipote di Sir Cecil Levita, membro del consiglio della contea di Londra nel 1928. Attraverso la parentela con i Manton, Cameron ha anche legami famigliari con il barone Hesketh, rappresentante del partito conservatore alla camera dei lords dal 1991 al 1993 e tesoriere del partito stesso dal 2003 in poi. Il nonno materno di Cameron era Sir William Mount, II baronetto, ufficiale d'esercito e alto sceriffo del Berkshire, mentre il suo bisnonno era Sir William Mount, I baronetto, parlamentare conservatore per l'area di Newbury dal 1918 al 1922.

Educazione e ingresso in politica[modifica | modifica wikitesto]

Educato nella prestigiosa scuola privata di Eton, David Cameron è stato eletto leader dando voce al bisogno di un ricambio generazionale tra i Conservatori più per il suo stile personale ottimista e informale che per la sua provenienza sociale. In seguito a tre sconfitte elettorali consecutive (1997, 2001, 2005) subite ad opera del Partito Laburista di Tony Blair, il Partito Conservatore si è trovato sotto crescenti richieste di rinnovamento interno.

David Cameron ha voluto immediatamente mostrare il volto del ricambio generazionale di un Partito sempre più considerato espressione di idee sociali superate.[2] Senza contare il suo stile carismatico, la sua dichiarata passione per i Radiohead e The Smiths e un linguaggio giovanile e affabile, Cameron ha - non senza polemiche - adottato molte idee fino ad ora associate ad una Gran Bretagna più moderna e Tony Blair.[3] Ad esempio, il totale abbandono di riferimenti discriminatori verso minoranze sessuali nel programma dei nuovi Conservatori; politiche ambientali più responsabili e sostenibili; la possibilità di legalizzare le droghe leggere e la difesa della sanità pubblica.

I suoi critici da sinistra parlano di una metamorfosi improvvisa dovuta a calcoli elettoralistici piuttosto che a convinzioni vere. Da destra, invece, le critiche riguardano l'opportunità di adottare uno stile "blairiano" proprio nel momento in cui la reputazione politica di Tony Blair in Regno Unito è in netto ribasso.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito
Coat of Arms of the UK Government

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Politica del Regno Unito










Altri stati · Atlante

Dipartimento di Ricerca Conservatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea, Cameron lavorò per il Dipartimento di Ricerca Conservatore, tra il 1988 ed il 1993. Un articolo su di lui nel The Mail on Sunday del 18 marzo 2007 affermava che nel giorno in cui doveva effettuare un'intervista presso l'Ufficio Centrale dei conservatori, fu ricevuta una telefonata da Buckingham Palace. Dall'altro capo del telefono un uomo disse: "Capisco che deve vedere David Cameron. Ho cercato in tutti i modi di dissuaderlo dallo sprecare tempo nella politica, ma ho fallito. Sto chiamando per dirle che sta incontrando un uomo davvero notevole."[4]

Nel 1991 Cameron fu a Downing Street per lavorare con John Major per le allora bisettimanali domande al Primo Ministro. Un giornale riconobbe a Cameron di aver messo in evidenza a favore di Major "un terribile discorso fuorviante" di Tony Blair, l'allora portavoce per l'Occupazione del Partito Laburista, riguardo all'effetto di un salario minimo nazionale.[5] Cameron divenne capo della sezione politica del Dipartimento di Ricerca dei Conservatori e nell'agosto 1991 fu scelto per succedere a Judith Chaplin come Segretario Politico del Primo Ministro.[6]

David Cameron perse tuttavia contro Jonathan Hill, che fu nominato a quella carica nel marzo 1992. Cameron diventò tuttavia consigliere di John Major per le conferenze stampa durante le elezioni generali del 1992.[7] Durante la campagna, Cameron fu una delle persone che lavorarono tra le 12 e le 20 ore al giorno, dormendo nella casa di Alan Duncan Gayfere Street, a Westminster, che era stato il quartier generale di Major durante la campagna per la leadership dei conservatori.[8] Cameron diresse la sezione economica: fu mentre lavorava a questa campagna che Cameron iniziò a lavorare insieme a Steve Hilton, che divenne poi Direttore di Strategia durante la sua leadership di partito.[9] Si dice che sacrificio di alzarsi alle 4:45 del mattino tutti i giorni abbia spinto Cameron ad abbandonare la politica in favore del giornalismo.[10]

Consigliere speciale[modifica | modifica wikitesto]

Il successo insperato dei conservatori alle elezioni del 1992 portò Cameron a scontrarsi con i membri del partito più anziani che l'avevano criticato, insieme ai suoi colleghi. Fu riportata sui giornali una sua frase il giorno dopo le elezioni: "Qualunque cosa la gente dica di noi, abbiamo condotto bene la campagna"; aggiunse anche che avevano ascoltato i lavoratori sul campo, e non sui giornali. Egli rivelò che aveva portato altri membri della sua squadra a irridere i laburisti nella loro vecchia sede, in Smith Square presso la Transport House.[11] Cameron fu ricompensato con una promozione a Consigliere Speciale al Cancelliere dello Scacchiere Norman Lamont.[12]

Cameron stava lavorando con Lamont al momento del mercoledì Nero, cioè quando la pressione degli speculatori sulla valuta spinse la sterlina inglese fuori dagli accordi europei di cambio. Cameron, che all'epoca era sconosciuto al pubblico, è visibile di fianco a Lamont quando fu ripreso durante l'annuncio del ritiro della valuta britannica dall'accordo di cambio. Alla conferenza del Partito Conservatore nell'ottobre 1992, Cameron dovette lavorare pesantemente per organizzare il dibattito sull'economia.[13] Alla fine del mese, David Cameron si unì a una delegazione di Consiglieri Speciali che visitarono la Germania per migliorare le relazioni con l'Unione Cristiano Democratica; si rivelò brillante riguardo al contributo della Bundesbank alla crisi economica.[14]

Il capo di Cameron, Norman Lamont, divenne impopolare insieme a John Major dopo il mercoledì Nero. Le tasse dovettero essere alzate nel 1993; l'impopolarità di Lamont non toccò però Cameron, che fu considerato un potenziale candidato "kamikaze" per le elezioni suppletive a Newbury (circoscrizione che comprendeva l'area in cui era cresciuto) nel 1993.[15] Cameron, tuttavia, decise di non candidarsi.

Durante le elezioni suppletive, Lamont diede la risposta "Je ne regrette rien" a una domanda riguardo al fatto se gli dispiacesse di aver sostenuto di vedere "i colpi verdi di ripresa" oppure se volesse ammettere di "aver felicemente cantato in bagno" al momento dell'abbandono dell'ERM. Cameron fu identificato con uno dei giornalisti che ispirarono questa gaffe. Vi furono speculazioni riguardo al fatto che la pesante sconfitta conservatrice a Newbury sia costata a Cameron la possibilità di divenire Cancelliere dello Scacchiere (anche se poi, non essendo membro del Parlamento, non avrebbe effettivamente potuto).[16] Lamont lasciò il posto alla fine del maggio 1993, e decise di non scrivere la tradizionale lettera di dimissioni; a Cameron fu data la responsabilità di fornire alla stampa una dichiarazione di auto-giustificazione.[17]

Ministero degli Interni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'abbandono di Lemont, Cameron rimase al Tesoro per meno di un mese, prima di essere assunto dal Ministro degli Interni Michael Howard.[18] Fu riportato in seguito che molti, al Tesoro, avrebbero preferito che Cameron continuasse lì la propria carriera.[19] All'inizio del settembre 1993, Cameron si candidò parlamentare all'Ufficio Centrale dei Conservatori.[20]

Leader dei Conservatori[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 dicembre 2005 David Cameron è stato eletto come nuovo leader dei Tory a seguito delle dimissioni del suo predecessore Michael Howard.

Elezioni generali del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni generali in Regno Unito del 2010 del 6 maggio, David Cameron ha guidato i conservatori al loro miglior risultato dalle elezioni del 1992 (l'ultima volta che i conservatori avevano vinto), ottenendo la maggioranza relativa con 306 seggi, ma 20 seggi al di sotto della maggioranza assoluta. Per tale motivo, si è formato il primo cosiddetto hung Parliament ("Parlamento appeso", cioè senza maggioranza assoluta) dalle elezioni generali del febbraio 1974.[21] David Cameron ha quindi intrapreso un'azione di trattativa con il partito dei Liberal-Democratici guidato da Nick Clegg, che ha portato agli accordi per una coalizione conservatrice e liberal-democratica alla guida del Regno Unito dopo 13 anni di guida laburista.

Primo Ministro[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2010, a seguito delle dimissioni di Gordon Brown da Primo Ministro, la Regina Elisabetta II incaricò Cameron a formare un governo.[22] All'età di 43 anni, Cameron è divenuto il più giovane Primo Ministro del Regno Unito dai tempi di Lord Liverpool, nominato nel 1812.[23] Nel suo primo discorso fuori da 10 Downing Street, ha annunciato la sua intenzione di formare un governo di coalizione, il primo dopo la seconda guerra mondiale, con i Liberal-Democratici. Cameron ha spiegato come intendeva "mettere da parte le differenze tra i due partiti e lavorare duramente per il bene comune e per l'interesse nazionale."[23] Una delle prime mosse di Cameron è stata la nomina di Nick Clegg, leader dei Liberal-Democratici, a Vice Primo Ministro l'11 maggio 2010.[22] Insieme, i due partiti (conservatore e lib-dem) hanno 363 seggi alla Camera dei Comuni, con una maggioranza di 76 seggi.[24]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Cameron ha sposato Samantha Gwendoline Sheffield, figlia di Sir Reginald Adrian Berkeley Sheffield, VIII baronetto, e di Annabel Lucy Veronica Jones, il 1º giugno 1996 al Ginge Manor nell'Oxfordshire. David Cameron e sua moglie hanno avuto quattro figli. Il primo, Ivan Reginald Ian, era nato l'8 aprile 2002 a Londra con una rara combinazione di paralisi cerebrali e una grave forma di epilessia chiamata sindrome di Ohtahara. Ivan è morto a Paddington il 25 febbraio 2009 all'età di 6 anni, occasione nella quale Cameron ricevette le condoglianze da parte di molti politici.[25]. Poco dopo l'elezione ha dichiarato che il suo modello politico è Winston Churchill.[26]

Dopo Ivan nacque Nancy Gwen (19 gennaio 2004 a Westminster, Londra), e il terzo figlio, Arthur Elwen (14 febbraio 2006 a Westminster). Il 24 agosto 2010, prematura di tre settimane, è nata in Cornovaglia la sua quarta figlia, Florence Rose Endellion.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

The Rt Hon David Cameron Padre:
Ian Donald Cameron
Nonno paterno:
Ewen Donald Cameron
Bisnonno paterno:
Ewen Allan Cameron
Trisnonno paterno:
Sir Ewen Cameron
Trisnonna paterna:
Josephine Elizabeth Houchen
Bisnonna paterna:
Rachel Margaret Geddes
Trisnonno paterno:
Alexander Geddes
Trisnonna paterna:
Frances Sharp
Nonna paterna:
Enid Agnes Maud Levita
Bisnonno paterno:
Arthur Francis Levita
Trisnonno paterno:
Emile George Charles Levita
Trisnonna paterna:
Katherine Plumridge
Bisnonna paterna:
Stephanie Agnes Cooper
Trisnonno paterno:
Sir Alfred Cooper
Trisnonna paterna:
Lady Agnes Cecil Emmeline Duff
Madre:
Mary Fleur Mount
Nonno materno:
Sir William Malcolm Mount, II baronetto
Bisnonno materno:
Sir William Arthur Mount, I baronetto
Trisnonno materno:
William George Mount
Trisnonna materna:
Marianne Emily Clutterbuck
Bisnonna materna:
Hilda Lucy Adelaide Low
Trisnonno materno:
Malcolm Low
Trisnonna materna:
Lady Ida Matilda Alice Fielding
Nonna materna:
Elizabeth Nance Llewellyn
Bisnonno materno:
Owen John Llewellyn
Trisnonno materno:
Evan Henry Llewellyn
Trisnonna materna:
Mary Blanche Somers
Bisnonna materna:
Anna Elizabeth Mann
Trisnonno materno:
William John Mann
Trisnonna materna:
Julia Brown

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Home | Diritti Globali 3.0Diritti Globali 3.0 | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali
  2. ^ Cameron: David Cameron, sono io il vero Tory Blair, 9 gennaio 2006. URL consultato il 22 settembre 2009.
  3. ^ In questo articolo viene definito, goliardicamente, il nuovo Tory Blair, combinando il nome di Tony Blair col termine Tory Cameron: David Cameron, sono io il vero Tory Blair. URL consultato il 22 settembre 2009.
  4. ^ Francis Elliott and James Hanning, The many faces of Mr. Cameron, The Mail on Sunday, 18 marzo 2007. URL consultato il 4 settembre 2007.
  5. ^ "House of Commons 6th series, vol. 193, cols. 1133–34", Hansard. 4 settembre 2007.
  6. ^ "Diary", The Times, 14 agosto 1991.
  7. ^ Nicholas Wood, "New aide for Prime Minister", The Times, 13 marzo 1992.
  8. ^ "Sleep little babies", The Times, 20 marzo 1992.
  9. ^ Nicholas Wood, "Strain starts to show on Major's round the clock 'brat pack'", The Times, 23 marzo 1992.
  10. ^ "Campaign fall-out", The Times, 30 marzo 1992.
  11. ^ Andrew Pierce, "We got it right, say Patten's brat pack", The Sunday Times, 11 marzo 1992.
  12. ^ "Brats on the move", The Times, 14 aprile 1992.
  13. ^ "Diary", The Times, 8 ottobre 1992.
  14. ^ "Peace-mongers", The Times, 20 ottobre 1992.
  15. ^ Michael White and Patrick Wintour, "Points of Order", The Guardian, 26 febbraio 1993.
  16. ^ "Careless talk", The Times, 10 maggio 1993.
  17. ^ David Smith and Michael Prescott, "Norman Lamont: the final days" (Focus), Sunday Times, 30 maggio 1993.
  18. ^ "No score flaw", The Times, 22 giugno 1993.
  19. ^ John Grigg, "Primed Minister", The Times, 2 ottobre 1993.
  20. ^ "Newbury's finest", The Times, 6 settembre 1993.
  21. ^ Election 2010 results BBC News
  22. ^ a b David Cameron is UK's new prime minister in BBC News, 11 maggio 2010. URL consultato l'11 maggio 2010.
  23. ^ a b David Cameron becomes youngest Prime Minister in almost 200 years in The Daily Telegraph, 11 maggio 2010. URL consultato l'11 maggio 2010.
  24. ^ Britain’s Improbable New Leaders Promise Big Changes New York Times, 12 maggio 2010
  25. ^ Cameron: «L'amore per Ivan ci ha cambiato la vita», 2 marzo 2009. URL consultato il 22 settembre 2009.
  26. ^ History of Sir Winston Churchill - GOV.UK

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Gordon Brown dall'11 maggio 2010 in carica
Predecessore Leader del Partito Conservatore Successore Flag of the United Kingdom.svg
Michael Howard dal 6 dicembre 2005 in carica

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