Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
| Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld | |
|---|---|
| Duchessa di Kent Principessa di Leiningen |
|
| Nome completo | Mary Louise Victoria tedesco: Marie Louise Viktoria |
| Trattamento | Altezza reale (dopo nozze),Altezza serenissima (nascita) |
| Altri titoli | Duchessa di Sassonia-Coburgo-Saalfeld |
| Nascita | Coburgo Ducato di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, 17 agosto 1786 |
| Morte | Frogmore Windsor, 16 marzo 1861 |
| Padre | Francesco, Duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld |
| Madre | Contessa Augusta di Reuss-Ebersdorf |
| Coniugi | Emich Carl, II Principe di Leiningn Principe Edoardo Augusto, Duca del Kent |
| Figli | Carlo, III Principe di Leiningen Principessa Feodora di Leiningen Vittoria del Regno Unito |
Principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (Maria Luisa Vittoria; 17 agosto 1786 – 16 marzo 1861) è stata la madre della Regina Vittoria del Regno Unito e zia dello stesso marito di Vittoria in quanto sorella del Duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha padre di Alberto.
Indice |
Biografia [modifica]
Infanzia [modifica]
Maria Luisa Vittoria nacque il 17 agosto 1786, era la quarta figlia femmina e la settima dei figli di Francesco Federico Antonio, duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e della contessa Augusta di Reuss-Ebersdorf.
Primo matrimonio [modifica]
Il 21 dicembre 1803 a Coburgo divenne la seconda moglie di Emilio Carlo di Leiningen (1763–1814) la cui prima moglie, Enrichetta di Reuss-Ebersdorf, era zia di Vittoria.
Il Conte morì il 4 luglio del 1814.
| Nome | Nacita | Morte | Note |
|---|---|---|---|
| Carl Friedrich Wilhelm Emich, Principe di Leiningen | 12 settembre 1804 | 13 novembre 1856 | sposò il 13 febbraio 1829 la Contessa Maria Klebelsberg (27 marzo 1806 – 28 ottobre 1880); con figli |
| Principessa Anna Feodora Auguste Charlotte Wilhelmine | 7 dicembre 1807 | 23 settembre 1872 | sposò nel 1828 Ernesto I di Hohenlohe-Langenburg (1794–1860); con figli |
Secondo matrimonio [modifica]
Il 29 maggio 1818 allo Schloss Ehrenburg, a Coburgo, e di nuovo il 13 luglio 1818 al Kew Palace, Richmond Park, Surrey, sposò il principe Edoardo Augusto, duca del Kent e Strathearn (1767–1820).
| Nome | Nascita | Morte | Note |
|---|---|---|---|
| Regina Vittoria I del Regno Unito | 24 maggio 1819 | 22 gennaio 1901 | sposò nel 1840 il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha; con figli. |
Vedovanza [modifica]
Ben presto rimase vedova anche del secondo marito. Pur essendo madre di un membro della famiglia reale, sia lei che la figlia Vittoria vissero senza rendite e sull'orlo della rovina. Giorgio IV del Regno Unito aveva un rapporto distaccato con il fratello e quasi ostile nei confronti della nipote e della cognata.
Invece di risparmiare, Vittoria si sentiva in dovere di dare sia a lei che alla figlia una certa apparenza benestante in quanto la bambina era la terza legittima erede al trono. Anzi la piccola rappresentava la sua unica fonte di ricchezza e mezzo di garanzia per i numerosi debitori. Era quindi importante per lei che la figlia non sfigurasse nei salotti e ricevesse un'educazione aristocratica, inoltre stava attenta che non si ammalasse. La bambina crebbe quindi in una campana di vetro.
|
||||||||||||||||
Edoardo Augusto, in punto di morte, aveva affidato moglie e figlia all'amico, nonché amministratore delle finanze famigliari, John Conroy, il quale si offrì di garantire i prestiti della vedova. Tra i due ne nacque un contratto secondo cui appena Drina fosse diventata regina, la duchessa lo avrebbe ricompensato generosamente. Qualcuno suppone che dietro il patto ci fosse anche un rapporto sentimentale, comunque sia tra i due si instaurò un legame così intimo che Conroy prendeva ogni decisione, non soltanto finanziaria, che riguardasse la famiglia del defunto Edoardo. Anni dopo, la regina Vittoria avrebbe ricordato con odio, nei suoi diari, quell'uomo che tiranneggiava su di lei e sfruttava l'ingenuità della madre per accaparrarsi ricchezze.
Quando salì al trono Guglielmo IV, che insieme alla moglie Adelaide aveva sempre trattato con gentilezza la cognata vedova, Vittoria, spinta da Conroy, gli inviò un'aggressiva lettera in cui pretendeva per sé e per la figlia una propria servitù, una generosa rendita e una residenza più confacente ad una principessa. Ciò provocò attriti e risentimenti, anche perché la Duchessa iniziò a inviare anche ai ministri lettere di richieste sempre più improbabili.
La principessa Vittoria non desiderava altro che arrivasse il giorno in cui sarebbe salita al trono per liberarsi di Conroy e anche della madre, che accusava essere una perfida approfittatrice. Quando arrivò, così accadde: allontanò il primo e ridusse al minimo i contatti con la seconda.
La Duchessa, relegata in una piccola suite lontana dalle stanze della figlia, iniziò a lamentarsi, offesa nella sua dignità, e spedì pungenti lettere alla figlia pretendendo per sé e per Conroy ricchezze e considerazione.
I rapporti tra madre e figlia migliorarono solo quando la regina si sposò con Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, nipote della Duchessa, ed ebbe figli. Comprese quindi le difficoltà che la madre aveva dovuto affrontare. Tra suocera e genero i rapporti erano comunque buoni, essendo i soli tedeschi all'interno di una corte tutta inglese.
Vecchiaia [modifica]
La duchessa Vittoria, a parte l'artrosi e la continua sonnolenza, poté vivere da regina soltanto con la vecchiaia. Viveva a Clarence House e a Windsor aveva a disposizione Frogmore House. Conroy non era ormai più il suo mediocre amministratore ma si vergognava a far vedere a quello nuovo i registri contabili passati.
Dopo la morte di Conroy, nel 1854, Vittoria scrisse alla figlia una sentita lettere di scuse per come si sia lasciata ingannare da quell'uomo. La lettera ebbe un tale effetto sulla regina che si impegnò a mantenere la famiglia del defunto.
Morte [modifica]
Man mano che la malattia dell'anziana Vittoria si aggravava, nasceva nella regina un senso di affettuosa compassione.
Nel marzo 1861, venne operata ad un braccio per togliere un'ulcera ma l'intervento le provocò una grave infezione. La figlia Vittoria rimase con lei fino all'ultimo e successivamente la pianse disperatamente per settimane, ritirandosi nelle sue stanze senza voler vedere nessuno.
Bibliografia [modifica]
- Carolly Erickson. La piccola regina. Milano, Oscar Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48655-4
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld