Partito Conservatore (Regno Unito)

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Partito Conservatore e Unionista
(EN) Conservative and Unionist Party
Leader David Cameron
Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1834
Sede 30 Millbank, London, SW1P 4DP
Ideologia Conservatorismo,[1]
Liberismo,[1]
Euroscetticismo moderato [1][2]
Collocazione Centrodestra
Coalizione con i Liberal Democratici (2010-)
Partito europeo Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei
Gruppo parlamentare europeo Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti europei
Affiliazione internazionale Unione Democratica Internazionale
Seggi Camera dei Comuni
306 / 650
Seggi Camera dei Lord
217 / 724
Seggi Europarlamento
19 / 73
Organizzazione giovanile Conservative Future
Iscritti 250 000 (2008)
Sito web www.conservatives.com

Il Partito Conservatore e Unionista (in inglese Conservative and Unionist Party), chiamato anche semplicemente Partito Conservatore (Conservative Party), è un partito di centrodestra d'ispirazione conservatrice e unionista britannico.

Attualmente è il partito che ha più seggi alla Camera dei comuni e governa in coalizione con i Liberal Democratici. Il suo leader David Cameron è l'attuale Primo Ministro.

Detto anche Tory Party e i suoi sostenitori Tories, il Partito Conservatore è nato nel 1834 come erede dello storico Partito Tory, nato nel 1678. Il partito è stato uno dei due più importanti partiti politici inglesi del diciannovesimo secolo insieme ai Liberali. Ha cambiato il sue nome nel 1912 in Partito Conservatore e Unionista a causa della fusione con il Partito Liberale Unionista, ma generalmente è chiamato solamente Partito Conservatore.

Negli anni venti, quando i voti dei Liberali diminuirono, il Partito Laburista fu il principale rivale dei Conservatori. I Primi Ministri conservatori, tra i quali Winston Churchill (1940-45, 1950-55) e Margaret Thatcher (1979-1990), hanno governato per 57 anni nel ventesimo secolo.

A livello internazionale il partito è membro dell'Unione Democratica Internazionale ed è tra i fondatori del partito politico europeo Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei. Nel Parlamento Europeo i suoi esponenti aderiscono al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini nel partito Whig[modifica | modifica sorgente]

Il Partito conservatore ebbe origine da una fazione del partito Whig, che nel XVIII secolo si coalizzò attorno a William Pitt il giovane (primo ministro britannico nei periodi 1783-1801 e 1804-1806). Tale fazione fu originariamente conosciuta come Independent Whigs, Friends of Mr. Pitt o Pittites; è solo dopo la morte di Pitt che si iniziò ad usare il termine Tory, alludendo al Partito Tory, un raggruppamento politico che era già esistito tra il 1678 ed il 1760, ma col quale non c'era alcuna continuità organizzativa. Più o meno dal 1812 in poi, il nome Tory fu usato comunemente per il nuovo partito.

Non tutti i membri del partito erano soddisfatti di questo nome. George Canning fu il primo ad usare il termine conservatore negli anni venti dell'Ottocento; in seguito, attorno al 1834, sotto la direzione di Robert Peel (che è anche considerato il fondatore del partito odierno), fu adottato ufficialmente il nome di Partito Conservatore.

L'estensione progressiva del suffragio costrinse il partito, sotto la direzione di Lord Derby e Benjamin Disraeli, a popolarizzare il suo approccio. Nel 1886 formò un'alleanza con i Liberali unionisti guidati da Lord Hartington e Joseph Chamberlain, e sotto la guida di Lord Salisbury ed Arthur Balfour il partito mantenne il potere per i vent'anni successivi (tranne che per tre anni). Nel 1906 fu sconfitto duramente alle elezioni a causa della sua divisione sulla questione del protezionismo. Nel 1912 i Conservatori si fusero con il Partito Liberale Unionista.

I Conservatori rimasero al governo con i Liberali durante tutta la Prima guerra mondiale, e la coalizione continuò sotto la guida del primo ministro liberale David Lloyd George fino al 1922, quando i leader Andrew Bonar Law e Stanley Baldwin decisero di chiudere con la coalizione. Seguì un nuovo periodo di dominio conservatore, anche se nel 1931 venne creata una nuova coalizione di unità nazionale.

Durante la Seconda guerra mondiale, il governo unitario fu guidato da Winston Churchill; nonostante la vittoria della guerra, il partito perse le elezioni del 1945 a favore del Partito Laburista.

Dagli anni '50 al 2000[modifica | modifica sorgente]

Dopo la vittoria alle elezioni del 1951, i conservatori accettarono le politiche di welfare introdotte dal Labour ed il suo programma di nazionalizzazioni. Sotto la guida di Churchill, Anthony Eden ed Harold Macmillan, mantennero il governo fino al 1964.

Vinte le elezioni del 1970, il governo di Edward Heath si scontrò (perdendo) contro le Trade Unions, ma riuscì a far entrare la Gran Bretagna nella Comunità economica europea (Macmillan ci aveva già provato nel 1963, ma il presidente francese Charles de Gaulle aveva posto il suo veto). Nonostante ciò, il partito non era unito riguardo alla CEE e l'adesione a questa ha creato all'interno del partito un acceso dibattito pluridecennale.

Margaret Thatcher

Un anno dopo la sconfitta elettorale del 1974, Margaret Thatcher ottenne la leadership del partito. Dopo la vittoria del 1979, i conservatori portarono avanti un programma economico monetarista; più in generale, il partito adottò un approccio di libero mercato focalizzandosi sulla privatizzazione delle industrie e dei servizi pubblici nazionalizzati dal Labour negli anni quaranta e sessanta. Grazie anche alla crisi del Partito laburista, la Thatcher condusse i conservatori a due nette vittorie nel 1983 e 1987. Comunque, era anche fortemente impopolare in certi settori della società, in parte a causa dell'alta disoccupazione che seguì le sue riforme economiche. Fu l'introduzione della cosiddetta poll tax che contribuì in larga parte alla fine della sua carriera politica. La sua crescente impopolarità e la sua indisponibilità a compromessi portò a tensioni interne al partito, che decise di sostituirla nella leadership del partito nel 1990.

Le successe John Major, che vinse anche le elezioni del 1992; ma, già da quell'anno, il governo divenne impopolare a causa di una recessione economica che portò ad una forte disoccupazione. Il partito dovette quindi subire una profonda sconfitta alle elezioni del 1997, tanto che non riuscì ad eleggere nemmeno un parlamentare né in Scozia né in Galles. Seguì una forte crisi di leadership: i tre segretari di partito successivi non riuscirono ad invertire il declino del partito.

Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2001 il leader dei Conservatori è stato Iain Duncan Smith, esponente dell'ala più euroscettica, anche se lo fu solo fino all'ottobre 2003, quando fu sfiduciato dai conservatori che non pensavano di vincere con la sua leadership.

Dopo la terza sconfitta consecutiva, nel 2005 David Cameron divenne leader del partito il 6 dicembre 2005 battendo David Davis. Dalla fine del 2007 i sondaggi danno stabilmente i Conservatori sopra i Laburisti. Alle elezioni amministrative del 2008 il partito ha ottenuto un certo successo: Boris Johnson è il primo Conservatore eletto a sindaco della Greater London.

Dopo aver lanciato il Movimento per la Riforma Europea, nel 2009 al Parlamento Europeo i Conservatori hanno abbandonato il Gruppo del Partito Popolare Europeo per creare il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei.

I Conservatori, alle elezioni politiche del 2010, hanno ottenuto il 36.1% dei voti e 306 seggi, divenendo il primo partito britannico. Il successo del partito però non gli ha assicurato la maggioranza assoluta dei seggi e i Conservatori sono pertanto stati costretti a creare un governo di coalizione, guidato dal loro leader Cameron, insieme ai Liberal democratici di Nick Clegg, che sono ritornati al governo dopo 90 anni.

Alle elezioni amministrative del 2011 i Conservatori hanno sostanzialmente mantenuto le precedenti posizioni: Inghilterra (+ 85 consiglieri); Scozia (Assemblea - 5 seggi); Galles (Assemblea +2 seggi). Il partito si attesta al 35%, confermando il dato delle precedenti elezioni, venendo però superato dal Partito Laburista che ottiene il 37%.

Alle elezioni amministrative del 3 maggio 2012 il Partito Conservatore perde il 4%, raggiungendo il 31% dei voti contro il 38% dei laburisti.

I Tories riescono comunque ad eleggere il Sindaco di Londra, Boris Johnson, ma non si tratta di una vera e propria vittoria: la London Assembly, l'assemblea amministrativa londinese, è, infatti, a maggioranza laburista.[3][4]

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Conservatore è un partito di centrodestra a ispirazione conservatrice, liberista ed euroscettica.[1][2]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Segretari nazionali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, United Kingdom in Parties and Elections, 2010. URL consultato il 27 novembre 2013.
  2. ^ a b Paul Taggart e Aleks Szczerbiak, The Party Politics of Euroscepticism in EU Member and Candidate States, SEI Working Paper, vol. 51, Sussex European Institute, p. 11.
  3. ^ Video: Johnson rieletto sindaco di Londra. Cameron è in crisi | Mondo | DiariodelWeb.it
  4. ^ Boris Johnson sarà sindaco di Londra, di nuovo | Il Post

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