Dylan Dog (fumetto)

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Dylan Dog
fumetto
Logo della serie
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Lingua orig. italiano
Paese Italia
Testi Tiziano Sclavi
Disegni
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª edizione ottobre 1986 (26 settembre 1986)
Periodicità mensile
Albi 333 (in corso)
Formato 16 × 21 cm
Rilegatura brossurato
Pagine 96 (+4 pagine di copertina)
Collanaed. it. Dylan Dog
Genere horror

Dylan Dog è una serie di albi a fumetti creata nel 1986 da Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore. Nei primi anni di vita editoriale la maggior parte delle storie furono scritte dallo stesso Sclavi, col quale si sono poi alternati altri autori come Claudio Chiaverotti, Mauro Marcheselli, Pasquale Ruju, Michele Medda, Paola Barbato, Gianfranco Manfredi, Gian Luigi Gonano; e più tardi, tra gli altri, anche Alessandro Bilotta e Roberto Recchioni.

Sclavi tornò a scrivere le avventure della sua creatura con gli albi n. 240, 243, 244 e 250 (usciti tra il 2006 ed il 2007), dopo i quali è iniziata una nuova lunga assenza che perdura a tutt'oggi. Il protagonista Dylan Dog condivide lo stesso universo narrativo di altri personaggi bonelliani quali Ken Parker, Mister No, Martin Mystère, Napoleone e Nathan Never. È il terzo fumetto più venduto in Italia dopo Tex e Topolino.

La serie mensile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albi di Dylan Dog, Albi fuori serie di Dylan Dog e Team-up italiani#Team-up Bonelli.

Il 26 settembre 1986, ma con data ufficiale di copertina ottobre 1986, esce nelle edicole il numero 1 del nuovo mensile a fumetti Dylan Dog, intitolato L'alba dei morti viventi, con soggetto e sceneggiatura di Tiziano Sclavi, disegni di Angelo Stano e copertina di Claudio Villa. Il valore raggiunto ad un certo punto tra i collezionisti del numero 1 portò alla stampa di copie false. Note tra i collezionisti e riconoscibili dalla scarsa qualità della carta (piuttosto gialla) e della stampa, sono circolate per qualche tempo nelle frequenti mostre mercato del settore.[senza fonte]

Formato dell'albo[modifica | modifica sorgente]

La struttura dell'albo prevede 96 pagine in bianco e nero più le 4 pagine di copertina (comprese nella numerazione, visto che dopo la prima e la seconda di copertina si comincia con pagina 3). Le storie a fumetti sono sempre inedite e nella maggior parte dei casi autoconclusive. Nei primi 17 albi le 96 pagine erano tutte occupate dalla storia a fumetti, mentre a partire dal numero 18 le storie a fumetti occupano le pagine da 5 a 98, per un totale di 94 tavole (formato affermatosi come standard per le storie di Dylan Dog). La pagina 3 è ora occupata dal frontespizio, la cui prima versione (albi dal numero 18 al numero 41) era opera dell'allora copertinista Claudio Villa. Il frontespizio attuale, disegnato da Angelo Stano, esordì nel numero 42, in concomitanza con il passaggio di testimone nella realizzazione delle copertine. La pagina 4 è invece occupata dalla rubrica chiamata inizialmente Dylan Dog Horror Post (nella quale venivano pubblicate, come suggerisce il nome, lettere inviate dai lettori del fumetto, salvo casi eccezionali) e poi, dal numero 171, Dylan Dog Horror Club (in seguito alla fusione con Il club dell'orrore, rubrica presente in seconda di copertina fino all'ingigantimento dell'elenco arretrati).

Storie in due puntate[modifica | modifica sorgente]

Nei numeri 16 e 17 fu pubblicata per la prima volta una storia suddivisa in due episodi. Questa rimane tuttora, con le sue 192 tavole complessive (96 per puntata), la più lunga pubblicata sulla serie regolare, in quanto le successive storie divise in due puntate totalizzavano solo 188 tavole (94 per puntata). Ad oggi sono state pubblicate otto storie "doppie".

  • 16 Il castello della paura - 17 La Dama in Nero
  • 64 I segreti di Ramblyn - 65 La belva delle caverne
  • 110 Aracne - 111 La profezia
  • 133 Ananga! - 134 L'urlo del giaguaro
  • 180 Notti di caccia - 181 Il marchio del vampiro
  • 198 La legge della giungla - 199 Homo homini lupus
  • 241 Xabaras! - 242 In nome del padre
  • 289 La via degli enigmi - 290 L'erede oscuro

Albi con pagine extra[modifica | modifica sorgente]

Nella storia della serie regolare vi sono state quattro eccezioni alla regola delle 96 pagine.

  • 50 Ai confini del tempo (12 pagine in più)
  • 77 L'ultimo uomo sulla terra (16 pagine in più)
  • 121 Finché morte non vi separi (16 pagine in più)
  • 131 Quando cadono le stelle (2 pagine in più)
  • 338 (titolo da definire, previsto per novembre 2014, 16 pagine in più)

Il primo albo con pagine extra (108 + la copertina) festeggiava il raggiungimento del traguardo dei cinquanta numeri. In quell'occasione, la Horror Post fu raddoppiata, venendo presentata anche a pagina 109 (la penultima), mentre a pagina 110 l'albo si chiudeva con il resoconto di uno dei primissimi Dylan Dog Horror Fest. Da pagina 5 fino a pagina 108 fu presentata una storia completa di ben 104 tavole.

Nel numero 77 la Sergio Bonelli Editore propose, in via sperimentale, un albo con 112 pagine più la copertina e, caso unico, con due storie complete di rispettivamente 64 e 46 tavole. Queste due sono quindi le storie più brevi mai apparse sulla serie mensile. La prima, che dava il titolo all'albo, era anche un primo esperimento di "storia immaginaria" di Dylan, mentre la seconda era intitolata Incubus.

Altro albo illustre della serie fu il numero 121 Finché morte non vi separi che festeggiava i primi dieci anni di vita editoriale di Dylan Dog (centoventi mesi dal numero uno). Nell'occasione furono proposti contemporaneamente il colore e l'aumento di pagine (112 più la copertina). La storia di quell'albo, con le sue 110 tavole, è la più lunga mai pubblicata in unica soluzione sulla serie regolare, e racconta un capitolo importante del passato di Dylan (l'amore con Lillie e il primo incontro con Groucho). Autori dell'albo sono Mauro Marcheselli per il soggetto, Tiziano Sclavi per la sceneggiatura e Bruno Brindisi per i disegni.

Piuttosto curioso il caso dell'albo numero 131: esso presentava appena due pagine in più (98 più copertina), proponendo quindi una storia di 96 tavole (come nei primi 17 albi della serie), la penultima delle quali conteneva un particolare a colori.

Il prossimo albo con pagine extra sarà il numero 338, la cui uscita è prevista per novembre 2014. Avrà 16 pagine in più e conterrà la seconda storia del nuovo ciclo curato da Roberto Recchioni. Scritta da Paola Barbato e disegnata da Bruno Brindisi, essa narrerà il fatidico pensionamento dell'ispettore Bloch (del quale dovrebbe anche essere rivelato il nome di battesimo).

Albi a colori[modifica | modifica sorgente]

Come tutte le principali serie bonelliane, anche Dylan Dog prevede l'appuntamento fisso col colore in occasione dei numeri multipli di 100. Il colore viene proposto puntualmente anche ogni dieci "compleanni" del personaggio nonché in qualche altra occasione speciale.

  • 100 La storia di Dylan Dog
  • 121 Finché morte non vi separi
  • 131 Quando cadono le stelle (albo in b/n contenente un particolare a colori nella penultima tavola)
  • 200 Il numero Duecento
  • 224 Sul filo dei ricordi
  • 241 Xabaras!
  • 242 In nome del padre
  • 250 Ascensore per l'inferno
  • 300 Ritratto di famiglia
  • 337 Spazio profondo (previsto per ottobre 2014)

Il primo albo a colori fu il numero 100 della serie, che raccontava il capitolo conclusivo della saga dell'indagatore dell'incubo scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Angelo Stano. Ad esso seguirono i già citati albi 121 (decennale) e 131 (con un unico particolare a colori) caratterizzati anche da pagine in più.

Il colore tornò puntualmente con l'albo numero 200, scritto da Paola Barbato (considerata per molti anni la principale erede di Tiziano Sclavi) e disegnato da Bruno Brindisi. Si tratta di un nuovo episodio che, riprendendo alcuni temi lasciati in sospeso sul numero 121, scava nel passato di Dylan Dog (dall'alcolismo fino all'avvio della sua professione di indagatore dell'incubo). Dopo due anni esatti, anche il numero 224 fu interamente a colori, in questo caso senza motivazioni o ricorrenze particolari.

Il ventennale del personaggio fu celebrato addirittura con una storia in due episodi entrambi a colori, nei numeri 241 e 242, opera degli stessi autori del numero 200. Meno di un anno dopo, anche il traguardo del numero 250 fu festeggiato con un albo a colori scritto da Tiziano Sclavi e disegnato ancora da Bruno Brindisi.

Puntualmente a colori il numero 300, scritto da Pasquale Ruju e disegnato da Angelo Stano. Un'altra storia celebrativa che spazia su passato, presente e futuro dell'indagatore dell'incubo, riprendendo le tematiche di quattro storici numeri firmati dagli stessi Sclavi e Stano: 1 (L'alba dei morti viventi), 25 (Morgana), 43 (Storia di nessuno) e 100 (La storia di Dylan Dog). Il numero 300 celebrava anche (con un mese di anticipo) il venticinquesimo anniversario del debutto in edicola del personaggio, ricorrenza poi coincisa, il 26 settembre 2011, con la scomparsa dell'editore Sergio Bonelli.

Il prossimo albo a colori è il 337, in uscita ad ottobre 2014. Si tratta della storia, scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Nicola Mari[1], con cui partirà il nuovo ciclo di avventure dell'indagatore dell'incubo curato dallo stesso Recchioni.

Le altre collane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albi fuori serie di Dylan Dog.

Alla regolare serie mensile di Dylan Dog sono affiancate, sempre da parte di Sergio Bonelli Editore, ulteriori collane con varie periodicità, che presentano storie inedite con caratteristiche "speciali" (diverso numero di pagine, diverso formato o colore).

Speciale Dylan Dog[modifica | modifica sorgente]

La prima collana extra dell'indagatore dell'incubo nacque meno di un anno dopo l'esordio nelle edicole della serie mensile, precisamente nel luglio 1987. Si tratta dello Speciale Dylan Dog (chiamato anche Dylan Dog Special), periodicità annuale, che presentava una storia di 128 tavole e, in allegato, un volumetto di 64 pagine dell'Enciclopedia della Paura su argomenti legati all'horror. A partire dal numero 6 del 1992 tale volumetto fu sostituito da un albo a fumetti di 32 pagine della collana Dylan Dog presenta Groucho. A partire dal numero 14 del 2000 furono soppressi gli allegati ma in compenso fu aumentato il numero di pagine dello Speciale, che da allora contiene una storia di ben 160 tavole. Nel frattempo il periodo di uscita dell'albo è stato posticipato alla fine di settembre, in concomitanza con gli anniversari della prima apparizione in edicola del personaggio. Sebbene la storia pubblicata sullo Speciale sia sempre stata unica ed autoconclusiva, in alcune occasioni è stato utilizzato l'espediente narrativo della storia "ad episodi", per presentare più storie brevi riunite sotto un unico filo conduttore (numeri 1, 2, 8, 16, 18).

Nell'ambito del rinnovamento editoriale del personaggio affidato al nuovo curatore Roberto Recchioni, a partire dal numero 28 del 2014 lo Speciale conterrà, sempre con periodicità annuale, le storie dell'universo alternativo dylandoghiano "Il pianeta dei morti", creato da Alessandro Bilotta e i cui primi tre episodi sono stati pubblicati sui numeri 2 e 10 del Color Fest e sul numero 22 del Gigante.

Almanacco della Paura[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 1991 debutta una seconda collana annuale, l'Almanacco della paura. Oltre a storie inedite del personaggio, l'Almanacco pubblica articoli, curiosità e rubriche su cinema, letteratura, musica, videogiochi ed altro, tutto inevitabilmente legato al tema dell'horror. L'Almanacco è l'unica collana "non numerata" dell'indagatore dell'incubo: i primi tre albi (usciti tra il 1991 ed il 1993) recavano sul dorso le scritte Il primo almanacco della paura, Il secondo almanacco della paura, Il terzo almanacco della paura. Dal quarto numero in poi la collana è stata oggetto di un restyling e reca sul dorso semplicemente l'anno di uscita (Almanacco della paura 1994 e così via). In realtà l'Almanacco fa parte della collana bimestrale Almanacchi della Bonelli (sei numeri all'anno ciascuno incentrato su una diversa tematica ed abbinato ad un diverso personaggio bonelliano, la paura e Dylan Dog costituiscono una di queste sei uscite annuali), come si evince dalla dicitura bimestrale in copertina e dal box presente in fondo a pagina 2.

Nell'ambito del rinnovamento editoriale del personaggio affidato al nuovo curatore Roberto Recchioni, a partire dal 2015 l'Almanacco conterrà storie con protagonista l'ex ispettore Bloch (dopo il suo pensionamento previsto nel corso del 2014 sulla serie regolare), nelle quali Dylan Dog dovrebbe fungere da spalla del suo amico.

Albo Gigante Dylan Dog[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 1993 fa il suo esordio la terza collana annuale, Albo Gigante Dylan Dog, così chiamato per le dimensioni molto superiori all'albo mensile sia per numero di pagine che per formato. Negli anni successivi l'uscita del cosiddetto Dylandogone fu anticipata al mese di novembre. Nell'ambito del rinnovamento editoriale curato da Roberto Recchioni, questa collana ha cessato le pubblicazioni con il numero 22 del novembre 2013. L'albo era composto solitamente da due storie della lunghezza classica di 94 tavole affiancate da alcune storie brevi. Fecero eccezione i numeri dal 9 al 15 che presentavano una storia unica di ben 236 tavole, sul modello degli albi giganti di altri personaggi bonelliani: queste rappresentano tuttora le più lunghe avventure dedicate all'indagatore dell'incubo mai pubblicate.

Maxi Dylan Dog[modifica | modifica sorgente]

La quarta collana extra arriva nel luglio 1998 ed è il Maxi Dylan Dog, che propone tre storie insieme, ciascuna della lunghezza classica di 94 tavole. La periodicità del Maxi fu annuale fino al numero 13 del giugno 2010. In questo primo periodo la collana era caratterizzata dal fatto che tutte le storie erano disegnate dalla coppia Montanari & Grassani.

Dal 2011 al 2014 il Maxi uscì con periodicità semestrale, più precisamente un'uscita a febbraio ed una a giugno. In questo secondo periodo le uscite estive continuarono ad essere caratterizzate dai disegni di Montanari & Grassani, mentre sugli albi invernali si alternarono altri quattro disegnatori storici di Dylan Dog: Corrado Roi (numero 14), Giovanni Freghieri (16), Luigi Piccatto (18) ed Ugolino Cossu (20).

Nell'ambito del rinnovamento editoriale del personaggio affidato al nuovo curatore Roberto Recchioni, nel 2014 il Maxi cambia nuovamente periodicità diventando quadrimestrale: alle uscite di febbraio e di giugno si aggiunge quella di ottobre, che in pratica sostituisce il soppresso Albo Gigante. Proprio a partire dal numero 22 dell'ottobre 2014, la collana sarà ribattezzata Maxi Dylan Dog - Old Boy ed abbandonerà la caratteristica del disegnatore unico, diventando invece teatro delle storie di ambientazione "classica" dell'indagatore dell'incubo, ossia quelle che si svolgono in una Londra "sclaviana" del 1986 in una realtà alternativa in cui Bloch non è andato in pensione.

Dylan Dog Color Fest[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto 2007 ha debuttato il Dylan Dog Color Fest, quinta collana extra, che raccoglie quattro storie di 32 tavole ciascuna, interamente a colori. La collana dà spazio, fra gli altri, a noti sceneggiatori e disegnatori che si cimentano per la prima volta con l'indagatore dell'incubo. Nel 2010 il Color Fest è passato dalla periodicità annuale a quella semestrale. Delle due uscite annuali quella tradizionale resta in estate (agosto), mentre all'uscita primaverile (aprile) viene data la caratteristica di albo tematico. I temi finora affrontati sono humor (numero 4 dell'aprile 2010), femmes fatales (numero 6 dell'aprile 2011), historieta (numero 8 dell'aprile 2012), altroquando (numero 10 dell'aprile 2013), eroi (numero 12 dell'aprile 2014).

I crossover[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Team-up italiani#Team-up Bonelli.

Nel corso della sua storia editoriale l'indagatore dell'incubo è stato protagonista di alcuni crossover con altri personaggi bonelliani.

Martin Mystère[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 1990 e nell'ottobre del 1992 furono pubblicati due albi fuori serie contenenti dei crossover tra Dylan Dog ed il detective dell'impossibile Martin Mystère. Il primo albo, dal titolo Ultima fermata: l'incubo!, fu scritto da Alfredo Castelli, creatore di Martin Mystère e grande amico di Tiziano Sclavi, con la collaborazione dello stesso papà dell'indagatore dell'incubo. Il secondo albo, intitolato La fine del mondo, fu viceversa scritto da Sclavi con la collaborazione di Castelli. Entrambi gli albi furono disegnati da Giovanni Freghieri, fra i più apprezzati disegnatori di entrambi i personaggi. Le due storie furono successivamente ristampate nella collana Dylan Dog Superbook.

Dylan ha fatto qualche fugace apparizione sui numeri della serie regolare dello stesso Martin Mystère, così come lo stesso detective dell'impossibile è apparso sulle pagine di almeno tre numeri della serie mensile di Dylan Dog. In uno di questi albi appare anche Jerry Drake, alias Mister No (che qualche anno prima aveva vissuto a sua volta un crossover con Martin in uno Speciale Mister No).

Dylan e Martin si incontrano di nuovo nel numero 12 del Color Fest, dedicato proprio ai crossover.

Mister No[modifica | modifica sorgente]

Dylan Dog ha incontrato Jerry Drake due volte: il primo incontro è quello già citato, avvenuto indirettamente, tramite Martin Mystère, sulla serie regolare dell'indagatore dell'incubo; il secondo è avvenuto invece sul numero 12 del Color Fest.

Ken Parker[modifica | modifica sorgente]

Dylan è stato protagonista di un'avventura di Ken Parker, pubblicata nel dicembre 1994 sul numero 23 di Ken Parker Magazine (negli stessi giorni in cui la serie mensile dell'indagatore dell'incubo festeggiava i 100 numeri) e poi ristampata nel Dylan Dog Superbook.

Napoleone[modifica | modifica sorgente]

Nel già citato numero 12 del Color Fest, vi è una storia, che ha come tema il controllo del tempo, in cui l'indagatore dell'incubo e Napoleone interagiscono con gli stessi personaggi, pur senza mai incontrarsi direttamente. Solo al termine della storia viene mostrato un incontro tra Napoleone ed un giovane di nome Dylan Dog.

Nathan Never[modifica | modifica sorgente]

Anche il primo incontro tra l'indagatore dell'incubo e l'agente del futuro Nathan Never viene narrato nel numero 12 del Color Fest. Un tecnomante del futuro di Nathan Never ruba un grimorio in cui Dylan Dog aveva rinchiuso un demone e, scansionandolo, permette a questo essere di materializzarsi nel cyberspazio, da dove inizia ad uccidere diversi hacker. Nathan Never, per contrastarlo, fa creare da Baginov un avatar virtuale dell'indagatore dell'incubo basato sul diario di questo, in modo che possa aiutarlo nella caccia al demone. L'aiuto di Dylan sarà risolutivo per debellare la creatura.

Dampyr[modifica | modifica sorgente]

Il crossover tra Dylan e Dampyr è stato annunciato per il prossimo futuro e dovrebbe avvenire sulle serie regolari di entrambi i personaggi.

Le ristampe[modifica | modifica sorgente]

A nemmeno quattro anni dall'esordio del personaggio, nel luglio 1990 debutta la collana Ristampa Dylan Dog, proposta per un anno con periodicità quindicinale. Nel luglio 1991, per ovvi motivi, la collana diventa mensile, ma in compenso le si affianca la Seconda Ristampa Dylan Dog, anch'essa con periodicità mensile. Le due collane ripropongono gli episodi in ordine cronologico, con formati e copertine identiche alla serie originale; le uniche differenze sono nelle rubriche e nelle pagine pubblicitarie. Dal 1991 al 2006 (anno in cui chiuderà la Seconda Ristampa) le due ristampe "viaggiano" all'incirca con un ritardo rispettivamente di tre e cinque anni rispetto alla serie inedita e di due anni esatti (24 numeri) l'una dall'altra.

Nel luglio 1996 (in occasione del decennale dell'indagatore dell'incubo) nasce Dylan Dog Collezione Book: si tratta in pratica della terza ristampa, sempre mensile, che viaggia con circa dieci anni di ritardo sulla serie inedita, sette anni sulla prima Ristampa e cinque anni sulla Seconda Ristampa. Rispetto alle prime due ristampe, la Collezione Book si presenta in un'elegante edizione cartonata, mantenendo sempre le copertine originali. A partire dal numero 185 questa collana è diventata di fatto la seconda ristampa (in quanto la vera Seconda Ristampa si era chiusa col numero 184).

Nel 2006 (in coincidenza col ventennale del personaggio) la Bonelli effettua una ristrutturazione delle ristampe "dylaniate". Viene chiusa la Seconda Ristampa e al suo posto debutta la Granderistampa Dylan Dog che riparte dal numero 1. Anche la Granderistampa raccoglie in ordine cronologico le storie della serie regolare, ma al ritmo però di ben tre numeri originali in ogni albo, con periodicità bimestrale. Stavolta le copertine sono inedite, realizzate da Corrado Roi.

Le ristampe pubblicate restano quindi tre: la Ristampa mensile (poco meno di tre anni di ritardo dalla serie inedita), la Collezione Book mensile (poco meno di dieci anni) e la Granderistampa bimestrale (il cui ritardo, inizialmente di venti anni, diminuisce lentamente in quanto viaggia alla velocità di tre episodi ogni due mesi: nel 2014 tale ritardo si sarà ridotto a sedici anni). Probabilmente la Granderistampa dovrà, prima o poi, passare alla periodicità trimestrale, per non "superare" la Collezione Book.

Sulla scia della Collezione Book, nel 1997 inizia le pubblicazioni anche Dylan Dog Super Book: sempre con formato cartonato vengono ristampate tutte le storie "fuori serie". Oltre a quelle uscite su Speciali, Almanacchi, Giganti, Maxi e Color Fest, anche le storie uscite su albi extra (crossover e similari), nonché quelle pubblicate per iniziative particolari (diari, riviste, mostre, ecc.). Inizialmente con periodicità trimestrale, il Super Book è diventato quadrimestrale nel 2006 ma ha contestualmente aumentato il numero medio di pagine (per permettere ad esempio la pubblicazione delle storie da 236 tavole apparse sui numeri dal 9 al 15 del Dylandogone).

Tra le ristampe non edite dalla Bonelli, va segnalata Dylan Dog - Collezione storica a colori, collana di cinquanta albi uscita in abbinamento editoriale con il quotidiano La Repubblica ed il settimanale L'Espresso. Furono ristampati a colori i primi 150 numeri della serie regolare (al ritmo di tre episodi per ogni volume) con l'aggiunta di rubriche e approfondimenti del giornalista esperto in fumetti Luca Raffaelli e dei redattori esperti degli almanacchi Bonelli, Luca Crovi e Maurizio Colombo. Le copertine furono realizzate da Bruno Brindisi[2]. La collana usciva con periodicità settimanale il giovedì, dal 21 febbraio 2013 al 30 gennaio 2014.

Le copertine[modifica | modifica sorgente]

Il primo copertinista degli albi di Dylan Dog fu Claudio Villa: sue le copertine dei primi 41 numeri della serie mensile e dei primi 3 numeri dello Speciale. A partire dal 1990, precisamente dal numero 42 del mensile e dal numero 4 dello Speciale, il copertinista è Angelo Stano. Stano disegna anche le copertine di tutti i numeri dell'Almanacco, del Gigante e del Maxi. Claudio Villa è invece il copertinista del Super Book, mentre a Corrado Roi sono affidate le copertine della Granderistampa. Per quel che riguarda infine il Color Fest, le copertine sono realizzate di numero in numero da un artista diverso: finora si sono cimentati Gabriele Dell'Otto (numero 1), Tanino Liberatore (2), Sergio Toppi (3), Silver (4), Milo Manara (5), Laura Zuccheri (6), Gianluca e Raul Cestaro (7), Carlos Gómez (8), Mario Alberti (9), Davide De Cubellis (10), Simone Bianchi (11).

Il rilancio[modifica | modifica sorgente]

A settembre 2013 è partita una graduale operazione di rilancio editoriale di Dylan Dog, voluta dal suo creatore Tiziano Sclavi e da lui stesso annunciata ai lettori nel Dylan Dog Horror Club del numero 324 della serie mensile. Se ne occupano Roberto Recchioni, che prende il posto di Giovanni Gualdoni come curatore della serie, e il nuovo coordinatore redazionale Franco Busatta. Le prime novità sono state per lo più stilistiche:

  • un nuovo approccio alle copertine da parte di Angelo Stano;
  • una nuova veste grafica per il Dylan Dog Horror Club, ora gestito dallo stesso Recchioni (e, sulla Ristampa, da Busatta);
  • l'uso del "lei" come forma di cortesia al posto del "voi" nei dialoghi tra i personaggi delle storie.

Per circa un anno le storie pubblicate non presenteranno ulteriori novità: si tratta di episodi già pronti prima della nomina di Recchioni a curatore e che pertanto hanno subito solo delle revisioni parziali per adattarle al nuovo corso. Il primo ciclo di storie nuove sarà pubblicato a partire da ottobre 2014 con una storia a colori scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Nicola Mari a cui seguirà una storia scritta da Paola Barbato e disegnata da Bruno Brindisi, eccezionalmente di 110 pagine. Tra le novità più importanti e già anticipate, quella relativa all'ispettore Bloch che andrà finalmente in pensione e che sarà sostituito dall'ispettore Carpenter.[3]

La storia scelta per annunciare il nuovo corso, in virtù del titolo e della copertina che rendono l'idea di una rinascita, è Una nuova vita[4], scritta e disegnata da Carlo Ambrosini e pubblicata sull'albo numero 325 dell'ottobre 2013. In realtà però la prima storia revisionata è La bomba!, pubblicata alcuni giorni prima nel numero 27 dello Speciale e scritta dal vecchio curatore Giovanni Gualdoni. Anche la nuova veste grafica dell'Horror Club aveva già esordito nel numero 290 della Ristampa, uscito a metà settembre.

Il rilancio riguarderà anche gli albi fuori serie in cui verranno creati degli universi alternativi in cui agisce Dylan Dog. Lo Speciale Dylan Dog sarà ambientato in un futuro nel quale sulla Terra si è scatenata un'apocalisse zombie. Questo futuro alternativo è già stato presentato nel secondo e decimo Dylan Dog Color Fest e nel ventiduesimo Dylan Dog Gigante. Il Maxi Dylan Dog diventerà invece Maxi Dylan Dog Old Boy e conterrà storie con abientazione tipica del 1986 (l'anno di creazione del fumetto) in cui quindi sarà ancora presente l'ispettore Bloch.[3]

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Dellamorte Dellamore (1994)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dellamorte Dellamore (film).

Nel 1994 il regista italiano Michele Soavi dirige il film Dellamorte Dellamore (all'estero noto anche come The Cemetery Man o Of Death and Love), con la sceneggiatura che Giovanni Romoli trae dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi. Protagonista del romanzo e del film è Francesco Dellamorte, custode del cimitero di Buffalora dove i morti hanno cominciato misteriosamente a risorgere. Il romanzo era stato scritto da Sclavi alcuni anni prima che egli ideasse il personaggio di Dylan Dog, ma il manoscritto era andato perduto e successivamente era stato ritrovato e pubblicato quando il fumetto dell'indagatore dell'incubo era già un fenomeno cult. Dellamorte e il suo assistente Gnaghi avevano però esordito proprio nel fumetto di Sclavi, precisamente sullo Speciale Dylan Dog numero 3 del luglio 1989, intitolato Orrore nero. In tale storia l'indagatore dell'incubo ed il suo assistente Groucho incontrano faccia a faccia coloro che possono essere considerati i loro primi "prototipi".

Il film di Soavi vede l'attore inglese Rupert Everett nel ruolo del protagonista principale, mentre l'attrice e modella italiana Anna Falchi interpreta la protagonista femminile. La scelta di Everett non fu casuale: anni prima proprio il volto dell'attore britannico era stato utilizzato, su espressa indicazione di Sclavi (probabilmente dopo averlo visto all'opera in "Another Country – La scelta" del 1984), per ispirare il volto di Dylan Dog. Le stesse locandine di Dellamorte Dellamore ricordano che il film racconta la storia "che ha ispirato il personaggio di Dylan Dog".

Dylan Dog - Il film (2011)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dylan Dog - Il film.

Il 16 marzo 2011 uscì, in anteprima mondiale nelle sale italiane, Dylan Dog - Il film, primo film ufficiale di Dylan Dog, prodotto dalla Arelight productions e dalla Platinum Studios, con un budget dichiarato di 35 milioni di dollari. Il film è diretto da Kevin Munroe e interpretato da Brandon Routh nel ruolo del protagonista.[5][6]

Negli anni precedenti si erano susseguite più volte diverse notizie su un possibile film sull'indagatore dell'incubo. Già nel 1998 la Platinum Studios aveva annunciato la possibile uscita dal film per la Dimension Films (al tempo parte della Miramax Films, a sua volta di proprietà della Disney), per la regia di Breck Eisner e con la sceneggiatura di Thomas Dean Donnelly e Joshua Oppenheimer[7][8]. L'anno seguente, dopo la commercializzazione negli Stati Uniti, con un buon riscontro di vendite, di alcuni albi dei fumetti Bonelli da parte della Dark Horse Comics, tra cui sei storie di Dylan Dog, la notizia era stata confermata e nello stesso periodo la Platinum Studios aveva anche stretto accordi con la DreamWorks SKG per un possibile film su Nathan Never, di cui però non si sono avute più notizie[9]. Nel 2004 la Platinum Studios aveva invece annunciato il progetto di un film in computer grafica su Dylan Dog "Dylan Dog: The Fourth Kingdom", per la regia di Ian Pearson[10]. Nel 2005 annunciò di aver nuovamente incaricato gli sceneggiatori Joshua Oppenheimer e Thomas Dean Connelly di scrivere la storia per il film con attori reali, confermando la regia di Breck Eisner. Secondo quanto riportato dai produttori il protagonista si sarebbe dovuto chiamare Derek Donovan e avere un aiutante di nome Marcus Adams.[11][12]

Va rilevato che l'uscita di Dylan Dog - Il film rimase del tutto inosservata da parte di Sergio Bonelli Editore nelle sue pubblicazioni: non se ne fece cenno neanche nel Dylan Dog Horror Club (che pure negli anni precedenti aveva più volte pubblicato notizie sulla possibile realizzazione di un film o di una serie televisiva sull'indagatore dell'incubo) nonostante la coincidenza tra l'uscita del film e le celebrazioni per il 25º anniversario di Dylan Dog. Anche le rubriche cinematografiche sull'Almanacco della Paura, sempre puntuali a passare in rassegna i film horror dell'annata trascorsa, non fecero cenno al film ufficiale del personaggio cui l'almanacco stesso è dedicato. Questo ignorare la pellicola da parte della casa editrice è probabilmente dovuto ad evitare polemiche circa la eccessiva leggerezza con cui, anni prima, erano stati ceduti i diritti cinematografici del personaggio. A detta di buona parte della critica e leggendo anche le dichiarazioni private di molti sceneggiatori e disegnatori del fumetto, il Dylan Dog di Munroe ha poco o nulla a che vedere col personaggio di Sclavi.[senza fonte]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1988 la Systems pubblicò il primo videogioco per Commodore 64 su Dylan Dog dal titolo Le notti della luna piena.
  • Tra il 1991 e il 1993 Simulmondo pubblicò altri 19 titoli per computer ms-dos, Amiga e C64. Gli uccisori e Attraverso lo specchio furono venduti nei negozi mentre gli altri diciassette furono pubblicati in edicola: La Regina Delle Tenebre, Ritorno Al Crepuscolo, Storia Di Nessuno, Ombre, La Mummia, Maelstrom, Gente Che Scompare, La Clessidra Di Pietra, Il Male, I Vampiri, Il Marchio Rosso, Il Lungo Addio, I Killers Venuti Dal Buio, Il Bosco Degli Assassini, Inferni, Fantasmi e Il Cimitero Dimenticato.
  • Nel 1999 la Rizzoli New Media insieme alla genovese NewMediaRound pubblicarono un videogioco per Windows dal titolo Dylan Dog Horror Luna Park il soggetto era di Tiziano Sclavi ed il videogioco è stato sviluppato dalla software house genovese 'Bedroom Studio Entertainment'. Il gioco era un'avventura grafica con alcune fasi arcade in cui Dylan si ritrova imprigionato in un proprio incubo.

Giochi da tavolo[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1991 la fiorentina Das Production ha edito il gioco di ruolo: Il gioco di ruolo di Dylan Dog, ideato da Roberto Chiavini, Alessandro Ivanoff, Michele Gianni, Jacopo Garuglieri e Fabrizio Biasiolo, cui hanno fatto seguito diversi supplementi di avventura (Alta società di Roberto Chiavini e Jacopo Garuglieri, Mia è la vendetta di Roberto Chiavini, Attraverso le linee di Alessandro Ivanoff, Old Souls di Jacopo Garuglieri e Stefania D'Alterio, Labirinti di Paura di autori vari, Richiamo dall'inferno di Michele Gianni). Correlato al gioco in questione è anche il supplemento dedicato a Martin Mystère, comprendente regole aggiornate e una lunga avventura (di Roberto Chiavini).

Radio[modifica | modifica sorgente]

Dylan Dog (2002)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 Radio2 ha trasmesso 20 episodi di uno sceneggiato radiofonico intitolato Dylan Dog e sceneggiato da Armando Traverso.

Personaggio Doppiatore
Dylan Dog Francesco Prando
Groucho Mino Caprio
Ispettore Bloch Renato Mori
Jane Stella Musy
Sybil Francesca Fiorentini
Killex Dario Penne
Joy Emanuela Rossi
Xabaras Rodolfo Bianchi
Angel Chiara Colizzi
Juma Laura Boccanera
Lillie Claudia Catani
Mike Dobson Massimiliano Manfredi
Prof. Adam Marco Mete

Necropolis e L'uccisore di streghe (2004)[modifica | modifica sorgente]

Dal 24 al 28 maggio 2004 Radio2 ha trasmesso 4 episodi di un altro sceneggiato radiofonico intitolato Dylan Dog - Necropolis, sceneggiato da Armando Traverso e basato sull'albo omonimo scritto da Paola Barbato.

Immediatamente dopo, dal 29 maggio al 4 giugno 2004, Radio2 ha trasmesso i 6 episodi di Dylan Dog - L'uccisore di streghe, sceneggiato da Armando Traverso e basato sull'albo omonimo scritto da Pasquale Ruju.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Il videoclip della canzone Il grande incubo, contenuta nell'album La donna il sogno & il grande incubo degli 883, è ispirato allo stile del fumetto.[13]

Dylan Dog viene citato inoltre nelle canzoni Vai bello e La spirale ovale degli Articolo 31, Nudo di donna, tratta dall'album Io sono qui (1995) di Claudio Baglioni. Dopo dieci anni di vita editoriale del personaggio, Claudio Villa (disegnatore che ha elaborato le fattezze di Dylan Dog e fan di Baglioni) disegna sul testo di una canzone dello stesso Baglioni, dichiaratosi fan del personaggio[senza fonte], Le vie dei colori una storia apparsa su un settimanale di musica, sempre nel 1995.

Altra menzione è nel singolo del 2006 dei Bolero dal titolo Dylan Dog e successivamente nel 2012 nell'album Dylan Dog ed altre storie.

Nell' album Demon ariser (1999) dei Sabotage viene citata una storia di Dylan Dog (Il cervello di Killex) nel brano Doctor Killex.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La fase 2
  2. ^ Dylan Dog – Collezione storica a colori con Repubblica e l’Espresso, DDComics - Il blog di Dylan Dog. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  3. ^ a b Il nuovo inizio - Sergio Bonelli
  4. ^ Una nuova vita - Sergio Bonelli
  5. ^ Luca Chessa, ComicUS: Brandon Routh è Dylan Dog!, 09-10-2007. URL consultato il 09-10-2007.
  6. ^ La scheda del film Dead of Night su IMDB
  7. ^ Il film di Dylan Dog, articolo di UBC fumetti del maggio 1998
  8. ^ (EN) Dimension Goes 'ghosting', articolo dal sito della Platinum Studios, del 21 luglio 1998
  9. ^ Spielberg produce Nathan Never?, articolo di UBC fumetti del dicembre 1999
  10. ^ (EN) Scheda di Dylan Dog: The Fourth Kingdom, dal sito Comic Book Movie
  11. ^ Le novità del Dylan Dog cinematografico, articolo di Fantasy Magazine, del 17 giugno 2005
  12. ^ (EN) Platinum Studios Plots Second Dylan Dog Spinoff, articolo dal sito della Platinum Studios del 27 aprile 2005
  13. ^ http://www.comicsblog.it/post/634/gli-883-ed-una-passione-chiamata-fumetti | articolo comicsblog

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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