Beau Brummell

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando i film omonimi, vedi George Bryan Brummell#Filmografia.
George Bryan Brummell

George Bryan Brummell, conosciuto anche come Beau Brummell (Londra, 7 giugno 1778Caen, 30 marzo 1840), è considerato il primo dandy, o comunque colui che meglio rappresentò il dandismo..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Caricatura di Brummel regalatagli da Robert Dighton nel 1805

Studiò a Eton, dal 1790, dove si distinse subito per la cura che riservava nel vestirsi. Successivamente, passò ad Oxford, per entrare nel reggimento degli Ussari, con lo scopo di incontrare il Principe di Galles, il futuro Giorgio IV, che ne aveva il comando: una volta entrato nelle sue grazie, lord Brummell prese congedo.

Si trasferì a Londra, al numero 4 di Chesterfield Street, dove teneva pranzi esclusivi.

Il 18 maggio 1816 lasciò definitivamente l'Inghilterra, a causa di un dissidio con il Reggente: per diversi anni abitò a Calais, che divenne meta di una sorta di pellegrinaggio del bel mondo inglese, a lui ancora legato. Alla sua partenza da Londra, tutti i suoi beni erano stati messi all'incanto: il ricavato della vendita contribuì a mantenerlo per alcuni anni. Quando ormai si stava avvicinando lo spettro della povertà e della prigione per debiti, venne provvidenzialmente salvato da Guglielmo IV, che lo nominò console a Caen.

Qui trascorse il resto della sua vita, lontano dagli agi e dal lusso cui era abituato. Malato di sifilide, nel 1837 venne internato nell'ospedale delle Figlie del Buon Salvatore di Caen, dove morì nel 1840.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

La sua fama è dovuta alla particolare cura riservata ai dettagli del suo abbigliamento. Molti seguirono il suo stile celebrativo dell'eleganza e della raffinatezza.

Il suo stile di abbigliamento (che per molti aspetti era uno stile di vita) era destinato a quel tempo a sembrare eccentrico, se non addirittura scandaloso. In un'epoca infatti in cui dominavano ancora i colori più sgargianti e le stoffe seriche, in cui si usavano le polpe e le parrucche e l'igiene era cosa considerata poco virile, con abbondante uso di profumi per coprire gli afrori del corpo, Brummell adottò invece il colore blu per gli abiti, lanciando definitivamente l'uso dei pantaloni lunghi a tubo e delle giacche da frac, relegando per sempre brache al ginocchio, calze, tricorni e giustacuore in soffitta. Prese poi a curare con particolare attenzione l'igiene intima, con generoso impiego di acqua e sapone, eliminando la parrucca incipriata (ma spesso semplicemente infarinata) arrivando fino alla "bizzarria" di cambiare camicia ogni giorno.

Tutto questo si accompagnava a un modo raffinato di atteggiarsi, di muoversi e di agire, senza che questo comportasse la leziosità tipica dei cicisbei. Il tutto si coniugava con un'attitudine spiccata verso l'arte e la cultura in genere. Era l'Ottocento che si affermava e che seppelliva definitivamente il Settecento.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbey d'Aurevilly, Del dandysmo e di George Brummel (a cura di Mario Ubaldini), Firenze, Passigli, 1993

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 74649992 LCCN: n50040823

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie