Ordine del Cardo

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Molto Reverendo e Molto Nobile Ordine del Cardo
The Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle
Order of the Thistle in Heraldry.svg
Royal Cypher of Queen Elizabeth II.svg
Sovrano del Regno Unito[1]
Tipologia Ordine cavalleresco statale
Motto NEMO ME IMPUNE LACESSIT
Status attivo
Capo Elisabetta II del Regno Unito
Cancelliere David Ogilvy, XIII conte di Airlie
Istituzione Londra, 1687
Primo capo Giacomo II d'Inghilterra
Gradi Cavaliere compagno/Dama compagna
Cavaliere soprannumerario/Dama soprannumeraria
Precedenza
Ordine più alto Ordine della Giarrettiera
Ordine più basso Ordine di San Patrizio
Order of the Thistle UK ribbon.png
Nastro dell'ordine

L'Ordine del Cardo (in inglese The Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle) è il principale ordine cavalleresco scozzese ed è per dignità il secondo del Regno Unito (dopo quello della Giarrettiera).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Insegne dell'Ordine
Giacomo VII che ordinò la fondazione del moderno Ordine del Cardo

Giacomo VII fu il primo re a volere la rinascita dell'antico Ordine del Cardo, ma questa sua fondazione era basata essenzialmente su alcune pretese di natura storica.

Secondo la leggenda, Acaio, re degli Scoti (probabilmente parente di Óengus mac Fergusa, re dei Pitti), mentre era impegnato in battaglia presso Athelstaneford con il re anglosassone Estelan dell'Anglia dell'Est, vide apparire in cielo la Croce di Sant'Andrea.[2] Dopo aver vinto la battaglia, Acaio si dice abbia dato disposizioni per la fondazione dell'Ordine del Cardo, dedicandolo al santo, nel 786.[3] La storia non è ad oggi ritenuta credibile in quanto i due che vengono fatti combattere non sono in realtà vissuti nel medesimo secolo.[4] Un'altra storia riporta che Acaio fondò l'Ordine nell'809 per commemorare un'alleanza con l'Imperatore Carlomagno. Maggiore credibilità è stata data a questa storia dal fatto che Carlomagno è risaputo avesse tra le proprie guardie del corpo dei soldati di origine scozzese.[5] Vi è, inoltre, una tradizione secondo la quale l'ordine venne istituito, o ri-istituito, sul campo di battaglia per opera di Roberto I di Scozia durante la Battaglia di Bannockburn.[6]

Le prime serie tracce storiche rilevabili ed ascrivibili all'Ordine sono che Giacomo III di Scozia, che adottò il cardo come pianta reale, coniò per primo delle monete raffiguranti questo fiore[7] e fondò un Ordine con questo nome nel XV secolo.[8] Secondo un'altra ipotesi, invece, Giacomo V di Scozia, che era stato ammesso a far parte dell'Ordine del Toson d'Oro, in quello di San Michele in Francia ed in quello della Giarrettiera in Inghilterra, fondò questo ordine nel 1540, imbarazzato dal non possedere una propria onorificenza con la quale poter contraccambiare questi onori agli altri monarchi stranieri. Egli è risaputo che nominò il re Francesco I di Francia come cavaliere dell'"Order of the Burr or Thissil".

Elmi e spade dei cavalieri dell'Ordine nella Cappella del Cardo, posti in corrispondenza degli scranni dove siedono i cavalieri durante le funzioni dell'Ordine

Ad ogni modo non vi è una presenza certa dell'Ordine sino al XV secolo. Probabilmente un altro ordine cavalleresco esistette in Scozia durante il XVI secolo, col nome forse di Ordine di Sant'Andrea, fondato da Giacomo V ma ebbe fine già sul termine di quel secolo.[9][10]

Giacomo VII proclamò quindi una lettera patente "per rinnovare e restaurare l'Ordine del Cardo nella sua piena gloria, lustro e magnificenza" il 29 maggio 1687.[11][12] Otto cavalieri, con un massimo di 12, vennero nominati, ma il re venne deposto nel 1688.[13] I suoi successori, Guglielmo III d'Inghilterra e Maria II d'Inghilterra non nominarono altri cavalieri dell'Ordine e di fatti l'Ordine cadde in disuso per un certo tempo. Nel 1703, ad ogni modo, Anna d'Inghilterra ravvivò nuovamente lo spirito dell'Ordine del Cardo che sopravvive sino ai nostri giorni.[14]

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Il principe Augusto Federico, duca di Sussex con il costume tipico di Cavaliere dell'Ordine del Cardo

I re di Scozia - poi anche re di Gran Bretagna e del regno Unito - occuparono sempre la posizione di Sovrani dell'Ordine del Cardo.[11][15] Quando Giacomo VII ravvivò l'Ordine, gli statuti stabilivano che l'Ordine avrebbe continuato l'antico numero di Cavalieri ovvero in 12 i quali riprendevano simbolicamente i dodici apostoli, numero che identificava quindi il Sovrano come il Salvatore.[11][16] Nel 1827, Giorgio IV del Regno Unito aumentò l'ordine al novero di 16 cavalieri.[17] Le donne (tra cui la regina regnante) erano originariamente escluse dall'Ordine;[18] Giorgio VI del Regno Unito creò per prima sua moglie Elizabeth Bowes-Lyon Dama dell'Ordine del Cardo nel 1937 attraverso uno statuto speciale,[19] e nel 1987 Elisabetta II del Regno Unito permise la regolare ammissione delle donne sia all'Ordine del Cardo che a quello della Giarrettiera.[8]

Con l'evolversi dell'Ordine, però, molti cavalieri vennero introdotti tramite speciali statuti e col titolo di "cavalieri extranumerari" che andarono aumentare per forza di cose il limite di 16 membri stabilito da Guglielmo IV.[20] I membri della famiglia reale inglese sono normalmente ammessi attraverso questa particolare procedura ancora ai giorni nostri; ad essere ammesso con questo metodo fu anche il principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha.[21] Re Olav V di Norvegia fu il primo straniero ad essere ammesso nell'Ordine e venne ammesso anch'egli attraverso uno speciale statuto del 1962.[22]

Storicamente è il sovrano che ha il potere di scegliere i nuovi cavalieri, anche se di fatti dal XVIII secolo le nomine avvengono dopo aver sentito il parere del governo circa la nomina. Giorgio VI convenne che l'Ordine della Giarrettiera e quello del Cardo fossero utilizzati unicamente sotto patronato politico, ma successivamente per accordo del primo ministro (Clement Attlee) e del leader dell'opposizione (Winston Churchill) nel 1946, entrambi gli ordini tornarono in pieno potere al Sovrano.[23]

I Cavalieri e le Dame dell'Ordine del Cardo possono essere anche nominati all'Ordine della Giarrettiera e pertanto molti, ma non tutti, hanno nel corso della storia rinunciato all'Ordine del Cardo per passare nel più prestigioso ordine della Giarrettiera inglese.[24] Il primo a rassegnare le proprie dimissioni dall'Ordine del Cardo per questo scopo fu John Campbell, II duca di Argyll nel 1710;[25] e l'ultimo a compiere questa azione fu Thomas Dundas, II conte di Zetland nel 1872.[26] Cavalieri e Dame dell'Ordine del Cardo possono anche essere privati dell'onorificenza qualora i loro canoni di ammissione non fossero più idonei o si fossero dimostrati indegni dell'onorificenza, come nei casi di John Erskine, VI conte di Mar che perse entrambi i cavalierati e la contea dopo aver partecipato all'insurrezione giacobita del 1715.

L'Ordine dispone di cinque ufficiali: il Decano, il Cancelliere, l'Usher, il Lord Re d'Armi ed il Segretario. Il Decano è di norma un chierico della chiesa di Scozia e la carica venne creata nel 1763 e conferita al decano della cappella reale.[27] I due uffici vennero separati nel 1969.[28] L'ufficio del Cancelliere viene menzionato in quanto detentore dei sigilli dell'Ordine nel 1687, ma nessuno venne nominato formalmente a questa posizione sino al 1913.[29] L'officio venne successivamente detenuto dal cavaliere o dalla dama più anziano. L'Usher dell'Ordine ha la funzione di rappresentare l'Ordine alla Camera dei Lords.[30] Il Lord Re d'Armi, capo dell'ufficio araldico scozzese.[31] Solitamente il Maestro d'Arme è anche il Segretario dell'Ordine.

Insegne[modifica | modifica sorgente]

Le insegne dell'Ordine

L'insegna dell'ordine è un collare composto da fiori di cardo (emblema nazionale scozzese) e foglie di ruta dal quale pende una stella d'oro a otto punte recante l'immagine di sant'Andrea, patrono dell'ordine. Il nastro è verde, il motto Nemo me impune lacessit ("nessuno può provocarmi e restare impunito").

Insigniti e ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Sovrano: Elisabetta II del Regno Unito

Cavalieri e Dame[modifica | modifica sorgente]

  1. Andrew Bruce, XI conte di Elgin e XV conte di Kincardine KT CD JP DL (1981)
  2. David Ogilvy, XIII conte di Airlie KT GCVO PC JP (1985)
  3. Robert Lindsay, XXIX conte di Crawford KT GCVO PC DL (1996)
  4. Marion Fraser LT (1996)
  5. Norman Macfarlane, barone Macfarlane di Bearsden KT DL (1996)
  6. James Mackay, barone Mackay di Clashfern KT PC QC (1997)
  7. David Wilson, barone Wilson di Tillyorn KT GCMG (2000)
  8. Stewart Sutherland, barone Sutherland di Houndwood KT (2002)
  9. Sir William "Eric" Kinloch Anderson KT (2002)
  10. David Steel, barone Steel di Aikwood KT KBE PC (2004)
  11. George Robertson, barone Robertson di Port Ellen KT GCMG PC (2004)
  12. William Cullen, barone Cullen di Whitekirk KT PC (2007)
  13. David Hope, barone Hope di Craighead KT PC QC (2009)
  14. Narendra Patel, barone Patel di Dunkeld KT (2009)
  15. David Douglas-Home, XV conte di Home KT CVO CBE (2013)
  16. Robert Smith, barone Smith di Kelvin KT (2013)

Cavalieri e Dame della famiglia reale[modifica | modifica sorgente]

  1. Filippo, duca di Edimburgo (1952)
  2. Carlo, duca di Rothesay (1977)
  3. Anna, principessa reale (2000)
  4. William, conte di Strathearn (2012)

Ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal titolo di Sovrano di Scozia.
  2. ^ Nicolas, p4
  3. ^ Questa versione della fondazione, sebbene senza data, è stata riportata nel rinnovo dell'Ordine del 1687. (1687 warrant, quoted in Statutes, 1978, p1)
  4. ^ Nicholas, p4, a piè di pagina 1, indica che Acaio morì quasi un secolo dopo Estelan
  5. ^ Nicolas, Appendix, p.vi, quotes Nisbet's A system of heraldry.
  6. ^ Mackey e Heywood, p890
  7. ^ Nicolas, p3
  8. ^ a b The Monarchy Today: Queen and Public: Honours: The Order of the Thistle, The Royal Household. URL consultato il 18 febbraio 2007.
  9. ^ http://www.eupjournals.com/doi/abs/10.3366/shr.2004.83.1.3 Stevenson, Katie "The Unicorn, St Andrew and the Thistle: Was there an Order of Chivalry in Late Medieval Scotland?", Scottish Historical Review. Volume 83, Page 3-22, April 2004
  10. ^ Nicolas quotes Elias Ashmole's Treatise on Military Orders (1672) che fa menzione di una cerimonia che coinvolgeva i Cavalieri di Sant'Andrea (per esteso i Cavalieri dell'Ordine del Cardo)
  11. ^ a b c No.2251, p.1-2 in London Gazette, 13 giugno 1687. URL consultato il 26 marzo 2010.
  12. ^ 1687 Warrant, citato in Statutes (1978), p1
  13. ^ Nicolas, pp25–26
  14. ^ 1703, citato in Statutes (1978) pp11–12
  15. ^ 1687, citato in Statutes (1978), p2 cita revive the said Order, of which his Majesty is the undoubted and rightful Sovereign
  16. ^ 1687 e 1687 Statutes, citano in Statutes (1987) pp.1–3
  17. ^ Patente dell'8 maggio 1827, citata in Statutes (1978)
  18. ^ I membri dell'Ordine dovevano essere come minimo Knight Bachelor all'atto della nomina (1703 Statutes, art. 14, citato in Statutes (1978), p17)
  19. ^ Statuto addizionale del 12 giugno 1937, citato in Statutes (1978), p60
  20. ^ Citati in Statutes (1978)
  21. ^ Statuto addizionale del 17 gennaio 1842, citato in Statutes (1978), p33. Il primo Cavaliere Reale (oltre che monarca) fu il giovane figlio di Giorgio III del Regno Unito, Guglielmo, principe reale (poi re col nome di Guglielmo IV, anche se venne ammesso nei 12 cavalieri ordinari (Nicolas, p51).
  22. ^ Statuto addizionale del 18 ottobre 1962, citato in Statutes (1978), p63
  23. ^ The Monarchy Today: Queen and Public: Honours: The Order of the Garter, The Royal Household. URL consultato il 18 febbraio 2007.
  24. ^ Nicolas, p33, indica che al duca di Hamilton venne concesso lo speciale privilegio da parte della regina Anna di aderire a entrambi gli ordini contemporaneamente.
  25. ^ Nicolas, p32
  26. ^ The Times, 30 November 1872, p9
  27. ^ Patente del 7 gennaio 1763, citata in Statutes (1978), pp28–29
  28. ^ No.44902, p.7525 in London Gazette, 11 luglio 1969. URL consultato il 26 marzo 2010.
  29. ^ Statuto dell'8 ottobre 1913, citato in Statutes (1978), p49
  30. ^ 1703 Statutes, art, 13, citato in Statutes (1978), p17.
  31. ^ 1703 Statutes, art. 11, citato in Statutes (1978), p17.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]