Walter Scott

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sir Walter Scott ritratto da Henry Raeburn, 1822.

Sir Walter Scott, I Baronetto Scott (Edimburgo, 15 agosto 1771Abbotsford House, 21 settembre 1832) fu uno scrittore, poeta e romanziere britannico, per la cui opera è considerato lo scrittore nazionale scozzese.

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Walter Scott nacque il 15 agosto del 1771 a Edimburgo da una famiglia di antiche tradizioni scozzesi fratello di una dolce sorella di nome Natasha Scott, facoltosa ma non aristocratica, sebbene Walter abbia sempre cercato di accreditare alla sua famiglia una discendenza illustre. Il padre, Walter, esercitava la professione di avvocato, ma si dedicava spesso a studi storici e teologici; la madre Anne Rutherford, colta e raffinata, era figlia primogenita di un professore di medicina dell'Università di Edimburgo. Nel 1772 il piccolo Walter si ammalò di poliomielite, malattia che lo rese per tutta la vita claudicante.

Data la salute cagionevole, il giovane Scott trascorse i suoi primi anni di vita in una fattoria paterna nella campagna scozzese e, più precisamente, in quella zona conosciuta come Border; si tratta di un territorio piuttosto isolato, il confine fra le Highlands e le Lowlands, ma che ha conservato inalterati quelli che sono i tratti peculiari della tradizione scozzese, in particolare le ballate. La fattoria inoltre sorgeva non distante dalle rovine di Smailholm Tower, antica residenza paterna. Questi anni di vita trascorsi a contatto con la tradizione locale influenzeranno enormemente la produzione successiva di Scott, sia per quanto riguarda l'ambito poetico, sia per quello prosaico. In particolare, egli fu fortemente colpito dai racconti dell'ultima insurrezione scozzese, la battaglia di Culloden del 1746 e le dure conseguenze che essa ebbe sia su coloro che vi presero fisicamente parte, sia sugli animi della popolazione locale.

Nel 1775 poté fare ritorno ad Edimburgo e di lì si trasferì a Bath, dove iniziò cure presso fonti termali. Tornato ad Edimburgo, nel 1778 il padre gli affiancò alcuni precettori perché lo preparassero agli studi imminenti: nel 1779 infatti Walter iniziò la frequentazione della prestigiosa Royal High School di Edimburgo. Con il migliorare della sua situazione fisica, aumentò anche la sua passione per lo studio: il giovane Walter leggeva romanzi, resoconti di viaggio, poemi e libri storici. Il suo insegnante, James Mitchell, gli fornì una buona conoscenza dell'aritmetica e della storia della Chiesa di Scozia, con particolare attenzione al fenomeno dei Covenanters. Conclusi gli studi, si trasferì presso una zia a Kelso, dove frequentò la locale Scuola di Grammatica: qui conobbe James Ballantyne, che in seguito illustrerà alcuni suoi libri.

Gli studi[modifica | modifica sorgente]

Essendo il padre un affermato avvocato, Walter fu indirizzato agli studi legali e fu iniziato alla professione forense: pur non rispecchiando il suo vero interesse, la legge sarà un aspetto preponderante nella sua produzione letteraria; in essa Scott vide il cambiamento sociale avvenuto nel corso dei secoli, il passaggio da una società arcaica ad una moderna. Nel 1783 iniziò la frequentazione, presso l'Università di Edimburgo, dei corsi di legge. Tra il 1789 e il 1792 svolse un periodo di pratica presso lo studio del padre.

Fu proprio in questo periodo che Walter sviluppò la passione per gli studi storici e mitologici tradizionali della terra scozzese: in riferimento a questi anni, scrisse, nelle pagine della sua Autobiografia:

« Durante le nostre passeggiate, John Irving ed io ci raccontavamo leggende nelle quali predominavano le battaglie e gli eventi miracolosi. Questo passatempo ci teneva occupati durante le vacanze e credo di dovere ad esso la propensione immaginaria per la poesia e la prosa di stampo romantico e cavalleresco. »
(Walter Scott, Ivanhoe, p. 563)

Negli anni che seguirono, Walter fece importanti conoscenze all'interno dell'ambito universitario: divenne amico per esempio di Adam Ferguson, figlio del più celebre Adam Ferguson, professore all'università. Conobbe inoltre il poeta Thomas Blacklock, che lo introdusse presso James Macpherson, autore del celebre Ciclo di Ossian. Durante l'inverno 178687 infine, conobbe il poeta Robert Burns.

Laureatosi, nel 1792 si iscrisse all'ordine degli avvocati e cominciò ad esercitare la professione; contemporaneamente iniziò lo studio della lingua tedesca, per poter approfondire la conoscenza di poeti come Bürger e Goethe.

Matrimonio e le prime pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Una volta finiti gli studi e divenuto avvocato, Walter fece il primo dei frequenti viaggi che lo portarono ad esplorare terre remote e poco visitate: si spinse in questa occasione fino alle Highlands, nel nord della Scozia, alla ricerca di antiche ballate ancora vive nella tradizione orale di quei luoghi. Nello stesso anno si innamorò di una giovane figlia di un baronetto scozzese, Williamina Belsches di Fettercairn, che non ricambiò mai il suo amore. La passione per questa ragazza si spense solo quando questa sposò, nel 1796, il baronetto William Forbes.

Nel 1796 apparirono anonime le sue prime pubblicazioni importanti, traduzioni dal tedesco di due ballate del poeta Bürger, grande esponente del romanticismo tedesco, The Chase (La caccia) e William and Helen (William e Helen). Un anno dopo la pubblicazione delle traduzioni, Walter fece la conoscenza di Margaret Charlotte Charpentier, figlia di un rifugiato politico francese, Jean Charpentier. Ben presto i due decisero di sposarsi: nel 1797 fu celebrato il matrimonio. Da questa relazione, piuttosto felice, la coppia ebbe cinque figli.

Scrittore[modifica | modifica sorgente]

Scott cominciò la sua carriera di scrittore come traduttore di opere del romanticismo tedesco: nel 1795 tradusse la Lenore (Leonora) e la ballata Der Wilde Jaeger (Il cacciatore selvaggio) di Bürger e nel 1799 il Götz von Berlichingen di Goethe; quest'ultima opera servirà da modello a Scott per l'episodio dell'assedio di Torquilstone dell'Ivanhoe.[1] Influenzato fortemente dalla lettura della raccolta di ballate di Thomas Percy Reliques of Ancient English Poetry (Reliquie dell'Antica Poesia Inglese), ne pubblicò una: Minstrelsy of the Scottish Border.

Negli stessi anni comincia a dedicarsi alla composizione di brevi poemi, sempre di argomento scozzese, che pubblica nell'arco di pochi anni: The Lay of the Last Minstrel (1805), Marmion (1808), The Lady of the Lake (1810), The Vision of Don Roderick (1811), Rokeby (1813), The Bridal of Triermain (1813), The Lord of the Isles (1815) e Harold the Dauntless (1817). Già in queste prime composizioni è facile riscontrare la presenza di quegli elementi che maggiormente caratterizzeranno le sue successive opere in prosa: l'influsso del romanzo gotico e l'interesse per la storia e le usanze tipiche del proprio paese.

Nel 1804 Scott acquistò, insieme ai fratelli Ballantyne, una tipografia; grazie ai buoni risultati dell'impresa, nel 1811 comperò quella che resterà la sua dimora fino alla fine dei suoi giorni, il castello di Abbotsford. Ma il fallimento della tipografia del 1813 lo costrinse ad un incessante lavoro per poter assolvere a tutti i debiti e per poter mantenere la propria casa.

Nel 1814 Scott pubblicò Waverley che è universalmente considerato come il primo romanzo storico: già nel 1805 abbiamo notizie della sua composizione, ma il lavoro venne abbandonato fino al 1813 quando Scott, spinto da necessità economiche, fu costretto a portarlo a termine. Egli pubblicò l'opera in forma anonima per timore che al pubblico potesse risultare sgradita, ma, in realtà, essa ottenne un notevole successo fin dalla sua prima apparizione. Alla base di ciò stanno, molto probabilmente, alcune delle caratteristiche fondamentali di tutti i suoi romanzi: il particolare riguardo per il folklore locale; le ampie descrizioni di paesaggi ed eventi storici basate su studi approfonditi ed esperienze personali; la grande forza insita dei dialoghi; l'eroe "non eroe" da contrapporsi all'eroe "epico" tipicamente romantico; l’influsso del romanzo gotico, genere che stava ottenendo enormi successi proprio in quegli anni.

Assieme a Waverley, Guy Mannering (1815) e The Antiquary (1816) formano la cosiddetta “trilogia scozzese” che ebbe il merito di aprire, per la prima volta nella storia, il sipario su di una terra e di una popolazione che non aveva mai goduto del dovuto rispetto nel corso dei secoli. A questi primi romanzi seguì una produzione incessante di opere di argomento sia scozzese che vario: ricordiamo le quattro serie di Tales of my Landlord (1816; 1818; 1819; 1831), di cui fanno parte i famosi Old Mortality, The Heart of Midlothian, The Bride of Lammermoor, A Legend of Montrose, Rob Roy. Nel 1820 Scott fu nominato baronetto, ma lo stesso anno venne nuovamente coinvolto, anche se indirettamente, nel fallimento dei suoi editori, cosa che lo costrinse nuovamente a dedicarsi alla composizione di opere per assolvere ad un debito non completamente suo.

Del 1820 è il famoso Ivanhoe che trasfigura il conflitto anglo-scozzese nel conflitto normanno-sassone all’epoca di Riccardo Cuor di Leone. Nel 1827-28 diede il via ad una nuova serie di romanzi, The Chronicles of the Canongate che parlano sempre della popolazione scozzese, ma concentrandosi, questa volta, sulla fasce più umili e disagiate di essa. Scott morì il 21 settembre del 1832.

Massoneria[modifica | modifica sorgente]

Walter Scott fu iniziato in Massoneria presso la Saint David Lodge numero 1 all'Oriente di Edimburgo il 2 marzo 1801, e nella stessa data fu promosso Compagno ed elevato al grado di Maestro. Nella stessa Loggia erano stati iniziati in precedenza tanto suo padre che suo fratello maggiore. In seguito, Scott fu nuovamente iniziato alla Canongate Kilwinning Lodge numero 2, il 29 novembre 1826. Il 4 giugno 1816 aveva posato la prima pietra della casa massonica di Selkirk, e fu eletto membro onorario di quella Loggia (che oggi si chiama Saint John Lodge numero 32).

Nel 1823 gli fu offerta la Gran Maestranza del Gran Conclave dei Cavalieri Templari di Scozia, adducendo motivi di età e di salute. La sua Loggia madre, la Saint David Lodge, alla morte dello scrittore si fece promotrice della costruzione del grandioso monumento a lui dedicato in Princess Street, a Edimburgo. La prima pietra fu posta dal Gran Maestro in persona, con una cerimonia massonica, nel 1840. Nel 1841 fu proposto che la Saint David Lodge cambiasse il proprio nome in Sir Walter Scott's Lodge, ma la proposta fu respinta.[2]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • The Chase (tradotta) (1796)
  • William and Helen, Two Ballads from the German (tradotta) (1796)
  • Goetz of Berlichingen (tradotta) (1799)
  • The Minstrelsy of the Scottish Border (1802-1803)
  • The Lay of the Last Minstrel (1805)
  • Ballads and Lyrical Pieces (1806)
  • Marmion (1808)
  • La donna del lago (The Lady of the Lake) (1810)
  • The Vision of Don Roderick (1811)
  • The Bridal of Triermain (1813)
  • Rokeby (1813)
  • The Border Antiquities of England and Scotland (1814-1817)
  • Waverley (1814)
  • The Field of Waterloo (1815)
  • Guy Mannering (1815)
  • The Lord of the Isles (1815)
  • L'antiquario (1816)
  • Paul's Letters to his Kinsfolk (1816)
  • Tales of my Landlord, 1st series: The Black Dwarf and Old Mortality (1816)
  • Harold the Dauntless (1817)
  • Rob Roy (1818)
  • Tales of my Landlord, 2nd series: The Heart of Midlothian (1818)
  • Provincial Antiquities of Scotland (1819-1826)
  • Tales of my Landlord, 3rd series: The Bride of Lammermoor and A Legend of Montrose (1819)
  • Ivanhoe (1819-1820)
  • Tales from Benedictine Sources, consisting of The Abbot and The Monastery (1820)
  • Kenilworth (1821)
  • Lives of the Novelists (1821-1824)
  • The Fortunes of Nigel (1822)
  • Halidon Hall (1822)
  • Peveril of the Peak (1822)
  • The Pirate (1822)
  • Quentin Durward (1823)
  • Redgauntlet (1824)
  • St. Ronan's Well (1824)
  • Tales of the Crusaders, consisting of The Betrothed and The Talisman (1825)
  • Woodstock (1826)
  • Chronicles of the Canongate, 1st series, The Highland Widow, The Two Drovers and The Surgeon's Daughter (1827)
  • The Life of Napoleon Buonaparte (1827)
  • Chronicles of the Canongate, 2nd series, The Fair Maid of Perth (1828)
  • Religious Discourses (1828)
  • Tales of a Grandfather, 1st series (1828)
  • Anne of Geierstein (1829)
  • History of Scotland, 2 vols. (1829-1830)
  • Tales of a Grandfather, 2nd series (1829)
  • The Doom of Devorgoil (1830)
  • Essays on Ballad Poetry (1830)
  • Tales of a Grandfather, 3rd series (1830)
  • Letters on Demonology and Witchcraft (1831)
  • Tales of my Landlord, 4th series, Count Robert of Paris and Castle Dangerous (1832)
  • The Fair Maid of Perth
  • The Lady of the Lake
  • Young Lochinvar
  • The Bishop of Tyre

Opere liriche[modifica | modifica sorgente]

Numerose opere sono ispirate da testi di Walter Scott: ricordiamo le più importanti. Dal racconto The Bride of Lammermoor è tratta l'opera Lucia di Lammermoor di Salvadore Cammarano, musica di Gaetano Donizetti. Dal poema The Lady of the Lake è tratta l'opera lirica La donna del lago di Andrea Leone Tottola, musica di Gioacchino Rossini. Da Guy Mannering è tratta La Dame blanche (La Dama bianca) di Eugène Scribe su musica di François-Adrien Boieldieu, 1825. Da Peveril of the Peak è tratta La Muette de Portici (La muta di Portici) di Eugène Scribe su musica di Daniel-François-Esprit Auber, 1828.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Numerosi film furono tratti dalle opere di Walter Scott sin dai tempi del cinema muto.

Marmion (1808)[modifica | modifica sorgente]

Rob Roy (1818)[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scott, L'Antiquario, Vita e opere, p. VIII
  2. ^ William R. Denslow, Harry S. Truman, 10,000 Famous Freemasons, Missouri Lodge of Research, 1961, pag. 114-115.
  3. ^ Alan John Percival Taylor, Bismarck. L'uomo e lo statista, Roma-Bari, Laterza, 2004. ISBN 88-420-7184-6 Edizione originale (in inglese): Bismarck: The Man and the Statesman, Hamish Hamilton, London, 1955.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95207079 LCCN: n78095541 SBN: IT\ICCU\CFIV\006674