Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

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E.T.A. Hoffmann

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (Königsberg, 24 gennaio 1776Berlino, 25 giugno 1822) è stato uno scrittore, compositore e giurista tedesco, esponente del Romanticismo. Esperto ed originale compositore, scambia nel 1812 il suo terzo nome, Wilhelm, con quello di Amadeus in onore a Mozart, suo modello e diventa compositore. È così l'autore di numerose opere, in particolare Undine, tratto dal racconto omonimo del suo amico Friedrich de la Motte Fouqué, ma anche di opere vocali e strumentali.

Come avvocato è al servizio dell'amministrazione prussiana dal 1796 al 1804, poi dal 1814 fino alla morte. È anche disegnatore e pittore e la sua indipendenza e il suo gusto della satira gli causano più volte serie noie presso i suoi superiori, di cui non esita a fare una caricatura. Conosciuto sotto il nome di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann o di E.T.A. Hoffmann, inizia la sua carriera letteraria come critico musicale. Diventa una delle principali figure del Romanticismo tedesco in Francia nel decennio del 1820, e ispirazione di numerosi artisti in Europa così come nel resto del mondo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una famiglia di pastori e di avvocati, figlio di un pastore luterano, Christoph-Ludwig Hoffmann (1736-1797), avvocato di Königsberg, poeta e compositore nel tempo libero, sposa nel 1767 sua cugina Luise Albertine Doerffer (1748-1796), dalla quale avrà tre figli: Johann Ludwig, nato nel 1773 e morto dopo il 1822; Carl Wilhelm Phillip, nato nel 1773 e morto bambino; Ernest Theodor Wilhelm nato nel 1776 in una casa ai piedi del vecchio castello. Nel 1776 la coppia si separa. Il padre si trasferisce poco dopo ad Insterburg in Lituania minore, portando con sé il figlio maggiore, morirà qualche anno dopo nel 1797. Ernst viene invece allevato nella famiglia della madre, una donna malata ed eccessivamente nervosa che morirà di ictus nel 1796, soprattutto da tre persone: la nonna Doerffer, la zia Johanna Sophie (1745-1803), soprannominata Füsschen (piedino) e lo zio Otto Willhelm Doerffer (1741-1811), magistrato celibe, di umore cupo, devoto e solenne, di cui Hoffmann traccerà, nelle sue lettere e attraverso numerosi personaggi delle sue opere, un crudo ritratto in cui è altrettanto ridicolo che odioso. Lo chiamerà Onkel O. W. (Oh Weh!: zio catastrofe), poiché anche se è appassionato di musica, è impregnato di uno stupido razionalismo.

Nel 1781, entra nella Burgschule, una scuola luterana, dove fa buoni studi classici. Impara l'arte della fuga e del contrappunto presso un organista polacco, Podbieski, ispirazione del personaggio di Abraham Liscot ne Il Gatto Murr e si rivela essere un pianista prodigio. Cerca anche di scrivere poesie, romanzi e di disegnare, ma l'ambiente provinciale non è favorevole all'acquisizione di una tecnica. Ugualmente dotato per la pittura, la musica e la scrittura il giovane rimane ignorante per qualsiasi disciplina un po' severa e rimane estraneo alle forme nuove che allora nascevano in Germania.

Entrato all'università di Königsberg nel 1792, viene avviato dallo zio agli studi di diritto. La sua corrispondenza giovanile tratta solo delle sue numerose letture di autori come: Voltaire, Rousseau, Goethe, Schiller, Jean Paul, Kotzebue. In musica ammira Bach, Mozart e i compositori italiani,[1] solo più tardi scoprirà Haydn, Gluck e Beethoven.

Nel 1786, Ernst diventa amico di Theodor Gottlieb von Hippel (1775-1843), figlio di un pastore, scrittore conosciuto e parente di Kant. Nel 1792, i due amici si ritrovano all'università, dove seguono i corsi di Kant. Nel 1794, prova una grande passione per una giovane di ventotto anni, Johanna Dorothea Hatt, che chiama Cora, sposata ad un negoziante di più di sessant'anni e a cui dà lezioni di musica.

Una carriera da funzionario provinciale[modifica | modifica sorgente]

[Dal 1794, appena prima della fine dei suoi studi] Nel settembre del 1795 Hoffmann consegue la laurea in legge, e il prozio, il consigliere reale Christoph Ernst Vöteri (1722-1795), un notaio al servizio di molte famiglie nobili della Prussia Orientale, lo prende con sé come aiutante; ed Hoffmann lo accompagnerà più volte nelle visite dei loro possedimenti (episodio che si ritroverà nel racconto Il maggiorasco).

Nel giugno 1796 viene poi mandato a Glogau, in Slesia, dallo zio materno, il consigliere Johann Ludwig Dörffer, presso il quale lavora per due anni come auditore. Preferisce la compagnia degli artisti locali alla società borghese di Glogau e, benché egli sia attaccato alla tradizione protestante, sceglie solo amici cattolici. Ricevuto l'incarico di decorare una chiesa (tema che svilupperà nel La chiesa dei Gesuiti), diventa amico di un pittore italiano, Aloys Molinari (1775-1853), che lo introduce ai segreti della sua arte e gli ispira la nostalgia del sud, e [stranamente] in particolare dell'Italia, che si rifletterà in numerosi suoi scritti. Si fidanza anche con una cugina, Wilhelmina Doerffer, detta Mina e sembra accettare un matrimonio di convenienza. Tuttavia, appena passa il suo esame di guardasigilli, nell'estate del 1798 viene a sapere che suo zio è stato nominato consigliere intimo alla corte d'appello a Berlino. Felice di scappare da Glogau, parte con lui, occupando la funzione di guardasigilli alla corte d'appello, e prepara l'esame di assessore. Lì dipinge, disegna, compone un'opéra-comique, La Maschera, che dedica alla regina Louise (ma che il direttore di spettacolo, Iffland, rifiuta) e frequenta assiduamente il mondo delle riviste e dei teatri, che è abbastanza attivo in quegli anni, anche se il romanticismo ha ancora i suoi focolai più attivi nella Germania del Sud, a Jena tra il 1798 e il 1806 - attorno ai fratelli August Wilhelm Schlegel e Friedrich Schlegel, Ludwig Tieck e Novalis - a Heidelberg a partire dal 1804 e attorno a Joseph Görres, Achim von Arnim, Bettina Brentano e Clemens Brentano. Il gruppo di Berlino inizierà ad imporsi solo a partire dal 1808 con delle figure come August Wilhelm Schlegel, Adelbert von Chamisso, Friedrich de la Motte Fouqué, Heinrich von Kleist, Zacharias Werner, Joseph von Eichendorff e E.T.A. Hoffmann.

Nel marzo 1800, passato con successo l'esame di assessore, si trasferisce di nuovo in provincia, a Posen, la cui popolazione è mista, tedesca e polacca, evangelica e cattolica. Qui dà sfogo alla sua esuberanza giovanile, con qualche scapestrataggine: sbronze e scherzi si susseguono, e Hoffmann fa' delle caricature di suoi colleghi e superiori. Nella città di Posen diventa in qualche modo celebre. Vi si esegue una sua cantata, che ha scritto per salutare il nuovo secolo, e un'opera che ha scritto riprendendo quella di Goethe (Facezia, astuzia e vendetta), di cui si conserva solo il titolo. Ma il suo disaccordo con la società borghese aumenta. Nel 1801 rompe il fidanzamento con la cugina, attirandosi così il biasimo della famiglia. Ugualmente si rende impopolare presso i suoi colleghi e superiori a causa delle caricature, che circolano in città. Per queste impertinenze verrà mandato, per penitenza, in un centro meno importante. Il 21 febbraio 1802 un decreto lo nomina consigliere a Plock, con lo stipendio di 800 scudi l'anno.

Ma intanto conosce a Posen la figlia di un funzionario polacco, Maria Thekla Michalina Rorer-Trzynska (1781-1859), detta Rohrer (secondo l'usanza di germanizzare i nomi), di cui si sa poco, ma che egli sposa il 26 luglio nella chiesa cattolica Corpus-Cristi e che rimarrà fino alla fine accanto a lui. Esiliato a Plock, un piccolo borgo triste di tremila abitanti, quasi tutti polacchi, tra luglio 1802 e la primavera 1804 incomincia a scrivere il suo diario, scritto in parte con caratteri greci o con abbreviazioni, per impedire che la moglie ci possa curiosare. In questi due anni, non prova altro che tristezza e noia e si chiede se non dovrebbe abbandonare la magistratura per volgersi all'arte, senza riuscire a decidersi, tra la pittura, la musica e la poesia. Abbozza due opere: Il rinnegato e Faustina. Determinato a scappare da questo esilio, moltiplica le iniziative, sollecita l'intervento dei suoi amici. Nell'attesa riprende la sua abitudine di andare di bar in bar, beve il punch (una bevanda a base di arak, di limone e di zucchero a cui si dà fuoco) e conosce gravi crisi di angoscia nervosa. Infine, grazie a Hippel, ottiene di essere trasferito a Varsavia.

Prima di raggiungere il suo nuovo posto di lavoro, fa un ultimo soggiorno nella sua città natale nel febbraio 1804. Sua zia è appena morta ed egli teme di non ricevere la sua parte di eredità.

Varsavia e la scoperta dell'arte[modifica | modifica sorgente]

A Varsavia, Hoffmann ritrova l'ambiente che gli era piaciuto a Berlino. Ritrova Zacharias Werner, compatriota di Königsberg e figlio di suo padrino, diventa amico di un giovane collega ebreo, di quattro anni più giovane, Julius Eduard Hitzig, suo futuro biografo, che è a Varsavia da cinque anni e fa parte del gruppo letterario berlinese 'Nordstern' (stella del Nord); è rimasto in contatto con August Wilhelm Schlegel, Adelbert von Chamisso, Friedrich de la Motte Fouqué e Rachel Varnhagen von Ense (1771-1833), nata Levin. È Werner che fa scoprire a Hoffmann la nuova letteratura e gli fa leggere Novalis, Ludwig Tieck, i fratelli August e Friedrich Schlegel, Achim von Arnim, Clemens Brentano, Gotthilf Heinrich von Schubert (l'autore del La simbolica dei sogni e degli aspetti notturni delle scienze naturali). È Hitzig che dà a Hoffmann le opere di Carlo Gozzi e Calderon. Queste letture relativamente tardive segnano profondamente Hoffmann, è una rivelazione a se stesso e lo aiutano a concepire la sua opera personale. Zacharias Werner, personalità complessa, gli fa scoprire l'attrazione per la religione e un'atmosfera di mistero.

A Varsavia, Hoffmann si appassiona anche al teatro, fa dieci progetti di opere, compone una messa solenne, una sinfonia, un quintetto, delle canzoni all'italiana. Riesce a far recitare a teatro l'opera che trae dai 'Gioiosi musicisti' di Clemens Brentano. In compenso, a Berlino, Iffland rifiuta La croce sul Baltico, il cui testo è di Zacharias Werner e la musica di Hoffmann, al quale si preferisce un altro compositore. Questa opera è considerata il primo esempio di musica romantica. Continua a dipingere, lavorando agli affreschi del palazzo di Mnisrek, sede della società musicale: ma, ritornandogli il gusto della satira, dà agli dei egizi di uno dei suoi affreschi l'aspetto caricaturale dei funzionari da cui dipende, il che gli crea qualche noia. Malgrado le sue numerose attività, Hoffmann si annoia a Varsavia, detesta sempre di più il suo lavoro, e la vita cittadina troppo rumorosa stanca i suoi nervi. Una figlia, che nasce nel luglio 1805, è battezzata con il nome di Cecilia in onore della patrona dei musicisti, e Hoffmann compone in suo onore una messa.

Nel novembre 1806, però, l'armata francese occupa Varsavia e mette fine all'amministrazione prussiana. Hoffmann preferisce licenziarsi, ma senza risorse riesce a lasciare la Polonia solo nel giugno 1807 e parte per Berlino, lasciando la moglie e la figlia a Posen.

Musica e letteratura[modifica | modifica sorgente]

L'anno passato a Berlino nel 1807 è il più gramo di tutta la vita di Hoffmann. Nella città, occupata dalle truppe della Grande Armata di Napoleone, egli non riesce a farsi reinserire tra i dipendenti della magistratura e ottiene appena magri sussidi. Deve ricorrere agli amici, chiedere prestiti, rimane a volte giorni senza mangiare. A Berlino compone sei cantici per coro a cappella, dedicati alla Vergine, una delle sue meravigliose opere musicali, che, nel Gatto Murr, attribuisce a Johannes Kreisler. Nell' agosto 1807 viene a sapere che sua figlia è morta a Posen. Infine, a seguito di un annuncio [richiesta di lavoro?] da lui pubblicato su un giornale, Friedrich von Soden gli propone in novembre 1807 l'impiego di direttore musicale al teatro di Bamberga, in Baviera. Ma la sua nomina sarà effettiva solo nell' aprile 1808, e l'inizio della sua attività fissata al primo settembre seguente. Nel frattempo si reca da un vecchio amico a Glocau.

Nel settembre 1808, Hoffmann si reca a prendere sua moglie a Posen e la porta a Bamberga. Vi passerà cinque anni decisivi, tra il 1808 e il 1813: scopre la Germania del Sud e, per la prima volta, può dedicarsi alla musica. Ma la pratica di quest'arte gli permette di costatare l'insufficienza della sua formazione, e inizia a fare il critico musicale, il che lo indirizza alla creazione letteraria, senza tuttavia abbandonare la composizione musicale.

Una scelta comincia a operarsi tra le tre arti. La musica gli fa trovare il suo stile di scrittore, mentre il disegno e la pittura diventano un divertimento. La città di Bamberga piace a Hoffmann, con la sua cattedrale, i palazzi barocchi e la popolazione cattolica di umore abbastanza allegro, che trova diversa dalla borghesia di Königsberg. Il teatro di Bamberga, però, mal gestito dal conte von Soden, è in piena decadenza, e Hoffmann conserva solo per poco il suo posto di direttore d'orchestra; deve dare lezioni private di musica alle ragazzine. Le cose migliorano solo nel 1810, quando l'attore Franz von Holbein (1779-1855) e il dottore Adalbert Friedrich Marcus (1753-1816), due amici di Hoffmann, prendono il teatro in mano, e, per due anni, Hoffmann vi si prodiga con entusiasmo.

Abita di fronte al teatro e all'albergo della Rosa, che è descritto nel Don Juan, in una casetta stretta, la cui mansarda gli funge da rifugio; ci lavora seduto sul bordo dell'abbaino, le gambe penzolanti nel vuoto, amato dai gatti del vicinato che descriverà nel Gatto Murr. Nel pavimento ha fatto aprire un buco attraverso il quale sua moglie gli passa da mangiare. Compositore, scenografo, direttore d'orchestra, decoratore, librettista, diventa di fatto l'unico animatore di spettacoli che guadagnano il favore del pubblico e prende piacere a far rappresentare le opere che preferisce: Shakespeare, Calderon, Gozzi, Heinrich von Kleist, Zacharias Werner, Mozart, Beethoven. Hoffmann si crea molti amici a Bamberga, tra i quali degni di nota sono il dottor Marcus, un uomo colto, il dottor Speyer che lo interroga [lo assiste nei?] sui suoi squilibri mentali e un mercante di vino, Karl Friedrich Kunz, che diventerà il suo primo editore.

Durante i suoi primi anni a Bamberga, Hoffmann compone molto: balletti, musica da coro, prologhi o opera. Ma quest'attività un po' disordinata, schiava del gusto del pubblico, finisce per stancarlo, perciò inizia a dedicarsi alla critica musicale, principalmente sull'Allgemeine musikalische Zeitung di Johann Friedrich Rochlitz (1769-1842), alla quale da' una forma originale, inglobando i suoi commenti in una trama romanzesca..Questa evoluzione verso la letteratura deve senz'altro molto alla passione che prova dal 1809 per una delle sue allieve, Julia Marc, parente del dottor Marcus. La ragazzina ha solo tredici anni, contro i trentaquattro di Hoffmann, è di famiglia ebrea, figlia di un commerciante e molto dotata per la musica. Questo amore, il cui diario ci permette di seguirne le tappe, è prestissimo elevato al livello di mito tragico, di cui ritroviamo gli echi ne Il gatto Murr e in numerosi suoi racconti. Le sue illusioni svaniscono quando la ragazzina si fidanza con un commerciante di Lipsia.

Il suo primo racconto conosciuto, Il cavaliere Gluck, data all'autunno 1808. Seguono le Kreisleriane scritte per un giornale. In quest'occasione Hoffmann crea il personaggio di Johannes Kreisler, il musicista pazzo, che è il "doppio" di se stesso, deriso e meraviglioso, che lo ossessionerà fino alla fine dei suoi giorni e dominerà i racconti delle Fantasie alla maniera di Jacques Callot (1813) e il romanzo del Gatto Murr (1819).

Nel 1814 inizia il periodo più fecondo della sua produzione letteraria, che lo porta a scrivere racconti tra i più originali e suggestivi della letteratura europea.

Il suo primo racconto è Il cavaliere Gluck (1808), in cui descrive la musica come un'arte leggera e soave, ma profondamente distruttiva.[2] Si dedica anche allo studio dell'ipnosi, dell'occulto e della telepatia.

L'attrazione per i fenomeni occulti ed allucinatori si ritrova nel suo romanzo Gli elisir del diavolo (1815), dove l'autore affronta i temi dello sdoppiamento della coscienza, della follia e della telepatia, e nella raccolta Racconti notturni.

Nei suoi racconti l'autore affronta diversi generi narrativi, spaziando dal racconto avventuroso a quello poliziesco; si dedica a casi patologici e alla satira; descrive la realtà concreta come un qualcosa di inconcepibile, assurdo, artificioso, mentre i sogni e le magie appaiono come aspetti assolutamente naturali e ovvi.

Una sua importante raccolta di romanzi e racconti è I confratelli di Serapione. Hoffmann pubblicò anche altri racconti nei volumi Frammenti fantastici alla maniera di Callot e Racconti notturni.

Tra i Racconti notturni, uno dei più celebri è Der Sandmann (L'uomo della sabbia), che racconta delle vicende di Nataniele, personaggio soggetto ad una ossessione paranoica che oscilla tra il reale e l'immaginazione. Da bambino Nataniele viene ammonito dalla tata con la minaccia del Mago Sabbiolino (l'Uomo della Sabbia) che viene dai bambini che non dormono e butta loro la sabbia negli occhi, facendoli cadere sanguinanti, per poi portarli in pasto alle sue creature dal becco affilato. Nataniele identifica prima il Mago Sabbiolino con Coppelius, amico del padre e forse causa della sua morte (ritenuta accidentale) poi, da ragazzo, con Coppola, venditore ambulante di occhiali dal quale compra un binocolo che userà per spiare Olimpia, sua vicina di casa. In realtà Olimpia è un automa creato dal dottor Spallanzani e dall'ottico Coppola. Nataniele porta avanti la sua ossessione perturbante nei confronti dell'ottico e il timore per la perdita degli occhi, fino a quando un giorno, in cima ad un campanile con la fidanzata, non tenta di buttarla giù in preda al panico per aver visto Coppelius. La ragazza si salva, ma Nataniele si butta, morendo sul colpo. Da questo soggetto il compositore Jacques Offenbach compone nel 1881 una famosa opera dal titolo I racconti di Hoffmann. Il tema verrà abbondantemente ripreso nel tempo, dalla Eva Futura di Auguste Villiers de l'Isle-Adam fino al robot del film Metropolis, nonché analizzato in chiave psicoanalitica da Sigmund Freud ne Das Unheimliche. Il coreografo francese Arthur Saint-Léon creò nel 1870 il celebre balletto di Coppélia sulle musiche di Léo Delibes,il cui libretto era basato sulla figura del mago Coppélius e della bambola meccanica Coppélia. Al racconto si sono ispirati anche i Metallica nel brano Enter Sandman.[3]

Da un altro racconto, Schiaccianoci e il re dei topi, il musicista russo Pyotr Ilyic Ciajkovskij è ispirato per la creazione (nel 1891) del suo celebre balletto Lo Schiaccianoci.

Fra le sue opere musicali più importanti, da ricordare la Undine, scritta in collaborazione con La Motte-Fouqué.

Per gli scrittori francesi dell'Ottocento Hoffmann ha incarnato il vero spirito romantico tedesco. La sua figura e le sue opere letterarie, improntate al fantastico e all'horror, influenzarono notevolmente il Romanticismo europeo ed ispirarono le narrazioni di molti autori, tra i quali Edgar Allan Poe e Fedor Dostoevskij.

Hoffmann muore nel 1822 a quarantasei anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Racconti fantastici alla maniera di Callot (Fantasiestücke in Callots Manier, 4 volumi, 1814, n.ed. 2 volumi 1819)
    • Jacques Callot (Jacques Callot, 1814)
    • Il cavaliere Gluck (Ritter Gluck. Eine Erinnerung aus dem Jahre 1809, 1809, ed. definitiva 1819)
    • Kreisleriana (I):
      • le sofferenze musicali del maestro di cappella Johannès Kreisler (Johannes Kreislers, des Kapellmeisters, musikalische Leiden, 1810)
      • ombra adorata! (ombra adorata!, 1814)
      • pensieri sull'alta dignità della musica (Gedanken über den hohen Wert der Musik, 1812)
      • la musica strumentale di Beethoven (Beethovens Instrumental-Musik, 1813)
      • pensieri estremamente sparsi (Höchst zerstreute Gedanken, 1814)
      • il perfetto macchinista (Der vollkommene Maschinist, 1814)
    • Don Giovanni (Don Juan. Eine fabelhafte Begebenheit, die sich einem reisenden Enthusiasten zugetragen, 1813, ed. def. 1819)
    • Le nuove avventure del cane Berganza (Nachricht von den neuesten Schicksalen des Hundes Berganza, 1814)
    • Il magnetizzatore (Der Magnetiseur, 1814)
    • Il vaso d'oro (Der goldene Topf. Ein Märchen aus der neuen Zeit, 1814) (romanzo)
    • Le avventure della notte di S. Silvestro (Die Abenteuer der Silvester-Nacht, 1815)
    • Kreisleriana (II):
      • lettera del barone Wallborn al maestro di cappella Kreisler (Brief des Barons Wallborn an den Kapellmeister Kreisler, 1814)
      • lettera del maestro di cappella Kreisler al barone Wallborn (Brief des Kapellmeisters Kreisler an den Baron Wallborn, 1814)
      • circolo poetico-musicale di Kreisler (Kreislers musikalisch-poetischer Klub, 1815)
      • novelle di un giovane colto (Nachricht von einem gebildeten jungen Mann, 1814)
      • il nemico della musica (Der Musikfeind, 1814)
      • su un'osservazione di Sacchini (Über einen Ausspruch Sacchinis, 1814)
      • tesi di laurea di Johannes Kreisler (Johannes Kreislers Lehrbrief, 1815)
  • Gli elisir del diavolo (Die Elixiere des Teufels, 2 volumi, 1815-1816) (romanzo)
  • Schiaccianoci e il re dei topi (Nußknacker und Mausekönig, 1816)
  • Racconti Notturni (Nachtstücke, 2 volumi, 1816-1817)
    • L'uomo della sabbia (Der Sandmann, 1816)
    • Ignaz Denner (Ignaz Denner, 1816)
    • La chiesa dei gesuiti di G. (Die Jesuiterkirche in G., 1816)
    • Il Sanctus (Das Sanctus, 1816)
    • La casa disabitata (Das öde Haus, 1817)
    • Il maggiorasco (Das Majorat, 1817)
    • Il voto (Das Gelübde, 1817)
    • Il cuore di pietra (Das steinerne Herz, 1817)
    • Le curiose pene di un capocomico (Seltsame Leiden eines Theater-Direktors, 1818) (romanzo)
  • I confratelli di Serapione (Die Serapionsbrüder, 4 volumi, 1819-1821) (racconti e romanzi)
      • Serapione (Der Einsiedler Serapion, 1819)
    • Il consigliere Krespel (Rat Krespel, 1817)
      • Serapione e il suo principio (Serapion und das serapiontische Prinzip, 1819)
    • La cadenza (Die fermate, 1815)
    • Il poeta e il compositore (Der Dichter und der Komponist, 1813)
    • Frammento della vita di tre amici (Ein Fragment aus dem Leben dreier Freunde, 1818)
    • La corte di Artù (Der Artushof, 1816)
    • Le miniere di Falun (Die Bergwerke zu Falun, 1819)
    • Schiaccianoci e il re dei topi (Nußknacker und Mausekönig, 1816)
    • La gara dei cantori (Der Kampf der Sänger, 1818)
    • Apparizioni (Eine Spukgeschichte, 1819)
    • L'automa (Die Automate, 1814)
    • Doge e dogaressa (Doge und Dogaresse, 1818) (romanzo)
      • vecchia e nuova musica di chiesa (Alte und neue Kirchenmusik, 1814)
    • Mastro Martin il bottaio e i suoi garzoni (Meister Martin der Küfner und seine Gesellen, 1818)
    • Il bambino misterioso (Das fremde Kind, 1817)
    • Il diavolo a Berlino (Nachricht aus dem Leben eines bekannten Mannes, 1819)
    • Il sorteggio della sposa (Die Brautwahl, 1819)
    • L'ospite sinistro (Der unheimliche Gast, 1819)
    • La signorina de Scudéry (Das Fräulein von Scudéry. Erzählung aus dem Zeitalter Ludwigs XIV, 1819)
    • Fortuna al gioco (Spielerglück, 1819)
      • il barone von B. (Der baron von B., 1819) (negli intermezzi)
    • Il signor Formica (Signor Formica, 1819) (romanzo)
      • Zacharias Werner (Zacharias Werner, 1821)
      • agafia (Erscheinungen, 1817)
    • La concatenazione delle cause (Der Zusammenhang der Dinge, 1820)
    • Vampirismo (Vampirismus. Eine gräßliche Geschichte, 1821)
      • estetica della società del thè (Die ästhetische Teegesellschaft, 1821)
    • La sposa del re (Die Königsbraut. Ein nach der Natur entworfenes Märchen, 1821)
    • Il piccolo Zaccheo detto Cinabro (Klein Zaches, genannt Zinnober, 1819) (romanzo)
    • Il gatto Murr. Le sagge riflessioni del gatto Murr mischiate a una biografia frammentaria del maestro di cappella Johannes Kreisler presentate a caso come fogli strappati (Lebensansichten des Katers Murr nebst fragmentarischer Biographie des Kapellmeisters Johannes Kreisler in zufälligen Makulaturblättern, 1820) (romanzo)
    • La principessa Brambilla (Prinzessin Brambilla, 1820) (romanzo)
    • Mastro Pulce (Maister Floh, 1822) (romanzo)
  • Ultimi racconti (Die letzten Erzählungen, 1821) (racconti)
      • haimatochare (haimatochare, 1821)
    • La marchesa de la Pivardière (Die Marquise de la Pivardière, 1821)
    • I malintesi (Die Irrungen. Fragment aus dem Leben eines Phantasten, 1820)
    • Gli arcani (Die Geheimnisse, 1821)
    • Lo spirito elementare (Der Elementargeist, 1821)
    • I masnadieri (Die Räuber. Abenteuer zweier Freunde auf einem Schlosse in Böhmen, 1821)
    • I sosia (Die Doppeltgänger, 1821)
    • Datura Fastuosa (Datura Fastuosa, 1821)
    • Mastro Johannes Wacht (Meister Johannes Wacht, 1821)
    • La finestra del cugino (Des Vetters Eckfenster, 1821)
    • La guarigione (Die Genesung, 1821)
    • Il nemico (Der Feind, 1821)
    • Haima-Haira (Haima-Haira)
      • ingenuità (Naivität)
      • ultime avventure di un avventuriero
    • La gara dei cantori (racconto)
    • Il barone von B. (Der baron von B.) (racconto)
  • Racconti e romanzi ritrovati
    • Gli effetti di una coda di maiale
    • Mondo moderno... gente moderna (Moderne Welt... moderne Leute)
    • Visione sul campo di battaglia di Dresda (Die Vision auf dem Schlachtfelde bei Dresden)
    • Delicatesse francese (Französische Delikatesse)
    • Le Dey d'Elbe a Parigi (Der Dey von Elba in Paris)
    • Principessa Blandina (Prinzessin Blandina)
    • Lettera della montagna (Briefe aus den Bergen)
    • Una lettera d'Hoffmann al barone La Motte-Fouqué (Ein Brief von Hoffmann an Herrn Baron de la Motte Fouqué)
    • Frammento biografico di un visionario (I malintesi e gli arcani) (romanzo)
    • Piacevole soddisfazione di un bisogno naturale
    • Suor Monika (Schwester Monika), (romanzo attribuito a Hoffmann)
  • Raccolte
    • Gesammelte Schriften, 12 tomi, 1871-1873
    • Werke, 1879-1883
    • Sämtliche Werke, a cura di Eduard Grisebach, 15 volumi, 1900-1909
    • Sämtliche Werke, a cura di Carl Georg von Maassen, 9 volumi, 1908-1928
    • Werke, a cura di Georg Ellinger, 15 volumi, 1912
    • Dichtungen und Schriften sowie Briefe und Tagebücher, a cura di Walther Harich, 15 volumi, 1924
    • Poetische Werke, a cura di Klaus Kanzog, 12 volumi, 1957-1962
    • Schriften zur Musik. Nachlese. Briefwechsel. Tagebücher. Juristische Arbeiten, a cura di Friedrich Schnapp, 3 volumi, 1968-1973
    • Gesammelte Werke in Einzelausgaben a cura di Hans Joachim Kruse e Rolf Mingau, 1976-1988
    • Sämtliche Werke in sechs Bänden, a cura di Hartmut Steinecke e Wulf Segebrecht, 1985-2004

Traduzioni italiane[modifica | modifica sorgente]

I traduttori che hanno lavorato su Hoffmann sono Barbara Allason, Alessandra Valtieri, Ervino Pocar, Rosina Pisaneschi Spaini, Carlo Pinelli, Alberto Spaini, Giorgio Vigolo, Nicola Maria Corcia, Augusto Vital, Luigi Agnes, Maria Luisa Carosso, Rodolfo Bottacchiari, Anita Scotti, Mario Benzi, Giorgio Imperatori, Mariangela Dona, Giuseppina Calzecchi Onesti, Giuseppe Bianchi, Gerardo Fraccari, Clara Valiani, Ferruccio Masini, Rino Cappellato, Florence Sovelius, Amos Nannini, Mario Benzi, Fabia Gatti, Renato Dealbera, Gemma Sartori, Maria Paola Arena, Mariangela Donà, Francesco Saba Sardi, Costante Domenighetti, Gerardo Fraccari, Stefano Vastano, Beatrice Talamo, Franca Quartapelle, Cecilia Santini, Laura Bocci, Rossana Guarnieri, Andrea Carbonari, Marina Bistolfi, Alessandro Ortona, Marina Bellucci, Luca Crescenzi, Matteo Galli, Elena Broseghini e Michele Cometa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sull'atteggiamento di Hoffmann nei confronti della grande musica italiana vedi Fausto Cercignani, E. T. A. Hoffmann, Italien und die romantische Auffassung der Musik, in Das Land der Sehnsucht. E. T. A. Hoffmann und Italien, a cura di S. M. Moraldo, Heidelberg, Winter, 2002, pp. 191-201.
  2. ^ Vedi Fausto Cercignani, Hoffmann nella scia di Wackenroder. «Kreisleriana» e dintorni, in Studia theodisca VI, Milano, 1999, pp. 179-228.
  3. ^ Cfr. il video ufficiale (visibile su YouTube), e The Sandmann, wordpress.com.

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