Eva futura

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Eva futura
Titolo originale L'Ève future
L'Isle-Adam.jpg
Ritratto di Auguste de Villiers de l'Isle-Adam
Autore Auguste de Villiers de l'Isle-Adam
1ª ed. originale 1886
Genere romanzo
Sottogenere filosofico e fantascientifico
Lingua originale francese
Personaggi Lord Celian Ewald, Thomas Alva Edison, Hadaly, l'androide, miss Alicia Clary

Eva futura (L'Ève future) è un romanzo filosofico e fantascientifico di Villiers de l'Isle-Adam, pubblicato per la prima volta nel 1886.

Scritto con un linguaggio ricercato ed estetizzante, al suo apparire non suscitò particolare interesse se non nelle voci isolate di Mallarmé, Huysmans e Baudelaire[1][2]. Eppure, questo romanzo anticipa alcuni temi che saranno cari alla letteratura novecentesca e può essere considerato il romanzo che ha reso popolare il termine androide[3][4]. Il romanzo prefigura la possibilità degli esseri umani artificiali, discute la questione etica del confine tra umano-non umano e dei limiti delle macchine e dell'uomo, e soprattutto promuove l'idea di una realtà essenzialmente illusoria.

Eva futura raccoglie e presenta in forma più organica alcune delle invenzioni già comparse in precedenti racconti, come Il trattamento del dottor Tristan[5]. Le atmosfere mistiche e fantastiche si mischiano a uno scientismo cupo: nella storia, lo scienziato Edison più volte professa fede al positivismo, all'epoca di gran moda, e si magnificano le invenzioni possibili grazie all'elettricità: in questo senso, il finale si presenta come una critica al positivismo stesso, di cui Villiers de l'Isle-Adam è stato considerato campione[6].

Nel libro sono presenti anche alcune dichiarazioni misogine, non estranee all'autore[7], e questo appare il suo aspetto più datato. Ciò nonostante, Eva futura è un romanzo oggi rivalutato ed è considerato una delle maggiori opere di Villiers de l'Isle-Adam.

Indice

Trama [modifica]

Lord Ewald, nobile raffinato e sensibile, si innamora di una donna perfetta nell'aspetto ma irrimediabilmente mediocre. Il celebre scienziato Thomas Alva Edison, seppure ancora vivente all'uscita del romanzo, è qui co-protagonista letterario descritto come un genio creatore e stregone: decide di aiutare il giovane disperato e pronto al suicidio per rendergli il favore di esser stato a sua volta economicamente aiutato dal lord in passato, e aver potuto così condurre i suoi esperimenti di importanza umanitaria e per il progresso umano. Edison realizza per lord Ewald un androide, una replica della sua amata indistinguibile da essa fisicamente, in cui infondere l'intelligenza e una essenza spirituale (Hadaly) per arrivare a creare la donna ideale da sostituire a quella imperfetta e reale.[2]

Note [modifica]

  1. ^ Già Mallarmé, in una conferenza a Bruxelles datata 11 febbraio 1890 seguente la morte di Villiers de l'Isle-Adam, definiva l'Eva futura come «l'Opera che evocherà il nome di Villiers de l'Isle-Adam». Cfr. Il saggio iniziale di Mallarmé (trad it.: Giorgio Agamben) in Eva futura, con un saggio di Stéphane Mallarmé, Milano, Bompiani, 1966, p. XVIII.
  2. ^ a b Cfr. Eva futura, con un saggio di Stéphane Mallarmé, Milano, Bompiani, 1966. ISBN 88-452-1728-0
  3. ^ In alcune edizioni il termine è stato tradotto in italiano con "andreide".
  4. ^ Per Shelde, Androids, Humanoids, and Other Science Fiction Monsters: Science and Soul in Science Fiction Films, New York, New York University Press, 1993. ISBN 0-8147-7930-1
  5. ^ Antonio Castronuovo. "Inclassificabili squisitezze meccaniche", in Macchine fantastiche. Manuale di stramberie e astuzie elettro-meccaniche. Nuovi Equilibri, 2007, p. 204
  6. ^ Cfr. il lemma "Villiers de l'Isle-Adam", in Enciclopedia della letteratura Garzanti, Milano, Garzanti, 3ª ed. aggiornata e ampliata, novembre 1997, pp.1138-1139.
  7. ^ Angelo Mainardi (a cura di). "Villiers de l'Isle-Adam - Un'Eva elettrica per un Adamo misogino. Eva futura" in Humour Nero - Itinerari. 2005

Edizioni [modifica]

Ristampato e tradotto in varie lingue, di seguito riportiamo solo le edizioni italiane:

  • Eva futura, traduzione di Maria Vasta Dazzi, Milano: Longanesi, 1964, pp. 370.
  • Eva futura, traduzione di Maria Vasta Dazzi, Milano, Bompiani, 1966, pp. 266.
  • Eva futura. Romanzo, unica traduzione di D. C., Milano: Casa Edit. Bietti Edit. Tip., 1930, pp. 286.

Voci correlate [modifica]

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