Heinrich von Kleist

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist

Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist (Francoforte sull'Oder, 18 ottobre 1777Berlino, 21 novembre 1811) è stato un drammaturgo, poeta e scrittore tedesco. A lui è intitolato il prestigioso premio Kleist per la letteratura tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Heinrich von Kleist nacque a Francoforte sull'Oder il 18 ottobre 1777 (anche se egli sosteneva di essere nato il 10 ottobre) da Joachim Fredrick von Kleist, capitano dell'esercito prussiano, e dalla sua seconda moglie Juliane Ulrike; la sua famiglia apparteneva al cosiddetto Uradel, ovvero a quella nobiltà tedesca che poteva rivendicare una discendenza nobiliare almeno a partire dal XVI secolo. Suo padre morì quando egli aveva solo undici anni, e la madre, sebbene più giovane del marito di diciotto anni, morì quando il figlio aveva solo quindici anni. Rimasto orfano venne educato da un pastore luterano, Christian Ernst Martini, e dopo gli studi secondari, nel 1792 entrò nell'esercito prussiano, combatté nella battaglia del Reno del 1792 e si congedò il 4 aprile 1799 su sua stessa richiesta con il grado di luogotenente. Studiò in seguito legge e filosofia all'Università di Francoforte sull'Oder, e nel 1800 ottenne un posto di funzionario al ministero delle finanze, a Berlino, dove ebbe modo di frequentare i salotti letterari di Rahel Varnhagen von Ense e Henriette Herz. Questi sono anche gli anni della cosiddetta "crisi kantiana"; non sappiamo quale opera Kleist avesse letto del filosofo di Königsberg, ma sappiamo dal suo epistolario che fu un evento che lo scosse particolarmente. Kleist interpretò il messaggio kantiano male ed in chiave pessimistica, arrivando a credere che nel mondo e nella vita la verità sia inconoscibile ed impenetrabile.

Nel 1801 lasciò Berlino e si recò a Parigi, via Dresda in compagnia della sorella Ulrike e di seguito raggiunse Berna in Svizzera. Si stabilì su un'isola del Lago di Thun, la Delosea-Insel, con l'intenzione di diventare contadino e di riconquistare un rapporto intimo col mondo intorno a lui. Queste elucubrazioni gli venivano dall'esperienza letteraria di Rousseau. In Svizzera Kleist trovò l'amicizia di Heinrich Zschokke e Ludwig Friedrich August Wieland, figlio del poeta Christoph Martin Wieland, a cui lesse il suo primo dramma, la malinconica tragedia Die Familie Schroffenstein (1803), intitolata in origine Die Familie Ghonorez. Sempre qui, con modalità che ricordano la stesura del Frankenstein di Mary Shelley, Kleist scrisse Der zerbrochne Krug ("La brocca rotta"). In Svizzera Kleist ruppe il fidanzamento con Wilhelmine von Zenge, tra l'altro vicina di casa a Francoforte sull'Oder, perché non volle seguirlo nei suoi viaggi.

In seguito a una lunga malattia, nell'autunno del 1802 Kleist tornò in Germania; fece visita a Goethe, Schiller e Wieland a Weimar, soggiornò per un certo periodo a Lipsia e a Dresda, recandosi poi nuovamente a Parigi. Qui, in preda ad una crisi artistica ed esistenziale, Kleist bruciò il manoscritto di Robert Guiskard, Herzog der Normänner, un'opera a cui stava lavorando. Riscrisse di getto e a memoria lo splendido frammento che oggi ci rimane.

Nel 1804 tornò al suo lavoro a Berlino, e fu poi trasferito all'ufficio del demanio a Königsberg. Durante un viaggio verso Dresda del 1807 Kleist fu arrestato dai francesi per sospetto spionaggio e spedito in Francia a Châlons-sur-Marne dove rimase prigioniero per sei mesi. Durante la detenzione lavorò alla tragedia Penthesilea.

Tomba di Kleist a Berlino

Riacquistata la libertà, raggiunse Dresda dove in collaborazione con Adam Heinrich Müller (1779-1829) pubblicò l'almanacco filosofico-letterario Phöbus per il 1808. Nel 1809 andò a Praga e poi tornò a Berlino, in seguito ad una malattia e alla forte tensione psichica causatagli dal proposito di uccidere Napoleone. Qui scrisse il suo dramma più famoso e anche più travagliato, Der Prinz Friedrich von Homburg, che però fu un insuccesso, tanto da segnare la fine della sua attività poetica.

Nell'ottobre 1810 fondò un quotidiano nazionalista e conservatore: Die Berliner Abendblätter che cessò le pubblicazioni nel febbraio 1811 per seri problemi con la censura. Da questo momento Kleist rimase senza lavoro, respinto dagli editori; il suo squilibrio psichico, covato per anni, ne risentì al punto che il 21 novembre si diede la morte a Berlino, sulle rive del Wannsee, insieme alla sua amica Henriette Vogel, malata di tumore. Kleist, con l'assenso di lei, la uccise con un colpo di pistola al cuore, per poi spararsi un colpo alla testa.[1]

L'intera vita di Kleist fu caratterizzata dalla costante ricerca di una felicità ideale e illusoria, di cui vi è traccia costante nei suoi lavori. Egli fu di gran lunga il drammaturgo più importante nel movimento romantico in Germania del nord, e nessun altro autore romantico riuscì mai a raggiungere la stessa energia espressiva che egli traspose nella sua indignazione patriottica. È pur vero, però, che è difficile ed ingiusto ascrivere Kleist al Romanticismo; egli fu grande anticipatore - del tardo Romanticismo alla Hoffmann dei Racconti notturni - e rielaboratore del classico - si pensi alla sua Penthesilea.

La lettera d'addio[modifica | modifica wikitesto]

Lettera indirizzata alla sorellastra Ulrike, in cui annuncia il suicidio.
(DE)

« Ich kann nicht sterben, ohne mich, zufrieden und heiter, wie ich bin, mit der ganzen Welt, und somit auch, vor allen anderen, meine teuerste Ulrike, mit Dir versöhnt zu haben. Laß sie mich, die strenge Äußerung, die in dem Briefe an die Kleisten enthalten ist, laß sie mich zurücknehmen; wirklich, Du hast an mir getan, ich sage nicht, was in Kräften einer Schwester, sondern in Kräften eines Menschen stand, um mich zu retten: die Wahrheit ist, daß mir auf Erden nicht zu helfen war. Und nun lebe wohl; möge Dir der Himmel einen Tod schenken, nur halb an Freude und unaussprechlicher Heiterkeit dem meinigen gleich: das ist der herzlichste und innigste Wunsch, den ich für Dich aufzubringen weiß. »

(IT)

« Non posso morire senza essermi riconciliato, contento e sereno come sono, col mondo intero e soprattutto con te, mia carissima Ulrike. Lascia, l'affermazione precisa è contenuta nella lettera ai Kleist, lascia ch'io mi ritiri. In realtà, tu hai fatto per me non dico quanto stava nelle forze di una sorella, ma nelle forze di una creatura umana, al fine di salvarmi: la verità è che per me non c'era aiuto possibile sulla terra. E ora addio; possa il cielo donarti una morte solo a metà così gioiosa e indicibilmente serena come la mia: questo è l'augurio più cordiale e più profondo che io possa concepire per te. »

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Drammi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • La famiglia Schroffenstein (Die Familie Schroffenstein), 1803
  • La brocca rotta (Der zerbrochne Krug), 1806
  • Amphitryon, 1807
  • Penthesilea, 1808
  • La battaglia di Arminio (Die Hermannsschlacht), 1808
  • Caterina di Heilbronn (Das Käthchen von Heilbronn), 1810
  • Il principe di Homburg (Prinz Friedrich von Homburg), 1810
  • Roberto il Guiscardo (Robert Guiskard), frammento

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Kohlhaas, 1811

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il terremoto in Cile (Das Erdbeben in Chili), 1807
  • La marchesa di O... (Die Marquise von O...), 1808
  • Il fidanzamento a Santo Domingo (Die Verlobung in St. Domingo), 1808
  • La mendicante di Locarno (Das Bettelweib von Locarno), 1810
  • Santa Cecilia (Die heilige Cäcilie oder die Gewalt der Musik), 1810
  • Il duello (Der Zweikampf), 1811
  • Il trovatello (Der Findling), 1811

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sul teatro di marionette (Über das Marionettentheater), 1810

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Georg Minde-Pouet, Kleists letzte Stunden. Teil 1: Das Akten-Material, Berlin, Weidmann, 1925., reperibile in rete: Georg Minde-Pouet, Kleists letzte Stunden. Teil 1: Das Akten-Material (Berlin: Weidmann 1925). URL consultato il 1 aprile 2012.. Si veda Obduktionsprotokoll Heinrich v. Kleist. URL consultato il 1º aprile 2012.:Hiermit wurde die Obduction beschlossen, wobei obducentes noch erklärten, daß denatus blos an den Folgen des Schusses gestorben sey, wie sie näher in dem viso reperto ausführen würden. Infatti poi nella relazione datata 11.12.1811 si legge: Daß Gehirn-Verletzungen solcher Art, an und für sich absolute lethal sind, beweiset schon Ludwig in seinen institutionibus medicinal:, wie auch Metzger und Büttner, daß aber Denatus von Kleist größtentheils durch Erstickung des Schießpulvers sehr schnell gestorben ist, ergiebt sich aus dem ad: I. Litt: B angezeigten Zustand des rechten Lungenflügels, ferner aus dem mit Bluth angefüllten Ventriculum dextrum Cordis, und der auricula dextra endlich aus dem beschriebenen Zustand des Gehirns. Ärztlicher Untersuchungsbericht Heinrich v. Kleist, Berlin, 11. 12. 1811. URL consultato il 1º aprile 1812.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 7392307 LCCN: n80126229