Gottfried Benn

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Gottfried Benn

Gottfried Benn (Mansfeld, 2 maggio 1886Berlino, 7 luglio 1956) è stato un poeta, scrittore e saggista tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pastore protestante, Gottfried Benn, abbandonò presto lo studio della teologia per dedicarsi alla medicina presso l’accademia militare di Berlino dove si laureò nel 1910. Esordì nella letteratura pubblicando nel 1912 la raccolta di poesie espressioniste Morgue e altre poesie, ambientata prevalentemente nei padiglioni di un ospedale e fitta di immagini macabre e mortuarie. L'opera destò un certo scandalo e proiettò Benn negli ambienti letterari della Berlino degli anni '10. Il dottor Benn entrò in contatto con gli artisti del gruppo Die Brücke ed iniziò un'avventura sentimentale con la poetessa ebrea Else Lasker-Schüler.

Durante la prima guerra mondiale Benn prosegue la sua professione di medico come sifilopatologo prestando servizio nell’esercito tedesco di occupazione in Belgio. Nel 1916 pubblica il racconto lungo Cervelli (Gehirne) seguito poi da Le novelle di Rönne. Opera fortemente autobiografica, dove le giornate di un medico dell'esercito vengono descritte attraverso un flusso di immagini pregne di regressione onirica e simbolismo. Terminato il conflitto Benn si ritrasferisce di nuovo a Berlino dove apre uno studio privato sulla Hermannstraße.

Nel dopoguerra, ostile alla Repubblica di Weimar, fece parte del movimento culturale della Rivoluzione conservatrice e poi simpatizzò per l'emergente movimento nazista. Nel febbraio del 1933 viene chiamato dai gerarchi nazisti a dirigere la sezione di poesia dell'Accademia di Prussia, dai quali erano stati espulsi o si erano volontariamente allontanati poeti e intellettuali ostili al nuovo regime. Durante questi anni Benn scrive alcuni saggi e articoli, raccolti poi nel volume Die neue Staat und die Intellektuellen (1932), dalla quale si avverte una forte fascinazione estetizzante per il nazionalsocialismo, salutato come forza storica nuova, potente, nata da istanze dionisiache e assertrice del culto della forma. Concetti ripetuti ancora in una serie di saggi raccolti poi nel libro Kunst und Macht (1935).

Ma la luna di miele fra Benn e i gerarchi ha vita breve. I nazisti mettono gli occhi sui suoi scritti giovanili e sulle sue affinità poetiche col movimento espressionista che Goebbels e compagni bollano come «arte degenerata» e lo bandiscono. In giugno Hans Friederich Blunck lo sostituisce alla direzione dell'Accademia e Benn prende le distanze dal nazismo. Il 27 agosto 1934 ne scrive alla poetessa Ina Seidel: «Il tutto mi comincia ad apparire come una sceneggiata che annuncia sempre il Faust ma la troupe è appena sufficiente per un'operetta. Con quali toni grandiosi ha esordito e come appare schifoso oggi!». Benn, profondamente amareggiato, scompare dalla scena pubblica e si ritira ad Hannover. All'amico Friedrich Oelze scrive il 18 novembre di voler tornare a far parte dell'Esercito: «la Reichswehr è la forma aristocratica di emigrazione». Nel 1937 è attaccato da Wolfgang Willrich, ufficiale delle SS, nel libro Säuberung des Kunsttempels (Pulizia del tempio dell'arte) ma Benn è difeso da Heinrich Himmler: tuttavia, nel 1938, la Reichsschrifttumskammer, l'Associazione degli scrittori, proibisce a Benn la pubblicazione dei suoi libri.

Finita la guerra, nel 1951 ottiene il premio Georg Büchner. Muore a Berlino Ovest nel 1956 e viene sepolto nel cimitero Waldfriedhof di Dahlem.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Morgue und andere Gedichte, 1912
  • Fleisch, 1917
  • Die Gesammelten Schriften, 1922
  • Schutt, 1924
  • Betäubung, 1925
  • Spaltung, 1925
  • Nach dem Nihilismus, Berlin, 1932
  • Der Neue Staat und die Intellektuellen, 1933
  • Kunst und Macht, 1935
  • Statische Gedichte, 1948
  • Ptolemäer, 1949
  • Ausdruckswelt. Essays und Aphorismen, 1949
  • Trunkene Flut. Ausgewählte Gedichte, 1949
  • Roman des Phänotyp, 1949
  • Doppelleben, 1950
  • Fragmente. Neue Gedichte, 1951
  • Probleme der Lyrik, 1951
  • Essays, 1951
  • Die Stimme hinter dem Vorhang, 1952
  • Destillationen. Neue Gedichte, 1953

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Il tolemaico, Einaudi 1973
  • Cervelli, Adelphi
  • Lo smalto sul nulla, Adelphi
  • Morgue, Einaudi
  • Pietra verso flauto, Adelphi
  • Romanzo del fenotipo, Adelphi
  • Frammenti e distillazioni, Einaudi
  • Aprèslude, Einaudi
  • Poesie statiche, Einaudi
  • Flutto Ebbro, Guanda
  • Doppia vita, Sugar

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferruccio Masini, Astrazione e violenza. Gottfried Benn e l'espressionismo, Vittorietti, Palermo 1978
  • Ferruccio Masini, Gottfried Benn e il mito del nichilismo, Marsilio, Padova 1978
  • Marino Freschi, La letteratura del Terzo Reich, Editori Riuniti, Roma 1997 ISBN 88-359-4190-3
  • Luciano Zagari, Gottfried Benn. Un poeta della tarda modernità, Ets, Firenze 1997
  • Vincenza Scuderi, Il palinsesto invisibile. La poesia di Gottfried Benn in Italia, Bonanno, Catania 2006 ISBN 88-779-6299-2
  • Paola Quadrelli, Le vite in versi. Figure di artisti e scienziati nella lirica tedesca moderna (Benn, Enzensberger, Heiner Müller), Aracne, Roma 2008
  • Nadia Centorbi, La Musa estranea. Gottfried Benn (1913-1945), Artemide, Roma 2009
  • Antonino Trizzino, Gottfried Benn. Contro il mondo, contro la vita, in « Atque. Materiali tra filosofia e psicoterapia », nuova serie, 14, Moretti & Vitali, Bergamo 2014 ISBN 978-88-7186-566-9

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