Francesco Hayez

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Autoritratto a ottantotto anni (1879) Galleria d'Arte Moderna, Venezia
Il bacio (1859) Pinacoteca di Brera, Milano

Francesco Hayez (Venezia, 10 febbraio 1791Milano, 21 dicembre 1882[1]) è stato un pittore italiano, massimo esponente del romanticismo storico, particolarmente noto per l'opera Il bacio.

Molte sue opere sono "criptate" e hanno un messaggio nascosto (sicuramente politico). Ad esempio nel Bacio, rappresentato in epoca medioevale, intuiamo il vero significato dell'opera, legata al suo tempo, con un patriota che sta partendo per la guerra contro gli Austriaci.

Naturalmente in quegli anni era vietato rappresentare liberamente scene di questo tipo, ed è proprio così che Hayez decise di "camuffare" o "criptare" i suoi dipinti, trasponendoli in epoche passate.

Il Bacio, è diventato infatti il "manifesto" del Romanticismo Italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Venezia, in una famiglia di condizioni modeste. Il padre Giovanni era di origini francesi; la madre, Chiara Torcella, veniva da Murano. Il piccolo Francesco, ultimo di cinque figli, venne affidato ad una sorella della madre che aveva sposato Giovanni Binasco, armatore e mercante d'arte proprietario di una discreta collezione di dipinti.

Già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e lo zio lo affidò ad un restauratore affinché ne imparasse il mestiere.

In seguito divenne allievo del pittore Francesco Magiotto presso il quale rimase per tre anni. Frequentò il primo corso di nudo nel 1803 e nel 1806 venne ammesso ai corsi di pittura della Nuova Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Teodoro Matteini.

Nel 1809 vinse un concorso indetto dall'Accademia di Venezia per l'alunnato presso l'Accademia nazionale di San Luca a Roma e si trasferì nella capitale dove divenne allievo di Canova che ne fu la guida e il protettore negli anni romani. Nello studio del Canova conobbe Francesco Podesti, l'altro grande pittore del romanticismo storico della prima metà dell'Ottocento.

Nel 1814 lasciò Roma in seguito ad un'aggressione, avvenuta, pare, per vicende sentimentali, e si trasferì a Napoli dove gli venne commissionato da Gioacchino Murat il dipinto Ulisse alla corte di Alcinoo.

Nel 1822 viene chiamato ad insegnare all'Accademia di Belle Arti di Brera, come aiuto di Luigi Sabatelli. Insegnò all'Accademia, come aggiunto, fino al 1850, quando, alla morte di Sabatelli, ne assunse la cattedra che tenne fino al 1879.

Morì a Milano il 21 dicembre 1882 all'età di 91 anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

La sua arte, basata su eccellenti doti di disegnatore, non è esente da una certa freddezza ed artificiosità. Il suo romanticismo è sempre stato considerato infatti più formale che sostanziale.

La sua miglior produzione artistica è considerata quella dei ritratti che egli fece ad alcuni degli uomini più famosi dei suoi tempi: Gioacchino Rossini, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Antonio Rosmini, Massimo d'Azeglio e Cavour.

L'elencazione delle opere di Hayez non è agevole in quanto spesso non le firmava oppure non le datava. Spesso la data indicata nei testi non è veramente la data di produzione, ma è quella di donazione. Inoltre dipingeva più volte gli stessi soggetti con minime variazioni oppure a volte senza modifica alcuna.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michele Di Monte, Francesco Hayez in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 61, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato il 07-06-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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