Filarete

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Autoritratto su medaglia
Autoritratto e firma sulla porta di San Pietro
La torre del Filarete (Milano)

Antonio di Pietro Averlino o anche Averulino detto il Filarete, cioè "colui che ama le virtù" (Firenze, 1400 circa – Roma, 1469) è stato uno scultore e architetto italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Fiorentino, fece il suo apprendistato nella bottega di Lorenzo Ghiberti, per poi scegliersi un soprannome di stampo umanistico. Nel 1445 a Roma, sotto papa Eugenio IV, completò i battenti bronzei per la porta centrale della Basilica di San Pietro (nota come "porta del Filarete"): ogni battente è diviso in tre riquadri sovrapposti, in quello di sinistra dal basso: "Martirio di Paolo", "San Paolo", "Cristo in trono"; in quello di destra sempre dal basso: "Martirio di Pietro", "San Pietro che dà le chiavi a Eugenio IV", "Madonna in trono"; i riquadri sono incorniciati da girali animati con profili di imperatori e nell'intercapedine fra questi vi sono fregi con episodi del pontificato di Eugenio IV.

In seguito lavorò presso diverse città: a Firenze e Arezzo nel 1458 e l'anno seguente a Venezia.

Nel 1459 viene introdotto da Piero de' Medici alla corte di Francesco Sforza. Rimase a Milano fino al 1465 e lavorò per la Veneranda Fabbrica del Duomo, alla torre di facciata del Castello, all'Ospedale Maggiore, del quale diresse i lavori dal 1457 al 1465, e al Duomo di Bergamo. A Milano non riuscì mai ad affermarsi completamente, nonostante l'appoggio del duca, per la concorrenza degli architetti lombardi, capeggiati da Guiniforte Solari.

Il Filarete fu anche abile orafo e medaglista. Sua è la croce processionale di Bassano del Grappa commissionatagli dal Comune di Bassano nel 1449.

[modifica] Stile

Il Filarete fece proprio soprattutto lo studio e la rievocazione dell'antico. Fu uno dei primi artisti a sviluppare una conoscenza del mondo antico fine a sé stessa, dettata cioè da un gusto "antiquario", che mirava a ricreare opere in stile verosimilmente classico. Ma la sua riscoperta non fu filologica, ma piuttosto animata dalla fantasia e dal gusto per la rarità, arrivando a produrre un'evocazione fantastica del passato.

[modifica] Pensiero

Tra il 1460 e il 1464 compose i 25 libri del Trattato di Architettura opera in volgare dedicata a Francesco Sforza e che contiene il piano della prima città ideale compiutamente teorizzata: Sforzinda, la città è inserita in una cinta muraria a forma di stella a otto punte.

Per il Filarete il disegno era un’attività intellettuale, strumento di comunicazione del pensiero, forma sensibile dell’idea, "fondamento e via d’ogni arte che di mano si faccia". Una concezione molto simile a quella di Leon Battista Alberti che definiva il disegno "un tracciato preciso e uniforme, concepito nella mente, eseguito per mezzo di linee ed angoli, e condotto a compimento da persona dotata d’ingegno e di cultura".

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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