Basilica di San Vincenzo in Prato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°27′27.59″N 9°10′25.93″E / 45.457665°N 9.173869°E45.457665; 9.173869

Basilica Prepositurale di San Vincenzo in Prato
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località CoA Città di Milano.svgMilano
Religione Cristiana Cattolica di rito ambrosiano
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Consacrazione 900
Stile architettonico Paleocristiano
Sito web Sito ufficiale della Parrocchia

La basilica di San Vincenzo in Prato è un luogo di culto cattolico di Milano situato in via Daniele Crespi, non lontano dalla darsena.

Si tratta dell'unica chiesa milanese che conservi un autentico stile paleocristiano del primo tipo canonico, simbolo della semplicità; per l'assenza di sovrapposizioni di altri stili, è un catalogo vivo delle componenti architettoniche e le suggestioni dell'idea Paleocristiana, assai adatto alla didattica. Può anche dare l'idea di come fosse la prima antica Basilica vetus, perché ha similitudini di forme, proporzioni ed aspetti stilistici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima più antica chiesa fu fondata dal re longobardo Desiderio, nell'anno 770, che la dedicò alla Vergine. Poi mutò dedicazione in San Vincenzo, perché furono trovate le sue spoglie, conservate in urna nella Cripta, assieme a quelle di San Quirino e Nicomede, trovate nell'859, e di Sant'Abbondio trovate nel 1000. L'epiteto “In Prato”, fu acquisito perché sita nel podere detto Prata, del vescovo Odelperto.

Nell'806 fu aggiunto alla chiesa un monastero benedettino, e tra il IX e XI secolo, i monaci ricostruirono la chiesa ormai cadente, ma sullo stesso impianto ed aspetto.

Nel 1520 il monastero fu soppresso e nel 1598 la chiesa fu restaurata ed adibita a parrocchia.

Nel 1797, in seguito alle leggi napoleoniche e come molti templi italiani, la chiesa fu sconsacrata per essere adibita a magazzino militare, stalla e caserma; nell'Ottocento fu adibita a fabbrica di prodotti chimici e, curiosamente, il campanile era usato come ciminiera[1].

Finalmente, nel 1880-90, su sollecitazione delle Commissioni cittadine facenti capo all'Accademia di Belle Arti di Brera, l'architetto Gaetano Landriani, responsabile dei restauri alla vicina Basilica di sant'Ambrogio, la restaurò conferendole l'aspetto attuale e la ripristinò al culto ponendola sotto il territorio della parrocchia di sant'Ambrogio. In questo restauro la chiesa venne ornata da decorazioni neopaelocristiane opera del pittore Attilio Nicora. Nella seconda metà degli anni '90 del secolo XX un intervento dei milanesi architetti Lattes ripulì la chiesa da queste decorazioni l'alto presbiterio ed eliminando gli interventi stilistici della fine dell'Ottocento.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Questa piccola basilica paleocristiana in mattoni a vista e che misura 40 per 20 metri circa, è sopravvissuta con l'originale struttura perché a ogni restauro non fu mai modificata sostanzialmente ed è l'unica che rimane a testimoniare il più antico aspetto della cristianità milanese.

Fu costruita sul luogo di un tempio romano eretto sulla via per Vigevano e forse dedicato a Giove o un oratorio che si trovava al centro di una necropoli romana, di cui alcuni reperti sono murati sul fianco sinistro esterno della chiesa.

Sull'altare maggiore è visibile un bell'affresco della Crocifissione del XV secolo detto la Madonna del pianto proveniente dalla vicina demolita chiesa di San Calocero e attribuito alla scuola degli Zavattari. Nella navatella di destra è collocato un frammento di affresco sempre proveniente da S. Calocero, la Madonna dell'aiuto; nella navatella sinistra una colonna romana che sosteneva fino al 1885 la prima campata dell'arcata sinistra. La cripta è, assieme alla cripta di San Giovanni in Conca, l'unica cripta romanica originale rimasta a Milano.

Il battistero ottagonale che si trova all'esterno, sulla sinistra, è opera dell'architetto Paolo Mezzanotte e venne aggiunto nel 1932 con la benedizione del cardinale Schuster: la Pietra santa qui contenuta e facente parte del fonte battesimale, proviene dalla chiesa di S. Nazaro in Pietra Santa, demolita nel 1889 per lasciare spazio alla nuova Via Dante[2]. Le tre semplici porte in rame sbalzato sono dello scultore Geminiano Cibau.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Organo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne Mascioni opus 1146[3] costruito nel 1998 riutilizzando la cassa e parte del materiale fonico del precedente organo Bernasconi del 1897.

Lo strumento, a trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri e le combinazioni, ha due tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera di 30 note, ha la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Ottava 4'
XII 2.2/3'
XV 2'
Ripieno 5 file 1.1/3'
Principale II 8'
Flauto 8'
Flauto 4'
Cornetto 3 file 2.2/3'
Tromba 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Principale 8'
Ottava 4'
Ripieno 3-4 file 2'
Bordone 8'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Piccolo 2'
Salicionale 8'
Voce celeste 8'
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Basso 8'
Ottava 4'
Subbasso 16'
Bordone 8'
Bombarda 16'
Tromba 8'

Organo Corale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'abside, dietro l'altare maggiore, si trova un secondo organo a canne, costruito dalla ditta Mascheroni. Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera di 51 note ed una pedaliera dritta di 12 note. La sua disposizione fonica è la seguente:

Manuale
Principale 8'
Ottava 4'
XV 2'
XIX 1.1/3'

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chiesa di S. Vincenzo in Prato - Tetto, abside e campanile fotografia del 1886-1888 da Lombardia Beni Culturali
  2. ^ La demolita chiesa di S. Nazaro in Pietrasanta dal sito Milanostorica
  3. ^ L'organo a canne sul sito della ditta Mascioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]