Gino Severini
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Gino Severini (Cortona, 7 aprile 1883 – Parigi, 26 febbraio 1966) è stato un pittore italiano che ha saputo unire scienza ed arte, rigore costruttivo e fantasia inventiva, raggiungendo la più completa felicità espressiva quando, tra il 1910 ed il 1915, innestò i valori dinamici del futurismo su quelli costruttivi del cubismo.
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[modifica] Biografia
Nato a Cortona, giunse sedicenne a Roma.
Qui Giacomo Balla lo avviò alla pittura divisionista che approfondì a Parigi a partire dal 1906 (Primavera a Montmartre, 1909).
A contatto con Pablo Picasso e Georges Braque, Juan Gris e Guillaume Apollinaire, partecipò al nascere e allo svilupparsi del cubismo (che teorizzò in Dal cubismo al classicismo, del 1921, mentre i suoi amici pittori rivivranno nell'autobiografia Tutta la vita di un pittore, del 1946).
[modifica] Il Futurismo
Firmatario nel 1910 del manifesto della pittura futurista, sollecitò Umberto Boccioni e Carlo Carrà a raggiungerlo a Parigi dove, nel 1912, organizzò la prima mostra dei futuristi.
Frequentatore di cabaret, Severini rappresentò quel mondo notturno di luci e danze in capolavori come La danza del pan pan al Moncio (1911), Geroglifico dinamico del bal tabarin e Ballerina in blu (1912).
Giunse a una visione caleidoscopica in cui spazio e tempo, presente e passato, insieme e particolare si fondono in una festa di luci e colori.
Dal 1924 al 1934, anche a seguito di una crisi religiosa, si dedicò all'arte sacra in grandi affreschi e mosaici soprattutto per chiese svizzere.
Nel secondo dopoguerra, riscrivendo in chiave di decorativismo astratto le proprie opere futuriste, Severini ritrovò la vena più felice.
Nel 1949-1950, Severini aderì al progetto della importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro, inviando, oltre ad un autoritratto, l'opera "Simboli del lavoro". La collezione Verzocchi è attualmente conservata presso la Pinacoteca Civica di Forlì.
Si trasferisce a Parigi, dove avrà una cattedra di mosaico con Riccardo Licata come assistente. Muore a Parigi nel 1966.
[modifica] Opere
- Primavera a Montmartre (1909)
- La danza del pan pan al Moncio (1911)
- Geroglifico dinamico del bal tabarin (1912)
- Ballerina in blu (1912)
[modifica] Onorificenze
Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 dicembre 1952. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.[1][modifica] Bibliografia
- Gino Severini, Du cubisme au classicisme J. Povolozky & Co., Parigi, 1921
- Gino Severini, Ragionamenti sulle Arti Figurative, Hoepli, Milano, 1936
- Gino Severini, Arte indipendente, arte borghese, arte sociale, Danesi, Roma, 1944
- Gino Severini, Tutta la vita di un pittore, (2 volumi) Garzanti, Milano, 1946 (ripubbl. Feltrinelli, 1983)
- Gino Severini Témoignages - 50 ans de réflexion, Art Moderne, Roma, 1963
- Piero Pacini, Gino Severini. Disegni e Incisioni scelti e annotati da Piero Pacini, La Nuova Italia, Firenze. 1977
- G. Mascherpa, Gino Severini, RAS 1983
- Maurizio Scudiero, La Cartolina - Futurismo, Edizioni La Cartolina, Roma, 1985
- Furio Arrasich, Catalogo degli illustratori di Cartoline Italiane, Edizioni La Cartolina, Roma, 1990
- Enrica Amelotti / Maria Luisa Caffarelli / Mario Mantelli / Silvana Serra, Quel mosaico in piazza - Gino Severini al Palazzo delle Poste di Alessandria, Edizioni Amnesia / WR Ediprint, Alessandria, 1990
- Tony Frisina, Appello per salvare il mosaico futurista su La Stampa del 30 novembre 1997, pagina di Alessandria, Alessandria, 1997
- Giorgio Longo, Monumenti. Appello di Tony Frisina - Si sfalda il mosaico delle Poste - "Presto i lavori di ripristino" - L'opera realizzata da Gino Severini. Servirebbe un impianto luce, su "La Stampa" - Alessandria e provincia, p. 56, La Stampa, 18 febbraio 2007
[modifica] Note
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