Aeropittura

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Fedele Azari, Teatro aereo futurista 1922-26 (collezione privata di Maria Fede Caproni)

L'aeropittura è una declinazione pittorica del futurismo che si afferma negli anni successivi alla prima guerra mondiale. Come espressione del mito della macchina e della modernità caratteristico del movimento marinettiano, l'aeropittura manifesta l'entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell'aeroplano.

Il manifesto[modifica | modifica wikitesto]


Il primo esempio risale allo scritto di Marinetti L'aeroplano del Papa del 1912. Le caratteristiche dell'aeropittura e i temi guida si vanno precisando nel corso degli anni venti per trovare infine una codificazione nel Manifesto dell'Aeropittura futurista, redatto nel 1929 da Marinetti, Balla, Fortunato Depero, Prampolini, Dottori, Benedetta Cappa, Fillia, Tato e Somenzi[1] e pubblicato sulla "Gazzetta del popolo" del 22 settembre 1929 nell'articolo dal titolo Prospettive di volo. Marinetti aveva tratto ispirazione per il manifesto dell'aeropittura dopo un lungo volo in idrovolante sul Golfo della Spezia.

Ma già dalla Biennale di Venezia del 1924, con Gerardo Dottori, e poi a quella del 1926, con il pittore e aviatore futurista Fedele Azari, che crea la prima opera di aeropittura Prospettiva di volo, l'aeropittura aveva trovato tuttavia, nella pratica, una propria continuità formale in una resa che accentuava la scansione delle immagini per piani di colore sottolineando ora il carattere meccanico e dinamico dell'aviazione, ora forme di lirismo fantastico, naturalistico e spiritualistico ispirato al volo.
Nel 1931 alla galleria Pesaro di Milano si tiene un'importante mostra di aeropittura focalizzata sui temi dell'idealismo cosmico.

Nel 1933 Marinetti a La Spezia si fa promotore del relativo Premio di Pittura del Golfo che vede la partecipazione di molti esponenti dell'aeropittura futurista.

Uno dei manifesti più significativi fu firmato da Enrico Prampolini, nel quale l'aeropittura viene descritta come uno strumento essenziale per soddisfare il desiderio latente di vivere le forze occulte dell'idealismo cosmico.[2]

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.culturaservizi.it/vrd/files/VN1931_manifesto_aeropittura.pdf
  2. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.1 pag.62
  3. ^ Da notare il fatto che sebbene Depero avesse sottoscritto il Manifesto dell'Aeropittura futurista nel 1929, non ne condivise del tutto i principi né realizzò opere di questo genere. Fonte: Maurizio Scudiero. Fortunato Depero attraverso il Futurismo. Opere 1913-1958 (catalogo della mostra). Firenze, Galleria Poggiali & Forconi, 1998.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aeropittura Futurista. Angelo Caviglioni e gli altri protagonisti, a cura di Beatrice Buscaroli, (catalogo della mostra) Bologna, Editore Bononia University Press, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]