Fillia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« L'uomo ha bisogno di staccarsi dalla terra, ha bisogno di sognare, di desiderare eterna felicità, di dimenticare continuamente la realtà quotidiana »
(Fillia[1])

Luigi Colombo, noto con lo pseudonimo di Fillìa (Revello, 3 ottobre 1904Torino, 10 febbraio 1936), è stato un poeta e pittore italiano.

Mistero aereo di Fillìa, 1930-31, è un esempio della corrente più astratta dell'aeropittura futurista. Appartiene alla Collezione Caproni, Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, Trento.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Artista futurista poliedrico nell'affrontare diverse problematiche artistiche, prese il suo pseudonimo dal cognome materno.

Forse nel presagio di una breve vita si mosse in modo animato e attivo sul fronte delle avanguardie artistiche, soprattutto abbracciando in tutto lo spirito futurista.

Nel 1922 è coautore del libretto Poesia proletaria e nel 1923 costituisce a Torino i Sindacati Artistici Futuristi, promotori di una rivoluzione proletaria in chiave futurista. Nel 1928 organizza il Padiglione Futurista per l'Esposizione Internazionale di Torino.

La sua iniziale attività è legata fortemente alla parola, sia nel teatro che nella poesia, ma sfocia anche nella pittura, con uno stile legato inizialmente all'astrazione per poi giungere a una figurazione che viene definita cosmica. Pubblica la rivista La terra dei vivi. Svolge anche attività critica e storica e fonda le pubblicazioni la Città Futurista nel 1929 e La Città Nuova nel 1931. In quest'ultimo anno, cura la pubblicazione di un importante repertorio internazionale La Nuova Architettura e firma con Marinetti il Manifesto dell'arte sacra futurista.

È stata recentemente messa in evidenza una serie di suoi lavori pittorici sull'arte sacra, tema classico della tradizione italiana, rivisitato in una sperimentale chiave spirituale-meccanica futurista. Nel 1931, sempre con Marinetti firma il Manifesto della cucina futurista. Nel 1933 esegue con Enrico Prampolini il grande mosaico futurista Le comunicazioni all'interno della torre del Palazzo delle Poste alla Spezia. La sua opera Senza titolo, 1923, è conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano.[3]

Morì a Torino, città dove aveva quasi sempre vissuto ed operato, nel 1936 dopo una lunga malattia.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia-Economia - Comune di REVELLO (CN)
  2. ^ Nicoletti, p. 102.
  3. ^ Museo Cantonale d'Arte, Lugano: Fillia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Nicoletti, Luca Gabrielli, La Collezione Caproni, a cura di Giovanna Nicoletti, Stella Edizioni/Museo Tridentino di Scienze Naturali/Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, 2007, ISBN 978-88-8446-157-5.
  • Alessandra Ottieri, Fillìa poeta e narratore futurista. Dal "futurcomunismo" al genere "brillante", Guida, Napoli, 2012. ISBN 978-88-6666-193-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN39372107 · LCCN: (ENn85118320 · SBN: IT\ICCU\CFIV\013868 · ISNI: (EN0000 0000 8343 0313 · GND: (DE119401479 · BNF: (FRcb11886310x (data) · ULAN: (EN500021434