Fillia

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Luigi Colombo, noto con lo pseudonimo di Fillìa (Revello, 3 ottobre 1904Torino, 10 febbraio 1936), è stato un poeta e pittore italiano.

Mistero aereo di Fillìa, 1930-31, è un esempio della corrente più astratta dell'aeropittura futurista. Appartiene alla Collezione Caproni, Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, Trento.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Artista futurista poliedrico nell'affrontare diverse problematiche artistiche, prese il suo pseudonimo dal cognome materno.

Forse nel presagio di una breve vita si mosse in modo animato e attivo sul fronte delle avanguardie artistiche, soprattutto abbracciando in toto lo spirito futurista, nel periodo definito secondo futurismo di cui fu fondatore, animatore e leader sul territorio torinese.

Nel 1922 è coautore del libretto Poesia proletaria e nel 1923 costituisce a Torino i Sindacati Artistici Futuristi, promotori di una rivoluzione proletaria in chiave futurista. Nel 1928 organizza il Padiglione Futurista per l'Esposizione Internazionale di Torino.

La sua iniziale attività è legata fortemente alla parola, sia nel teatro che nella poesia, ma sfocia anche nella pittura, con uno stile legato inizialmente all'astrazione per poi giungere a una figurazione che viene definita cosmica. Pubblica la rivista La terra dei vivi. Svolge anche attività critica e storica e fonda le pubblicazioni la Città Futurista nel 1929 e La Città Nuova nel 1931. In quest'ultimo anno, cura la pubblicazione di un importante repertorio internazionale La Nuova Architettura e firma con Marinetti il Manifesto dell'arte sacra futurista.

È stata recentemente messa in evidenza una serie di suoi lavori pittorici sull'arte sacra, tema classico della tradizione italiana, rivisitato in una sperimentale chiave spirituale-meccanica futurista. Nel 1931, sempre con Marinetti firma il Manifesto della cucina futurista. Nel 1933 esegue con Enrico Prampolini il grande mosaico futurista Le comunicazioni all'interno della torre del Palazzo delle Poste alla Spezia. La sua opera Senza titolo, 1923, è conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano.[2]

« L'uomo ha bisogno di staccarsi dalla terra, ha bisogno di sognare, di desiderare eterna felicità, di dimenticare continuamente la realtà quotidiana »
(Fillia[3])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nicoletti, op. cit., p. 102.
  2. ^ Museo Cantonale d'Arte, Lugano: Fillia
  3. ^ Storia-Economia - Comune di REVELLO (CN)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanna Nicoletti, Luca Gabrielli in Giovanna Nicoletti (a cura di), La Collezione Caproni, Stella Edizioni/Museo Tridentino di Scienze Naturali/Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, 2007, ISBN 978-88-8446-157-5.
  • Alessandra Ottieri, Fillìa poeta e narratore futurista. Dal "futurcomunismo" al genere "brillante", Guida, Napoli, 2012. ISBN 978-88-6666-193-1

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